Grecia: ennesimo rinvio. Ma per il momento il default è scongiurato.

Scritto il alle 08:56 da Danilo DT

Rinviata al 20 novembre la decisione su un finanziamento extra di 31.2 miliardi. Ed un roll over in data 16 novembr eviterà il default Grecia.

Oggi doveva essere il giorno della Grecia, il giorno dove l’Eurogruppo decideva sul da farsi. Ma è arrivato l’ennesimo rinvio. Si compra tempo e si allunga l’agonia? Diciamo che si cerca di tardare il più possibile certe decisioni. E’ sempre più complesso capire come muoversi per rattoppare una situazione che non può essere rattoppata. La Grecia Non ce la potrà mai fare. Credo che orami lo avete capito anche voi.
L’incontro era alle 8 di stamattina…

EU finance chiefs meet in Brussels (8 a.m.) and Greek Finance Minister Yannis Stournaras will address European lawmakers (1.30 p.m.) after finance ministers gave Greece two extra years to curb its budget deficit. (Source: Bloomberg)

Ma l’esito non è stato proprio scontato. I ministri delle Finanze dell’Eurozona decidono intanto di far slittare dal 2014 al 2016 il termine per la riduzione del deficit sotto il 3%. Però…che fare con le necessità di cassa greche (un ulteriore finanziamento è necessario) e sul debito? Si prende tempo. Tutto rinviato al 20 novembre.

Ci sono in ballo ulteriori 30 miliardi di Euro e il giorno 16, quando la Grecia teoricamente rischia il default, verrà fatta un’operazione di roll over sui debito pubblico che quindi verrà automaticamente rinnovato. Le voci di corridoio dicono che l’accordo per i 31,2 miliardi, per essere precisi, sarà comunque una formalità. Sia quel che sia, tanto la Grecia non ce la potrà fare ugualmente.
E pensare che c’è ancora chi è convito del contrario. Non per ultimi quelli del FMI. Ecco secondo loro il rapporto deficit PIL greco per i prossimi anni. Tanti auguri.

 

STAY TUNED!

DT

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20 commenti Commenta
7voice
Scritto il 13 novembre 2012 at 09:06

questi burocrati europei sono un fetenzia epocale ! bisogna minacciare di uscire dall euro x ottenere qualcosa ! ma con questo maggiordomo che abbiamo come premier cosa vuoi sperare ???? monti tornatene in qualsiasi cloaca vuoi ma sparisci dall’italia!

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kry
Scritto il 13 novembre 2012 at 09:30

In ambienti finanziari gira una barzelletta. Sai qual’è la differenza tra Atene e Tokyo ? Risposta: 3 anni. Forse succede prima : http://www.finanza.com/Finanza/Dati_Macroeconomici/Asia/notizia/Giappone_produzione_industriale_a_settembre_(finale)_41_-383256 ————————- MILANO (Finanza.com) La produzione industriale del Giappone ha segnato a settembre un calo del 4,1% rispetto al mese precedente e dell’8,1% su base annuale. La lettura finale ha confermato i dati preliminari.

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icebergfinanza
Scritto il 13 novembre 2012 at 09:42

kry@finanza,

Lasciaperdere le barzellette di Zingales non ci arriva proprio non ci arriva… http://keynesblog.com/2012/11/12/caro-zingales-il-giappone-non-e-la-grecia/

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tommy271
Scritto il 13 novembre 2012 at 10:09

Incontro senza risultati, come da previsione.

Questa mattina si tiene l’asta dei trimestrali cui sarà aggiunta una di un mese destinata a pagare le scadenze del 16 settembre da 5 MLD, detenute dalla BCE. Le banche greche riceveranno liquido dalla BCE per sottoscrivere l’asta e ripagare le scadenze. Come al solito.
Le divisioni tra FMI e BCE/UE dall’altra non accennano a diminuire.

Da una parte la richiesta di un’OSI, dall’altra si respinge fermamente tale ipotesi.
Secondo calcoli servono tra i 50 e gli 80 MLD di tagli al debito greco, per riportarlo entro un’orbita sostenibile. Servono inoltre una ventina di MLD per i due anni in più concessi alla Grecia per rientrare nel deficit/PIL concordato.

La discussione continua, si arriverà ad un “compromesso”.

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manuel.finanza
Scritto il 13 novembre 2012 at 13:04

La potenza dell facebook
Ha cancellato il profil di tutti i parlamentari e degli amici del partito di Aurora Dorata
(ultra estremisti in continua ascesa piu di 15%)
mi allegra la iniziativa ma mi chiedo se questo puo succedere anche a le 5 stelle
Chi e dietro facebook o gli alti social website?

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manuel.finanza
Scritto il 13 novembre 2012 at 15:27

Facebook viene in aiuto dell disperato governo Ellenico
Quello che non fa la BCE e la CE

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andrea.mensa
Scritto il 13 novembre 2012 at 16:43

credo che per capire fino a quando si “comprerà tempo” bisognerebbe conoscere l’entità e gli emittenti dei CDS sui titoli greci, in questo momento, ma poi anche spagnoli, italiani ecc….
della serie che fintantochè ci saranno ricoperture con CDS i default in uun modo o nell’altro verranno evitati, con quante chances di salvare anche le popolazioni, direi , nessuna.

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Scritto il 13 novembre 2012 at 18:10

Ormai i CDS hanno perso smalto dopo la “trombata” legata al primo default greco…
;-)

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tommy271
Scritto il 13 novembre 2012 at 19:45

andrea.mensa@finanza:
credo che per capire fino a quando si “comprerà tempo” bisognerebbe conoscere l’entità e gli emittenti dei CDS sui titoligreci, in questo momento, ma poi anche spagnoli, italiani ecc….
della serie che fintantochè ci saranno ricoperture con CDS i default in uun modo o nell’altro verranno evitati, con quante chances di salvare anche le popolazioni, direi , nessuna.

Sui CDS greci (attualmente intorno ai 5000 pb.) credo non operi più nessuno. Costano troppo.
Diverso il discorso per Spagna e Italia.

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tommy271
Scritto il 13 novembre 2012 at 19:49

Oggi l’asta è andata bene … con i soldi della BCE. :mrgreen:

Dalla stampa tedesca si parla addirittura di rilasciare alla Grecia oltre alla tranche da 31,5 MLD il resto delle rate maturate nel frattempo … cioè 44 MLD.

Cosa vorranno farne?

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andrea.mensa
Scritto il 13 novembre 2012 at 19:54

evidentemente non mi sono spiegato bene.
è ovvio che nessuno assicura più i titoli greci, ma quanti cds emessi negli anni passati devono ancora arrivare a scadenza, e quindi liberare l’assicuratore dal rischio di dover pagare ?
inoltre è importante anche il CHI è l’assicuratore.
non dimentichiamo che un CDS generato per un periodo nel quale non accade il default, rappresenta un’entrata per l’assicuratore, senza alcun esborso.
Calcolare le probabilità di un default, come se esso fosse possibile, applicare al titolo tale CDS sapendo che comunque il default ( almeno per il periodo interessato) non avverrà ( ragioni politiche o corruzione che sia) è come giocare sapendo già cosa accadrà, ovvero guadagnare sul sicuro.
ora, sui CDS dei paesi europei, CHI sta guadagnando ?

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lampo
Scritto il 13 novembre 2012 at 20:13

Permettetemi di sottolineare alcuni aspetti la diatriba fra BCE e FMI (i due membri di peso della Troika, visto che il governo greco… deve soltanto eseguire).

1) Le previsioni citate nel post sono troppo ottimistiche e, spiegandolo in modo molto semplice, si basano sull’assunto economico che per ogni misura di austerità equivalente ad un risparmio di un punto di PIL, ne fa perdere mezzo a livello di effetto recessivo (calo consumi, paura per il futuro, maggiore risparmio, minori servizi, ecc.). La realtà che stanno riscontrando con l’esperimento greco (c’è un acceso dibattito all’interno del FMI in proposito) purtroppo si sta rivelando molto diversa dalle previsioni.
In pratica l’influenza recessiva si attesterebbe a ben 0,7-0,8 punti percentuali di PIL, scombussolando enormemente l’assunto di utilizzare la politica di austerità per sistemare i conti.
Capite che tale variazione spalmata su più anni, con effetto cumulativo, genera una variazione enorme nelle previsioni di risanamento (ecco spiegate le previsioni enormemente sbagliate e continuamente rettificate in meno di due anni… ma ne abbiamo già parlato). Da qui è scaturita la decisione del FMI (già da un po’ per l’esattezza) di spingere per concedere ulteriori due anni alla Grecia (bisogna riconoscere che per certi versi è quasi un mea culpa… quindi bisogna darne atto).

2) Il problema 1 però crea un altro problema previsionale: la disoccupazione. Sintetizzando l’effetto recessivo provocato dalla politica di austerity per effettuare questo (benedetto) consolidamento fiscale (se mai ci riusciranno), comporta un allungo degli anni entro il quale effettivamente realizzarlo. Ma ciò comporta anche che nel Paese che adotti tali misure, ci sarà un’elevata disoccupazione (simile a quella attuale) per molti più anni rispetto alla previsioni iniziale. E qui sorge la domanda: la popolazione è in grado di sopportare per così tanti anni un elevato livello di disoccupazione? E qui si tratta di un nuovo esperimento… fatto sulla pelle dei greci (per il momento).
Poi ci sarebbe da affrontare la differente capacità di sopportazione della disoccupazione in un mercato del lavoro aperto basato sull’effettiva professionalità (come quello inglese di qualche anno fa per intenderci oppure quello australiano odierno) e in un mercato diciamo “meno aperto” basato sulle conoscenze e raccomandazioni, come quello greco. Capite che nel primo le persone disoccupate ruotano… nel secondo invece rischiano di diventare eterni disoccupati, a carico dei servizi sociali (la perdita perenne di una importante fetta di popolazione).

3) il target previsto per il 2020 di un rapporto deficit/PIL al 120% avrete già capito che diventa pura utopia (soprattutto per la differenza dell’effetto recessivo spiegato nel punto 1).
Un recente report della Commerzbank riporta la seguente previsioni:

Ecco spiegata la divergenza fra BCE e FMI. La BCE dice che anche se diamo alla Grecia ulteriori due anni per raggiungere tale rapporto (quindi nel 2022) non succede granché. Il FMI invece è tassativo e non vuole sforare il 2020 (secondo me ha ragione per quanto spiegato sopra).

4) Ecco quindi che il disaccordo nel punto 3 crea il dilemma di come rendere sostenibile il debito greco. La maniera più semplice sarebbe una nuova ristrutturazione (questo è il vero motivo di disaccordo, su cui non trovano un fil rouge che accontenti tutti). In particolare chi è esposto verso il debito greco, come spiegato in questa tabella (fonte Commerzbank):

Soprattutto chi ci deve perdere in termini finanziari, visto che sembra che né il FMI, né la BCE vogliono perdere altrimenti sarebbero aiuti di stato (Draghi nell’ultima conferenza l’ha detto chiaramente: la BCE non può semplicemente cancellare i suoi crediti nei confronti della Grecia, visto che equivarrebbe ad un aiuto di stato). Non per niente Dallara, il direttore generale dell’Istituto di finanza internazionale (che rappresenta anche le banche creditrici della Grecia) è ad Atene (evidentemente non vogliono perderci neanche loro nella eventuale ristrutturazione.

5) Ma ecco che da questa situazione tragica (perché di una tragedia non c’è dubbio che si tratti, visti i tanti errori, sia a livello di modello economico, previsionale e riflesso sociale dagli esiti ancora non chiari), nasce un altro problema: spostare di due anni non è una barzelletta visto che costa 32 miliardi (vado a memoria per la stima). Ma se già c’è difficoltà a mettersi d’accordo per il punto 4, quei 32 miliardi capite che sono ulteriore benzina sul fuoco, e generano ulteriore incertezza ed allontanamento delle posizioni nella discussione.

6) Da tutto questo capite che anche se dovessero decidere di continuare ad aiutare la Grecia, l’esito sarebbe comunque incerto trattandosi, in base a quanto ho esemplificato, un esperimento dall’esito sconosciuto… per cui potrebbero essere tutti soldi gettati al vento. Ecco quindi che molti Paesi (tipo l’Austria… ma sotto sotto anche la Germania) iniziano a pensare che forse il male minore è lasciare la Grecia al suo destino, ovvero che dichiari default sul debito… anche perché forse ha più prospettive di riprendersi in meno tempo di quello che ci vorrebbe con la continuazione delle politiche di austerity.

Scusate di nuovo l’esemplificazione.

E tutto questo per un Paese piccolo come la Grecia. Non voglio fare ulteriori paragoni… meglio di no. :roll:

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lampo
Scritto il 13 novembre 2012 at 20:36

Infine aggiungo un ulteriore aspetto che forse pochi considerano e non è presente nei modelli economici e previsionali.
In Grecia, in questi oramai 5 anni di recessione, molti hanno sbarcato il lunario con lavoretti in nero, arrotondando con i sussidi. Però capite che dopo tutti questi anni di recessione… anche di lavoro nero (non parlo di economia sommersa che è data anche dai capitali delle aziende, malavita, ecc) incomincia ad esserci sempre meno (almeno per la massa), generando ulteriore esasperazione. Comprendete quindi le scene che abbiamo visto qualche mese fa dei pensionati che si sono suicidati in piazza di fronte al Parlamento. Evidentemente non avevano scampo.
Appena la diminuzione del nero fra la massa diminuirà ancora… la disperazione si accentuerà ancora di più e non so a quel punto quanto riusciranno a tenere l’ordine pubblico.
Ecco quindi che nelle politiche di austerity dovrebbero tenere conto in qualche maniera la permanenza di una percentuale fisiologica di economia sommersa (magari più ampia rispetto ad una economia sana), in maniera che svolga il ruolo di valvola di sfogo per le persone che non hanno altre possibilità e non rientrano nella media del modello economico previsionale.

Questo secondo me è un errore di molti tecnici al governo, visto che non lo prendono in considerazione con le loro mega politiche di tracciabilità di tutto e tutti (soprattutto in Italia).

D’altro canto anche la notevole economia sommersa che esisteva in Grecia prima della crisi… è stata causa della crisi stessa e del notevole livello di indebitamento.

Mi ricorda qualche altro paese… ma lasciamo stare.

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perplessa
Scritto il 13 novembre 2012 at 22:32

lampo: visti i tanti errori,

e se invece non fossero errori,e fosse tutto voluto,come qualcuno sostiene? potrebbe essere verosimile,anche se quella direzione è irrazionale e non porta ad un accrescimento generalizzato del benessere . del resto la storia insegna che l’accrescimento del benessere è sempre stato il frutto dii lotte, mai un’operazione pianificata da chi ha detenuto il potere economico

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lampo
Scritto il 13 novembre 2012 at 22:43

perplessa@finanza,

Sarebbe una macchinazione troppo perfetta: li reputi così bravi?

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manuel.finanza
Scritto il 14 novembre 2012 at 07:21

Lampo complimenti per le tue riflessioni
La Grecia e oramai una terra bruciata e non puo crescere nulla
nell privato 1su 3 e gia chiuso.Solo i negozi che comprano oro sono nati come i funghi
esempio di una ditta che conosco lieder nei sanitari con 2 negozi all ingrosso e 2 al dettaglio
di 250 dipendenti adesso ha solo 1 all ingrosso e solo 50 dipendenti e gli ultimi fortunati hanno dovuto firmare la riduzione del salario da 1200 a 900 euro e oggi aspettano il salario di giugno
e intanto i debiti con i mutui corrono
Lo stato e un cattivo pagatore Pretende il 12% annuo per i ritardi ma i farmacisti aspettano 5 mesi x essere pagatti e pagano cash alle casse farmaceutiche
Tanti privati sono in ritardo di 2-3 anni di copertura al SSN e cosi non hanno piu assistenza sanitaria . E lui che dovrebbe rilassare lo scontrino fiscale?
I soldi chi gli aveva gli ha spediti ai paradissi fiscali
Il governo difende i suoi privileggi e non ha fatto niente per punire i ladri corrotti del passato
unica soluzione potra essere rimanere nel Euro ,un altro haircut, e stampare una monetta interna parallela come gli assegnini che circollavano 20 anni fa qui in Italia emesse dalle banche
come ultimo i partiti che compongono il governo gia hanno le prime perdite e non potranno durare 4 anni Ne sentirremo delle belle sperando che Portogallo e Spagna fanno i bravi

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tommy271
Scritto il 14 novembre 2012 at 09:37

andrea.mensa@finanza:
evidentemente non mi sono spiegato bene.
è ovvio che nessuno assicura più i titoli greci, ma quanti cds emessi negli anni passati devono ancora arrivare a scadenza, e quindi liberare l’assicuratore dal rischio di dover pagare ?
inoltre è importante anche il CHI è l’assicuratore.
non dimentichiamo che un CDS generato per un periodo nel quale non accade il default, rappresenta un’entrata per l’assicuratore, senza alcun esborso.
Calcolare le probabilità di un default, come se esso fosse possibile, applicare al titolo tale CDS sapendo che comunque il default ( almeno per il periodo interessato) non avverrà ( ragioni politiche o corruzione che sia) è come giocare sapendo già cosa accadrà, ovvero guadagnare sul sicuro.
ora, sui CDS dei paesi europei, CHI sta guadagnando ?

Per quanto riguarda la Grecia, credo che gli unici CDS ancora attivi siano quelli sugli “Isin Esteri” … trascurabili.
Il resto è stato swappato e pagato.

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tommy271
Scritto il 14 novembre 2012 at 09:58

Lampo, ottima analisi.

1) I due anni in più alla Grecia sono necessari. Per il semplice motivo che gli obiettivi posti sarebbero irrealizzabili. Su questo concordano tutti.
Possibile anche un rientro del debito/PIL nel 2023 anzichè nel 2020.

2) La disoccupazione è un tasto dolente, frutto della recessione. E’ raddoppiata nel giro di un anno, dovrebbe aumentare ancora un poco per poi stabilizzarsi nel 2013. In teoria dovrebbe iniziare a scendere nel 2014 in concomitanza del previsto aumento del PIL. Concordo che la questione pone problemi di tenuta del quadro politico complessivo. Non dimentichiamoci però che la quota di nero del PIL è intorno al 35%, rappresenta la riserva “nascosta”.

3) D’accordo, le previsioni indicano – a dati invariati – un debito/PIL intorno al 140% nel 2020. Sostanzialmente grandissimi sacrifici inutili.
Da qui la necessità di un haircut sul debito.

4) Gli attori in campo sono sostanzialmente quelli.
Per la UE è improponibile politicamente. Alla BCE è vietato. Il FMI tiene una posizione di “comodo”.

A mio avviso, attualmente è possibile ipotizzare una soluzione “tampone” (ma forse di lungo respiro) da qui sino alle elezioni tedesche del 2013.

Posso intravedere una possibile strada di percorso nella mega tranche da 44 MLD.

Le necessità della Grecia sono di 5 MLD per la faccenda degli Isin BCE, 25 MLD per le ricapitalizzazioni ed un paio di MLD per la spesa corrente.
Il resto potrebbe essere destinato al riacquisto del debito, con possibile abbattimento di una trentina di MLD.

I valori dei TdS aumenterebbero poi alla fine operazione, facendo alzare il FV posseduto dalle banche greche ed eliminando così la necessità di altri 25 MLD per le ricapitalizzazioni.

Una strategia semplice che potrebbe far scendere il debito di una cinquantina di MLD.

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andrea.mensa
Scritto il 14 novembre 2012 at 12:20

lampo,

caro Lampo
non sottovalutare coloro che detengono il vero potere …… hanno secoli di esperienza e molti mezzi.
Sicuramente, quello che è stato il ’68 ha rappresentato una novità rispetto agli schemi conosciuti, e quindi, evitarne il ripetrlo è stato il problema principale.
Lo ripeto da tempo ….. se leggiamo gli eventi e quanto accaduto non solo nella piccola parrocchietta italiana, ma nell’intero mondo occidentale non si può che riconoscere una regia tutta propedeutica a raggiungere lo scopo finale quello cioè dei soliti 5 sulle spalle dei 4 che , ovviamente, democraticamente parlando si autoalimenterà all’infinito ( o almeno fino a che i 4 non si ribelleranno violentemente).
una popolazione produttrice dei beni reali, sottopagata, sfruttata, resa ignorante, disorganizzata, e quindi parcellizzata, ricattata nel suo piccolo relativo benessere illusorio da una moltitudine di disoccupati, poveri, ma mantenuti proprio come ricatto agli occupati, ed una elite, non piccola ma di un 15-20% della popolazione che ne controlla ed usufruisce di tutte le risorse disponibili.
Vedi il tutto come avvio a questo quadro finale, poi dimmi cosa lo contraddice, se ci riesci.

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andrea.mensa
Scritto il 14 novembre 2012 at 12:25

Ps. ovviamente, quando si vuole istituire una intera classe di sfruttati, non bisogna eccedere nello sfruttamento per non provocare la reazione finale del ” muoia sansone con tutti i filistei”.
Quanto si sta cercando di determinare con l’esperimento grco, è fino a che livello di “spremitura” si può arrivare su una popolazione originariamente “mista” senza provocarne la rivolta.

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