GAS NATURALE: grafico, analisi e motivi di un crollo infinito

Scritto il alle 14:06 da Danilo DT

natural_gas

La correlazione tra gas naturale e petrolio è un dato che ha sempre avuto da parte sua la logica. Infatti, in passato, queste 2 commody hanno sempre rispettato un certo ratio di correlazione. Il che rappresenta anche un certo elemento di ovvietà. Essendo legate entrambe al settore dell’energia, risulta quantomai normale che le tendenze di gas naturale e petrolio si avvicinino.

Poi, come ben sappiamo, i problemi di stoccaggio e trasporto hanno da sempre reso difficile la vita del gas naturale, considerata sempre l’energia alternativa al petrolio, senza mai acquisire quella personalità che molto probabilmente meriterebbe. Cliccate comunque sulla scritta GAS NATURALE qui a fianco e rivedrete i vecchi post dove viene spiegato tutto questo e molto altro.
Ma andiamo alla realtà dei giorni nostri.

 

Il rally del petrolio c’è stato, e il gas?

 

Abbiamo assistito tutti al rally del petrolio, con quotazioni che dall’area 32 $ al barile sono rapidamente volate a quota 75 $ al barile. Un bel +134% che da al petrolio la palma di top performer.
E il gas naturale? Gran bel pasticcio. Se il petrolio a gennaio valeva 32 $, il gas naturale era arrivato a circa 4.5 $. Quindi, se tanto mi dà tanto, ora il gas naturale dovrebbe essere quantomeno in area 6-7$. Negativo. Non solo non ha recuperato il terreno perso,ma addirittura è sceso di un ulteriore 40, ripeto,  – 40%.
Ma rasentiamo la follia! Si, molto probabilmente si. Certo, la storia insegna che il gas naturale è sempre stato protagonista di incredibili ondate speculative, ma questa divergenza sembra veramente esagerata.

Ma iniziamo a guardare qualche grafico, così non vi annoio troppo.

 

Grafico 1: spread petrolio vs. gas naturale

oil-wti-natural-gas-spread

Indiscutibile. Oggi petrolio e gas naturale sono decorrelati. Il grafico sovrapposto parla chiaro.

 

Grafico 2: grafico gas naturale

ng1-grafico-gas-natrurale

E qui purtroppo i segnali non sono al momento molto positivi. Per il breve termine notiamo una evidente violazione dell’area 3, potenzialmente il rettangolo verde da me segnalato potrebbe venire riportato in basso, con target in area 1.75.. La tendenza continua ad essere ribassista. Follia? Guardate il prossimo grafico.

 

Grafico 3: grafico gas naturale lungo termine

ng1-natural-gas-chart

Ecco spiegato il secondo motivo per cui area 1.75 non è una follia. Minimi 2001. Che ne dite?

Grafico 4: Gas naturale e CFTC

natural-gas-cftc-open-interest

Andiamo a vedere il CFTC del gas naturale e notiamo:

 

1) Net long ancora in diminuzione (viola)
2) Open interest che sono in trend positivo
3) E quindi posizioni speculative short predominanti, ovviamente con grande influenza dei non commercials (commercials a +40.509, non commercials a -89.238).

 

Chiaro come il sole. Il gas naturale è all’interno di una speculazione ribassista paurosa che è forte, molto forte e che , se vorrà potrà portare il gas naturale alla fatidica quota di 1.75$.
E un eventuale ribasso delle commodity e del petrolio, dovuto ad una fisiologica correzione a seguito di forti rialzi, non potrà che agevolare questo ulteriore indebolimento.

 

Ma è solo speculazione?

 

Può un’ondata speculativa portare il gas naturale a queste ridicole quotazioni? La risposta è si, e lo abbiamo capito, specialmente il sottoscritto dopo tanti anni di esperienza (anche sul gas naturale…). Ma, c’è anche un qualcosa in più.
Per prima cosa, i motivi sopra descritti sullo stoccaggio e il trasporto.
Poi non possiamo dimenticare che negli Stati Uniti, la recessione ha portato ad un minore consumo di energia elettrica, con timore di un rallentamento ulteriore da parte delle società fornitrici di energia stessa, le quali si starebbero “coprendo” sul mercato.
Infine, un problema molto importante. Da sempre il gas naturale è stato considerato l’antagonista del petrolio, oggi però abbiamo dei nuovi attori, che sono le energie rinnovabili. Ce ne sono moltissime, anche di nuova concezione e gli investimenti e la ricerca vengono concentrato non più sul gas naturale ma su queste nuove energie: biocombustibili, solare, eolico ecc. ecc.
Quindi, il prezzo del gas dipende fortissimamente dalla crescita economica e solo un recupero vero di produttività potrà garantire, a livello di fondamentali, un recupero delle quotazioni ai livelli storici.
L’unico momento in cui il gas naturale ha apparentemente alzato al testa è in concomitanza con le scadenze tecniche (roll over). Con conseguenti tracolli successivi…

Non aggiungo altro. Spero di aver almeno parzialmente spiegato i motivi del crollo di una commodity che è in piena crisi, colpita duramente dalla speculazione e dal mercato, una commodity che avremmo rischiato di diventare la vera futura alternativa al petrolio e che invece, rischia di venire un po’ accantonata. Anche se non credo che, comunque sia, le quotazioni attuali siano assolutamente meritevoli della dicitura “fair value”.

Allegato: la ragnatela dei gasdotti negli USA

gasdotti

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Grafici by Bloomberg. Per ingrandirli basta cliccarci sopra.

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