Crisi Euro: c’è solo una soluzione

Scritto il alle 11:31 da Danilo DT

Aggiornamento credit default swap (CDS) e pensieri su come risolvere la crisi Euro

Se la notte porta consiglio, il week end ha sicuramente portato a tutti un po’ di tempo per ragionare sulla crisi più grave da quando l’Euro è nato. Una crisi che è figlia della grande crisi finanziaria scoppiata proprio qualche anno fa con la nota vicenda dei subprime, negli USA.

Ebbene si, questa crisi europea non è nient’altro che il normale proseguimento della crisi nata dalla valanga di liquidità che poi ha generato bolle nel mondo immobiliare e così via.
Quanto accade in Europa, quindi, non deve stupirci più di tanto. A parte la colossale truffa greca per entrare nell’Euro, che non dovrebbe essere dimenticata “un domani”, il resto della crisi (Irlanda e Spagna in primis) è figlia proprio di quella crisi che in USA ha fatto saltare l’economia.
Quindi, proprio come negli USA, ora occorre intervenire. Però, mentre negli USA c’è la FED, un organo collegiale composto da tante piccole FED statali, con un responsabile che ha preso l’iniziativa ed ha deciso di agire, mettendo delle pezze, in Europa la cosa si complica, in quanto qui l’Unione Europea è la classica “opera incompiuta”, piena di lacune e di contrasti. Unione per modo di dire. Infatti proprio in occasione della crisi irlandese, abbiamo avuto modo di vedere che non c’è coesione, non c’è volontà comune. Ognuno tira l’acqua al suo mulino, ognuno fa solo il proprio interesse, dimenticando magari cosa può aver portato di buono, fino ad ora, l’Euro e l’Unione Europea. Ognuno non prova ad immaginare cosa potrebbe succedere se l’Euro salta e con lui l’Unione Europea.

Cosa occorre fare?

Proprio come negli USA nel 2008-2010, così in area Euro, oggi, c’è bisogno di prendere la situazione di petto.
Io non vedo altre strade. La Germania deve ammettere i benefici di cui ha anche goduto con l’Unione Europea (vedi proprio la sua crescita attuale da paese emergente), deve sedersi ad un tavolo con gli altri paesi membri e decidere TUTTI insieme sul da farsi. Dando così un messaggio chiaro al mercato: l’Unione Europea c’è, l’Euro è nato per restare. E come si è partiti tutti insieme con tante belle intenzioni, ora che la situazione è molto difficile, si continua ad andare avanti.
Ma per fare questo occorre innanzitutto una cosa: il famoso Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF) deve essere portato subito da 440 miliardi a un trilione di Euro. Un segnale chiarissimo di forza e coesione. E poi subito via a fare delle riforme, per evitare che domani l’area europea non possa tornare sotto attacco speculativo. Riforme importanti, sia dal punto di vista normativo che finanziario. Insomma, occorre schiacciare una sorta di tasto “Reset” e rifondare tutto. Quale migliore occasione per una nuova Europa e un nuovo Patto di Stabilità.

E l’alternativa resta, certo, molto drastica: la fine dell’Euro, o per lo meno così come lo abbiamo conosciuto. Ma le conseguenze per noi e per tutti i paesi membri potrebbero essere drammatiche. Preferisco non pensarci. Io la vedo così e non vedo, oggi strade alternative, al fine di risolvere in modo valido e credibile una crisi che, se non presa di petto, procurerà ancora tantissimi danni.

Grafico Credit Default Swap Area EURO

Grafico CDS area Euro-clicca per ingrandire

PIGS, PIIGS, PIGIBS, PIGIBUKS….

Intano su queste cose la speculazione monetaria e mediatica ci vive… E così oggi si inizia a parlare dell’evoluzione dei PIGS:

PIIGS: aggiungendo ovviamente l’Italia
PIGIBS: se ci mettiamo anche il Belgio, secondo diverse fonti, paese prossimo alla crisi
PIGIBUKS: se poi ci aggiungete il paese dal debito aggregato stellare, ovvero la Gran Bretagna.




La tensione nell’area Euro non è scemata ed è destinata a crescere a dismisura, soprattutto quando qualche pezzo molto grosso (Spagna?) si trovasse nella necessità di chiedere aiuto che,come detto la settimana scorsa, non possono essere dati a causa della scarsa capienza dell’EFSF.

La palla passa ora agli stati membri. La questione è diventata quindi soprattutto di gestione politica.

Incrociamo le dita….


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DT

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40 commenti Commenta
hironibiki
Scritto il 29 novembre 2010 at 12:41

DT è bellissimo l’articolo che hai scritto come sempre, però nella mia ignoranza non penso sia giusto aumentare a 1 trilione l’EFSF; così facciamo come l’America. L’Irlanda con le banche ha marciato? La Spagna ha speculato? L’Italia segue a ruota? Nessun problema ci sono soldi per tutti e poi scaricheremo sulla gente finanziarie “lacrime e sangue”. No no no, si va in default e basta. Irlanda: default, Grecia default, Spagna e Portogallo idem. Italia? Beh se c’è bisogno anche lei. L’Europa collasserà ok ma così si fa un reset del debito pubblico. Chi avrà speculato perderà moltissimo, ma almeno non sarà la povera gente. Poi si “riparte”. Si allinea i prezzi di tutti i partecipanti all’unione, i salari saranno uguali per tutti e così anche le imposte sulle tasse. Gli stati pagheranno le tasse che NON andranno allo stato, ma all’Europa che sarà l’ente unico erogante poi la sanità ecc a cascata su tutti. I più virtuosi avranno benefit aggiuntivi. Ci saranno dazi su importazioni o comunque un’aliquota iva più alta per prodotti made out Europa che compenserà la perdita di posti di lavoro.
Io penso che solo così si potrà ripartire. Il debito degli stati deve assolutamente essere annullato, niente più interessi da pagare ecc. Chi entra in Europa modifica l’asset della propria nazione, oppure rimane fuori con la sua moneta ecc.
Così secondo me l’Europa sarebbe unita ma… E’ IMPOSSIBILE!! Non si può per i soliti motivi come hai detto tu ognuno porta l’acqua al suo mulino :mrgreen:

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hironibiki
Scritto il 29 novembre 2010 at 12:42

modifico “Chi avrà speculato perderà moltissimo, ma almeno non sarà la povera gente.” con “Chi avrà speculato perderà moltissimo, ma almeno non sarà SOLO la povera gente.”

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Scritto il 29 novembre 2010 at 12:55

hironibiki@finanza,

purtroppo sono per una soluzione più indolore ed in linea con gli USA, proprio per evitare shock che sarebbero drammatici sul sistema. L’economia è troppo debole, si rischia il PATATRAC….

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hironibiki
Scritto il 29 novembre 2010 at 13:08

Dream Theater,
Ma è l’unica, altrimenti (secondo me) tutto si ripercuoterà sempre sulle persone che pagheranno l’avidità di altre.. Non è giusto. Fine di tutto, si ritorna a un cosumismo meno spinto, dove le persone daranno valore alle cose che hanno già come una volta e non più consumismo “usa e getta”.
Lo vedo nell’informatica.. E’ assurdo. Non funziona il portatile? Ok lo cambio, costa meno che farlo riparare (e così vale per tutto).
A volte è meglio tagliare la “gamba in cancrena” piuttosto che lasciare morire il paziente. Non sarà bello per carità il risveglio, ma almeno si può pensare a rifarsi una vita :mrgreen:
Poi per carità io parlo anche perchè sono stanco di vedere questi politici pagliacci parlare infinite volte con summit ecc che alla fine non portano nulla. Ci sono troppe cose che non capisco e che mai capirò.. Ma tant’è questo sistema è così al momento :|

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Scritto il 29 novembre 2010 at 13:25

hironibiki@finanza,
Ciò che mi fa paura, lo ammetto, è la fine dell’Euro. Secondo me le conseguenze per noi italiani potrebbero essere devastanti. Molti oggi si lamentano dell’Euro additandogli colpe senza però immaginare cosa sarebbe accaduto senza la moneta unica.
Siamo oggi un paese troppo debole, con debito pubblico spropositato, una produttività al lumicino. Non esportiamo più, non consumiamo più, il sostegno pubblico (la coperta è corta!) è inesistente…
potrei andare avanti per ore… il fatto è che oggi noi dobbiamo tifare per un NUOVO Euro, come scrivevo nel post, un atto di unione politica, economica e fiscale. un passo avanti che proietta l’Europa ad avere un futuro.
Altre strade, secondo me, comportano rischi veramente inimmaginabili. E con qeusto scenario macroeconomico, con la speculazione pronta a devastare alla prima occasione le sue vittime, io non me la sento di sperare in altre cose.
Scelta codarda? no, realistica. Tutto il resto resta fantafinanza (perchè non voglio pensarci). Almeno secondo me.

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hironibiki
Scritto il 29 novembre 2010 at 13:45

Dream Theater,
si, concordo sul fatto che sarà un bagno di sangue per l’Italia se cade l’Euro. Ma non sarà solo l’Italia a cadere sarà mondiale. Un evento talmente fuori portata da fare un “reset”. Siamo schiavi del denaro, tutto ruota intorno a lui. E’ pazzesco l’uomo al servizio del denaro e non viceversa. Chiaro che non mi auguro una cosa del genere a livello mondiale, però un ridimensionamento di tutto si, dalla politica al consumismo ecc.. Il fatto di stampare altri soldi, a mio avviso, non farà altro che rendere più ingorde le persone che ne vorranno ancora e ancora sino ad avere solo due figure sulla Terra: gli estremante ricchi e gli estremamente poveri. Così’ si arriva all’estinzione. E per cosa? Per avidità.
Con tutto il rispetto DT però se ci pensi le borse.. hanno senso di esistere secondo te? Se l’uomo non fosse così avido pensi che sarebbe difficile trovare un punto di accordo comune tra i paesi per effettuare operazioni di scambio senza inventarsi cose come la borsa ecc?
A me piace moltissimo il mercato finanziario, vedere cosa succede “dietro le quinte”.. Però ci saranno sempre grandi lobby che muovono milioni o miliardi di dollari e faranno il bello e il cattivo tempo. Non è giusto.. Io la penso così, poi magari sbaglio perchè non capendo molte cose il mio punto di vista è limitato.
PS: comunque è bello potersi confrontare. Grazie per questa opportunità che dai :D

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paolo41
Scritto il 29 novembre 2010 at 14:06

Dream Theater,

sarebbe “bello ” quello che suggerisci, ma, a mio avviso, prevarranno ancora una volta gli interessi politici e gli egoismi economici dei singoli paesi. Leggevo che già il 50% del popolo tedesco vuole uscire dall’euro; l’unico paese che ancora apprezza, con una significativa percentuale, l’unione europea è l’Italia, ma per il semplice fatto che la fiducia sulla nostra classe politica è sempre stata scarsa, indipendentemente se sia di destra o di sinistra o al centro (non ho ancora capito cosa sia il centro!!!!).
Il problema più importante è che, con tutti questi interventi similTARP, togliamo risorse all’economia reale e ai contribuenti per “tarpare” i debiti di chi finora ha creato ‘sto casino e ci ha speculato sopra. Oltre a non sembrarmi giusto, sai come la penso, lo vedo controproducente e inutile… sono soldi buttati al vento. Chi ha i debiti chieda una ristrutturazione del debito (lo hai suggerito anche tu, più volte) come fanno tutte le aziende in difficoltà e, se si intravede che siano poi in grado di risanare l’azienda, si possono aprire nuovi crediti.
Invece in questo momento si gioca al buio con l’unico obiettivo ( egoismo all’ennesima potenza) di salvare le banche tedesche, francesi, inglesi etc. più esposte nei confronti dei paesi europei periferici.
A giustificazione si porta il rischio “contagio” o “domino” che dir si voglia; sono tutte balle, l’unica conseguenza reale è che riusciranno solo a dilazionare la soluzione nel tempo, facendo gonfiare ulteriormente la bolla.

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hironibiki
Scritto il 29 novembre 2010 at 14:20

paolo41,
Concordi allora anche tu che come unica soluzione, seppur tragica è quella del default? Non vorrei essere pessimista per carità però non vedo realmente altre soluzioni. Il debito deve essere estinto per ripartire. Prima si toglie e prima si può pensare a fare “tutto il resto”

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Scritto il 29 novembre 2010 at 14:37

hironibiki@finanza,

Purtroppo l’egoismo porterà il mondo all’autodistruzione… però non mi spiacerebbe cercare di tirare avanti ancora un pò… Cmq piacere reciproco…

paolo41,

nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.. o per meglio dire…si trasferisce.
Certo, la chaive è il trasferimento del debito dalle banche al pubblico e cmq a scapito della povera gente. E’ sempre stato così e sarà così anche stavolta. Sia con la ristrutturazione (che colpisce i privati) sia con l’eventuale mazzata sui subordinati (che colpisce i privati), sia in caso di SuperTARP europeo (SuperEFSF) che comporterà per forza un aumento del denaro messo a disposizione per salvare gli stati che sarà ovviamente a carico della collettività. non se ne esce. PAghiamo sempre noi. Ma almeno….facciamo in modo che si eviti in futuro un’altra crisi del genere. Ma a questo punto…torniamo a parlare dell’egoismo e delle architetture finanziarie… Troppo avanti rispetto alla normativa.Come il doping nel ciclismo (scusate il paragone scomodo…)

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lucianom
Scritto il 29 novembre 2010 at 14:42

Ed il rally di fine anno?Qualcuno sa qualcosa……………

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lucianom
Scritto il 29 novembre 2010 at 14:51

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hironibiki
Scritto il 29 novembre 2010 at 14:58

lucianom,

AHAHAHAHAH BELLISSIMAA!!!

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mattia06
Scritto il 29 novembre 2010 at 15:15

Ma siamo sicuri che tutti i paesi dell’unione europea siano cosi attaccati alla “maglia”? a me sembra una squadra di solisti, di cui alcuni ottimi (germania) e gli altri dei discreti corridori e riserve non all’altezza! (scusate la metafora sportiva)

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l.b.chase
Scritto il 29 novembre 2010 at 15:16

No la cosa bella è che il nostro caro DT ci dice che occorrerebbe cacciare fuori 1 trilione ma non ci spiega da dove lo possiamo prendere, perchè se non mi sbaglio pare che già i 400 testoni non esistano veramente ma solo sulla carta. Dunque la tua proposta qual’è, quella di stampare carta straccia a tutto spiano come gli USA? Bhè attenzione che noi la loro credibilità non l’abbiamo e non abbiamo nemmeno la loro mafia per far tenere alti i rating sul debito dalle agenzie di rating. Se poi non bastasse abbiamo una germania che vuole a tutti i costi un euro extra strong dunque mi pare una cosa in palese conflitto d’interessi…

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Lukas
Scritto il 29 novembre 2010 at 15:26

Il debito si estinguerà non a seguito di ristrutturazioni impraticabili……..ma per effetto dell’iperinflazione…….. come già successo nel passato sia piu’ recente che piu’ lontano.
Adesso siamo nella fase preliminare…..della stampa di nuove banconote…….quando queste inizieranno a circolare…….la derivante inflazione……..sgonfierà in termini reali molto velocemente gli stocks di debito esistenti !!!……Certo l’inflazione non è socialmente neutra……oltre ai possessori dei titoli di Stato……colpirà pesantemente anche i possessori di solo reddito fisso……….nonchè tutti coloro che non riusciranno a traslare in avanti….ossia su altri……… gli effetti dell’inevitabile perdita del potere d’acquisto !!
Invece bisognerebbe far fallire e togliere dal mercato coloro che sono i responsabili della crisi, magari nazionalizzando per un certo periodo di tempo tutti gli Istituti di credito !!!

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Scritto il 29 novembre 2010 at 16:20

l.b.chase@finanzaonline,

Ovvio, dove lo si prende il denaro. Esattamente da dove si sono presi i 440 testoni. Ma ripeto, la cos che più conta è la volontà di condividere un progetto comune che si chiama EURO.
Vuoi che te lo chiamo “all’americana”. EFSF = TARP
E la credibilità la acquisisci solo sul campo, con questo comprotamento stiamo distruggendo quel po’ di credibilità che aveva l’Euro.
Però dimmi, per parlare ovvio, tu cosa proporresti? :-)

Lukas,
Appena posso parleremo anche di questo… Iperinflazione se si riuscirà a farla arrivare…

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amensa
Scritto il 29 novembre 2010 at 19:06

io invece propendo per un’altra “soluzione”.
che la BCE emetta titoli in euro, e finanzi i debiti dei singoli stati.
contemporaneamente si imponga agli stati un avanzo primario proporzionato all’ammontare delproprio debito o almeno proporzionato alla differenza col debito tendenziale (60%del pil).
se rispetta la regola verrà finanziato ai tassi euro, se non la rispetta che si rivolga direttamente sul mercato e fallisca se non ci riesce.

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paolo41
Scritto il 29 novembre 2010 at 19:31

amensa@finanza,

ne abbiamo già parlato e posso essere d’accordo con te che tale soluzione può dare un contributo, ma gli interventi monetari e finanziari non possono essere la panacea del problema.
Occorrerebbe un piano fiscale coordinato e “rigido” e un altrettanto forte coordinamento economico-industriale per rilanciare il lavoro non solo in Germania, ma anche sui paesi periferici mediterranei e dell’est europa.
Ce li vedi i teutonici condividere tale ipotesi????? non ci pensano neppure, anzi, come ho detto stamane, stanno aumentando quelli che vogliono uscire dall’euro!!!!
I mercati l’hanno capito da un pezzo e, naturalmente, speculano sulla situazione ( tanto più che la stragrande gestione dei CDS è in mano alle quattro maggiori banche tedesche).
E le problematiche stanno aumentando, perchè mentre i debiti di Grecia, Irlanda e Portogallo possono anche essere “gestiti”, i mercati stanno attaccando la Spagna che ha un debito pari alla metà del nostro, ma con un debito sul PIL che supera le due cifre decimali, un PIL pari all’11% del PIL europeo e …Zapatero che si trattiene dal fare un piano di consolidamento “lacrime e sangue”…trattenuto da un sistema bancario che come assets ha decine di migliaia di immobili invenduti e invendibili….

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paolo41
Scritto il 29 novembre 2010 at 19:34

terzultima riga: al posto di “debito sul PIL” sostituire con “disavanzo annuo sul PIL”

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paolo41
Scritto il 29 novembre 2010 at 19:54

Lukas,

il discorso dell’inflazione come contributo alla soluzione del debito non è da escludere ma, a mio avviso, non è proponibile come soluzione nel breve -medio termine.
Siamo in recessione piena, non si intravede una ripresa sostenibile dei posti di lavoro, anzi aumentano le ore di CIG e non si legge altro che di fabbriche che stanno chiudendo o riducendo gli organici; e questo non solo in Italia o in USA.
L’edilizia è in crisi in ogni dove (salvo in Cina dove costruiscono “città fantasma”.
Sta diminuendo il debito privato, giustamente perchè la gente ha paura del futuro: in breve non vedo come possa esserci inflazione se i consumi non ripartono ( e non dimentichiamoci che parte dei consumi attuali derivano dai sacrifici che le famiglie fanno sui “foods”).

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l.b.chase
Scritto il 29 novembre 2010 at 20:19

Dream Theater,

Semplicisissimo! Io sposo la tesi del chi ha sbagliato paghi… A me sinceramente degli effetti devastanti non me ne frega un bel niente, visto che ha comunque un effetto devastante nel lungo termine, il fatto che mi vengano piazzati sul groppone quantità immani di debito che non posso comunque ripagare e porteranno successivamente ad un fallimento degli stati anzichè delle banche che hanno fatto il buco.
Attenzione! Che le banche sono delle grandi vigliacche, quindi oggi si prendono i nostri soldi per non fallire, e domani danno un bel calcione agli stati per mandarli a put… una volta che sono carichi di debiti.
Quindi per me banche a morte!

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smsj
Scritto il 29 novembre 2010 at 20:20

paolo41,

Può darsi che avvenga quello che tu dici, sono d’accordo. Ma il tentativo va fatto, e pagherà la gente “normale”, come è sempre stato. In misura nettamente minore che nel caso di default a catena, fine dell’euro e via discorrendo, chi dice il contrario agogna ad un nuovo medioevo, a carestie, a miseria e a disordini sociali quali non ne abbiamo idea. Ovviamente è una mia opinione.
Voglio invece pensare che qualcosa di buono ne esca da tutto ciò, una nuova consapevolezza e la determinazione a procedere convinti sulla strada intarpresa che nel mondo dei giganti è unica e obbligata: l’Unione Europea.

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smsj
Scritto il 29 novembre 2010 at 20:31

amensa@finanza,

Condivido appieno. E aggiungo, potrebbe essere il primo passo.
Se ne avete occasione, leggete sul Sole24Ora di sabato l’articolo di P. Benigno, un articolo che secondo me è da incorniciare per quanto riesce a sintetizzare il quadro della situazione e cosa dovrebbe (deve?) avvenire in futuro per lenire il male della povera Europa.
Io in un precedente intervento sul blog non sono riuscito (ovviamente) a trasmettere altrettanto bene il mio punto di vista, ma voleva essere esattamente quello illustrato nell’articolo di Benigno.

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paolo41
Scritto il 29 novembre 2010 at 20:56

smsj@finanza,

scusami se replico, ma l’ho letto anch’io l’articolo di Benigno e non mi sembra che le sue conclusioni sull’euro siano molto positive…anzi….
Comunque il mio punto di vista è un altro: secondo me questa crisi non si risolve nè con immissioni di liquidità (soluzione finanziaria) nè con politiche monetarie.
Questa è una crisi economica legata all’economia reale, al manufactiring, ai services, ai minings che sono andati in crisi perchè qualcuno pensava che con la finanza e le speculazioni (vedi abuso delle leve) si potesse sostituire le vere ricchezze di un paese che sono legate, invece, al valore aggiunto pro-capite generato annualmente.
Banche e multinazionali hanno cercato di creare un altro sistema, un sistema che è risultato fittizio e che è crollato giù, ne più nè meno, come la torre di Babilonia.

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l.b.chase
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:01

smsj@finanza,

Presente! Io agogno il nuovo medio evo, ma un medioevo dove anche le banche vengano costrette a fare la fame insieme al parco buoi, altrimenti se la fame la deve fare solo il parco buoi e i banchieri devono brindare insieme alle loro troie alla faccia nostra, non mi sta bene per niente.

Ti ricordo che i bonus dei management delle più grosse banche d’affari che hanno portato le economie mondiali, sono aumentati nel’ultimo anno e questo è successo nonostante i giganteschi danni che ci hanno creato.

Saluti e baci!

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mattacchiuz
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:02

medioevo anche per.

il medioevo, ci sarà cmq andando avanti in questo modo. almeno ci sia per tutti.

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smsj
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:08

paolo41,

Figurati, è un piacere.
Benigno è pessimista sul futuro dell’euro se la Bce continua su questa strada di negare liquidità laddove è assolutamente necessaria. Addirittura dice che se attende ancora un pò, quando sarà comunque costretta a farlo, potrebbe essere troppo tardi.
Poi la crisi è certamente un problema di economia reale, vorrei ben vedere con il dei Pil terribile degli ultimi anni e con la disoccupazione montante. Secondo me l’errore fondamentale della crisi precedente è stato non tanto quello di aprire i rubinetti da parte della Fed (ma anche della Bce), sotto la cui doccia di liquidità, è bene dirlo, si sono rinfrescati un pò tutti, anche i più schizzinosi. Il problema è di averlo fatto per troppo tempo dopo che la macchina era ripartita. E questo bisogna dirlo per meschini calcoli e interessi della finanza americana innanzitutto, e mondiale più in generale, per pervenire alla torre di Babilonia.

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smsj
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:14

mattacchiuz,

Per evitare goffaggini con la mia poca dimistichezza con i blog, mi scuso in anticipo perchè vorrei solo confrontarmi.
Mattacchiuz, ti ammiro sinceramente per la competenza e la capacità indiscussa che metti a disposizione di tutti, ma quando hai queste sortite come dire, sempliciste, sembri altro dall’analista che in realtà sei.
Con massimo rispetto, sia chiaro.

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smsj
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:33

l.b.chase@finanzaonline,

Bhè sono assolutamente d’accordo che sia criminale quanto accaduto, e sta ancora accadendo, ovvero che i manager in questione invece che andare in galera abbiano continuato il banchetto.
Ma purtroppo, anche nel medioevo, i banchieri lucravano sulla fame della gente, decidevano sui potenti e finanziavano o meno le guerre, riciclavano i proventi dei genocidi nelle colonie ecc.
Credo che il sistema finanziario sia un male assoluto, ma necessario, e come tale vada gestito perchè sia al servizio delle comunità, incanalandolo e controllandolo come si farebbe con un feroce cane da guardia, che se libero da guinzaglio e museruola può uccidere innocenti invece che difendere dai criminali.

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amensa
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:38

paolo41,

hai ragione… forse sarebbe stata una soluzione se adottata subito dopo la crisi greca. ora forse è troppo tardi

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lampo
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:40

Prendendo un arco di tempo di qualche decennio e andando ad analizzare i cambiamenti a livello di produttività, evoluzione industriale, disoccupazione ed incremento dei beni di consumo, la soluzione potrebbe essere quella di lavorare meno (inteso meno ore alla settimana) in modo da risolvere il problema della disoccupazione (probabilmente perpetua) che è sottoposta la popolazione che esce dal mercato del lavoro attuale (intendo così sofisticato ed esigente di professionalità).
D’altronde è il modello che ha seguito la Germania con molte sue aziende quando era in crisi e che adesso sta disapplicando grazie ai benefici ottenuti…

D’altronde se analizziamo tutti i beni di consumo che ci azzuffiamo a comprare e portare a casa… quanti servono veramente ai nostri bisogni… e quanti poco dopo vanno a finire in discarica o ad alimentare il mercato dell’usato (che guarda caso è in continua espansione).
Se poi analizziamo l’evoluzione della produttività a livello personale rapportata al livello di reddito dal dopoguerra ad oggi, grazie alle moderne tecnologie, ha compiuto passi da gigante… ma i redditi sono aumentati solo… per i soliti noti e la tecnologia non ci ha permesso di lavorare di meno (inteso meno ore) in cambio di maggiore salario o libertà (leggi tempo da dedicare in maniera produttiva alla famiglia, agli hobbies o al terzo settore… non certo al grande scatolone che parla sempre da solo ed in continuazione…).
La soluzione secondo me è nella riorganizzazione del tempo lavorativo…e nella promozione del tempo libero derivante in attività di volontariato o comunque che possano giovare al bilancio statale andando ad alleggerirlo in maniera da compensare le minori entrate fiscali derivanti da questa rivoluzione.
Peccato che i nostri governanti, a parte i paesi scandinavi, non abbiano tale lungimiranza… e coraggio.

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mattacchiuz
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:43

smsj@finanza,

vai tranquillo…

tu davvero pensi che ci sarà una qualche fine felice?
guarda, per tornare alla mia cara metafora dell’aereo senza carburante, dopo che i nostri piloti ( bancchieri politici etc ) hanno già dubbato giù dal velivolo tutti quelli che non facevano parte della loro piccola famiglia, ora stanno dando ordini a terra affinché con una granddddddddddddde catapulta vengano lanciati altre persone in derezione dell’aereo, tutte trasportando 1 bottiglietta piena di carburante… . sperando di riuscire a fare il pieno… .

poi no… voglio dire… devono salvare le banche piene di debiti irlandesi? bene, allora salvate direttamente le banche, fate indebitare loro, prestate soldi alle banche, e minacciatele. non al popolo. il governo irlandese aveva un rapporto debito pil che era risibile. allora, perchè rovinare il paese, quando è evidente che lo scopo è salvare i soldi di qualche privato? dateli alle banche quei soldi, e minacciate loro…
è evidente che qualcosa non va, così come è evidente che non salvi l’irlanda con un nuovo debito pari al 40% del pil… dai stiamo scherzando??

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amensa
Scritto il 29 novembre 2010 at 21:44

paolo41,

inoltre sono completamente d’accordo con te sul fatto che occorra anche una politica economica tendente alla redistribuzione sia dei redditi ma anche della ricchezza.
arrivati a questo punto, paghi prima chi può.

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paolo41
Scritto il 29 novembre 2010 at 22:08

….sdrammatizzo….. torno da aver visto un primo tempo di Barcellona-Real Madrid semplicemente stupendo che ti riconcilia con il gioco del calcio per chi riesce ancora ad apprezzarlo…forse perchè, prima di essere ingegnere, ho giocato alcuni anni a livello semi-professionistico…
…ma sono anche soddisfatto del fatto che, stasera, abbiamo sviluppato un positivo scambio di opinioni….. che ne dice l’arbitro Dream?????

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smsj
Scritto il 29 novembre 2010 at 22:24

mattacchiuz,

In effetti, non solo non la salvi, ma la metti anche in condizoni di restare in recessione, quindi un circolo vizioso indeterminato.
Ma il problema più grande è che la Bce non accettando di dare liquidità al mercato, e salvando i paesi maiali a condizioni durissime, non fa altro che drenare ulteriore liquido dal sistema, vedi cosa sta succedendo ai tds, seminando il terrore. E’ normale che il money si sposti dall’euro verso altri lidi, aggravando la situazione.

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mattacchiuz
Scritto il 29 novembre 2010 at 22:51

smsj@finanza,

non basta dare liquidità. è il sistema che non funziona. il sistema stesso è diventata un’aspirapolvere di ricchezza. sono inutili gli stimoli, quando poi i soldi “veri” vengono spediti direttamente all’estero, è inutile la globalizzazione, visto che necessariamente è una soluzione temporanea ( il mondo è sfortunamente finito e l’universo… non lo si globalizza). La germania è finita tanto quanto gli altri paesi europei, e onestamente, vista la condizione di quelle banche che, assieme al tessuto industriale, l’hanno resa potente, è messa dal punto di vista finanziario forse in condizioni più precarie di tanti altri paesi. questo è il sistema: non conta la produzione, non contano i consumi, non conta la sostenibilità. conta solo la carta, e in particolare modo quella carta che si chiama debito, quello che la bce, il fmi, la fed creano ogni schifosissima volta i loro capi mettono la firma. tanto paga il popolo e salvo gli amici.
no no amici miei, il sistema è instabile intrinsecamente. forse esiste qualche condizioni di equilibrio, ma è solo questione di tempo, e poi l’instabilità emerge. è inutile lavorare sulle variabili, bisogna lavorare sulle leggi che governano il sistema.
ti faccio un esempio stupido che probabilemente conosci: la bicicletta.
la bicicletta non è esattamente un veicolo stabile, tuttavia, grazie alla leggi che regolano il corpo rigido, si può dimostrare che più veloce vai, più quella diventa stabile ( effetto giroscopico delle ruote ). Certo che “il quanto è stabile” dipende dalla velocità di rotazione delle ruote, dalla massa della ruota, dalla distribuzione di massa della ruota, tuttavia quella stabilità è intrinseca al sistema bicicletta.
allo stesso modo ci sono aerei la cui geometri è disegnata per essere stabile, mentre altri la cui geometria è disegnata per essere instabile. Nel primo caso, sempre generalizzando, le equazioni ti dicono che più veloce vai e più facile sarà mantenere il corretto assetto, nel secondo caso invece magari scopri che con la velocità aumenti anche l’instabilità e allora si cambia il sistema, ci si mettono altre superfici con compiti particolari, o attuatori che, controllati dal computer, rendono il sistema stabile. ma cambia la legge.
immettere liquidità in questo sistema, significa semplicemente agire su una variabile che non farà altro se non aumentare i debiti e le insolvenze. solo che nel frattempo saremo sempre più veloci e scendere sarà sempre più difficile…
questo è ciò che penso, anche se purtroppo non sono sufficientemente preparato per poterlo dimostrare. tuttavia, ad esempio, mi piacerebbe vedere quali diventano le condizioni di controllo del bilancio di uno stato se si considera che il mondo non commercia ( e quindi si toglie import e export ) con il sistema solare… .
allora vedremo davvero cosa sia questo sistema, che per far crescere l’economia necessita per forza di ricorrere sempre a nuovi debiti ( e agli interessi ). si perchè in fondo, se fallisce un paesetto in africa, va bene a tutti: si fanno fuori tra di loro e noi ci pigliamo le risorse, ma quando a fallire sono paesi un pelo più “core”… allora il giochino non va più bene, perchè qualcuno si incazzerebbe per davvero…
no no, io credo che le cose un giorno o l’altro esploderanno. così come già successo un paio di volte…

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smsj
Scritto il 29 novembre 2010 at 23:39

mattacchiuz,

Che il sistema vada riformato, è certo.
Se si può evitare la tabula rasa, secondo me, è meglio.
Se per revanchismo prevale il muoia Sansone con tutti i filistei le sofferenze sarebbero enormi e imprevedibili.
Per questo chi ha delle responsabilità eviterà a tutti i costi il degenerare della situazione. Che è poi quello che facciamo tutti nel nostro piccolo di fronte ai grossi problemi, soprattutto nel lavoro, ma anche nel privato: raramente prevale la tabula rasa, si salva il salvabile, poi si cerca l’alternativa. Altrimenti ci licenzierebbero tutti.

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Scritto il 30 novembre 2010 at 00:24

l.b.chase@finanzaonline,

Hai provato ad immaginarti cosa comporterebbe questo tua ipotesi di soluzione “tabula rasa” sul sistema economico, e soprattutto sul tessuto sociale? Rivoluzione, guerra sociale, altro che 1929… :roll:
Bernanke questo lo ha capito e sta facendo il possibile per evitarlo. E’ l’unico motivo per giustificare il suo modus operandi.
E come dice Mattacchiuz, il sistema va riformato. E la chiave è tutta qui. Altrimetni tutti questi sforzi saranno inutili.

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hironibiki
Scritto il 30 novembre 2010 at 10:02

Dream Theater,

Io comunque penso che ci arriveremo lo stesso, anche con tutti questi sforzi. Sarà un 1929 epocale, troppe cose stanno convergendo tutte insieme e l’avidità dell’uomo comunque non si ferma davanti a nulla. Sarò catastrofico?? Boh però questa è la mia impressione :(

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l.b.chase
Scritto il 30 novembre 2010 at 13:51

Dream Theater: l.b.chase@finanzaonline,
Hai provato ad immaginarti cosa comporterebbe questo tua ipotesi di soluzione “tabula rasa” sul sistema economico, e soprattutto sul tessuto sociale? Rivoluzione, guerra sociale, altro che 1929…
Bernanke questo lo ha capito e sta facendo il possibile per evitarlo. E’ l’unico motivo per giustificare il suo modus operandi.
E come dice Mattacchiuz, il sistema va riformato. E la chiave è tutta qui. Altrimetni tutti questi sforzi saranno inutili.  

Mi stupiscono queste tue parole amico mio, una volta mi parevi molto più critico nei confronti dei tostoni americani…

La risposta è sì! L’ho immaginato, ma quello che invece non riesco ad immaginare è come si possa evitare lo scenario che dici tu, semplicemente continuando ad indebitare gli stati oltre la loro capacità di onorare i debiti creati. PROPRIO NON LO CAPISCO!
E mi pareva che nemmeno tu lo capissi/condividessi fino a poco tempo fa, ma forse avevo capito male io. Comunque non è un problema per me.
Io ne sono assolutamente certo che l’america continuando ad indebitarsi per salvare il ladri, non potrà mai uscire dal caos in cui è entrata, bensì non farà altro che accelerare l’ora del proprio default…
Comunque il tempo ci dirà chi sbaglia o chi ha ragione ;)

STAY TUNED!

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