Dopo Cipro, quale sarà il prossimo paese a saltare per un disequilibrio finanziario evidente?

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

I motivi della grande ristrutturazione bancaria di Cipro sono dovuti soprattutto ad un sistema finanziario enorme se rapportato alle modeste dimensioni dell’economia dell’isola cipriota. E come Cipro in Europa ce ne sono anche altre. E dal punto di vista statistico, c’è chi sta anche peggio! Guardate la slide qui sotto.

La peggio messa sotto questo aspetto è il Principato del Lussemburgo, con un rapporto che quasi 22.5 volte il PIL, e poi Malta a circa 8 volte il PIL. Seguono l’Irlanda, già ristrutturata con un rapporto pari a circa 7.5 e infine Cipro a 7.4. Ovvio, parliamo di stime e non di numeri esatti. Ma spannometricamente possiamo dire che sono decisamente affidabili. E se il Financial Times snocciola queste percentuali, il nostrano Sole24Ore fa anche di più.

L’Irlanda ha banche 5,3 volte più grandi del Pil, in Spagna il sistema creditizio è 4,3 volte più grande del Paese; in Lussemburgo le banche sono quasi 20 volte più grandi del Pil e a Malta il rapporto è di 8 a 1.
Ma, mentre i primi due Paesi hanno dovuto chiedere aiuti alla prima difficoltà, le banche troppo grandi di Malta e Lussemburgo non rappresentano (al momento) un problema: l’Fmi ha però chiesto a Malta di creare una rete di protezione per il sistema finanziario, cosa che le Autorità hanno in parte fatto, mentre per il Lussemburgo l’allarme dell’Fmi è più blando. Il Paese presenta molte solidità essendo un centro off-shore, ma anche in questo caso si chiede maggiore sorveglianza.
In tutti gli altri Paesi con sistemi bancari sproporzionati i problemi sono stati enormi: soprattutto in Spagna, Irlanda e Cipro.
In Irlanda il problema era il mercato immobiliare, cresciuto dal 2000 al 2007 2,1 volte più velocemente del Pil: appena, però, il prezzo delle case ha iniziato a crollare, le banche sono collassate. E lo Stato, per salvarle, le ha seguite.
A Cipro il problema è arrivato dalla Grecia: gli istituti ciprioti erano troppo esposti sul Paese in crack. Questo li ha fatti collassare. (Source) 

Ma allora la differenza che c’è per esempio tra Cipro e Lussemburgo, qua’è? Semplice, la qualità degli asset. Cipro era praticamente iper-dipendente dal debito Greco e quando è arrivato il default, le banche cipriote sono saltate. Il Lussemburgo invece, circondato da paesi ben più solidi, ha una qualità sottostante ben diversa ed un sistema finanziario decisamente più solido.

Ma vogliamo andare ancora di più nello specifico? Ecco quesrto grafico di JPMorgan che illustra il totale degli asset delle singole grandi banche raffrontate al PIl del paese di appartenenza.


Guardate alcune realtà svizzere…Direi non male… La domanda da porci sarebbe: “ma chi potrebbe salvare certi colossi se il sistema finanziario fa flop?”   Gran bella domanda a cui non sappiamo dare delle risposte…

Una nota positiva sull’Italia. Siamo nell’area della tranquillità. Evviva. Forse per una volta possiamo esserne un po’ più fieri. Ma da sempre andiamo dicendo che il nostro sistema bancario è più solido rispetto a quello di altri paesi. E quest’analisi lo conferma.

Cipro, un pericoloso precedente…

Infine, credo che effettivamente le prese di posizione avute con Cipro siano destinate a rimanere un caso isolato. Cipro rappresentava un estremo assoluto all’Interno dell’Eurozona. Ma questo non significa che siamo fuori dalla crisi. Diciamo piuttosto che ci sono ancora tantissime altre problematiche che devono essere risolte. E molto probabilmente non avranno come motivazione un eccessivo rapporto asset/PIL. Certo, la questione cipriota è stata gestita malissimo già fin dall’inizio. Infatti se la richiesta di Cipro di intervento ai fondi salva-Stati europei del giugno 2012 fosse stata accettata, forse non si sarebbe arrivati dopo NOVE MESI a questte decisioni drammatiche e per certi versi rivoluzionarie. Ma allora non lo sapevamo ancora. Oggi invece lo sappiamo e Dijsselbloem ce lo ha detto chiaramente (poi ritrattando per la quiete dei mercati): “non prenderemo mai in cosniderazione la ricapitalizzazione delle banche tramite l’ESM”. 

Quindi stiamo pronti. Occorre risolvere le crisi da soli, nel proprio interno. A meno che ci sia un drammatico rischio contagio nei sistemi finanziari che contano… E forse questa è una nostra fortuna. 

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DT

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6 commenti Commenta
bergasim
Scritto il 26 Marzo 2013 at 12:16

dream vivi proprio nel mondo dei sogni, le banche usa sarebbero nella zona tranquillità?

certamente in base ai dati forniti da jpm e i deivati in pancia alle varie jp, goldman, bofa? dove li mettiamo in un file excel?

Le grandi banche, usa,uk,tedesche,svizzere e francesi sono tutte decotte e tenute in piedi con lo sputo e fallite da tempo altro che banche sopra o sotto la linea delle fesserie.

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Scritto il 26 Marzo 2013 at 12:25

bergasim,

HAHAHA! ma figurati! Sono anni che sparo a zero sul settore finanziario USA che però, occorre ammetterlo, un po’ ha migliorato la sua situazione, scaricando un po ‘ di grane sulla comunità (socializzazione)…
Mi sono focalizzato sull’Europa in questo caso.

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ihavenodream
Scritto il 26 Marzo 2013 at 13:05

bergasim,

in base ai dati a disposizione le banche usa sono le più sicure del mondo attualmente, puo’ dispiacere a vecchi ideologizzati di casa nostra ma è così…se poi si vuol dire che i dati non sono affidabili beh, allora, io mi fido molto piu’ della sec che della consob, mi fido molto piu’ di un sistema che è vivisezionato quotidianamente da centinaia di migliaia di analisti, che un sistema come quello italiano che non interessa a nessuno perchè è un soviet, tutto è gestito e controllato direttamente o indirettamente dallo stato, quindi dai partiti, soffocato dalle tasse, e fare business quindi risulta impossibile…mi fido piu’ di un sistema dove se falsifichi i bilanci ti sbattono in galera e buttano la chiave che di uno in cui il falso in bilancio non è nemmeno reato…guardate cosa ha fatto banca carige….se l’avesse fatto una banca usa anche di piccole proporzioni ci sarebbero titoli cubitali su tutti i giornali del mondo ma per favore…

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ihavenodream
Scritto il 26 Marzo 2013 at 16:58

In realtà non capisco bene i motivi (anche se li intuisco) ma quando si parla di parametri economico-finanziari per gli Stati si fa sempre un sacco di confusione, si parla di rapporto debito/pil che è un parametro che non significa nulla (sarebbe come il rapporto debito/fatturato per una azienda, nessun analista ha mai considerato un parametro del genere). il debito attiene ad una situazione patrimoniale: è una misura statica, uno stock diciamo, il gdp è una misura dinamica, che cambia di anno in anno, è un flusso che da’ un’idea dell’andamento dell’attività, o meglio della dimensione di una economia di uno stato, non centra nulla con la solvibilità di uno stato…anche qui non possiamo confrontare gli assett delle banche col gdp, possiamo confrontare gli assett delle banche con gli assett dello stato per capire la dimensione relativa, oppure il fatturato delle banche col gdp, oppure il deficit delle banche col deficit dello stato, il rapporto debito/assett delle banche con quello delle stato ammesso che abbia un senso fare questi confronti…ecco parliamo un po’ del rapporto debito/assett. Questo importante indice di solidità finanziaria per uno Stato passa sempre sotto silenzio…perchè? e’ l’unico che ci da’ informazioni serie sulla situazione patrimoniale di uno stato, il rapporto debito/pil non indica nulla, come testimonia il fatto che in passato sono falliti stati con rapporti debito/pil molto diversi e che anche adesso non si sa qual è la soglia che possa considerarsi critica per uno stato il 100% il 200% o il 500? chi lo sa? io a questa domanda una risposta me la sono data: gli stati non vogliono dare informazioni precise sul loro patrimonio perchè non vogliono metterlo a disposizioni dei creditori, come invece sarebbe giusto fare nel momento in cui emetti titoli di debito. E’ giuridicamente illegittimo che uno stato dichiari bancarotta e quindi disconosca il suo debito in presenza di beni propri non alienati…gli stati dovrebbero dire: ecco la lista dei beni che intendo ipotecare: a fronte di questi emetto titoli di debito pubblico per un controvalore dato, e su questa base si dovrebbero fare le aste di titoli di stato…ci sarebbero molti meno problemi e molta pu’ correttezza!

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lampo
Scritto il 26 Marzo 2013 at 17:51

Temo che questi grafici non ci diano grandi indicazioni. Come ben dici DT bisogna vedere cosa c’è al loro interno come asset. Peccato che non sia facilmente individuabile dalla massa degli investitori.
Per cui, in tal modo, il grafico pubblicato da J.P.Morgan diventa addirittura fuorviante.

Non c’è dubbio però che, per il semplice fatto che ci sono gli LTRO ancora da restituire (e le banche fanno molta fatica a restituirli… basta vedere quanto ne hanno restituito finora), e che molti di quei soldi sono stati usati per comprare titoli di stato, soprattutto nei periferici (Italia inclusa).
Questo per il momento ritengo che sia uno dei metodi più affidabili nel valutare il rischio bancario di un Paese.

Per cui prima di fare un’affermazione che il sistema bancario nostro o di qualche altro Paese è tranquillo e sicuro… sarebbe utile almeno sapere quanto dei due prestiti LTRO è stato restituito.
A me risulta poco… soprattutto nel Paese che nell’ultimo anno ha aumentato di 80 miliardi del suo debito pubblico (non lo voglio nominare… ma credo che tutti in poco tempo riescono a capire quale sia).
Mi dispiace… ma preferisco essere trasparente e dire le cose come stanno. Peccato non lo siano anche le autorità di controllo, come dimostra che in Europa c’è ancora poca volontà a passare il controllo delle banche alla BCE, anche se non si sa ancora come lo faranno (anche qui manca trasparenza).

Chissà come mai.

In questo senso mi dispiace dare ragione a Ihavenodream sulla trasparenza della Sec rispetto alla Consob… e la notizia odierna fa pensare che il peggio deve ancora avvenire:

Articolo della Reuters:
http://uk.reuters.com/article/2013/03/26/eurozone-deposits-idUKB5N0BM02B20130326

“It might be possible for large uninsured depositors to be “bailed-in” as part of the future resolution of a bank under a new draft EU law, the European Commission said on Tuesday, but savers with less than 100,000 euros at a bank would not be hit.
“At no point is it possible to bail in depositors under 100,000 euros, either now nor in the future,” said a spokeswoman for Michel Barnier, the European Commissioner in charge of financial regulation.

“In the Commission’s proposal, which is under discussion, it is not excluded that deposits over 100,000 euros could be instruments eligible for bail-in,” spokeswoman Chantal Hughes told a regular briefing. “It is a possibility.”

Ovvero:

Martedì la Commissione europea ha detto che è in discussione un progetto di legge che renda possibile utilizzare i depositi non assicurati (sopra i 100.000) come fonte finanziaria per salvare una banca in difficoltà, anche se i risparmiatori con meno di 100.000 euro non sarebbero colpiti.
“In nessun momento è possibile usare i soldi dei depositanti inferiori alla soglia dei 100.000 euro, né ora né in futuro,” ha detto un portavoce di Michel Barnier, Commissario europeo responsabile della regolamentazione finanziaria.

“Nella proposta della Commissione, che è in discussione, non è escluso che i depositi oltre 100.000 € potrebbe essere strumenti che possono essere usati per salvataggi bancari” ha detto Chantal Hughes durante una conferenza. “Si tratta di una possibilità.”

Guarda caso la stessa banca del grafico che hai utilizzato nel post, pochi giorni fa, evidentemente ben informata, in un report aveva consigliato ai propri clienti di far sparire i soldi depositati sui conti presso i Paesi periferici al di sopra della soglia di protezione (100.000 euro), nominandoli pure!
Italia, Cipro, Irlanda, Portogallo, Grecia e Spagna.

Non c’è dubbio che certa banche d’affari abbiano ancora troppo potere?
Chiediamoci: c’è qualche riforma in vista in proposito?

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Scritto il 27 Marzo 2013 at 00:10

qualcosa prima o poi dovrà succedere per mettere ordine, non pensi? 😉

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