Eurozona: Ciambella di salvataggio Made in China

Scritto il alle 10:15 da Danilo DT

Il G20 chiede risposte efficaci con un Super EFSF e la Cina invece si propone come salvatrice

Il G20 si è stancamente esaurito con minacce che ci potevamo aspettare. I ministri di tutto il mondo hanno lanciato moniti e minacce all’Eurozona. Entro il 23 ottobre bisogna presentare soluzioni credibili, con un piano che metta in chiara sicurezza il debito pubblico dei PIIGS. Molti sono rimasti anche sorpresi dal tono minaccioso dei grandi del mondo. In realtà è tutta una mossa voluta sia per mettere pressione a chi deve decidere (Eurozona) ma anche per rassicurare i mercati: il mondo sa che la situazione è grave e che occorre intervenire. E che quindi si interverrà. Anche se qualcuno non sarà troppo d’accordo sui metodi e sulle scelte. Vedasi primi tra tutti i cittadini tedeschi e francesi. Oltre che i cittadini dei vari PIIGS che dovranno abituarsi all’austerity. Ma di questo ne abbiamo già parlato fino alla noia. (Qui il comunicato ufficiale)

L’oggeto del contendere è sempre lui, il fondo salva stati, l’EFSF che deve essere rimpinguato e potenziato. Per il bene ( e benessere) di tutto il globo finanziario, per ridare fiducia ai mercati e all’economia, per dare maggiore stabilità, per dare un barlume di possibile crescita economica.

Quindi è stato detto qualcosa di nuovo? La risposta è no. Ma ecco il colpo gobbo. Giorno 16 ottobre: arriva dal Sunday Times   dice:

La delegazione cinese a Parigi guidata dal ministro Xie Xuren avrebbe presentato a ministri e autorità europee riuniti nella capitale francese un’offerta per salvare la moneta unica con investimenti massicci in titoli di Stato dei singoli paesi e in infrastrutture. Una forte iniezione di capitali nell’ Eurozona che potrebbe aver avere un esordio con l’intervento in Grecia del colosso cinese Hna, in pole position per l’acquisto dell’aeroporto di Atene. Le condizioni d’investimento però sarebbero da lacrime e sangue: ampie ristrutturazioni di bilancio e tagli alla spesa in tutti i paesi dell’euro, scrive il Sunday Times. «La Cina vuole essere sicura che l’Europa conosca le dimensioni del buco e che questo buco non diventi più grande prima che Pechino accetti di riempirlo», ha affermato una fonte anonima e «vicina al negoziato». (source

Eccoli i cinesi che arrivano! Ma a una condizione: vaste riforme nei piani di bilancio e nuovi tagli al settore pubblico da parte dei paesi dell’Eurozona. Austerity.
E austerity a parte, possiamo ora dire ufficialmente che la crociata cinese vuole impegnarsi in una “mission” salva Europa. E state pur certi che i cinesi, se interverranno, chiederanno poi il loro tornaconto.

Siamo sicuri di poterne essere poi così fieri?

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DT

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18 commenti Commenta
tia_0
Scritto il 17 ottobre 2011 at 10:52

Aleggiava già da tempo lo spettro cinese sull’economia europea.
Ecco, è arrivato il momento di mettere nero su bianco avranno pensato. E hanno fatto la scelta più giusta: aspettare il momento in cui le scelte non possono più essere rinviate.
Grande tempismo quello cinese che come negli scacchi tiene, scusate il gioco di parole, sotto scacco l’Eurozona tutta. E si, rifiutare potrebbe sembrare da ingenui in questo momento (si sa i cinesi sono di parola, se devono investire lo faranno e anche pesantemente) ma a quelle condizioni potrebbe sembrare da masochisti.
Secondo me qualcuno dovrebbe fare il mea culpa se si è arrivati a questo punto, non c’è la fila di Stati ed istituzioni pronti a lanciare altre ciambelle di salvataggio.
Se si fosse mosso qualcosa in tempo riguardo al Fondo Salva Stati magari non saremmo qui però, come spesso capita in Europa, ci limitiamo a mandare segnali di breve periodo ai mercati senza curarci che il mondo vive nel “lungo periodo”.
Forse come ha detto di recente Prodi: ” l’Europa ce la farà a patto che sia unita “.
Allora, ragioniamo: siamo veramente uniti?

Dopo questa domanda a cui è difficile rispondere me ne vado in Università hehe Buona giornata!

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a_rnasi
Scritto il 17 ottobre 2011 at 11:11

Ai cinesi interessa comprare partecipazioni in ENI, FINMECCANICA e compagnia bella (in Italia)..altro che titoli di stato. Ho la mia personale opinione che la notizia del Sunday Times sia più fuffa che altro. In Cina, in questo momento, i soldi li devono usare per tirare su il sistema bancario che sta rischiando veramente grosso.
my opinion of course…

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Scritto il 17 ottobre 2011 at 11:47

tia_0@finanzaonline,

Beh, di questyo abbiamo paraltao tante volte. Ovviamente l’Europa NON è unita, non lo è mai stata. Tranne che per alcune situazioni di comodo… La strada verso l’Unione VERA è ancora molto lunga. Ma secondo me non ci sono alternative. Un Unione quantomeno fiscale è il target vero che ci si deve porre…

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Scritto il 17 ottobre 2011 at 11:50

a_rnasi@finanza,
Infatti… ma nota bene….io sono ben convinto che un’operazione del genere non sarà montata dal governo ma da capitali PRIVATI che punteranno dritto ad aziende PRIVATE.
Quindi il tuo quadro, quadra… non pensi?

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a_rnasi
Scritto il 17 ottobre 2011 at 12:04

Dream Theater,

con alcune società è fattibile, con altre, che sono il loro obiettivo primario, a mio giudizio, no…o almeno ritengo che non ci consideriamo ancora talmente con le braghe calate da dover cedere al “ricatto”. I cinesi sono furbi, l’operazione con Volvo, per esempio,è stata da manuale ma loro vogliono arrivare ai pezzi da 90, questi sono “antipastini”. In ogni caso in questo momento anche loro hanno i loro problemini come dicevo..vediamo come si evolvono le cose.

p.s. fuori tema: hai letto su Zerohedge la teoria dei movimenti equity/cambio eurusd delle ultime settimane ? mi è preso male talmente calza a pennello con ciò che è successo…

p.p.s: appena ho un attimo di rendiconto il viaggio USA.

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idleproc
Scritto il 17 ottobre 2011 at 12:06

a_rnasi@finanza,

Concordo con te… e non solo i cinesi. :evil:

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lampo
Scritto il 17 ottobre 2011 at 12:24

Francamente dubito che gli USA permetteranno l’intervento cinese… anche perché non gli conviene assolutamente, di conseguenza, non avere l’Europa come alleato per le sue politiche militari di “esportazione della democrazia”, in realtà rivolte, come ben sappiamo, alla ricerca di materie prime e a stabilire determinati equilibri geopolitici in Medio Oriente, in accordo con Israele.

Quindi sono convinto, che in caso si verificasse un’azione del genere… interverrebbero pesantemente con dazi sulle importazioni cinesi, oltre ad intervenire, per quanto loro possibile, sul cambio $/yuan e $/€, oltre ad eventuali opzioni militari, giustificate da presunte o reali azioni terroristiche.

Poi ricordiamoci che hanno sempre le agenzie di rating dalla loro, che si scatenerebbero a più non posso a declassare le aziende dove i cinesi sono entrati con i loro capitali, rendendoli di fatto dei pessimi investimenti, grazie dopo all’operatività OTC delle loro banche d’affari.

Oltretutto l’FMI non rimarrebbe indifferente…

Certamente ci troviamo in una bella partita a scacchi…. solo che l’Europa vale quanto un pedone!

La Cina ha fatto la sua mossa… aspettiamo quella degli USA.

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madmat
Scritto il 17 ottobre 2011 at 12:36

Tutto questo dimostra la miopia dei nostri politici. La Soluzione,con la S maiuscola, è semplice ma nessuno ci arriva. Si chiama ancora una volta Europa. Eurobond ed armonizazzione fiscale dell’interna unione. Peccato che nessuno seduto su quei “troni” ci arrivi…

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hironibiki
Scritto il 17 ottobre 2011 at 12:53

Dream Theater,
Ma secondo te ci sarà il tempo per arrivare ad un target fiscale visti i tempi lunghissimi solo per decidere se salvare la Grecia oppure no e viste le continue vicissitudini (la Merkel a seconda di come si sveglia oggi aiuta, domani ritratta) ecc.
Secondo me no, si arriverà al collasso e tutti giù a scaricarsi le colpe con “se avessimo fatto, se ci fosse stato il tempo, se solo l’economia si fosse ripresa” e intanto sarà default globale con recessione peggiore del 29.

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ob1KnoB
Scritto il 17 ottobre 2011 at 12:55

E’ una ciambella col ‘buco’

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idleproc
Scritto il 17 ottobre 2011 at 13:15

lampo,

Osservazione intelligente… anche perchè alcune ns. realtà sono strategiche. Non vorrei che finissimo come al solito a fare da campo di battaglia. Porte aperte…

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paktrade
Scritto il 17 ottobre 2011 at 16:21

Dream Theater,

non so se hai visto l’articolo sull Economist (http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/10/illustrated-euro-crisis?fsrc=rss)
Secondo me molto interessante, ma è a livello solo qualitativo… Si potrebbe sviluppare qualcosa su questo? Capire cioè quando i numeri dicono che siamo in zona pericolo? Magari non solo l’Italia, anche per altri stati…
Chiedo troppo? :oops:

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lampo
Scritto il 17 ottobre 2011 at 16:33

idleproc@finanza,

E’ strategica anche la posizione geografica dell’Europa… in particolar modo dell’Italia.
Sarà per questo che siamo i migliori ad assecondare sempre le richieste degli altri stati… almeno fino a quando fa comodo (Libia docet).

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gaolin
Scritto il 17 ottobre 2011 at 23:47

Conoscendo un po’ i cinesi e come ragionano, la mia interpretazione di questo presunto intervento della Cina nel salvataggio dell’Euro può essere così esposta.

I cinesi hanno una grande virtù. Sanno aspettare che i frutti maturino al punto giusto.

I cinesi sanno benissimo qual è la loro immane forza in questo momento. Sono in tanti, hanno un apparato industriale potenzialmente in grado di produrre tutto per tutti, hanno un governo dove la finanza conta quel tanto che basta ma non di più, hanno le idee chiare di dove vogliono arrivare.

I cinesi come popolo sono tutti convinti di diventare la nazione N° 1 in ogni settore economico.

Per arrivarci si servono dell’arma letale rappresentata dalla gestione del valore del cambio dello YUAN portato avanti con determinazione dalla People Bank Of China che, in questo momento, è rivolta contro l’occidente industrializzato.

I cinesi sanno benissimo che l’attuale valore dello YUAN consente al sistema economico cinese di attrarre investimenti enormi dall’estero nel settore della produzione di manufatti industriali e, nel contempo di rendere le loro merci iper competitive nel mercato mondiale.

Così facendo causano il progressivo smantellamento di quello allocato nei paesi occidentali da dove, in questi trascorsi 2 decenni, hanno sottratto a gratis ogni sorta di tecnologia e conoscenza tecnica.

Oggi e prima del previsto, il frutto di questo lavoro sta venendo a maturazione e la faccenda li disturba non poco. Infatti che un paese tutto sommato ancora povero debba andare in soccorso di quelli ricchi, non ancora ex, è un’anomalia storica. Mai era successo prima.

I cinesi sanno che investire in titoli di stato dei paesi occidentali equivale a non averli di ritorno mai più ma sanno che è l’unico modo per mantenere stabile, ovvero iper sottovalutato il loro YUAN.

Oggi stanno facendo la voce grossa e pretendono di poter comprare in occidente, oltre che yunk titoli di stato, soprattutto asset reali, magari strategici.

Se i nostri governanti saranno così tonti da cadere in questa trappola, allora veramente il traguardo della Cina di diventare la nazione N° 1 sarà questione di pochi anni.

Eppure basterebbe che l’occidente in blocco ponesse alla Cina questa semplice alternativa:
O LASCI CHE LO YUAN ASSUMA UN VAOLRE DEL CAMBIO CORRISPONDNTE ALLA FORZA DELLA SUA ECONOMIA O LE MERCI CINESI SARANNO TASSATE DA DAZI D’IMPORTAZIONE CHE COMPENSINO IL BASSO VALORE CHE HA ATTUALMENTE.

In questo caso vedremmo i capi cinesi andare su tutte le furie e contemporaneamente faremmo tirare il fiato a tutta l’economia occidentale, agonizzante e prostrata da un ventennio di dumping valutario.

A proposito quanto è noto che da oltre 1 anno è in corso una massiccia campagna di acquisizione in Italia di aziende in stato di decozione ma tecnicamente valide, quanto a know-how e prodotti realizzati? TRA L’ALTRO PAGANO MOLTO BENE.
Gaolin

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Scritto il 17 ottobre 2011 at 23:51

Signori, se ve lo dice GAOLIN, potete fidarvi… Una voce autorevole come la sua merita di essere presa in seria considerazione… :wink:

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Scritto il 18 ottobre 2011 at 00:02

…intanto però…

OCCHIO alle dichiarazioni tedesche

Nella settimana cruciale per il futuro dell’Eurozona, destinata a concludersi domenica 23 ottobre con un vertice europeo da cui ci si aspetta decisioni fondamentali sulla crisi del debito, la Germania ha gelato le attese sottolineando quanto la strada per uscire dalla crisi sia ancora lunga.
Prudenza condivisa, quella tedesca, viste la delicatezza dei temi la cui discussione è prevista nel summit del 23: concessione di una nuova tranche del prestito alla Grecia, potenziamento del fondo salva-Stati Efsf, piano di ricapitalizzazione delle banche e proposte per rafforzare ulteriormente la governance economica. Argomenti potenzialmente esplosivi e in grado di creare divisioni all’intero dell’Ue.
Grande attesa per il summit in Grecia, dove Papandreu ha sottolineato l’esigenza di prendere decisioni importanti che possano porre termine a una situazione caratterizzata da un’insicurezza che non giova a nessuno.

http://www.lettera43.it/economia/macro/28814/la-germania-su-banche-e-fondo-salva-stati-la-strada-e-lunga_breve.htm

Avevamo dubbi in merito? la strada è volutamente lunga, il più possibile. Perchè si vuole come sempre comprare tempo. Tutto fila… Come è più che atteso l’haircut che sarà (sembra) pari ad un 50-60%. Dobbiamo sorprenderci? Ma per favore! Sono cose che sappiamo benissimo e che oggi vengono usate come scusa per giustificare anche la correzione dei mercati. Aprire gli occhi, amici lettori…

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Scritto il 18 ottobre 2011 at 00:10

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perplessa
Scritto il 18 ottobre 2011 at 02:15

tia_0@finanzaonline,

non siamo veramente uniti, se no l’appello per l’europa cosa l’hanno fatto a fare. ma l’appello che ho letto venerdì sul sole.com mi preoccuopa, e non poco. un’appello firmato da Soros, e un lungo elenco di persone che per un esercizio accademico ho iniziato a guardare su google. guarda caso i primi che ho guardato sono tutti anche loro membri Bilderberg, come Soros. Posso anche essere daccordo in teoria su una maggiore integrazione politica dell’Europa, ma a questo punto voglio votare,e anche sui contenuti dell’integrazione, non solo sui nomi,non che mi venga cascata dall’alto da questi personaggi. Ammesso che a votare ci sia speranza,che ce n’è poca. ma almeno salviamo la forma, se no è dittatura totale su tutta l’Europa.Dice l’appello:noi preoccupati per il futuro della nostra Europa. Perchè Soros è espatriato, che si preoccupa? Che c..o vuole da noi?quando ha scommesso al ribasso sulla lira era così preoccupato, come si fa a dargli credibilità?nella ricerca su Google è venuto fuori anche un’articolo di Dream sul Bilderberg, Trilaterale, ecc, del 2009, che non avevo letto, non sapevo dell’esistenza di questo blog allora, articolo molto istruttivo ed esauriente, anche se avevo già letto qualcosa in merito.Sempre più mi convinco che devo stare con il passaporto in mano(&valigia). Dopo i fatti di sabato la mia convizione si è cementata,dato il ventre molle del nostro paese grazie alla classe politica che la governa.Prima i btp, poi la legge marziale.Vediamo se veramente beccano gli squadristi,o se è tutto il resto degli italiani che deve stare chiuso in casa,ad aspettare che gli sequestrino tutti i loro averi.

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