CINA: crollano le azioni, a rischio le ADR a Wall Street

Scritto il alle 07:29 da Danilo DT

Credo che tutti avrete avuto modo di vedere la borsa cinese e tutte le aziende cinesi quotate a Wall Street in forte difficoltà. La domanda che tutti si fanno è: ma cosa diavolo sta succedendo?

Visto che me lo chiedono in molti, andrò in modo sommario a spiegare cosa succede.
Premessa: l’attacco possiamo considerarlo duplice. Infatti sono DUE i fuochi che stanno mettendo pressione alle azioni cinesi.

Azioni cinesi: colpite da Pechino e da Washington

  • Da una parte (Stati Uniti) si sta spingendo una regolamentazione che prende di mira direttamente le società cinesi quotate negli USA e potrebbe portare alla loro cancellazione dalla quotazione.
  • Dall’altra parte (Cina) si sta applicando attivamente una nuova regolamentazione severa sul settore tecnologico.

Nasdaq Golden Dragon China Index

La conseguenza è stata un calo del 30% circa del prezzo degli ADR cinesi (per lo più società tecnologiche cinesi quotate negli Stati Uniti) dal febbraio 2021. Ma questo è un dato medio. C’è ovviamente chi ha fatto anche molto molto peggio.

Partiamo dalle azioni quotate a Wall Street. Attualmente ci sono circa 250 aziende cinesi quotate negli Stati Uniti con una capitalizzazione di mercato totale di 1,7 trilioni di dollari. Le American Depositary Receipts (ADR) rappresentano la stragrande maggioranza di questi elenchi.

Rischio delisting?

Prima criticità. L’HFCAA (Holding Foreign Companies Accountable Act) vieta la quotazione dei titoli di una società nelle borse statunitensi se la società non ha rispettato gli audit del Public Company Accounting Oversight Board per tre anni consecutivi. Quindi, chi non rispetta i requisiti, potrebbe subire il delisting. Un delisting di solito porta alla cessazione del programma ADR, in base al quale i titolari ricevono in genere le corrispondenti azioni locali (o in alcuni casi contanti). Tuttavia, gli investitori corrono un rischio di liquidità nel caso in cui il programma non venga terminato, o se le corrispondenti azioni locali non vengono negoziate in borsa.

Seconda criticità. L’Ordine Esecutivo n. 13959 vieta alle persone statunitensi di investire in qualsiasi sicurezza di società ritenute collegate alle attività militari cinesi. Attualmente sono 59 le entità identificate come tali. Qui la situazione ovviamente è più di matrice politica ed è anche più facilmente comprensibile che ci sia un ostruzionismo forte nei confronti di Pechino

Andiamo a vedere invece cosa accade in Cina. Innanzitutto occorre dire che le autorità cinesi hanno recentemente intensificato il controllo sull’industria tecnologica al fine di frenare il comportamento monopolistico di alcune società, adattare la regolamentazione all’economia digitale e garantire la raccolta e l’uso adeguati dei dati personali, soprattutto quando sono coinvolti flussi transfrontalieri. Quindi si tratta di privacy e diritti di esclusiva che possono venir lesi (vantaggi di tipo competitivo). Il che mette quindi a rischio la posizione “dominante” di alcuni “big player”.

Quindi, per i programmi di ADR la soluzione perfetta sarebbe il trasferimento in piazze come Hong Kong, mantenendone la quotazione. C’è ancora la possibilità che i regolatori cinesi stipulino un accordo con la SEC. Recentemente ho letto di un documento pubblicato dal consiglio di Stato cinese che faceva riferimento proprio alla necessità di un approccio più costruttivo e collaborativo oltre confine. Sembrerebbe una chiara apertura verso maggior disponibilità nei confronti di Wall Street.

Per le altre aziende invece, limitate dalla normativa cinese, c’è poco da fare se non attendere che certi eccessi di mercato vengano riassorbiti e che la situazione si normalizzi.
Il governo cinese non accetta che certi BIG siano troppo BIG. Ormai il 30% delle vendite al dettaglio in Cina son fatte on line. E il tutto (vendite e piattaforme di pagamento) è in mano a pochi players. Idem per quanto riguarda la concessione del credito on line. Un braccio di ferro che prima o poi riporterà degli equilibri. Intanto una curiosità. Anche se l’azionario cinese sembra in crisi, c’è qualcuno che invece sta comprando opzioni call a profusione. Sarà un caso?

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STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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