BTP: volano i tassi, crolla la credibilità. E le banche?

Scritto il alle 11:53 da Danilo DT

Non sarà sicuramente sfuggito ai lettori del blog l’andamento dell’asta dei BTP dei giorni scorsi. Abbiamo raggiunto i massimi storici da quando è stasto creato l’Euro. Decennale oltre il 6%. Questo messaggio è un chiaro segnale della bassa credibilità del nostro paese, della debolezza della sua economia e delle risibili potenzialità di crescita, e della difficile situazione internazionale che vede l’Italia nell’occhio del ciclone della crisi, essendo il vero grande problema dell’Eurozona.

Spread Bund BTp a 392 bp, (h. 09.30), un livello molto elevato che non rispecchia perfettamente il piano di messa in sicureza dell’Eurosummit dei giorni scorsi, rendimenti elevati che però, notate bene, hanno avuto un buon appeal di richeiste in asta. Peccato però che questi bei tassi alla fine ce li paghiamo noi, cittadini italiani, con chiari inasprimeni nei capitoli di spesa relativi ai pagamenti degli interessi sul debito pubblico.

Spread Bund BTP: 392bp

 

Rendimento titoli 10yr titoli Italia BTP: 6.07%

Source : Bloomberg

Nei prossimi giorni arriverà il G-20 di Cannes. Questa giornata, come l’Eurosummit, potrebbe sorprendere. In linea di massima si è capito che il piano presentato nei giorni scorsi è insufficiente e c’è bisogno di denaro, possibilmente dall’estero. Tutti gli occhi sono puntati sulla Cina. E se così fosse, il piano salva Euro potrebbe acquistare di solidità e di credibilità.

Però prima, facciamo molta attenzione. Un BTP che lievita a questi livelli comporta problemi di diverso tipo. Innanzitutto per l’Italia: se i tassi continuano a lievitare, il costo del debito e del rifinanziamento non potrà che salire. E a pagarne saremo noi. Ma non solo. Un aumento dei tassi porta anche ad una svalutazione dei titoli obbligazionari, sui mercati come nei bilanci delle banche. Il che quindi porta rogne anche per la valorizzazione degli asset delle banche quotate, con chiare ripercussioni sulle quotazioni. E da questo grafico capirete che questo ultimo problema non è SOLO italiano…

e il tutto avviene proprio nel momento in cui il rapporto price earning e il price book value hanno raggiunto dei picchi vicini ai minimi.

…e allora, banche da comprare a piene mani? Presto per dirlo. Certo è che questi prezzi sono certamente da saldo ma non ci sono certezze. Devono essere fortemente ricapitalizzate e c’è ancora tanta carne al fuoco. Vi posso e vi voglio solo dire che sto seguendo molto da vicino la situazione. E gli elementi interessanti non mancano.

 
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DT

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11 commenti Commenta
l.b.chase
Scritto il 31 ottobre 2011 at 13:09

Sì in effetti è molto interessante vedere come si fa a non tagliarsi malgrado si stia tentando di acchiappare un coltello mentre cade da un grattacielo :roll: :mrgreen:
Meditate prima di chiamarli investimenti questi! Meditate!

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percefal
Scritto il 31 ottobre 2011 at 13:23

IMHO i casi sono due:
1. Moriremo tutti. In tal caso è superfluo, per non dire inutile, star qui a parlare d’investimenti
2. L’UE farà il possibile e l’impossibile per rimettere Italia, Grecia e compagnia bella sulla “retta via”. In tal caso iniziare ad accumulare bancari (ma anche tds) non é proprio una cattiva idea.

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l.b.chase
Scritto il 31 ottobre 2011 at 13:31

percefal@finanzaonline,

Certo peccato che non moriremo, ma potremmo sempre trovarci in tasca azioni di un polmone di banca che a forza di ricapitalizzazioni obbligate per non farla fallire, ci diluisce il nostro valore del 50% o più… E allora sai che goduria un bel pasto gratis di questo tipo eh…

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vale77
Scritto il 31 ottobre 2011 at 14:12

DT, dato che stai seguendo, cosa ci dici di UC
l’aspettiamo veramente stavolta a ,50??

valentino

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vierip
Scritto il 31 ottobre 2011 at 14:17

caro Dream…ho deciso di scrivere due righe uscendo fuori dalle linee del trading a me più consone.
Certo a guardare il valore oggi del FTSEMIB confrontato al Dax o all’ SP500 si capisce che il nostro paese tanto bene non se la passa. E non è solo colpa delle banche. Tutto il nostro paniere è stato “devastato” nel vero senso della parola dal 2007 in poi….che tristezza.
Io, non lo nego e me ne vergogno, sono uno di quei milioni che ha votato il BERLU…una speranza….ora posso dire una spaventosa illusione.
Io vivo nella città del futuro premier…ci siamo capiti dove….a Firenze naturalmente.
Molti magari non la penseranno come me ma, almeno fino ad ora, il nostro Sindaco…che ha due anni più di me per inciso….sta facendo tante cose belle per la nostra città: cose che chiunque avrebbe potuto e DOVUTO fare prima. Ed i risultati si cominciano a vedere….
Fino ad oggi non ho certo votato per il PD; però posso dire che sarò fiero di andare a votare alle primarie per candidarlo alla presidenza.
Voterò la persona, non il partito…voterò le sue idee che, purtroppo per noi, sono l’ ultima possibilità che rimane al nostro povero paese di avere qulche possibilità per il futuro.
E pazienza se vorrà tassare al 30% (come credo voglia fare) le rendite finanziarie….se questo vuol dire offrire un’ opportunità per i miei figli.
Il mio pupetto più grande (2 anni 1/2) da Settembre 2012 inizierà l’ International School….e non mi vengano a dire che l’ ho fatto per moda…..l’ ho fatto per poterlo rendere libero di scegliere….se anche il prossimo Presidente sarà stato solo una GRANDE ILLUSIONE!

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vale77
Scritto il 31 ottobre 2011 at 16:02

USA- Primo fallimento legato al debito italiano
USA: PRIMO FALLIMENTO – Intanto dagli Stati Uniti arriva una vicenda strettamente legata al debito italiano. La Federal Reserve di New York ha infatti sospeso ogni nuova attività con MF Global Holdings. La società finanziaria guidata dall’ex governatore del New Jersey, John Corzine, ha poi chiesto l’amministrazione controllata. Nelle scorse ore si era parlato di un possibile interessamento per Mf Global da parte di Goldman Sachs, State Street e Macquarie ma la cessione non è andata in porto. Secondo quanto riportato dai media americani, Mf Global sarebbe esposto al debito europeo per 6,3 miliardi di dollari, di cui oltre la metà investiti in titoli del Tesoro italiani e un miliardo in buoni del Tesoro della Spagna. Il titolo, che la scorsa settimana ha perso il 66% del valore, è sospeso da questa mattina. Dei libri depositati in tribunale emerge che JPMorgan e Deutsche Bank sono fra i maggiori creditori non garantiti. JPMorgan è creditore verso MF GLobal per 1,2 miliardi di dollari.

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paolo41
Scritto il 31 ottobre 2011 at 16:42

vale77@finanzaonline,

…risulterebbero $ 41 billion di assets e $ 39,7 billion di debiti in prima istanza, ma sembra che i derivati facciano la parte del leone…. DB sta perdendo oggi i borsa circa il 10%..

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Lukas
Scritto il 31 ottobre 2011 at 19:40

Grecia: Papandreou Annuncia Referendum Su Accordo Ue Su Debito

(ASCA-AFP) – Atene, 31 ott – Il governo greco sottoporra’ ad una consultazione popolare l’accordo raggiunto la scorsa settimana al summit dell’Unione Europea sul debito pubblico e sulle annesse misure di austerity che hanno scatenato la protesta nel Paese. Lo ha annunciato il primo ministro George Papandreou. ”La volonta’ del popolo greco per noi sara’ vincolante” ha detto ai deputati socialisti in Parlamento ”vogliono adottare il nuovo accordo o respingerlo? Se il popolo greco non lo vuole non sara’ adottato”.

Dream ne vedremo delle belle !!!!

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lampo
Scritto il 31 ottobre 2011 at 20:24

Lukas,

Quel referendum mi pare un “cavallo di Troia” per giustificare la revisione dei trattati europei… come sotto sotto vuole la Merkel.
Ma chi uscirà?
Ne vedremo veramente delle belle… e in tempi molto rapidi!

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gainhunter
Scritto il 31 ottobre 2011 at 21:29

Altre due notizie degne di nota:

1) Iniziano le reazioni alla decisione di considerare a rischio i titoli di Stato italiani delle banche italiane e non i cosiddetti “asset tossici” delle banche francesi e tedesche: prima il Sole 24 Ore, nell’articolo segnalatoci da Dream, e poi anche il tg1 (che avrà letto il Sole 24 Ore). Più che il contenuto, che noi sapevamo già, la notizia è la protesta/denuncia della stampa italiana.

2) DB ricompra btp. E poi i ribassi di Luglio/Agosto non erano speculazione…
http://icebergfinanza.splinder.com/post/25698099/uh-oh-chi-si-rivede-deutsche-bank

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giandino
Scritto il 31 ottobre 2011 at 21:34

Lo spread era tra 500 e 600 punti base agli inizi degli anni 90, quando il debito/Pil stava volando verso il 125%.Abbiamo impiegato 13 anni di lacrime, sudore e sangue (significa: manovre, tasse, etc..) per ridurre il debito dal 125% al 103%… e ce ne sono bastati solo 4 per tornare al punto di partenza…!!??Da quel picco del 1994, i vari governi che si sono alternati, hanno aumentato la pressione fiscale di 6 punti di Pil (quasi 100 miliardi l’anno di nuove entrate), hanno venduto i gioielli di famiglia (Banche, Telecom, Enel, Eni, etc..)… hanno fatto 14 tra condoni, sanatorie, scudi fiscali… etc… e siamo ancora al punto di partenza…!?

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