DRAGHI: cambio di programma. Rottura nella BCE?

Scritto il alle 22:46 da Danilo DT

Whatever it takes.
Domani è il fatidico giorno del compleanno di quella frase che ha cambiato la storia della politica monetaria europea ed ha creato quel salvagente che ha permesso all’Italia di “galleggiare” e non affondare.
Oggi, quasi a 7 anni da quel giorno, Draghi ha voluto festeggiare sorprendendo un po’ i mercati. Facendo cosa? Lo so che fa sorridere, ma Draghi ha fatto esattamente quello che ha già fatto la volta scorsa. Ovvero nulla.
Guardate questo grafico.
Come potete notare, negli ultimi mesi è successo proprio nulla.
E a muovere i mercati è stata la forward guidance, come ormai sappiamo benissimo muove persino le montagne.

BCE: acquisti e tasso di riferimento

E così oggi pomeriggio è successo nulla ma in realtà è successo molto.
Ma solo un cambiamento dei programmi (o delle attese) poteva avere effetti invasivi sui mercati. Certo, la BCE è in guardia e la volontà di lasciare i tassi al livello attuale fino almeno a metà 2020 (qualcuno si aspettava già un taglio oggi, e questo è stato il primo elemento destabilizzante) è la conferma di voler lasciare aperta la possibilità a ulteriori tagli dei tassi di interesse. Ma quello che più di tutto interessava oggi erano ì dettagli sul possibile quantitative easing III, il nuovo QE ipotizzato da Draghi nelle settimane scorse.
Ma di tutto questo, non si è detto un gran che. Forse una linea di disaccordo tra falchi e colombe oppure la volontà di non responsabilizzare troppo la Lagarde con delle promesse che Draghi non poteva mantenere e che quindi doveva delegare al suo successore. E a questo proposito, ad una domanda di un giornalista, la risposta di Draghi è stata abbastanza eloquente.

“Abbiamo avuto al riguardo un’ampia discussione. Comunque, quando si ha a che fare con pacchetti di questa complessità, è normale che la gente abbia visioni differenti su questa tematica”.

E’ chiaro, qualcuno forse ha frenato Draghi, qualcuno ha chiesto di temporeggiare e di aspettare, e magari lasciare a “chi verrà” l’onere di fare delle scelte che dovranno essere in linea con quanto accadrà sui mercati.

In merito al mancato taglio dei tassi invece, alcune indiscrezioni portano addirittura a delle motivazioni di tipo reddituale per il sistema bancario. Un ulteriore taglio dei tassi significherebbe ulteriori limature degli utili. Le banche in Europa non sono proprio al massimo della forma ed alcune di esse (un nome su tutte, DB) non può permettersi ulteriori sconquassi.

Per concludere, oggi in realtà è successo nulla, e il mercato è rimasto deluso sia per il mancato taglio dei tassi ma anche dei mancati dettagli suo QE: ma nulla è compromesso. Tutte le strade sono aperte. Anche perché poi dovremo fare i conti con quanto accadrà in ambito FED e le reazioni del POTUS che di certo non si faranno attendere.
Draghi chiuderà il mandato praticamente a settembre. Vediamo che ci riserverà il coup de theatre finale. Ma conoscendo Super Mario, lo farà non per egocentrismo ma per necessità. Potrebbe non essere una cosa positiva, visto che proprio in questi giorni i dati usciti dagli indici PMI europei non sono così brillanti, anzi

Inflazione prevista: male ma non malissimo

Ultima indicazione. Guardate questo grafico. Illustra che la BCe di solito interviene con il QE quando le aspettative di inflazione raggiungono picchi notevoli al ribasso. Ad oggi le previsioni sono lontane dal target del 2%, ma non così lontane da giustificare il QE. Quantomeno per il momento. Che sia questo il grafico che ha portato ad una frenata del potenziale QE?

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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2 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 26 luglio 2019 at 17:11

comunque strana la reazione delle borse…… abbiamo visto gli indici schizzare in alto salvo poi, dopo aver rimuginato bene la situazione, scivolare rapidamente (lo scarto sul DAX è stato superiore a 400 punti, caso rarissimo) portandosi dietro tutto il sistema bancario.
Potrebbe significare che gli investitori abbiano concluso che la situazione economica sia molto più critica di quella accennata da Draghi ed un eventuale nuovo QE potrebbe esserne la conferma…..

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kociss01
Scritto il 28 luglio 2019 at 10:13

interessante questo report (peraltro gia’ diffusamente discusso anche in questo blog) https://www.money.it/rating-standard-poors-italia-unico-paese-outlook-negativo

nonostante questo avviso i ns governanti piu’ simili a pescivendoli del mercato del pesce marcio che a “illuminati economisti” (ma quando mai???) si ostinano con le loro assurde idee tipo flat-tax, salario minimo, reddito di poltronanza tutte idee fallimentari che ci porteranno alla rovina…….ma cosa aspettano a mandarli a casa ???

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