BITCOIN e CRIPTOVALUTE: impossibile negare l’evidenza

Scritto il alle 14:13 da Marco Dal Prà

GUEST POST. Miccoli: le banche non si possono più permettere di aspettare

Oggi vi porto il riassunto di una intervista che lo youtuber italiano Alessandro Moretti, ha fatto a Christian Miccoli, amministratore delegato di Conio, startup italiana che opera nel mondo delle criptovalute.

Miccoli, che in passato si è occupato di iniziative innovative nel settore bancario, ha portato la sua esperienza e soprattutto le novità che già si vedono negli Stati Uniti e che, com’è sempre stato, prima o poi arriveranno anche in Italia.

Per chi non lo conosca, Miccoli è stato manager di ING Direct nel 2001, al tempo in cui la banca lanciava conto arancio, e successivamente è stato amministratore delegato di “Che Banca”, banca digitale lanciata nel 2008 da Mediobanca.

Oggi è impegnato a tempo pieno con Conio, società che si occupa della custodia di bitcoin, che ha fondato con Vincenzo Di Nicola nel 2015 e che è partecipata al 20 % da Poste Italiane.

Nel video, che vi linko qui sotto, Miccoli ha spiegato il funzionamento del Wallet multifirma di Conio, ma soprattutto ha parlato a largo spettro dell’evoluzione del mondo delle criptovalute e dei sistemi di pagamento, compresa Libra, la criptovaluta proposta da Facebook le scorse settimane.

Vediamo un estratto delle tantissime cose dette da Miccoli durante l’intervista; l’estrazione dell’intervista, che in versione integrale dura 35 minuti, non è stata semplicissima, ma ho cercato di essere più fedele possibile.

 

Le tendenze del mondo “Crypto”

Quello che posso dire però è che c’è una forte tendenza a livello mondiale perché ci sono alcuni progetti molto interessanti che sono partiti.

Un progetto molto grande che è quello di Fidelity.

Fidelity praticamente ha creato un gruppo di lavoro gigantesco, più di cento persone che hanno lavorato per due anni in laboratorio e adesso stanno tirando fuori un servizio di custodia per clienti istituzionali

E’ chiaro che questo darà molto impulso al settore perché il fatto che fondi e operatori istituzionali in genere possono cominciare a comperare in maniera tranquilla bitcoin e altre valute digitali potenzialmente aumenterà molto la domanda;

Altra iniziativa di pregio, secondo Miccoli:

Poi l’altra cosa che si vede è il successo notevole che sta avendo Square Cash, una ex start up diciamo, un’azienda che è quotata ormai 30 miliardi […] loro praticamente cosa offrono mercato, offrono una App di pagamento che funziona decisamente bene e l’anno scorso hanno deciso di abbinare al servizio di pagamento con dollari quello classico, l’accesso al mercato del bitcoin quindi tu con l’App di Square Cash poi fare pagamenti in dollari e comperare vendere bitcoin e spedirli avanti e indietro.

Previsioni per l’anno in corso:

Poi ci sono un po di altri fenomeni e che si stanno muovendo e quindi io penso che il 2019 sarà l’anno in cui le banche cominceranno ad… entrare … si anche perché poi c’è quel fenomeno anche un po inquietante di Libra.

E Libra ?

La cosa molto interessante è che lì dentro non c’è neanche una banca quindi è chiaro che quello è un nuovo servizio che fa Facebook tendenzialmente in concorrenza diretta con il sistema bancario… questo ovviamente comincerà a mettere le banche sotto pressione quindi dal punto di vista della banca non sarà più possibile dire “ignoro le valute digitali” sperando che scompaiano perché qui adesso il problema è che se io continuo a ignorare le valute digitali rischio di scomparire io come banca.

L’intervistatore fa notare che dalla lista del consorzio Libra mancano alcuni grossi nomi…

… io credo che né Google né Amazon e né le banche si possano permettere di lasciare il campo aperto Facebook; sarebbe un po fare karakiri e anche perché Facebook poi ha questa enorme capacità di leggere i dati di quasi tutti…

Facebook ha deciso di entrare in campo finanziario non ha fatto una banca ha fatto una valuta digitale… secondo me questa è una mossa molto interessante. Poi che poi la valuta di Facebook si imporrà è tutto un altro paio di maniche.

Anche perché secondo me ha delle potenziali problematiche che potrebbero anche portarla non avere molto successo. C’è quel meccanismo lì [il fondo di garanzia, ndr] per cui si dovrebbero stabilizzare i prezzi, che ancora non è del tutto chiaro…… a me francamente mi tremerebbero i polsi a dover gestire le riserve valutarie di Libra… avendo gestito la tesoreria di ING Direct ai tempio (alla fine gestivamo qualcosa come 15 miliardi), devo dire che già li avevamo qualche problema… devo dire che si tratta di una di quelle attività con i tasti che scottano molto.

E Conio cosa si prefigge ?

Traguardo importante, noi stiamo cominciando a offrire il servizio alle banche perché riteniamo che per le banche possa essere un’ottima opportunità anche in funzione “anti libra” che è quella di cominciare ad aprire alle volute digitali quindi uno dei prossimi step principali per noi è cominciare a lavorare con loro.

Come vede il rapporto tra Libra e Bitcoin ?

A proposito di Libra e Bitcoin, Miccoli non crede che entrino in competizione, per il semplice motivo che:

Le Libra che io posseggo alla fine possono essere bloccate dal consorzio mentre il momento in cui ho dei bitcoin non c’è nessuno al mondo che può togliermene le disponibilità….

Mentre tra Libra e Banche ?

A proposito di Libra e Banche, Miccoli interviene chiarendo un aspetto molto importante:

In realtà secondo me la cosa vera è che [Libra] attacca le banche, cioè se l’italiano medio tiene 5.000 euro sul conto corrente e quei 5mila euro li utilizza per fare i pagamenti nei negozi ma anche per fare i pagamenti su internet tramite la carta di credito o bancomat o prepagate così via.

Domani se con Libra io comincerò pagare quei servizi che piacciono, Spotify, Uber, Netflix e così via, dovrò ottenere delle Libra per fare quell’operazione, quindi probabilmente invece di tenere 5.000 euro su un conto corrente terrò magari 4.000 euro sul conto corrente e 1.000 euro in Libra.

L’effetto di questo cos’è che i depositi delle banche saranno più bassi, saranno 4.000 euro per clienti e non più 5 mila euro cliente. L’effetto di questo chiaramente non è molto positivo perché le banche si troveranno meno soldi poi per prestare… e quindi potranno finanziare meno mutui, potranno fare meno prestiti al consumo e meno prestiti alle aziende e quindi diciamo Libra è in diretta concorrenza con l’attività bancaria tradizionale.

 

Infine Miccoli conclude:

[Libra] secondo me è stato la mossa più interessante che ho visto negli ultimi 20-30 anni nel sistema bancario.

Le banche hanno una grande forza però non si possono più permettere di aspettare.

 

 

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2 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 9 luglio 2019 at 21:33

Ciao volevo chiedere, se vuoi, un tuo commento a questo articolo di repubblica:
https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/banche-e-assicurazioni/2019/07/06/news/lo_schema_ponzi_dei_bitcoin-230492580/
A me i bitcoin non piacciono perchè non ne so valutare il valore, e come detto penso sia meglio investire in cripto valute che abbiano uno scopo e ahanno valori decisamente più abbordabili, detto questo per me non è condivisibile in quanto tutti i mercati hanno una forma piramidale, dove una piccola percentuale possiede una grande fetta e man mano che si scende aumenta la platea ma diminuisce la percentuale di possesso.
E poi volevo chiedere a te e/o Danilo i possibili effetti dei tassi negativi sulle cripto valute e i depositi bancari, lo chiedo perchè da 2 anni ho preso la decisione di non versare più contanti in banca almeno evito la patrimoniale dell’imposta di bollo o dell’Ivafe.
E penso che le cripto valute per molti inizino ad essere un alternativa sia al contante che all’investimento, tanto più che a determinate condizioni possono rappresentare un “paradiso fiscale” di facile accesso.
Grazie mille per una tua eventuale risposta.

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Scritto il 10 luglio 2019 at 22:15

pdf79@finanza,

Carissimo Pdf79,
All’articolo di Repubblica, hanno già “controbattuto” in molti, sia su Youtube che su Web.
Ad esempio Giacomo Zucco su Cryptonomist
https://cryptonomist.ch/2019/07/10/giornalismo-su-bitcoin/

Inoltre, Alessandro Guzzini non è un esperto del settore, visto gli strafalcioni che ha fatto nell’articolo, ed è in evidente conflitto di interessi visto che deve difendere la sua azienda e i suoi clienti.

PS: E’ giusto non investire su qualcosa che non capici. Un mucchio di gente sta perdendo soldi perché li mette a casaccio, senza rendersi conto di quello che sta facendo.

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