Dalla CINA con furore. Finalmente il drago si risveglia?

Scritto il alle 13:44 da Danilo DT

Il grande crollo che sembra senza fine della borsa cinese continua in modo quasi imperterrito, con qualche parentesi rosa sporadica. Si tratta dei vari rimbalzi tecnici che non cambiano la situazione.
Ad ovviamente incrementare la negatività come sapete è la situazione Evergrande:

(ANSA) – PECHINO, 30 GEN – La Borsa di Hong Kong cede terreno all’indomani della liquidazione di Evergrande: l’indice Hang Seng, con gli investitori attenti agli impatti della decisione sul settore immobiliare e sul comparto finanziario, cede il 2,32% e scivola a 15.703,45 punti. (ANSA).

Tutto questo potrebbe far pensare ad un mercato che sta per scaricare ulteriormente, magari ritrovando i vecchi minimi di novembre 2022 e poi andare anche oltre. Per certi versi sembra una storia già scritta. Crisi immobiliare come Lehman Brothers, mercato che collassa, salta quella che diventa la causa di tutti i mali, effetto contagio ecc ecc.
Ma come vi ho spiegato, il governo cinese decide di intervenire a sostegno dei mercati finanziari con un intervento “monstre”.

(…) Lunedì il premier Li Qiang ha presieduto una riunione di gabinetto in cui i funzionari hanno affermato che intensificheranno le iniezioni di fondi a medio e lungo termine nel mercato dei capitali per sostenere la stabilità e promuovere uno sviluppo sano. Tuttavia, gli investitori stanno aspettando segnali di sostegno politico concreto dopo che la banca centrale ha deluso le aspettative del mercato lasciando invariati i tassi di interesse a gennaio. (…)

Le autorità cinesi stanno prendendo in considerazione misure per stabilizzare un mercato azionario in crisi, scrive Bloomberg. I politici stanno cercando di mobilitare circa 2 mila miliardi di yuan (278,53 miliardi di dollari), principalmente da conti offshore di imprese statali per costruire un fondo di stabilizzazione che acquisti azioni attraverso la borsa di Hong Kong. (…) [Source: MF]

Una botta di liquidità mica da ridere e la conseguenza quale è stata? Basta la parola e qualcosa cambia.

LONDON, Jan 26 (Reuters)  – Investors poured almost $12 billion into Chinese equity funds in the week to Wednesday in the largest inflow since 2015 and the second largest ever, a BofA Global Research report showed on Friday – a positive sign for battered Chinese stocks.

Un vero record. Una corsa alle ricoperture, inflow sulla borsa di HK pari a 12 miliardi di USD, cose che non si vedevano dal 2015. Inversione in vista? Beh, mi ripeto, questo al momento non lo possiamo certificare, ma una cosa è certa. Le valutazioni delle aziende quotate oggi ad Hong Kong sono veramente “cheap”.

Anzi, non prendiamo il P/E ma il forward P/E che meglio fotografa le prospettive di borsa. E mettiamolo in paragone al P/B, il price/book value ma non dell’Hang Seng ma del Nasdaq. Una follia direte voi. Ebbene no. Incredibile signori, oggi il forward P/E dell’Hang Seng di Hong Kong è INFERIORE al Price Book Value del Nasdaq. Un estremo assoluto che definirei assurdo. Ma eccoci qui a dire che “impossible is nothing”. Ma anche che forse, certi numeri sono irripetibili.

Danilo DT

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