Giappone: occasione di acquisto o asset da vendere?

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

Pericolo-opportunità

In molti via email mi continuano a chiedere in questi giorni che fare e soprattutto, sul Giappone, quale strategia attuare.

Il movimento del Nikkei è parente stretto al sismografo presente nelle sale operative di Tokyo. Il grafico lo conoscete benissimo ma, credo, sia sempre interessante buttarci un occhio.  Una settimana fa ero uscito con un post dal titolo “Falling Knife” . Il crollo verticale del mercato era evidente, cercare di entrare in quei giorni significava accollarsi un rischio paritetico a quello che si corre cercando di prendere al volo un coltello che cade. Se sei fortunato, lo prendi per il manico, se sei sfortunato invece ti prendi la lama e ti fai molto male.

Col senno di poi, chi ha cercato di acchiappare il Falling Knife (ovvero il coltello cadente) avrebbe forse avuto fortuna. Ma col senno di poi.. sono piene le fosse e a posteriori tutti diventano filosofi…

Dopo queste perle di saggezza, avrete capito che, da allora, il mercato è rimbalzato. Ma tutto questo si tramuta in occasione d’acquisto? Credo sia facilissimo rispondere a questa domanda. Si, perché NON si può rispondere con certezza. Tutte le analisi che si leggono, che si fanno, sono tutte relative, in quanto non è ancora possibile quantificare il danno economico del terremoto e, soprattutto, gli effetti della tragedia nucleare di Fukushima.

E allora? Che si fa? Siamo al punto di partenza? No, cercherò di disegnarvi un quadro il più realistico possibile, che possa servire anche da guida o piccolo vademecum per l’investitore.

Giappone: prospettive di breve e medio

Ragioniamo su orizzonti temporali. Nel breve termine è ovvio aspettarsi una contrazione del PIL nipponico. Per fortuna la zona colpita dal mix terremoto + tsunami (Tohoku) è meno industrializzata dell’area di Kobe, quella colpita dal drammatico terremoto del 1995, anche se è più “high tech”. Quindi, dopo un periodo di smarrimento, mi aspetto che la produzione industriale venga trasferita altrove ed in breve tempo si recuperi la produttività. A seguito del panico iniziale e della pulizia dell’area, ci sarà la ricostruzione, guidata dallo spirito giapponese che, voglio ricordarlo, non ha niente in comune con la mentalità di coloro che hanno subito il terremoto decine e decine di anni fa e ancora oggi aspettano che arrivi padron ‘Ntoni con la Provvidenza (chi ha orecchie per intendere intenda).

Lasciando perdere questi discorsi, il PIL recupererà il terreno perso, credo, nell’arco di sei mesi. E’ lecito aspettarsi, da parte del governo , un forte piano di spesa per la ricostruzione. Sia tramite l’intervento della BoJ (operazioni sui cross valutari indirizzata a mantenere lo Yen debole e quindi di politica monetaria) e sia tramite incrementi alla spesa (politica fiscale).

This was true before the massive tsunami and earthquake, and just as true now ― yes, GDP is about to take at least a 2% hit but keep in mind that the Japanese stock market more than fully reflected that prospect at mid-week when it slid 20% in what was the worst decline over such a short time frame since the 1987 crash. Implied volatility on the Nikkei soared from 21 to 70 ― within striking distance of the 92 peak reached after Lehman collapsed. To show just how far the market went in a classic case of shooting first and asking questions later, at one point last week CDS spreads were priced such that Japan was viewed as a greater default risk than Mexico or even Panama. I mean, there is no doubt that Japan has a massive government debt loan (200% of GDP) and that is about to get even larger but 95% of that debt is held by the country’s own residents.

We are always wary of front covers, but Barron’s may well have this one pegged. Global markets are now priced at twice book value, double what it is in Japan. The weekend WSJ made the point that on a 10-year cyclically smoothed basis, the Nikkei is trading at a P/E multiple of 14.5x, which is about the cheapest the market has been in over 40 years. As the weekend WSJ points out, the Japanese and U.K. equity market capitalization levels are roughly the same and yet global mutual funds and ETFs have 25% less of their assets in Japan (Morningstar data). (Source: Gluskin Sheff e David Rosenberg)

Quindi il Giappone ripartirà? Credo proprio di si, anche se, non dimentichiamolo mai, c’è ancora ora un fardello sulla schiena del paese del Sol Levante: si chiama debito pubblico.

Ma non solo il Giappone frenerà…

Facciamo però molta attenzione a non localizzare il problema esclusivamente sulle isole nipponiche. Il problema verrà sentito anche in altri settori ed altri paesi.

Un esempio? Guardiamo le commodity. Ovvio attendersi un rallentamento del commercio delle materie prime (che però torneranno ad essere belle vispe in periodo di ricostruzione), lecito attendersi un lungo stop per l’uranio. Ma è lecito attendersi anche un rallentamento dei paesi limitrofi al Giappone.

Guardate questo grafico.

Impossibile non pensare ad un rallentamento del colosso cinese e quindi di tutta l’area asiatica. E quindi di tutto il mondo economico.

In conclusione, dopo il crollo, il Nikkei potrebbe ancha rimbalzare ma è ovvio attendersi  un rallentamento generalizzato di tutta l’area asiatica e globale.

Malgrado questo, non possiamo certo negare (secondo il mio punto di vista) che il Giappone, dopo lo tsunami, torna ad essere trattato a multipli interessanti. E  questo grafico ve lo testimonia. Un P/E di nuovo accettabile e un P/Book Value interessante.

Giappone: grafico Nikkei, Price earning e price book value

japan-price-earning-book-value

Domanda: quindi comprare? Beh, non possiamo nascondere il fatto che ci siano ancora tantissimi rischi. E allora, aspettare? Chissà se il Nikkei resterà ancora a lungo a questi livelli…

Morale: io un’idea ce l’ho (ed è condivisa anche da un altro membro del SID, anonimocds). Si chiama PAC.

STAY TUNED!

DT

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15 commenti Commenta
mattacchiuz
Scritto il 22 marzo 2011 at 12:10

[Reuters] Tiny amount of radioactive particles reach Iceland

ma visto che è sotto la soglia di sicurezza, probabilmente faranno bene

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Scritto il 22 marzo 2011 at 12:11

Solo la mia opinione, attorno agli 8000 comprare , sopra i 12000 vendere….

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apple
Scritto il 22 marzo 2011 at 13:24

benritrovati.
DT sempre foriero di idee interessanti.

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vale77
Scritto il 22 marzo 2011 at 14:04

Conosciamo qualche PAC buono x un investimento a lungo termine???
o qualche fondo….

valentino

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gremlin
Scritto il 22 marzo 2011 at 15:07

vale77@finanzaonline,

pensa che questo blog pullula di promotori finanziari e ancora nessuno ha osato sbilanciarsi perchè non si può rispondere impunemente a una domanda come la tua in quanto un pac(co) può essere consigliato solo dopo un’attenta analisi delle tue caratteristiche di investitore.
Se invece il tuo obiettivo è molto più semplicemente quello di fare soldi e cominciare a contarli da subito allora dovresti vendere allo scoperto call e put settembre dollaro australiano.
A ottobre ripeti la stessa cosa su scadenza marzo. In questo modo fai due operazioni l’anno e sovraperformi qualunque tipo di fondo.

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vale77
Scritto il 22 marzo 2011 at 15:43

Intendevo riguardo il Giappone cmq..
grazie lo stesso, siete troppo forti, vi seguo solo da 4 anni :-)

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daino
Scritto il 22 marzo 2011 at 15:51

vale77@finanzaonline,

se vuoi fare un pac sui fondi, prima di tutto devi controllare quale case di investimento ti permette di utilizzare la tua banca per un piano di accumolo.
Per esempio con la mia puoi utilizzare solo 3/4 case su una ventina che distribuiamo. A quel punto il confronto diventa più semplice :P.
Inoltre solo una permette di effettuare versamenti ogni quindici giorni anzichè al mese, e proprio per questo motivo io per i PAC uso sempre quella

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gremlin
Scritto il 22 marzo 2011 at 16:36

vale77@finanzaonline,

non dar retta a Daino che piglia le commissioni sui fondi che vende e poi è capace di fare pac solo due volte al mese…

se vai qui http://www.borsaitaliana.it/etf/etf/home.htm trovi gli etf dell’oceano pacifico tra cui il giappone, ce ne sono diversi, piglia il più liquido (quello che fa più contratti): con questo puoi fare un pac tutti i giorni di borsa aperta :mrgreen:

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bergasim
Scritto il 22 marzo 2011 at 16:42

gremlin,

I promotori intervengono quando si parla di cose serie non di quisquiglie.

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andrea.mensa
Scritto il 22 marzo 2011 at 16:43

caro DT…. ma sono solo io che intravvedo il problema della produzione di energia elettrica ?
11 centrali nucleari disattivate, una diga crollata…. puoi importare petrolio, benzina anche, gas liquefatto, m ala corrente elettrica con cosa la producono ?

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bergasim
Scritto il 22 marzo 2011 at 16:46

andrea.mensa@finanza,

con l’aria fritta prodotta in alcuni siti intenet , tv e giornali on line.

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bergasim
Scritto il 22 marzo 2011 at 16:52

andrea.mensa@finanza,

http://www.rischiocalcolato.it/2011/03/harakiri.html

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andrea.mensa
Scritto il 22 marzo 2011 at 19:50

bergasim,

sono in buona compagnia …. vedo.
resta anche qui, però la domanda :” come convertiranno gas, petrolio, ecc… in corrente elettrica “?
l’unica cosa che non ne abbisogna è “l’aria fritta”, ma quella è anche poco utilizzabile.

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mattacchiuz
Scritto il 22 marzo 2011 at 20:13

andrea.mensa@finanza: bergasim,
sono in buona compagnia …. vedo.
resta anche qui, però la domanda :” come convertiranno gas, petrolio, ecc… in corrente elettrica “?
l’unica cosa che non ne abbisogna è “l’aria fritta”, ma quella è anche poco utilizzabile.  

poco utilizzabile? l’aria fritta??? Andrea?? l’aria fritta è il motore del mondo del 21esimo secolo, no?

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vale77
Scritto il 22 marzo 2011 at 20:44

ok, gli etf li conosco bene da 2 anni ormai, ed in effetti i migliori son i + liquidi,
proverò qualche fondo se lo trovo disponibile su fineco.

grazieee

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