EUROZONA: siamo solo alla prima puntata del salvataggio dell’Euro

Scritto il alle 09:27 da Danilo DT

 

Eurosummit che decide su Core tier 1, EFSF a leva finanziaria e haircut Grecia. Un mini approfondimento critico su cosa è accaduto e sul futuro.

Giornata gloriosa ieri sui mercati finanziari. In Italia come in Europa, e come nel resto del mondo. Il motivo lo sappiamo molto bene: la “messa in sicurezza” del’Euro e delle banche.
Infatti i policy maker all’Eurosummit (rapida sintesi per chi si è perso le ultime puntate della “Euro telenovela”) hanno fatto quello che più volte era stato rinviato, dando risposte forti ed efficaci, almeno per come la vedono i mercati.
Tre le tematiche che necessitavano di una rapida risposta:

1) ricapitalizzazione delle banche
2) partecipazione PRIVATA al salvataggio Greco con haircut volontario
3) EFSF con leva finanziaria

Partiamo dal punto 2). Grecia “salvata” con target pari al 120% del debito/PIL entro il 2020 (!!!!?!?!), nuovi finanziamenti a favore della Grecia, e soprattutto taglio VOLONTARIO del 50% del nominale (HAIRCUT) nel 2012. E sul fatto che il taglio sia VOLONTARIO è drammaticamente importante in quanto significa evitare il “credit event” con esigibilità dei CDS. Un vero e proprio truschino che mette a forte rischio credibilità l’assicurazione sul default degli emittenti. Questa cosa ha scatenato soprattutto i possessori dei CDS oltreoceano che avevano coperto i bond greci con i CDS oppure li avevano comprati “cds NAKED”.

Grecia: 50% haircut, ma chi aveva I CDS?

Another major issue behind the scenes of the agreement with Greek bondholders is whether the International Swaps and Derivatives Association rules that it is a default that triggers payments under CDS. Europeans simply believe that if the debt exchange is voluntary, it won’t under current ISDA rules. While voluntary is what Europeans want, the deal last night was voluntary at the point of a gun. The EU’s Juncker said this, “It was the fiercely rendered wish by the people, Merkel, Sarkozy, Juncker, that if a voluntary agreement with the banks was not possible, we wouldn’t resist one second to move toward a scenario of total insolvency of Greece, which would have cost states a lot of money and which would have ruined the banks.” If ISDA declares this strong arming combined with a 50% cut in the value of Greek debt voluntary, it will make a complete joke of sovereign CDS and will potentially destroy this market to the point where it will go away. The unintended consequence of what will be next will be those looking to hedge sovereign exposure, mostly banks, will then have to short sovereign debt or outright cut credit to the region. EU officials better be careful what they wish for the holders of Greek CDS. (Source)

Non so perché, ma su questa tematica ne vedremo delle belle e non illudiamoci che sia tutto finito…

Turbo EFSF

Punto 3), ovvero EFSF. Non rimpinguato con capitali (che non ci sono soldi a disposizione!) ma con leva finanziaria. Come dicevo ieri “volere ma non potere”. Un forte segnale di debolezza che troverà efficacia con l’EFSF che utilizzerà una leva finanziaria a 4., diventando un “bazooka” da 1.000-1.300 € circa. Ma in che modo? In primo luogo verranno fornite garanzie fino al 20% per le emissioni di titoli di debito (dunque solo le nuove emissioni), che saranno offerte agli investitori tramite delle opzioni sul mercato primario; secondariamente verranno creati dei fondi SPV ad hoc (Special Purpose Vehicles) volti ad aumentare delle risorse disponibili. Chi metterà i soldini in questi SPV? Capitali privati. Nella fattispecie credo CINA (infatti mi risulta che i cinesi siano disponibili) e FMI. Per maggiori dettagli occorre però attendere l’Eurogruppo di novembre.

Banche ricapitalizzate, salvate, ma…

Eccoci al punto 1), la vera chiave di tutto. E’ andata  come previsto. EBA che richiede il core tier 1 al 9% del sistema bancario entro giugno 2012. Mi sconcerta l’importo potenzialmente richiesto, ovvero solo 106 miliardi di Euro. Anzi, direi che mi delude in quanto conferma quanto ottimistico sia sempre il responso di questo organismo. Comunque sia, previsti aumenti di capitale per il settore bancario e dove ci sarà bisogno, intervento di sostegno proprio dell’EFSF.

Conclusioni

Tre tematiche che hanno trovato una serie di soluzioni “benedette” dai mercati. Una buona toppa per il sistema ma, fate ben attenzione, senza risolvere i problemi alla radice. Per chiarezza si riassumo in punti le mie perplessità ea alcuni dei miei dubbi.

a) Innanzitutto un EFSF a leva già convince poco.

b) Inoltre 1000 miliardi, una bella cifra che è però insufficiente per mettere in sicurezza l’Euro e il debito dei periferici. Ricordate? Dai nostri calcoli la cifra minima è almeno pari al doppio, anche se.. in realtà, per mettere in cassaforte i rischi occorrerebbero 3000 miliardi (già solo l’Italia ne vale 2000 miliardi di debito pubblico).

c) Un cenno poi è necessario sull’haircut greco. Il compromesso del dimezzamento è drammaticamente lacunoso. Infatti risulta che l’haircut volontario va a toccare SOLO privati e banche. Restano immuni proprio loro, i possessori principi, gli hedge funds più grandi sul mercato. No, nessun riferimento a Soros o Paulson. Restano immuni BCE e EFSF. Ma siamo sicuri che il sistema accetti così agilmente questa distinzione? Ed i possessori dei CDS, come dicevo prima, come la prenderanno? Inoltre questo inciucio clamoroso, se vogliamo una sorta di truffa che si burla delle regole sull’esecutività dei CDS, non andrà a mettere a rischio tutto l’intero mercato dei CDS creando un gravissimo precedente?

Come vedete di questioni aperte ce ne sono ancora tantissime. Come detto ieri, le decisioni hanno giustamente portato euforia ed hanno evitato il collasso del mercato. Ma la strada è ancora lunga e i problemi sono tantissimi.

d) Senza poi dimenticare un ultimo fattore: qualcuno di voi ha sentito parlare di crescita economica? Non mi riferisco solo alla lettera di Berlusconi e all’Italia in generale, ma a tutto il sistema. La verità che la tematica CRESCITA ECONOMICA sarà un importantissimo tassello che dovrà essere seriamente discusso, in quanto tutte le risorse vengono (giustamente) utilizzate per salvare e per lo sviluppo non restano che le briciole, in un mercato che stranamente va verso la recessione o, peggio ancora, verso la contrazione di lungo periodo.

Ok ok, un passo alla volta. Abbiamo messo una toppa. Ma il vascello dell’Euro resta sempre pieno di falle. E prima di poter essere certi che l’Euro ed i paesi dell’Eurozona siano salvi ed esenti da rischi, bisognerà aspettare ancora molto tempo. Cari amici, possiamo dire “buona la prima puntata”. Ora però viene il bello. E non sarà una passeggiata per nessuno.

Ovvio, sono solo miei pareri….

Stay Tuned!

DT

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18 commenti Commenta
max cohen
Scritto il 28 ottobre 2011 at 09:48

sbagliero’, ma la situazione mi sembra sinistramente familiare…

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falci60
Scritto il 28 ottobre 2011 at 09:51

Bravi. infatti quando tra 2mesi i 1000 miliardi saranno finiti voglio vedere la messa in sicurezza dell’euro che ho dei forti dubbi. magari stampando ancora un pò di carta che si sà non vale niente… dopo la gracia chi tocca…. saluti

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hironibiki
Scritto il 28 ottobre 2011 at 11:24

Siamo noi che vediamo sempre “tutto nero”. Ad esempio l’immagine riportata nell’articolo della nave se dovesse commentarla Silvio direbbe “La nostra nave è uscita meglio e prima delle altre” :mrgreen:
Insomma siamo in una botte di ferro che però cola a picco :mrgreen:

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Scritto il 28 ottobre 2011 at 11:30

Guarda, una cosa è seere ottimisti/pessimisti, un’altra dcosa è essere realisti. Io sto cercando di essere il più possibile realista. credo sia fondamentale in questo momento per capire cosa sta accadendo.

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paolo41
Scritto il 28 ottobre 2011 at 11:33

Il quadro era complesso e rimane con tutte le sue complessità e con le sue difficili, se non impossibili, soluzioni, se non affrontato anche con interventi macro economici che abbiano presa sul sistema industriale e produttivo, nella sua accezione più generale.
Le azioni che gli Euroleaders hanno intenzione di intraprendere (e devono comunque farlo velocemente, senza ulteriori dilazioni, viste le conseguenze dei precedenti tentennamenti) sono mirate essenzialmente a salvare le banche tedesche e francesi e cercare di salvare il rating AAA di Sarkozy.
Il fondo salva-stati, una volta definito come funzionerà la leva, somministrerà un’aspirina alla Grecia e aiuterà la ricapitalizzazione delle banche, ma non ha la potenzialità di sollevare le sorti dell’economie dei paesi meno virtuosi nè tantomeno di fargli abbassare i tassi sul debito. D’altra parte sono già stati “scaricati ” dal duo Merkozy, nel senso che devono tirarsi fuori dal pantano con le loro forze.
Si sta, praticamente, incrementando la polarizzazione fra paesi che si autodefiniscono “migliori” e quelli con alto indebitamento, ai quali vengono richieste manovre ultra restrittive con il pericolo di soffocarne ulteriormente l’economia.
Per quanto riguarda il nostro paese è indubbio che ci sono ancora potenzialità per ridurre le spese improduttive al fine di finanziare il mondo del lavoro e delle imprese , ma, come ci dice Gaolin, sarà sempre più difficile combattere con chi abusa della valuta e dei bassi costi del lavoro come leve di competitività ( Cina, paesi asiatici ed est-europei in primis).
Da qui si ricava la quasi certezza che, prima o dopo, il sistema euro è destinato a saltare, perchè gli egoismi nazionalisti impediranno di mettere in piedi un sistema unitario europeo mirato a riequilibrare gli scompensi economici oggi esistenti, che sono una delle cause principali (se non la principale) delle attuali criticità.

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hironibiki
Scritto il 28 ottobre 2011 at 11:40

Dream Theater,
Sicuro infatti io sono realisticamente pessimista, non perchè sia un “managramo” ma semplicemente perchè anche io condivido i fortissimi dubbi sull’efficiacia che hai espresso. Pompare acqua dalla stiva non serve se prima non si chiudono le falle :|

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hermes pal
Scritto il 28 ottobre 2011 at 14:05

grazie per l’interessante articolo, questa è vera informazione, non quella dei 1000 siti con tre righe sciatte fatte per vendere la pubblicità sulla pagina web
:wink:

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ivegotaces
Scritto il 28 ottobre 2011 at 14:18

hermes pal@finanzaonline: grazie per l’interessante articolo, questa è vera informazione, non quella dei 1000 siti con tre righe sciatte fatte per vendere la pubblicità sulla pagina web

Ben detto!

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zr7
Scritto il 28 ottobre 2011 at 15:02

recessione, crisi, contrazione ecc. ecc. Signori ma siamo sicuri che stiamo vedendo tutti lo stesso film? io vivo a roma e vi posso garantire che la gente gira, compra, spende, investe. il traffico esiste in qualsiasi ora della giornata, con la benzina che sappiamo quanto costa. le persone non stanno certo rintanati a casa per mancanza di denaro. ieri mattina per l’apertura di un negozio TRONY c’erano 25.000 persone in fila alcune già dalla notte che sono arrivate a spendere anche 4.000 euro a testa, naturalmente paralizzando il traffico della città. io capisco i vostri discorsi legati al mondo della finanza e capisco anche che fanno parte del vostro lavoro ma l’economia reale è probabilmente un’altra cosa o c’è qualcosa che mi sfugge.

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ob1KnoB
Scritto il 28 ottobre 2011 at 15:09

zr7@finanza,
non lavorerai mica in politica vero?:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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lampo
Scritto il 28 ottobre 2011 at 15:30

Nelle prossime puntate della telenovela ritengo che vedremo parte di quanto già avvenuto in USA.

1.Dopo la ricapitalizzazione delle grandi banche, verranno messe a “dura prova” in nuovi stress test… che verranno superati egregiamente…

2. Effetti della contrazione economica in corso. Manifesterà in maniera evidente i suoi effetti, che verranno alla luce grazie agli indicatori economici e all’economia reale, aumentando ancora di più la disoccupazione (a meno che ci vogliano fare lavorare 5 ore alla settimana a testa per far quadrare le statistiche), la sfiducia e i deleteri effetti sui consumi.

3. Accentramento bancario: le banche saranno quindi nuovamente in difficoltà (in realtà sappiamo bene che non ne sono mai uscite a parte qualche caso particolare) e avranno nuovamente bisogno di essere salvate, mentre le più piccole verranno lasciate fallire… o verranno acquisite dalle banche salvate.

4. L’EFSF verrà utilizzato per ripianare i vari “haircut” su base volontaria (in maniera simile alla Grecia) dei debiti pubblici di svariati Paesi (anche il nostro), visto che gli stati che attualmente hanno debiti pubblici elevati non riusciranno a mettere in sicurezza i loro bilanci. Conseguente svalutazione dell’euro (se vogliono ancora tenerlo).

5. Aumento dell’inflazione reale… per ridurre ancora di più il valore dei debiti rimanenti… e per accentrare le risorse finanziarie disponibili.

6. Distacco dello Stato dal territorio. A causa dei notevoli livelli di disagio sociale e delle rivolte che renderanno di fatto non controllabili le zone geograficamente più povere…

Ovviamente il tutto nel giro di diversi anni… in cui spero che una parte della popolazione scopri nuovamente che si riesce a vivere bene anche senza l’ipad 10 di nuova generazione che verrà presentato alla stampa dell’epoca.

6. Proteste sociali… che

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paolo41
Scritto il 28 ottobre 2011 at 17:21

zr7@finanza,

…non avviene solo a Roma: la gente magari è preoccupata, ma continua a comportarsi, in generale, come se le difficoltà fossero temporanee.
Comunque la Confcommercio si lamenta per il calo dei consumi e dal mondo bancario, quello spicciolo, quello della banca dietro l’angolo, ti dicono che la gente è, economicamente, in difficoltà e che stanno aumentando incagli e dilazioni dei pagamenti….
Dobbiamo, poi, considerare che uno studio recentissimo ha dimensionato al 7% del Pil il giro della malavita organizzata (di cui una minimissima parte ricade nel Pil ufficiale) e che l’evasione e l’elusione fiscale girano intorno al 20% del Pil e che la ricchezza è concentrata su una percentuale ridotta della popolazione, etc, etc, …Premesso questo, c’è da domandarsi perchè non venga introdotta una patrimoniale, le entrate della quale dovrebbero essere girate a favore di investimenti nello sviluppo….

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idleproc
Scritto il 31 ottobre 2011 at 14:51

paolo41,

…pochi minuti fa mi ha cercato un operaio edile albanese… bravissimo…. aveva già lavorato per me… senza lavoro, cercava un lavoretto anche per qualche ora. In Italia, per ora, la crisi sta colpendo solo ai margini ammesso che così li si voglia chiamare dato che di persone reali si tratta.
Abbiamo forti ammortizzatori legati ai beni delle famiglie e una tendenza tutta italiana a nascondere il più a lungo possibile situazioni di bisogno. Accanto alle componenti dirigenziali della Casta politico-dirigenziale pubblica che incrementa i benefit ed ha una fame inestinguibile, molti italiani perdono il lavoro e tirano la cinghia. I giovani senza lavoro o che lo perdono dopo brevi esperienze sono a carico delle famiglie che fungono da ammortizzatore sociale ad ampio spettro. Il fenomeno, se non cambiano le condizioni generali è destinato ad allargarsi. Ora è solo all’inizio ma può crearsi una reazione a catena con le riduzioni dei consumi. Non credo sia una buona idea pelare gli Italiani per salvare la finanza europea invece di investire il risparmio in Italia.

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paolo41
Scritto il 31 ottobre 2011 at 16:31

idleproc@finanza,

..puoi aver ragione, ma dove andiamo a trovare i soldi per ridurre il debito (con gli interessi che aumentano giorno per giorno) se non andiamo a toccare i capitali improduttivi ????
Siamo in una crisi molto più virulenta di quello che la maggioranza della popolazione oggi percepiscee che poterbbe colpire con perdite superiori…ad una patrimoniale.
Va bene tagliare a destra e a manca, va bene tagliare i costi della politica in generale e gli stipendi dei parlamentari e dei dirigenti regionali, va bene vendere il patrimonio immobiliare statale e regionale, ma poi occorre finanziare una possibile ripresa e “senza lilleri non si lallera”, in poche parole è difficile aumentare il Pil a costo zero…..

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gainhunter
Scritto il 31 ottobre 2011 at 18:26

paolo41: in poche parole è difficile aumentare il Pil a costo zero…..

Giusto, quindi:
– o i soldi ce li mette qualcun’altro (Eurobond)
– oppure ce li mettono gli Italiani
Nella seconda ipotesi, che a questo punto deve andare di pari passo con una maggiore indipendenza dall’Europa (e come sostieni tu è necessario abbandonare l’Euro, e io aggiungo, anche Maastricht e il WTO), le soluzioni possono essere diverse: la patrimoniale (a cui sono contrario perchè prometteranno di colpire i ricchi e invece colpiranno quasi tutti) è solo uno di questi; un’altra soluzione consiste nel fare nuovo debito (tanto non c’è l’Europa a “rompere” e i titoli vanno piazzati agli Italiani su mercati dove gli stranieri non hanno accesso e non possono shortare), mentre si compra tempo per combattere evasione, paradisi fiscali, mafia, lobbies e sprechi. Lo si può fare anche costituendo un ente garantito dallo Stato che emetta obbligazioni finalizzate al finanziamento di specifiche misure per la crescita, ma senza conteggiarle nel debito dello Stato :twisted:

Il mio forte sospetto è questo: una volta che si sono tolti i soldi agli italiani e li si sono buttati nel pentolone statale, siamo sicuri che vadano realmente a finanziare la crescita? Supponiamo che ci vadano, siamo sicuri che verrà raggiunto l’obiettivo di stimolare la crescita economica in uno Stato la cui economia è strettamente legata alle altre economie occidentali che attualmente non vengono in alcun modo protette né sostenute dai rispettivi governi?
E poi, una volta che gli Italiani hanno meno soldi e lo Stato ha un pochino di debito in meno, chi garantisce che i rendimenti dei titoli di Stato diminuiranno e che non ci saranno altri attacchi esterni?
Il rischio è che alla fine gli Italiani pagheranno per l’Europa intera che non vuole risolvere il vero problema, ovvero le schifezze che hanno in tasca certe banche.

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idleproc
Scritto il 31 ottobre 2011 at 19:10

gainhunter,

Concordo con te. Come sono convinto che dall’europa dobbiamo uscire in tempi rapidi. Sarà dura come strada, l’alternativa è la fine della Grecia. Pelati ed affossati. Anche Spagna, Portogallo, Grecia ed i balcanici insieme ai croati dovrebbero uscirne. Abbiamo molto più futuro associandoci tra stati mediterranei e senza i francesi che continuare ad essere colonie. Non vedo alternativa.

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paolo41
Scritto il 31 ottobre 2011 at 19:49

gainhunter,

idleproc@finanza,
…sfondate una porta aperta…. è da quando posto qualche mio commento su questo blog (credo che siano circa 4anni) che sostengo che occorre uscire dall’euro…., ma non ci faranno uscire, hanno troppi interessi a tenerci dentro e i nostri politici non hanno…attributi..

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paolo41
Scritto il 31 ottobre 2011 at 19:58

gainhunter,

idleproc@finanza,

certo che fare un referendum, sul fac-simile di quello che sta facendo la grecia, e chiedere agli italiani se vogliono o meno restare nell’euro o tornare alla lira, sono convinto che agiterebbe le acque, qualcuno in europa si prenderebbe paura e favorirebbe, se non altro, la soluzione degli eurobonds

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