Economia Italiana: il sommerso non è SOLO da demonizzare

Scritto il alle 16:00 da Danilo DT

A quanto ammonta l’ economia sommersa? E come influisce sul PIL di un paese? Può essere utile anche per poter tentare di ripartire? E’ possibile creare una convivenza e addirittura una “collaborazione”?

La lotta della Finanza nei confornti del cosiddetto “nero” e del sommerso è sotto gli occhi di tutti. Ma in pochi sanno che il peso del sommerso non è certo di poco conto e non solo in Italia. Secondo gli studi dell’Università di Linz, la dimensione dell’economia sommersa nei vari paesi dell’Eurozona è decisamente variabile da area ad area. Si passa dal 7,6 % del PIL in Austria fino agli estremi dell’Estonia dove il sommerso vale il 28.2% del PIL (alla faccia della corruzione e del nero!). In media il sommerso dovrebbe pesare in Eurozona per un 17.3%.

E venendo a noi, quanto pesa per l’Italia? Quest’analisi stima un “rispettoso” 21.6% del PIL: un dato che secondo me non rappresenta in modo corretto la realtà dei fatti. Io sono fermamente convinto che il sommerso vale molto di più.

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ITALIA: il “nero” vale 540 miliardi di Euro, alias il 35% del PIL

Un’analisi dell’Eurispes di quest’anno, stima che l’economia sommersa muove nel nostro Paese circa 540 miliardi di euro. E in questa fase di crisi, sembra proprio che uno dei mezzi principali ammortizzatori degli effetti della crisi sembra essere proprio l’economia sommersa, il cui valore complessivo è stimato dall’Eurispes per il 2011 in almeno 540 miliardi di euro, corrispondenti al 35% del Pil ufficiale. E’ il cosiddetto “spread” tra ricchezza reale e dichiarata.

Spread provinciale tra ricchezza “dichiarata” (Pil pro capite) e benessere reale – Anno 2012

tabella_spread

Fonte: Stima Eurispes.

Stesso mio parere su quella che risulta essere l’economia più sommersa, quella greca. La stima dell’Università di Linz dà un sommerso per la Grecia  pari al 24% (ben al di sotto delle stime Eurispes per l’Italia!). In realtà, alcuni studi indipendenti danno addirittura la possibilità di un sommerso greco pari al 40-45% del PIL. Immaginatevi cosa significa a livello fiscale….
E in questo scenario di evasione, occorre dire che il tasso medio dell’IVA in Eurozona è pari al 20% (in aumento medio di 2 punti dal 2000) e che le imposte sui consumatori dovrebbero essere scese del 4% al 43.1% sempre a livello medio. Ma non in Italia.

E allora, caro Governo e cari politici, prendete atto di questi numeri e di queste percentuali e cercate di trovare quello che gli studiosi di Linz chiamano un “ponte grigio” per poter collegare l’economia reale e quella NON ufficiale, con delle iniziative che rendano il sommerso “utile” per la comunità e le finanze pubbliche. Ad esempio, il Belgio già si sta muovendo in questa direzione, e altrettanto dovrebbero fare i paesi più corrotti e con più sommerso. In primis Italia e Grecia. Direi che questa potrebbe diventare una conditio sine qua non per provare quantomeno a rialzare la testa. Sempre nella convinzione che il sommerso si può combattere, si può limitare ma non si può definitivamente eliminare. E a questo punto, perché non cercare dei punti di convivenza da cui partire e cercare di creare del valore per la comunità?

STAY TUNED!

DT

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6 commenti Commenta
pipponetrader
Scritto il 25 ottobre 2012 at 16:19

senza questo sommerso
con pressione fiscale REALE al 70%
l’Italia sarebbe già in DEFAULT…
per salvare Mussari e la sua MPS
e per dare da mangiare a tutti i PARASSITI che mangiano e bevono sulle spalle della parte produttiva dell’economia italiana….ed hanno pure i mezzi legali per spremerla e godersene i frutti…
senza questo sommerso avremmo le vedite al dettaglio ed i consumi in generale a -30%….
bisogna che il fisco renda sensato non fare il sommerso COME SEMPLICE SOPRAVVVIVENZA
altrimenti tutto il resto non ha senso…

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    Scritto il 25 ottobre 2012 at 16:27

    Infatti io sto INVITANDO a prendere in considerazione delle strade alternative. I numeri parlano chiaro. Il sommerso riguarda cifre considerevoli.

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atomictonto
Scritto il 25 ottobre 2012 at 16:33

Concordo Dream, sostengo da anni che secondo me il sommerso in Italia è almeno il 30%.
Ho anche un amico che mi dice che, contrariamente a quel che si pensi, in meridone ci sono molte familgie con ricchezze favolose, incredibili…perchè in generale in meridione non hanno mai creduto allo stato Italiano ed hanno evaso di tutto sin dal ’49-’50 accumulando fortune mostruose.
Non a caso infatti basta guardare la tua interessante tabella dello “spread del nero” tra ricchezza dichiarata e benessere reale per torvare nella “top20” solo province meridionali.
In effetti a Milano già 20 anni fà c’erano migliaia di studenti meridionali, mantenuti con affitto (5-600.000 lire al mese) e extra dai genitori, che ricordo benissimo ricevevano i soldi per posta o durante i frequanti viaggi “giù” esclusivamente in contanti… 8)

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littled
Scritto il 25 ottobre 2012 at 18:10

Gentile DreamTheater, premesso che sono nato a Milano e vivo nell’hinterland milanese, come è possibile che nello spread Milano abbia valore zero? Non ho assolutamente intenzioni polemiche, è che proprio non capisco come sia possibile. Si tratta di un valore di riferimento preso rispetto a tutti gli altri?

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perplessa
Scritto il 25 ottobre 2012 at 23:21

quando leggo dei commenti sul sommerso sinceramente rimango sempre molto perplessa,perchè è empiricamente evidente che il nero nel nostro paese è sempre stato un ammortizzatore sociale e che non c’è mai stata una volontà politica di operare un cambiamento. ritengo non sia più sostenibile.non solo perchè in questa maniera si è generata una redistribuzione di risorse a scapito dei lavoratori dipendenti, tramite l’aumento delle aliquote dell’imposizione fiscale, che al momento attuale ha raggiunto picchi intollerabili,ma perchè le strutture tutelate in questa maniera distorta, sono inefficienti. in comune l’Italia e la Grecia,ad esempio, hanno un’imprenditoria turistica di stampo familiare, fatto di affittacamere, appartamenti in affitto, e piccole pensioni,dove il nero regna sovrano. lo sanno tutti,una ricerca statistica potrebbe solo quantificare quello che empiricamente è visibile a qualsiasi turista.questo genere di strutture offre un rapporto di qualità prezzo che è facilmente surclassabile dall’offerta turistica dei paesi cosiddetti in via di sviluppo. se ci fosse stata la volontà politica,questo, come altre sacche di evasione di altra natura si sarebbero potute arginare. gli strumenti per controllare i lavoratori dipendenti,tramite la prassi del sostituto d’imposta, si sono pur trovati. oltre la mancanza di volontà politica,a volte mi viene il dubbio ci siano anche incapacità tecniche. come sono selezionati i soggetti che dovebbero elaborare soluzioni?mi piacerebbe saperlo. alla fine della fiera passa il concetto che la colpa è di quelli che stanno nella scala più bassa della catena, e che non hanno nessun potere decisionale nelle scelte operative,perchè vanno a prendere il caffè o fare la spesa.

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Gigi
Scritto il 26 ottobre 2012 at 10:12

Il concetto é molto semplice.
Non esiste (e non esisterà mai) un Paese con economia sommersa zero, questo perché ci sono (e ci saranno sempre) i delinquenti che preferiscono (e preferiranno sempre) sfuggire al fisco.
Ma se noi rendiamo il fisco intollerabile, allora non saranno solo i delinquenti a sfuggire, ma anche la povera gente per poter sopravvivere.
Chi ci governa oggi non riesce a comprendere questo semplicissimo concetto, ma si limita a fare un lavoro ragioneristico di pareggio (momentaneo) dei conti.
Il risultato é ovvio: l’evasione aumenta ed i conti non tornano.
Punto.

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