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CDS Monitor Europa: Italia in recupero ma solo nel breve

Scritto il alle 11:40 da Danilo DT

Analisi rischio emittente con i Credit Default Swap

La paura del ritorno di Berlusconi è stata poi calmierata da una serie di considerazioni. Parlando con alcuni amici gestori di grandi case d’investimento, loro addirittura vedono bene una crisi di governo, in quanto tenderebbe a comprimere la volatilità e l’incertezza. In altre parole, meglio togliersi il dente subito e fare chiarezza. Senza poi dimenticare che
Nel frattempo, complice anche il recente accordo sull’Unione Bancaria, i BTP recuperano terreno e con essi anche lo spread BTP Bund.

L’accordo prevede che le banche con asset totali superiori a 30 miliardi di euro o che rappresentano oltre il 20% del Pil nazionale (a meno che gli asset siano inferiori a 5 miliardi) o che beneficiano di un programma di aiuti europeo siano sorvegliate direttamente dalla Bce. Tutte le altre saranno sottoposte alla vigilanza delle autorità nazionali, ma la Bce potrà esercitare le funzioni di supervisione in qualsiasi momento se lo considererà necessario. (Sole)

Ma per una corretta analisi del rischio emittente dell’Eurozona e non solo, eccovi una tabella con i CDS (Credit Defautl Swap) a 5 anni (ovvero il classico benchmark di cui tutti parlano) sia con la variazione in data odierna e sia con la variazione a 5 giorni.

CDS MONITOR DAILY: variazioni giornaliere

  CDS 5an Vzne %
Federal Republic of Germany 32,8 -2,24%
Republic of Italy 272,4 -1,63%
French Republic 85,6 -0,80%
United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland 34,1 -0,58%
Portuguese Republic 465,4 -0,41%
Kingdom of Spain 291 -0,39%
Republic of Finland 28,5 0,01%
Kingdom of Denmark 30,2 0,42%
Republic of Ireland 217,5 0,64%
Republic of Austria 40,9 2,19%
Kingdom of Belgium 78,4 2,48%
Kingdom of the Netherlands 43,7 3,86%
Kingdom of Sweden 18,8 6,48%
Kingdom of Norway 18,3 11,81%

CDS MONITOR WEEKLY: variazioni a 5 giorni

  CDS 5an Vzne %
Portuguese Republic 465,4 -1,85%
Kingdom of Spain 290 -0,90%
Kingdom of Sweden 18,8 0,27%
Kingdom of Denmark 30,2 0,77%
Federal Republic of Germany 33 3,25%
Republic of Austria 40,9 4,14%
Republic of Finland 28,5 5,00%
United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland 34,1 5,00%
Kingdom of Belgium 78,4 5,24%
Kingdom of the Netherlands 43,7 5,54%
French Republic 85,6 5,96%
Kingdom of Norway 18,3 7,47%
Republic of Italy 271,6 8,76%
Republic of Ireland 217,3 10,14%

 

Italia quindi in recupero ma su base settimanale situazione ancora negativa (+8.76%). Interessante invece vedere che i paesi iberici stanno migliorando non poco…

STAY TUNED!

DT

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2 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 13 Dicembre 2012 at 21:16

kassad@finanza,

Dovevano farlo subito, prima che li espropriassero e gli demolissero e svendessero quel poco di produttivo che avevano. Le stesse caste che li hanno tenuti nell’euro e voluto l’euro li hanno svenduti per non fare le riforme antioligarchiche che sarebbero stati costretti a fare se nell’euro non ci entravano.
Comunque, se è vero, glielo auguro ma temo che vorranno, nel caso, creare un esempio negativo per altri che ne volessero uscirne da propagandare alla grande, cosa non fatta finora, sulle condizioni sociali del popolo greco. Sono solidale con loro, non possiamo nemmeno aiutarli perché con le mani legate e con gli “aiuti” che verrebbero divorati esclusivamente dal sistema finanziario.

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