Crisi Eurozona: Periferici nel mirino, imprese senza liquidità

Scritto il alle 14:35 da Danilo DT

Fondo Salva Stati, ristrutturazione debito, Deficit Spagna e nuovi swap: ma la crisi non era finita?

Le magie della finanza. Fino a qualche giorno fa qualcuno (Mario Monti) se n’è uscito con l’infelice frase : “la crisi è quasi finita” facendo quanto il precedente Premier S.B. era solito fare. E poi oggi ci ritroviamo con un mercato negativo e, soprattutto, con una valanga di news abbastanza catastrofiche soprattutto in ambito debito PIIGS.

Si perché si torna a parlare di swap, di ristrutturazione debito, di crisi dei bond periferici.
Clamoroso il fatto che in molti oggi riprendono in mano il dossier Grecia e tornino a considerare ipotesi scartate…

Greece may extend a new debt-swap offer to holders of bonds governed by Swiss, Italian and Japanese law, as the legal framework of the current exchange prohibits their participation, Kathimerini reported.
Such an offer would be made after April 11, to allow formal completion of the current swap, and might ask the holders to exchange their bonds for cash, rather than new securities, the newspaper said, without citing anyone. (Bloomberg)

Quindi un NUOVO Swap sulla Grecia che si aggiunge alla ristrutturazione del mese scorso. Ma non solo Grecia. Oggi è il giorno anche del Portogallo. Infatti sul paese iberico si teme un forte peggioramento della situazione. E quindi riecco il fondo Salva Stati che torna di moda, il firewall o bazooka (chiamatelo come volete…) che dovrà difendere il debito periferico.

Klaus Regling, head of the European Financial Stability Facility (EFSF), warned that the eurozone must reinforce its firewalls to avoid more market volatility. “More money would reassure markets. Wrongly or rightly the fact is that big numbers in the shop window create calm,” he said over the weekend.
Mario Monti, the Italian prime minister, told a conference that the rise in Spain’s borrowing costs was a warning that “it doesn’t take much to recreate risks of contagion”.
Last night, officials claimed Angela Merkel was prepared to yield to the pressure and agree to combine the firepower of the €440bn (£368bn) EFSF and its permanent replacement, the €500bn European Stability Mechanism (ESM).
However, the German Chancellor is desperate not to anger her electorate by giving more support to the eurozone, especially after her coalition partners struggled in state elections yesterday. (Telegraph)

E poi ovviamente la Spagna, il vero “elefante nella stanza dei cristalli” secondo me, che torna a far paura. In primis il merger tra Caixa e Banca Civica fatta per evitare default e crisi del sistema bancario spagnolo. E poi il settore immobiliare, la disoccupazione, la produttività. Insomma, la Spagna è IL PROBLEMA, al vera sfida dell’Unione Europea. Troppo grande per essere salvata, troppo importante per non essere salvata. E l’LTRO? Certo, ha fatto molto ma come detto era un bel cerotto per una ferita sempre aperta. Qui sotto vedete il recupero degli spread sul Bund a 10yr con l’ LTRO2. Ma a quanto sembra non basta. I dati di febbraio illustrano in modo esemplare che le banche italiane e spagnole hanno sostenuto fortemente il debito nazionale con acquisti di € 23 miliardi (Italia) e € 15.7 miliardi (Spagna) di Euro, rispetto a € 22.6bn e € 22.9 miliardi a gennaio e € -2,3 miliardi e € 22.8 miliardi nel mese di dicembre . Questi dati spiegano molto bene anche l’andamento dello spread tra il BTP e il Bonos spagnolo.

LTRO2 e acquisti bancari

 

E anche le banche del Portogallo hanno fatto la loro parte con questo sostegno artificioso. Ma come temevamo, queste soluzioni “sporadiche” e non strutturali, quando il clima e la fiducia si deteriorano, diventano poco efficaci. E oggi ci ritroviamo al punto di partenza, se non addirittura peggio. Visto che nel frattempo il deleveraging pubblico non è ancora iniziato. Anzi, il deficit spagnolo, per esempio, sembra ufficialmente OUT OF CONTROL.

Intanto, l’economia reale piange. I dati della BCE parlano chiaro. Il denaro dato al sistema tramite LTRO, 1.000 miliardi di Euro, ricordiamolo, non è stato assolutamente utilizzato per fini “creditizi”. Anzi, i prestiti alle imprese sono scesi ulteriormente. Complimenti! La crisi è sicuramente finita. Sicuramente….

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DT

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6 commenti Commenta
alfio200
Scritto il 29 marzo 2012 at 15:26

Credo che urga un post su Finmeccanica…

fuoco di paglia o tra un anno varrà il doppio di adesso?

In pratica…è il capostipite di quelle aziende italiane svendute a società straniere per un tozzo di pane e rimesse in sesto dalle medesime con vantaggio per gli azionisti?

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lampo
Scritto il 29 marzo 2012 at 15:35

L’aspetto più interessante è che, rispetto ad un mese o più mesi fa, come situazione economica… non è cambiato niente… eppure il sentiment sembrava positivo.
Adesso in questi giorni, grazie alla campagna mediatica dei mass-media finanziari… sono usciti di nuovo gli scheletri che erano stati momentaneamente coperti con il lenzuolo (dire che erano stati messi nell’armadio… mi sembra troppo).
Non è che devono iniziare a giustificare i dati economici futuri… ovviamente non certo positivi… oltre al comportamento dei mercati futuro.

Non per niente DeMark, in seguito alla sua pluridecennale ricerca sul comportamento dei mercati finanziari, dice (vado a memoria) che il massimo di mercato si realizza non perché i professionisti (compratori informati) o gli operatori più attivi che dispongono di massicce risorse finanziarie agiscono in gruppo coordinando le loro campagne di vendita. Piuttosto succede, figurativamente, che la richiesta di acquisti rallenta, l’ultimo compratore compra e quindi il prezzo crolla sotto il suo stesso peso. 8O

Dopo ci sono anche i “fat fingers” nominati dai mass-media finanziari… che forse in realtà, sono delle “fat routine” di programmazione rivolte alla vendita di posizioni in essere.
Debbo dire che approfondire i suoi studi, leggendo i suoi libri ed interviste… mi dà sempre più soddisfazione. :-)

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alfio200
Scritto il 29 marzo 2012 at 15:36

E poi c’è Randgold, il titolo minerario che ha perso il 20% per via dei disordini in Mali. Puntare su un suo recupero o i francesi hanno intenzione di cilullare le miniere in Mali agli inglesi come hanno fatto con il petrolio in Libia a scapito degli italiani?

Sapete come si dice…in Africa, non muove foglia che la Francia non voglia.

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maurobs
Scritto il 29 marzo 2012 at 15:47

non so se sia una bufala o una boutade giornalistica ma qualcuno di voi ha letto su WSI l’articolo”dimissioni di massa nel mondo della finanza”?siccome il numero riguarad molti top manager non è che qs sappiano, come al solito, qualcosa che non sappiamo noi e e si preparano un “buen ritiro”……

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hironibiki
Scritto il 29 marzo 2012 at 16:46

maurobs@finanzaonline:
non so se sia una bufala o una boutade giornalistica ma qualcuno di voi ha letto su WSIl’articolo”dimissioni di massa nel mondo della finanza”?siccome il numero riguarad molti top manager non è che qs sappiano, come al solito, qualcosa che non sappiamo noi e e si preparano un “buen ritiro”……

Letto anche io e mi è venuto lo stesso dubbio.
Senza contare che gli USA si stanno preparando a giocare a risiko con l’Iran. Viste le portaerei che sta spostando? Qui succede un bel casino!!!! :|

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idleproc
Scritto il 29 marzo 2012 at 21:31

Credo che nel complesso, secondo ragione aderente ai fatti, la strada sia ben segnata… Non credo che la soluzione del “problema” appartenga più alla tecnica più o meno raffinata economica. E’ operativa una strategia monocorde e ben definita che ci sta portando al disastro socio-economico in occidente. Penso che abbiano superato la linea di non ritorno. Le risposte non potranno essere che sociali, con altre classi dirigenti che si verranno a formare e con altre strategie economiche.
Speriamo bene.

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