FOMC: tassi USA ancora in rialzo, ma con riserva.

Scritto il alle 08:05 da Danilo DT

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Nulla di fatto. E ci mancherebbe ancora! Se al FOMC di ieri fosse uscita una qualsiasi presa di posizione forte, con un’operatività immediata, era un vero caso.

Se la FED avesse deciso di alzare i tassi, i mercati sprofondavano, in quanto la mossa sarebbe sembrata estrema, incomprensibile e preoccupante.

Se la FED avesse invece deciso di tagliare in modo sorprendente i tassi, i mercati secondo me l’avrebbero presa ancora peggio. Sarebbe stato il chiaro segnale che la Yellen era in confusione mentale assoluta (ricordate le asinate di Trichet?), che il primo rialzo era stato un errore imperdonabile, che la FED aveva perso completamente la bussola ed il controllo della situazione, e che insomma le cose andavano MOLTO peggio di quanto si potesse immaginare.
Ma non è successo nulla di tutto ciò.
La FED però lanciato dei chiari segnali. A dire il vero non molto belli.

Il primo: i tassi dovrebbero continuare a salire come da programma, visti i buoni dati sul lavoro. Ma allo stesso tempo non si chiude nemmeno la strada a strategie diverse in caso di difficoltà.

Il secondo: il petrolio rappresenta UN problema non non è IL problema, in quanto per la Yellen ha solo un effetto transitorio sul tasso inflazione. Altro motivo per cui il tasso inflazione è visto in rialzo, e quindi è giustificabile il percorso dei rialzi dei tassi.

Il terzo: il FOMC riconosce un rallentamento della crescita dell’economia americana. Ah ma allora non è tutto bellissimo! Ma soprattutto non è bellissimo il quadro mondiale.

“La FED sta monitorando da vicino gli sviluppi economici e finanziari globali valutando le loro implicazioni per il mercato del lavoro e per l’inflazione e per l’equilibrio dei rischi alle prospettive di crescita dell’economia Usa”. (J. Yellen)

Quindi eccoci al quarto punto: il quadro di rallentamento è poi peggiorato da un quadro macroeconomico e politico in evidente peggioramento. E questo la FED potrà solo subirlo.

La cosa comunque curiosa è che il mercato… non crede alle Yellen e come dimostrato ieri , non sta scontando un rialzo dei tassi a marzo. Anzi, proprio non vede un chiaro percorso di tassi in aumento.
C’è il dubbio quindi che il motore degli Usa possa essere frenato dal resto del mondo. Il mercato giustamente guarda con occhi dubbiosi al discorso della Yellen. E nel dubbio vende. In questo momento la chiave di lettura migliore, per tastare il polso dell’economia USA e non solo di quella, restano le trimestrali. Per tutto il resto, diventa difficile poter ponderare correttamente quanto descritto, nei quattro punti prima citati.

Intanto per Morgan Stanley la probabilità di un rialzo dei tassi a marzo è molto risicata. Solo un 18%: E vedendo dove si sta dirigendo il mercato, non gli si può nemmeno dare torto…

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Danilo DT

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