ESG è filosofia? Intanto il petrolio domina e dominerà ancora

Scritto il alle 22:58 da Danilo DT

Uno dei tasselli più pesanti, conseguente della guerra Russo Ucraina, è sicuramente l’impennata delle materie prime. In primis il costo dell’energia, visto che noi siamo tuttora fortemente dipendenti dl gas russo. In un amen ci siamo ritrovati con un gas a livelli stellari ed un petrolio, che in molti davano per ormai “finito”, sopra i 100 $ al barile.
Ecco cosa ha detto Putin qualche ora fa:

(…) Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato alle imprese petrolifere russe, nel mirino dell’Unione europea per l’embargo presente nel sesto pacchetto di sanzioni in discussione in queste settimane. «L’Occidente si sta avviando verso una sorta di suicidio energetico. Nel lungo termine – ha detto – ne subirà le conseguenze, si sta creando un danno all’economia europea». Putin ha poi dichiarato che le sanzioni hanno «provocato» un aumento fortissimo e vertiginoso del prezzo del petrolio sui mercati. «Cercano di dare la colpa a noi per questa inflazione energetica», ha aggiunto. «L’Occidente collettivo, come lo chiamo io sta cercando di coprire i suoi errori sistematici. Ha ignorato le preoccupazioni legittime in ambito di sicurezza e hanno promosso e sostenuto negli anni elementi neofascisti e nazisti nella leadership di Kiev». (…) [Source]

Lasciamo perdere le elucubrazioni di tipo politico, ma quanto detto sopra da Putin, ahimè, non è così astruso. E il mercato forse lo sta anche sottovalutando.

Vero, il mondo va verso ad un’economia più “green” ma al momento c’è il rischio che tutto questo sia (nel breve termine) solo filosofia. Ed a bloccare la conversione “verde” ci ha pensato proprio la guerra che, con un’inflazione elevata e tassi più alti, hanno bloccato molti investimenti e progetti che dovevano essere finanziati. Questo mix è stato letale per quegli investimenti definiti “bond sostenibili”:

(…) In dieci anni, infatti, il mercato degli investimenti green è stato sostanzialmente in crescita ininterrotta e negli ultimi trimestri il rialzo parabolico delle emissioni stava suggerendo chiaramente l’avvio di una bolla speculativa (vedi grafico sopra). In termini di emissioni, il 2021 aveva chiuso con il botto, al di là di ogni previsione di crescita: 1.500 miliardi di $ di debito sostenibile, un incredibile +90% rispetto al 2020, che pure aveva registrato un sensibile trend di aumento. (…) [Source]

Quindi la frittata è fatta. Da una parte il crollo degli investimenti Green a causa di un mercato ostile, e dall’altra un embargo energetico causato dal nostro principale fornitore di energia. Ottimo vero? Però manca ancora un tassello secondo me. O meglio, manca ancora una considerazione.

Embargo Russia significa 3 MB/giorno in meno

La Russia è il terzo, ripeto, terzo produttore al mondo di petrolio. Ma come è noto, il petrolio russo sarà “schifato” dal sistema e quindi la produzione russa dovrebbe ridursi di 3 MB/giorno da maggio in poi a causa delle sanzioni occidentali. Immaginate l’impatto a tendere di tale situazione. L’embargo sul petrolio russo da parte dell’Europa potrebbe portare a uno squilibrio nel mercato e i prezzi, quindi, dove potrebbero andare a parare? Con quale impatto su inflazione, potere d’acquisto ed economie dell’Europa? Perché sia ben chiaro, siamo NOI a subire la guerra e non gli USA che comodamente decidono cosa i paesi NATO devono fare.

Il grafico del Petrolio (questo è il Brent) al momento non lascia spazio all’immaginazione. Tendenza chiara ed evidente. E l’embargo non potrà che peggiorare la situazione. Oppure credete che la vocazione filosofica green vinca sulla carenza di oro nero nel Vecchio Continente?

Chart Brent by TradingView

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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