FONDO ATLANTE 2 ed i rischi sottovalutati dagli investitori (sopratutto previdenziali)

Scritto il alle 08:30 da Danilo DT

atlante-banche-npl

Investirà, anche con capitali delle casse di previdenza, negli NPL delle banche italiane, MPS in primis. Se tutto va bene (cosa alquanto difficile) verrà riconosciuto un 6%. Ma se per queste sofferenze bancarie qualcosa va storto, si perderà NON solo la cedola.

Anche in ferie non riesco a starmene tranquillo. Per una serie di motivi, dopo anni in cui praticamente non staccavo mai, mi sono imposto per questi pochi giorni di ferie di non seguire nulla e lasciare che il tempo faccia il suo corso. Mi è capitato di retwittare degli articoli abbastanza generici, ma poi quando ho visto questa notizia mi sono bloccato e mi sono chiesto veramente che diavolo di gioco stiamo giocando. Di certo è un gioco al massacro, soprattutto per le casse di previdenza.
Un passo alla volta.

Già vi ho parlato in passato di Atlante e soprattutto di fondo Atlante 2, il fondo che dovrebbe dedicarsi in modo “esclusivo” alle sofferenze bancarie. La notizia di oggi mi mette estrema serenità (evidente eufemismo):

Lanciato il nuovo veicolo che dovrà aiutare il sistema bancario italiano ad alleggerire la montagna di 360 miliardi di euro di prestiti che difficilmente potranno essere restituiti. (…) la sua prima missione si chiama Mps, in agenda per novembre. (…) Atlante 2 ha superato la dimensione minima degli impegni formali prevista dal Regolamento per l’avvio dell’attività, raccogliendo adesioni pari a 1,715 miliardi da diverse istituzioni finanziarie italiane. (…) obiettivo di raccolta tra i 3 e i 3,5 miliardi entro il termine ultimo per la sottoscrizione fissato dal regolamento al 31 luglio 2017. I fondi serviranno per aiutare il Monte dei Paschi di Siena a risollevare il bilancio appesantito dai crediti deteriorati. (…) Il Fondo investirà in tranche junior e mezzanine, emesse da veicoli costituiti per l’acquisito di portafogli di npl provenienti da più banche italiane, con un obiettivo di rendimento in linea con quello delle emissioni obbligazionarie con rating a singola B. (Source

Ok, in queste poche frasi ci sarebbe da commentare non poco, vediamo di fare luce su alcuni aspetti che mi hanno fatto sbaccalire.

1) Sofferenze bancarie italiane stimate a 360 miliardi di Euro. Fondo Atlante2 raccoglie fino ad ora una cifra pari allo 0,5% di tale importo e nelle migliori delle ipotesi si arriverà all’1%. Wow! Ma non è fantastico?
2) Fondo Atlante 2 salva insomma una parte degli NPL di Monte dei Paschi. E tutte le altre? Inoltre…il pricing è elemento fondamentale e la solvibilità media di questi NPL è ovviamente la chiave del successo di medio-lungo termine dell’operazione. Voi siete certi che la valutazione fatta per gli NPL di MPS sia corretta vero?
3) Non dimentichiamo che Atlante 2 è composto anche da capitali di enti previdenziali che forse non si stanno rendendo conto di quanto sta accadendo e sono solo “sedotti” da quelli che sono i rendimenti previsti. 6%, un gran bel tasso visto i tempi che corrono, se TUTTO va bene.

Ma ATTENZIONE…tadaaaa…qualcuno si è chiesto (e qui viene il brivido) che succede se qualcosa va male? Riprendiamo la nota del prospetto di Atlante2:

(…) è un fondo alternativo mobiliare chiuso che, a differenza di Atlante, può investire unicamente in Npl e strumenti collegati ad operazioni in npl (come per esempio warrant) al fine di ridurre il rischio in linea con i parametri in uso presso i maggiori investitori istituzionali del mondo. Il Fondo investirà in tranche junior e mezzanine, emesse da veicoli costituiti per l’acquisito di portafogli di npl provenienti da più banche italiane, con un obiettivo di rendimento in linea con quello delle emissioni obbligazionarie con rating a singola B.

Cosa significa?
Cercherò di essere semplice e comprensibile. Si investirà in società veicolo che utilizzeranno i fondi per acquistare tranche mezzanine e junior (a livello qualitativo sono gli NPL di media e bassa qualità).

A) Se tutto va bene, Atlante 2 gira agli investitori i frutti delle cartolarizzazioni, ovvero quella famosa cedola del 6%.

B) Ma se vanno male, le casse e gli altri azionisti di Atlante 2 devono svalutare la partecipazione e quindi sono costrette a fare due cose: o RICAPITALIZZANO (e quindi utilizzano ulteriore denaro magari destinato alle pensioni per tappare dei buchi che si sono formati a causa di una valutazione troppo generosa), oppure più semplicemente svalutano ed accettano la perdita, fino all’azzeramento eventuale dell’investimento. Senza ovviamente incassare la cedola da “vetrina” al 6%.

Cortesemente qualcuno vada a citofonare alle varie associazioni di categoria rendendoli edotti di queste piccole peculiarità, perché poi, quando i soldi delle casse previdenziali sono polverizzati, non possono poi essere recuperati.

Specialmente negli USA mi vengono alla mente truffe simili, avvenute però in un periodo di vacche grasse, dove colossi come Enron e Worldcom erano insiderati “infallibili”. La cosa che fa sorridere è che oggi, qui, le vacche sono MOLTO magre e l’unica cosa grassa è una cedola che potrebbe essere una vera chimera. Mala storia non vi insegna proprio mai nulla?

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Danilo DT

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8 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 9 agosto 2016 at 09:16

@ DT

“Cortesemente qualcuno vada a citofonare alle varie associazioni di categoria…”

non ce n’è bisogno, i più “svegli” (cioè i rappresentanti delle casse previdenziali di ordini professionali come quello dei chimici o dei commercialisti per primi in ordine di tempo, oltre altri che in serie hanno seguito il saggio esempio dei primi) hanno già posto il loro diniego, declinando l’invito, avendo “subodorato” la gabola che si nasconde dietro le belle promesse, molto probabilmente destinate a rimanere tali…

in una situazione di mercato SERIO, e in un sistema SERIO, MPS dovrebbe essere lasciata al suo destino e fatta saltare con a seguito la Magistratura che dovrebbe far luce sulle responsabilità che alla fine sono riconducibili a precise scelte operate da PERSONE FISICHE (e non dallo Spirito Santo o da qualcuna delle legioni di satana)

il fatto è purtroppo che ci troviamo a vivere in tempi ridicoli, con un mercato ridicolo e un sistema ancora più ridicolo.

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Scritto il 9 agosto 2016 at 14:37

O forse è meglio dire: “cercare di continuare a socializzare le perdire, redistribuendo i rischi sulla collettività”.
Evviva evviva

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pecunia
Scritto il 9 agosto 2016 at 15:10

grazie per aver “staccato” dalle tue ferie per renderci edotta la situazione italica.

io vedo solo mala tempora + mala tempora
mi dispiace, vorrei essere più ottimista, ma non ci riesco
E pure in USA, dei quali noi siamo al traino, o per lo meno io la penso così, ci sono molte nubi all’orizzonte. Comprese le nubi delle prossime elezioni

However, buone vacanze!

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perplessa
Scritto il 9 agosto 2016 at 22:38

l’inps non c’è sono salva…visto che devo avere ancora la mia liquidazione..sono sicura di vederla quando sarà accreditata nel mio conto corrente. e se la stanno tenendo 3 anni per decreto legge. dittatura

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paolo41
Scritto il 10 agosto 2016 at 09:29

non solo le casse di previdenza si tengono lontane da Atlante 2, ma non arrivano contributi sostanziali neppure da altre fonti (banche, aziende, etc) nonostante tutta la stampa economica si sforzi di appoggiare l’iniziativa. Atlante 2 deve comprare gli NPL (in particolare quelli di MPS) operando a leva con un ammontare di base di circa 4/5 MLD. Se non raggiunge tale ammontare la leva diventa ingestibile. Altro problema è relativo ai prezzi di acquisto dei NPL che influenza il valore dell’aumento di capitale a cui saranno costrette le banche. Non la vedo facile anzi è più probabile che si faccia un bel tonfo!!!!!

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Scritto il 10 agosto 2016 at 10:31

Sacrosanto anelare all’intervento purificatrice della magistratura, ma poi ricordiamoci che senza una prospettiva fiduciosa dell’avvenire non si raggiunge nulla: il rischio è parte della vita; è naturale cercare di limitarlo e gestirlo, ma, se nessuno rischia qualcosa, c’è soltanto il declino. Con questo non voglio dire di buttarsi a capofitto nel burrone, ma gli enti previdenziali – per es. – come pensano di recuperare i rendimenti obbligazionari che non ci sono? Se non si fa niente non c’è niente.

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pecunia
Scritto il 10 agosto 2016 at 10:44

<a href="mailto:albertopletti@gmail.com">albertopletti@gmail.com</a>@finanza,

anche il tuo ragionamento non fa una piega

io l’ETF sulle banche ce l’ho da tempo ….. si vedrà fra alcuni mesi come sarà messo il paese.
Referendum permettendo :)

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Scritto il 10 agosto 2016 at 11:15

E’ una scelta condivisibile.
Forse è presto per decidere, ma se l’economia – e quindi anche le banche – dovesse indirizzarsi verso un miglioramento, probabilmente il referundum alla fine sarebbe soltanto un problema di breve/brevissimo. Comunque vedremo.
pe­cu­nia@fi­nan­za,

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