Fuga di Capitali: siamo vicini al collasso del sistema!

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

Quando la crisi si fa sentire, gli spread si allargano, la paura aumenta, le borse dei periferici sottoperformano. E in questi giorni abbiamo avuto modo di vedere chiaramente che questi problemi sono sempre attualissimi. Anche perché non sono mai realmente scomparsi. La calma che era presente sui mercati era quantomai relativa. E difatti è bastato poco per riportare preoccupazioni e paure. La conseguenza è stata, come ben sappiamo, la fuga dal rischio (RISK OFF) alla ricerca dei porti sicuri, evitando quei paesi che sono sia a rischio ristrutturazione del debito ma anche, nella più malaugurata ipotesi, di potenziale uscita dall’Euro.

Diventa molto difficile però quantificare questi flussi finanziari (ovvero capire i soldi che entrano ed escono dai vari paesi), però possono essere stimati analizzando i bilanci delle banche centrali dell’area Euro. Osservando le variazioni di tali crediti transfrontalieri, siamo in grado di capire quanti soldi stanno lasciando da una Euro Nazione e dove stanno andando. (Target2)
La verità è che questa analisi ci porta ad una chiara deduzione. Siamo in piena “fuga di capitali” dai paesi periferici verso i lidi sicuri del Nord.

Fuga di capitali: tutti verso i porti sicuri

Questa slide tratta da Bloomberg mette a nudo il fatto che MAI come oggi i capitali sono in fuga dai PIIGS (più il Belgio), a favore dei solidi paesi del nord: Germania, Olanda, Lussemburgo.

Nel solo mese di marzo, circa € 65 miliardi  lasciano la Spagna per altri paesi della zona euro. Nei sette mesi antecedenti a febbraio, i debiti rilevanti delle banche centrali di Spagna e Italia sono aumentati di 155 miliardi di euro e 180 miliardi di euro rispettivamente. Nello stesso periodo, le banche centrali di Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo hanno visto i loro crediti verso altre Banche Centrali dell’Eurozona lievitare di circa 360 miliardi di euro.
In sostanza, le banche centrali dei tre paesi sopraindicati si sono presi carico di € 789 miliardi che una volta erano nei cosiddetti PIIGS, alias Italia , Spagna, Grecia ecc.

La morale è semplicissima. Si stanno creando dei disequilibri pazzeschi. Gli sforzi fatti in ambito BCE risultano assolutamente insufficienti e per certi versi inefficaci. Alla fine i vari LTRO in versione 1 e 2 hanno avuto come unico effetto quello di far investire le banche di Italia e Spagna in modo più pesante sul debito proprio nazionale. Ma NULLA è stato risolto, anche nell’ambito della fiducia, visto che dall’estero gli investimenti in questi paesi NON sono ripartiti.

Le misure di austerity inoltre, severe e richieste dal nuovo patto fiscale (fiscal compact), stanno facendo peggiorare le cose, rallentando ulteriormente la crescita economica necessaria per i paesi più dissestati, crescita che invece dovrebbe cercare di essere più “virtuosa”, altrimenti come lo si ripaga il debito.

E poi l’EFSF e futuro ESM è inadeguato, con solo circa 600 miliardi di euro in termini di capacità, mentre per coprire il fabbisogno di Italia e Spagna, si necessita di una copertura REALE superiore ad 1 trilione di euro, nei prossimi cinque anni.

Quindi, i vertici dell’Unione Europea, in primis la Germania, devono cambiare registro ed approccio. I metodi finora usati, sono insufficienti. Ve lo dimostro tutti i giorni con nuove analisi. E l’approccio diverso deve essere anche del FMI e di tutte le organizzazioni mondiali.

NON si può più ignorare la realtà.

Bisogna affrontarla con realismo e concretezza, prima che sia troppo tardi, in quanto se questi flussi continueranno in modo unidirezionale, arriveremo al collasso. Ed è inutile dirlo che a pagare questi squilibri non saranno solo i PIIGS…ma anche la Germania stessa.
Vengono i brividi al pensiero di come sia stata gestita la crisi, e soprattutto la leggerezza con cui l’Unione Europea è stata fatta, senza pensare a cosa poteva succedere (pro e contro). Ed ora che il peggio sta avvenendo, l’ultima cosa da fare è proprio quella di “ignorare” la realtà. Signori, più che scriverlo in un post e denunciare giornalmente le gravi inefficienze del sistema, io non so più che fare.

 

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STAY TUNED!

DT

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26 commenti Commenta
candlestick
Scritto il 18 aprile 2012 at 10:12

eh si, vicini al collasso. Penso che sia inevitabile una sorta di azzeramento con euro nei prossimi anni che pareggia col dollaro per poi ripartire.
saranno anni feroci quelli che ci separano dal 2016, si perchè ciclicamente dobbiamo arrivare a quella data per vedere reali ripartenze dell’economia reale.

ora la scommessa è riuscire ad arrivare non al catafascio più totale, ma reggere una situazione difficile entro tale data, fare le riforme che servono e cambiare il sistema. Se non ce la si fa in questa occasione non sarà più possibile farlo in futuro e non ci resterà che raccogliere i cocci.. ma sono ottimista nonostante ci aspettano tempi duri, come le ultime generazioni non hanno ancora visto.

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leone51
Scritto il 18 aprile 2012 at 10:22

Una domanda Dt, ma tu porteresti una parte dei soldi per ci fre intorno 20000 € fuori dall’italia se si norvegia e svezia?

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    Scritto il 18 aprile 2012 at 11:55

    I commenti di Lampo sono chiarissimi ed illuminanti in maetria. PErchè portare i soldi fisicamente all’estero quando da qui possiamo investire in CAD e NOK senza problemi?

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hironibiki
Scritto il 18 aprile 2012 at 10:24

Per me non possiamo evitare il botto. Tutt’al più possiamo solo posticiparlo, ma sarà comunque inevitabile.

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vale77
Scritto il 18 aprile 2012 at 10:36

nn mi intendo di cicli, ma di macro sì, anche grazie a DT.
chi posta un grafo con quella data del 2016

http://www.rischiocalcolato.it/2012/04/vergogna-litalia-oggi-ha-perso-la-sua-sovranita-approvato-il-pareggio-di-bilancio-lart-1-cost-e-morto.html

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candlestick
Scritto il 18 aprile 2012 at 10:44

vale77@finanzaonline:
nn mi intendo di cicli, ma di macro sì, anche grazie a DT.
chi posta un grafo con quella data del 2016

io ti posso regalare questo se ti può interessare… è il grafico dell’ SP500, non guardare i massimi che sono impossibili da calcolare, quanto all’andamento ciclico e la trend line rossa.
al di sotto inizierà un nuovo declino fino al 2015/6. Anche i minimi non sono attendibili, ma quel che importa è la struttura del ciclo che sembra proprio strutturato per terminare in quegli anni.
il rischio è di trovarci con un FTSE MIB che nel 2015 quoti 5/6/7000!!!
come direbbe draghi: “sarebbe un gran peccato”

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kry
Scritto il 18 aprile 2012 at 10:59

In finanza prima o poi tutto si riequilibra. Forse adesso sembra difficile capire dove sono gli squilibri perchè non prendiamo sempre in esame tutte le variabili. L’euro e lo yen dovrebbero svalutare contro il dollaro che a sua volta dovrebbe svalutare contro il remimbi senza dimenticare la rupia,il rublo e il real. Ai paesi emergenti interessa rivalutare solo per contenere l’inflazione per cui quando il prezzo del petrolio calerà continueranno ad essere competitivi e le economie occidentali continueranno ad arrancare assomigliando sempre più a quelle emergenti. Inoltre rispetto ai brics l’occidente detiene debiti in aumento anche per effetto di ammortizzatori sociali inesistenti nei brics. Dovremo puntare sul risparmio energetico e nuove tecnologie ben sapendo che ne usufruiranno anche loro.

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luigiza
Scritto il 18 aprile 2012 at 11:11

>> Quindi, i vertici dell’Unione Europea, in primis la Germania, devono cambiare registro ed approccio.

Appunto.
La Germania esca, con decisione unilaterale, dall’area Euro così come é, e si porti dietro con se la moneta Euro, altri Stati relativamente sani come Olanda, Austria, Slovenia(?) ed alcune aree geografiche ancor produttive come il Nord Italia e la zona fiamminga del Belgio (questi ultimi due Stati delle palesi finzioni storiche).

Si chiami il tutto Nuovo Impero Germanico, Nuova Area Euro, Vera Europa unita o come diavolo vi pare, ma la si faccia.
Chi ne sarà all’interno potrà almeno sperare di salvarsi.

Gli altri? Porgo loro le mie condoglianze.

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pinco14
Scritto il 18 aprile 2012 at 11:13

mamma mia Dream
quello che scrivi è di una drammaticità unica
Il problema è che oltre a te e pochi altri ,nessuno si rende conto di niente, pare.
I nostri giornalucci si occupano di Bossi, del Trota di Formigoni…il nuovo che avanza è Grillo :cry:
Le televisioni oltre che fiction, balletti e varietà insulsi non mostrano altro
Speriamo che la realtà sia meno dura di quanto prospetti, ma ci credo poco

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kry
Scritto il 18 aprile 2012 at 11:33

luigiza@finanza,

Non sento mai nessuno ipotizzare che i confini italiani restino tale e quali dopo un eventuale disgregamento dell’euro.
pinco14@finanza,

L’italia già faceva ridere, con grillo abbiamo almeno un professionista. Dovesse vincere quando sarà a roma si impaluderà come gli altri ( la lega nord è un esempio). Le persone in genere preferiscono tirare la cinghia su cose utili invece di quelle superflue e fino a quando dura questo comportamento non ci saranno le basi per un cambiamento che se non scelto dovremo subire.

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kry
Scritto il 18 aprile 2012 at 12:06

Dream Theater,

Perchè la paura rende irrazionali. Chi porta i soldi all’estero non pensa che le dogane non saranno uguali e che quando esci come minimo ti domanderanno se esci per andare a riprenderti dei soldi e quando rientri come minimo ti perquisiranno dalla testa ai piedi,a meno che non si pensi di espatriare ma quest’ultimi saranno la minoranza.

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leone51
Scritto il 18 aprile 2012 at 12:08

Dt sarei curioso su una cosa quanti di voi hanno portato i soldi all’estero e se si dove? Gremlin lampo ecc….

Grazie

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andrea.mensa
Scritto il 18 aprile 2012 at 12:18

negli scenari prospettati, però, caro DT, dimentichi che quei capitali che stanno defluendo appartengono a QUALCUNO che ovviamente ne può fare a meno.
considerazione che fa il paio con : se ci son debiti, ci sono anche creditori.
perchè continuiamo ad ignorare queste realtà ??
paura di far parte di quelli che andrebbero un po’ “ripuliti” o “alleggeriti” ?

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Gigi
Scritto il 18 aprile 2012 at 13:14

pinco14@finanza,

Non é che nessuno si renda conto di niente, la verità è che alcuni lo stanno dicendo da tempo (vedasi i miei numerosi post al riguardo) mentre gli altri continuano a seguire i giornali e la TV.

Come giustamente dici tu “…I nostri giornalucci si occupano di Bossi, del Trota di Formigoni…” perché stanno completando la loro opera di smantellamento di quel che resta del centro destra. Del resto, essendo i loro editori quasi tutti schierati politicamente dall’altra parte, la sola cosa che interessa loro é fare a pezzi il nemico per restare i soli a comandare tutto.
Ma forse non si rendono conto che così facendo resterà ben poco da comandare…..

Se a ciò aggiungiamo un governo costituito da un pugno di miliardari provenienti da banche ed associazioni segrete (Bildelberg) che – da bravi ragionieri – si limitano esclusivamente ad alzare le tasse pensando così di risolvere tutto….. ecco che il disastro é servito!

Sono mesi che scrivo che fiumi di capitali stanno scappando da questo Paese, mentre le poche aziende buone stanno finendo in mani estere (Gancia, Cantieri Navali Ferretti, Ducati ecc.).
Non resterà niente, così chi ha organizzato il tutto riporterà i propri capitali in Italia e si comprerà tutto a quattro soldi.
E’ finita.

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bismark2005
Scritto il 18 aprile 2012 at 14:15

Scusate x la domanda, ma alla fin fine cosa può succedere? Implosione dell’euro e ritorno alle monete nazionali?

Sarebbe una grazia a mio avviso

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vale77
Scritto il 18 aprile 2012 at 14:36

candlestick@finanza:

grazie del grafo, considerando che io aspetto l’indice a 10k da quasi 2 anni, allora come proiezione ci siamo
:D

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lampo
Scritto il 18 aprile 2012 at 15:17

Dt sarei curioso su una cosa quanti di voi hanno portato i soldi all’estero e se si dove? Gremlin lampo ecc….

Grazie

Guarda credo che la risposta non sia molto utile, visto che ognuno di noi ha orizzonti di investimento e priorità familiari e progetti diversi (quindi una diversa propensione al rischio).

Comunque per contentare la tua curiosità… io non detengo nessun conto all’estero e neanche in valuta… ma solo un conto titoli presso una grossa banca internazionale con sede in italia e due “depositi” per la gestione di fondi e sicav. Grazie a quest’utlimi ho diversificato il mio portafoglio per circa il 70% al di fuori della zona euro, di cui un 25% direttamente in altre valute, come spiegavo in un altro mio commento (in ordine di importanza: CAD, MYR, $, e altre varie valute dei Paesi emergenti).

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Scritto il 18 aprile 2012 at 18:39

leone51@finanza,

leone51@finanza:
Dt sarei curioso su una cosa quanti di voi hanno portato i soldi all’estero e se si dove? Gremlin lampo ecc….

Grazie

Io non ho portato all’estero un centesimo! Gli investimenti in valuta estera si fanno in Italia senza dover andare tanto lontano…

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Scritto il 18 aprile 2012 at 18:40

…ovviamente esclusi i 158 milioni di Euro che ho trasferito alle Cayman….

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leone51
Scritto il 18 aprile 2012 at 19:09

Dream Theater,

Dt occia però complimentoni.

Ma in che valuta ?

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Scritto il 18 aprile 2012 at 19:33

Dollari Caymani!!!

(che esistono per la cronaca anche se ne ignoro il valore…) :mrgreen:

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Scritto il 18 aprile 2012 at 19:34

The Cayman Dollar is the official currency. One US Dollar is roughly equivalent to 81 cents in Cayman currency

Almeno ora lo sappiamo, sennò stanotte non si dormiva sereni…

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Lukas
Scritto il 18 aprile 2012 at 20:17

luigiza@finanza,

Prima di aderire al nuovo impero germanico, ricorda al Trota & company…..di lasciare qui tutti i lingotti d’oro…ed i diamanti…..che si erano ciuffati !!!

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greenday2
Scritto il 18 aprile 2012 at 21:34

Io non condvido in genere lo scenario apocalittico che ogni tanto viene prospettato. Certo la crisi c’è, si fa sentire ed in questi momenti la paura è irrazionale ma presente.

Però, dall’altra parte della medaglia c’è sempre una storia speculare, che ci dice che se da un lato la crisi fa male (capitan ovvio, lo so), dall’altro le crisi servono per cambiare, o demolire, sistemi non più sostenibili. Come ogni cambiamento, da fastidio, a volte può far male…però c’è la possibilità (ed è qua che si gioca la partita sul “cambiare in meglio” o “cambiare in peggio”) di migliorare il proprio “ecosistema”.

Ma entriamo nel dettaglio..in questo articolo (sempre molto interessante), si parla della fuga di capitali dalla periferia al centro. D’accordo, è impressionante..ma dall’altro vediamo come la crescita spagnola dal dell’ultimo decennio si era basata unicamente su uno sbilanciamento del current account..che ha permesso di creare una bolla immobiliare che fa impallidire quella americana.

Per cui…il sistema sta divergendo o si sta riportando in equilibrio? Sinceramente non ho una risposta univoca, e probabilmente una risposta univoca nemmeno c’è…dico solo che a volte un effetto può essere letto in maniera diversa.

Rimaniamo sul pezzo? Io credo che se da una parte Italia e Spagna si RIdimostrano paesi affidabili, ed eliminano alcune distorsioni endemiche (riparliamo del mercato di lavoro?), il capitale torna a confluire senza troppi ma; dall’altro invece l’UE deve chiaramente cercare di marciare unita (e su questo, sono d’accordo al 1000%).

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Scritto il 18 aprile 2012 at 23:17

Guarda, io ti dico solo una cosa. La mia intenzione non era quella di disegnare uno scenario apocalittico, ma di far capire a tutti che si stanno generando degli squilibri pazzeschi nell’Eurozona. La mia paura qual’è? Somma una cosa, e somma l’altra, e un bel giorno tutto diventerà ingestibile. Ecco, questa è la mia paura.
Prova a digitare su Google “target2” (i sistemi di pagamento di nuova generazione all’interno dei paesi membri dell’Eurozona), e vedrai cosa sta capitando. Io non ne parlo perchè sennò diventa troppo tecnico il discorso… Ma non mi pare che le cose siano così sotto controllo. Ecco, è queesto che mi fa paura. E se le cose sfuggono al controllo cosa può succedere? Beh, con la tecnologia, i derivati, la leva può semplicemente succedere DI TUTTO. Che ne pensi?

:-)

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greenday2
Scritto il 19 aprile 2012 at 00:09

Attenzione. La mia non è una critica al tuo articolo, che anzi condivido. Diciamo che non condivido appieno altri commenti (sinceramente non credo in una implosione dell’Euro, cosi come di un tracollo totale dell’Italia) di stampo catastrofistico.

Le cose NON sono assolutamente sotto controllo, ed anzi queste maglie che si allargano un poco ovunque sono una conseguenza di un equilibrio “spurio” (monetario si, fiscale no, politico no) dell’Unione, che anzichè provare a riaggomitolare il gomitolo, ci fa un paio di nodi, con il risultato che il maglione si allarga da altre parti, e diventa poi ancora piu difficile riaggomitolarlo.

Però, d’altro canto questi erano problemi presenti anche nel periodo delle leccornie 2000-2007..però who cared? Lo spread non esisteva in pratica, il FTMIB segnava i 40k ed i soloni di Bruxelles rispondevano con una pernacchia ai ricercatori di Yale ed Harvard che gli dicevano che un unione prettamente monetaria ha sempre portato disastri nella storia. Nel frattempo però, l’Italia rimaneva stagnante, la spesa pubblica tornava fuori controllo dopo un periodo di “relativo” rigore, si perdevano quote di mercato in settori chiave quale l’energia o la meccanica, e lo United Labour Cost letteralmente ESPLODEVA.

Diciamo che ora, siamo davanti al fatto compiuto ( o forse non ancora, lo credevo anche un anno fa, ma evidentemente mi sbagliavo) ed abbiamo l’UNICA occasione per eliminare MOLTE distorsioni che abbiamo creato.

Diciamo che voglio spargere un velo di ottimismo. Anche se si dice che chi visse sperando mori… ecco :D

In generale cmq rimango della mia opinione. A livello italiano (non conosco tutto quello globale), questo blog è a mio avviso nella top-three dell’informazione finanziaria; in pochi posti vengono spiattellate analisi mooolto interessanti, senza cadere in dietrologie banali o “not data driven.

P.s.
Prossima settimana faccio anche l’abbonamento a COMPASS perchè “it’s totally worth”

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