Criptovalute: intanto il Bitcoin trova più sostegno di quanto si possa pensare

Scritto il alle 18:07 da Marco Dal Prà

Le scorse settimane la politica americana ha visto le criptovalute dominare non poco la scena mediatica. Tutto è scaturito dalla presentazione di Libra, la “criptovaluta”, o meglio “stablecoin” di Facebook, per la quale il Congresso degli Stati Uniti ha persino chiamato a testimoniare David Markus, il responsabile del progetto, che lo scorso 17 Luglio è stato tempestato di domande da parte dei parlamentari, talvolta anche molto insidiose. Ma nella stessa giornata si sono sentite anche voci favorevoli a Bitcoin, come ad esempio Meltem Demirors, CSO di Coinshares (nella foto) e parlamentari che comunque non hanno parlato di “vietare” in qualche modo le criptovalute.

La comunità crypto dovrebbe quindi ritenersi soddisfatta, dal punto di vista dell’immagine, visto che Bitcoin è stato sicuramente in primo piano, anche se in molte occasioni le criptovalute sono state (come al solito) accomunate a strumenti di pagamento usati dalla criminalità.

Ma, come diceva lo scrittore Oscar Wilde, “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”.

 

Dal sonno al risveglio

Fino a qualche mese fa la politica americana aveva manifestato disinteresse relativamente alle criptovalute. Lo scorso Maggio invece c’è stato un primo risveglio, con la voce “contraria” del senatore repubblicano, Brad Sherman, il quale aveva chiesto pubblicamente di mettere al bando le criptovaute come Bitcoin perché metterebbero in pericolo la forza del dollaro.

Sembrava tutto tornato nel mondo dei sogni, quando a Giugno a risvegliare gli animi ci ha pensato la “bomba atomica” sganciata da Facebook: Libra.

Ecco quindi che abbiamo avuto l’11 Luglio il tweet di Donald Trump che ha “tuonato” contro Libra e Bitcoin, e poi a seguire Lunedì 15 il segretario al tesoro Steven Mnuchin che ha indetto una inaspettata e sorprendente conferenza stampa incentrata nei fatti contro le criptovalute [Link Qui].

In poche parole, secondo il governo degli Stati Uniti, dal 15 Luglio le criptovalute come Bitcoin e Libra sono improvvisamente diventate più pericolose di Lord Voldemort, il cattivo per antonomasia della saga di Harry Potter.

Per certi versi la reazione bisognava aspettarsela, visto che sia Trump che il suo segretario al Tesoro dovevano manifestare una posizione forte, rispetto a quella più blanda del governatore della FED, Jerome Powell, di cui abbiamo parlato qui, sottolineando la vecchia tradizione americana di difendere il Dollaro ad ogni costo.

 

“Ho fatto un errore”

Ebbene, come Nicolas Cage nel film Next, anch’io ho fatto un errore nel cercare di interpretare il futuro.

Le dichiarazioni culminate con la conferenza stampa del segretario al tesoro, infatti, sembravano far prendere all’immagine delle criptovalute una piega tutt’altro che positiva, soprattutto da parte degli organi di governo americani, contrapponendosi alle iniziative che invece si sono viste nel mondo della finanza, sempre negli Stati Uniti.

Ecco quindi che lo scorso Lunedì 15 su Twitter, ero arrivato ad azzardare questa previsione :

Io penso che negli Stati Uniti potrebbe scoppiare una guerra tra istituzioni: Da un lato NYSE, CFTC, NASDAQ e finanza pro Crypto; Dall’altro lato il Congresso, lo staff di Trump e alcune banche.
JPM non so…potrebbe sorprenderci,

Sembrava infatti che dalle dichiarazioni rilasciate, a breve potesse scoppiare una guerra tra istituzioni, con un lato occupato dagli organi governativi e dal congresso, e dall’altro le istituzioni finanziarie.

Inoltre in questa “guerra” tutta americana ci poteva stare anche un allargamento ad altre figure di ruolo, cioè le banche, vedendo scendere in campo quelle favorevoli al nuovo paradigma della Blockchain (vedi JP Morgan) e quelle contrarie (vedi ad esempio Wells Fargo, che blocca i bonifici ai suoi clienti se acquistano criptovalute).

Per ora invece, soprattutto per le dichiarazioni su Bitcoin di alcuni parlamentari del Congresso, la previsione di questo tweet si è dimostrata eccessivamente pessimista e non ci sono elementi sufficienti perché accada.

 

Ultima considerazione

L’errore del mio tweet, comunque, nasce dal fatto che non avevo tenuto in considerazione la forte avversione che provano le istituzioni americane verso Facebook, in particolare dopo lo scandalo Cambridge Analytica, la famigerata fuga di “dati personali” dall’archivio di Facebook che nel 2018 ha visto lo stesso Zuckerberg a testimoniare al congresso.

Ascoltando alcuni interventi al Congresso americano, infatti, ho notato che i parlamentari sono più favorevoli a Bitcoin di quanto potessi immaginare. Probabilmente preferiscono sostenere Bitcoin pur di non accordare fiducia a Mark Zukerberg.

Tanto per fare un esempio, ecco cosa ha detto il parlamentare Patrick McHenry, che è intervenuto pochi istanti prima dell’audizione di David Markus su Libra:

Il mondo che Satoshi Nakamoto autore del white paper “Bitcoin” ha previsto, ha costruito…. è una forza inarrestabile
Non dovremmo cercare di scoraggiare questa innovazione e i governi non possono fermare questa innovazione;

Quelli che hanno provato hanno già fallito.

Quindi la domanda diventa allora cosa faranno i politici americani per affrontare le sfide e le opportunità di questo nuovo mondo di innovazione

 

Link ad alcuni video

 

 

 

 

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