CHART of the Day: Italia, debito pubblico e repressione finanziaria

Scritto il alle 14:55 da Danilo DT

Siamo come nel Post Seconda Guerra Mondiale

Stamattina, leggendo l’ennesimo articolo preoccupante sulla situazione economica spagnola, con un debito pubblico a livelli sempre più elevati ma soprattutto con un rapporto deficit PIL sempre più complesso, ho subito pensato: siamo un buona compagnia…
In realtà c’è ben poco da rallegrarsi. Quando parliamo di debito pubblico occorre sempre ricordare che, alla fine, il debito grava sulla nostra testa. Stime abbastanza affidabili ci riportano che oggi, 2012, ogni italiano ha sulla capoccia (sia il neonato che l’ottantenne) un fardello da 32.400 Euro.
Vi sembrano pochi?
Intanto però i dati di ieri hanno confermato una tendenza che ormai è inarrestabile sul nostro debito.

Grafico DEBITO pubblico italiano

Un grafico inquietante ma che ci vede quindi in buona compagnia. E non solo della Spagna.

 

Repressione Finanziaria: fase di Contrazione di lungo periodo

Voi tutti sapete benissimo che io sostegno, per il momento economico attuale, l’ipotesi Contrazione e repressione finanziaria.
Quindi recessione, austerity, debt deflation, deleveraging e anche tassi reali negativi. Insomma un bel casino. Ma non ci sono altre alternative. Per certi versi , essendo i tassi di inflazione SUPERIORI al tasso di interesse è come se sul contribuente-consumatore-risparmiatore ci fosse una ulteriore TASSA da pagare. Occulta, difficile da quantificare (Anche perché… l’inflazione ufficiale è quella REALE?) ma altrettanto pesante.
Ho trovato un eccellente grafico che, purtroppo, ci fa capire in quale “cul de sac” ci siamo infilati. Uno scenario molto simile a quello post Seconda Guerra mondiale.

Non un bel post per chiudere la settimana, mi spiace. Ma almeno ora avrete l’ennesima conferma che non è tutto oro quello che luccica.
Auguro a tutti un felice week end nella speranza che il Vs sostegno all’iniziativa di I&M.

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STAY TUNED!

DT

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8 commenti Commenta
kry
Scritto il 16 marzo 2012 at 16:30

Non per essere pessimista,siamo sicuri che l’apice della Great recession corrisponda al WW2:mettendoli a confronto ci sono notevoli spazi di salita.

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perplessa
Scritto il 16 marzo 2012 at 16:54

già da qualche giorno il debito di 32.400 mi lascia perplessa. Se le ultime manovre mi costano di più, significa che pago il debito di qualcun altro, o forse i miei calcoli sono semplicistici. solamente con i 16 mesi di pensione che non mi saranno erogati, e dovrò invece lavorare, supero la soglia, come migliaia di italiani. più ritardo e tagli liquidazione, imu, deposito titoli, ecc. conveniva non fare le manovre, e versare tutti i nostri 32.400 euro in un conto corrente, e azzerare il debito. come per le raccolte pro calamità

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sciumibalestra
Scritto il 16 marzo 2012 at 18:20

http://it.finance.yahoo.com/notizie/tesoro-paga-morgan-stanley-3-155400450.html Cosa c’è dietro ????

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tikalmat
Scritto il 16 marzo 2012 at 18:58

credo che il famoso 10% della popolazione che detiene piu del 50% della richezza degli italiani, beni che possono difficilmente essere tassati poichè sicuramente non intestati alle persone fisiche l’italia abbia permesso che parecchi soldi non rientrino nei conteggi fiscali, creando in questo modo un buco che il 90% degli italiani riempie con difficoltà…..
per questo la patrimoniale sempli semplice non credo sia manco sufficiente….va studiato qualcosa che non vada a colpire anche le società di comodo a cui sono intestati i beni, van cambiate troppe leggi e il nostro paese non è in grado….

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tikalmat
Scritto il 16 marzo 2012 at 19:00

scusate il non di troppo:

va studiato qualcosa che vada a colpire le società di comodo a cui sono intestati i beni, van cambiate troppe leggi e il nostro paese non è in grado….

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polifilo
Scritto il 16 marzo 2012 at 23:49

@Perplessa
Vedo che non sono solo: credevo di avere un contratto con lo stato nel quale avrebbe dovuto essere scritto che a una certa data avrei iniziato a ricevere una rendita, in cambio di versamenti periodici fatti nel corso della mia vita.
Al momento di onorare il contratto, scopro che il debitore è insolvente e mi obbliga a una dilazione nel pagamento di 19 mesi, pari a circa 27000 euro ( interessi esclusi).
La maggior parte del debito pubblico che ho sulle spalle è già stato ripagato con questo scherzo. Adesso però lo stato mi verrà a chiedere altri soldi con le nuove tasse che serviranno a pagare non la mia rendita ma gli sprechi, perché su questo lato non si è fatto niente.
Il mio versamento al fondo di solidarietà lo sto facendo, ma serve solo a tirare avanti per qualche mese: tutti i soldi dati a questo sistema di spreco finiscono in un pozzo senza fondo, assorbiti dall’idrovora della corruzione e del parassitismo e stritolati dalla camicia di forza dell’euro.
Speriamo che nel frattempo non capiti qualcosa di “imprevedibile” per chiedere un altro prestito forzoso, un ennesimo “oro per la patria”.

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kry
Scritto il 17 marzo 2012 at 00:29

perplessa@finanza,

polifilo@finanza,

Scusate: e io che FORSE e ripeto FORSE andrò in pensione con 48 anni di contributi cosa dovrei dire. Magari sentirmi dire che sono cavoli miei. Spero di avervi risollevato il morale nel farvi notare che c’è chi potrebbe aver più ragioni nel lamentarsi.

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perplessa
Scritto il 18 marzo 2012 at 23:23

kry@finanza,

allora non hai capito, è che i conti non tornano, qualcuno non paga i suoi 32.400 euro, se sono 32.400 euro, oppure i soldi vanno a finire da un’altra parte

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