Favole comunitarie montate a leva

Scritto il alle 13:00 da Danilo DT

win-win-ecbSe temiamo la leva finanziaria allora dovremmo preoccuparci dell’operazione proposta da Juncker con il fondo EFSI dove trasforma 21 miliardi di Euro in 315 miliardi, soprattutto per come è architettata, con forti dubbi su efficacia e realizzabilità

Ammetto di essere diventato estremamente diffidente ogni qualvolta un politico trova delle soluzioni win-win  dove quindi nessuno ci perde e tutti possono solo guadagnarci. Ed è sorprendente come alcuni soggetti in posizioni MOLTO significative sembrano non conoscere la materia, oppure pensano che siamo tutti fessi e crediamo ancora agli asini che volano.
Sono stato via per lavoro e non ho potuto scrivere prima di questa cosa che mi gira dentro. Solo su twitter ho fatto un accenno. Mi riferisco alla ormai nota mossa di Juncker, una soluzione straordinaria che mira a far ripartire l’economia nell’Eurozona.
Ok, molto probabilmente qualche giornalista meno navigato può cascare nel tranello, soprattutto se non esperto nella materia. Ma solo con un po’ di buonsenso si capisce benissimo che qualcosa non quadra.

BRUXELLES/STRASBURGO (Reuters) – Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha presentato oggi al Parlamento europeo il piano che punta a sbloccare in tre anni circa 300 miliardi di investimenti nell’Ue e creare un milione di posti di lavoro, sottolineando che è il momento di dare il via alla crescita senza aggiungere debito pubblico.

Win-winCavolo, questa storia del milione di posti di lavoro mi fa venire alla mente qualcosa…ora faccio mente locale e poi vi farò sapere…

La Commissione Ue stima che il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi) da 21 miliardi di euro, approvato ieri, possa incrementare dell’1% la crescita economica ogni anno per i prossimi tre anni.

Fermi tutti. Ma qualcosa non quadra. Prima erano circa 300 e ora sono 21? Mi si è ristretto il piano di sviluppo in un batter d’occhio?

Il presidente ha aggiunto che i 315 miliardi, derivanti da un ‘moltiplicatore’ totale di 15 volte dei 21 miliardi, non sono un tetto per il Fondo, ma che i singoli governi potranno contribuire al suo capitale e che questi contributi non saranno conteggiati nel loro deficit nazionale in base alle regole di bilancio Ue.

Ah ora tutto è chiaro, anzi non proprio per niente. Questa è una magia degna del miglior Mago Silvan. O meglio… visto che non è una magia, è un’operazione al leva 15. Ripeto: LEVA 15!!! Ma è follia pura! Alla faccia della finanza speculativa! E poi ci si chiede se le banche centrali e gli organismi internazionali non cercano di tenere sotto controllo la finanza! Certo che la tengono sotto controllo! Altrimenti come potrebbero monitorare senza saltare per aria, operazioni speculative e spregiudicate come questo finanziamento a LEVA 15?

Mago Juncker e l’Efsi a leva 15

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Si stima che i 21 miliardi di euro di Efsi consentiranno alla Bei e al suo Fondo di investimento europeo di aumentare i finanziamenti a progetti di tre volte, o 63 miliardi di euro, in tre anni. Ciò potrebbe attrarre somme per cinque volte tanto da altri investitori portando al ‘moltiplicatore’ pari a 15 volte il capitale iniziale. Il dato è ritenuto realistico dai dirigenti Ue, che citano un moltiplicatore di 18 per precedenti aumenti di capitale della Bei. Gli esperti ritengono inoltre che il piano possa creare tra un milione e 1,3 milioni di posti di lavoro.

E qui viene la perla di tutto. Rileggete l’ultima citazione. 21 miliardi che a leva tre diventano 63 che poi passano a leva 5 e quindi trasformando il tutto a leva 15. Ma stiamo tranquilli, la colpa è solo mia perché sono un grande ignorante. I manager BCE hanno già visto gli altri capitali agire con leva 18 all’interno della BCE, con estremo successo. Allora non ci resta che aspettare l’ennesimo successo di questa farsa allucinante.

STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
astonmartindb9
Scritto il 28 novembre 2014 at 14:29

156 milioni dovrebbero essere i lavoratori dell’eurozona se i 18 milioni di disoccupati corrispondono al 11,5% dei lavoratori. Allora 1milione di nuovi occupati su 156milioni di lavoratori corrisponde allo 0,64%. In sostanza i disoccupati scenderebbero dal 11,5% al 10,8% in tre anni.
Mi sbaglio se dico che è un risultato magro, molto magro ?E se dico che con 315 miliardi a leva (sic!) dovremmo aspettarci qualcosa in più o mi sbaglio ancora ?

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idleproc
Scritto il 28 novembre 2014 at 21:04

A occhio il vizio del gioco gli ha preso la mano.
Poi paghiamo noi.

Confidiamo su di una cosa… è l’unica sulla quale si può confidare… il sistema capitalistico ha leggi interne di autoregolazione… possono fare quello che vogliono… entreranno in azione.
Non è un sistema gestibile nei punti di crisi, si metterà a posto da solo, nonostante loro.
Il vero problema è che più ne combinano, più cercano di “salvare” i soliti noti, più rischiamo di farci male.

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kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 23:03

astonmartindb9@finanzaonline,

Danilo DT,

Ma è difficile fare il conto dello scemo. 1 milione di lavoratori dandogli 1000€ al mese per stare a casa fa 1 miliardo per 36 mesi 36 miliardi. E che ci vuole per mantenere 10 milioni di persone a 1000€ per quasi 3 anni e dimezzare la disoccupazione. Ohh ma a questi dobbiamo andargli a raccontare la favola della gnocca con che leva si monta?

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lampo
Scritto il 28 novembre 2014 at 23:17

Ma di cosa ci meravigliamo se le banche, in media, hanno una leva superiore. Se poi ci mettiamo anche il sistema bancario ombra…

… però non dimentichiamoci che nel ’29 avevamo anche lì, come una delle cause della crisi finanziaria, la smisurata leva, anche se non era gestita/monitorata dalle banche centrali. Era all’incirca di 1 a 10. In particolare veniva prodotta dagli Investment Trust che acquistavano titoli e, sfruttando l’effetto leva, emettevano altri titoli (principalmente obbligazioni e azioni privilegiate). Poi nacquero i trust dei trust… e poi… boom!

Oggi, grazie al coordinamento tra banche centrali, possiamo andare oltre… senza far crollare il sistema… e stando pure abbastanza tranquilli! Se le cose dovessero andare per il peggio… hanno già sperimentato come intervenire (chi deve pagare) e adottato l’opportuna legislazione per farlo!
Quindi di cosa ci dobbiamo preoccupare… siamo un una botte di ferro!

Non c’è dubbio che la finanza sia migliorata… ed abbia imparato dalla crisi del ’29.

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pig_org
Scritto il 29 novembre 2014 at 20:52

Non ho capito ma la leva è data dagli investimenti privati?

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