Borse giù, FED determinante

Scritto il alle 13:18 da Danilo DT

SP MIB: trend, candlestick e DeMark

In attesa di vedere che combinerà la borsa americana stasera (probabilmente poco, vista la frenetica attesa per domani, giorno del giudizio…) buttiamo l’occhio al nostro buon vecchio SP MIB. E possiamo notare che siamo tornati sotto i 38.800 punti.

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La MM21 ha respinto facilmente l’attacco rialzista ed ora la situazione torna a complicarsi. La candela di oggi, poi , complica ulteriormente le cose. Il conteggio demarkiano avrebbe esaurito teoricamente il Buy Countdown, invitando ad un potenziale acquisto. Ma lo scenario che si sta delineando consiglia massima prudenza, e il segnale del TD Sequential lo prenderò in considerazione in caso di inversione del trend, cosa al momento un po’ remota.

S&P 500: tanto comanda lui… 

 38.000 punti sono ormai alla portata, ma come sempre a guidare la baracca sarà sempre l’indice SP 500 che subirà l’influenza e la volatilità del momento. Ora il VIX balla sui 24-25, e quindi è rallentato sensibilmente dai 35-38 visti in agosto. Ma la sua tendenza è chiaramente ad un ulteriore aumento. E quindi bisogna stare all’occhio. Intanto vi posto il grafico dello S&P 500. Ancora una volta la MM55 è stata un super livello di resistenza. E il candlestick di venerdì sottolinea tutta l’indecisione del mercato (anche se potenzialmente è una doji che porta una nuova ondata di debolezza. L’RSI arriva all’estremo del canale ribassista e conferma quanto detto sopra. Per un inversione di tendenza è necessaria, quindi, la rottura della MM55, oltre che della solita soglia posta a 1490, con conseguente rottura del canale dell’RSI.

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E, come volevasi dimostrare, anche il Bund e il cross EUR/JPY sono nell’incertezza (il cross ha rotto nell’intraday area 160 per poi rientrare…). Chissà se il FOMC darà le risposte (e la direzionalità) che il mercato si aspetta…

 

 FED del 18 settembre: il giorno del giudizio

Il 18 settembre (ovvero domani) è una data di svolta per gli investitori. Per il prossimo meeting della Fed ci aspettiamo un taglio dei tassi – il mercato dei futures sta attualmente scontando quasi al 100% la possibilità di un taglio di 25bp per questo mese (da 5,25% a 5,0%), e c’è chi parla di un potenziale ulteriore taglio di 100bp per i prossimi dodici mesi. La conferma di queste previsioni dipenderà dalla misura dell’impatto dei problemi sui subprime. Il tasso di default dei subprime è stato del 14,8% nel secondo trimestre e potrebbe aumentare ulteriormente, mentre il tasso di default dell’intero mercato dei mutui statunitense è dello 0,6%. Ma come già detto in passato, non è solo la vicenda subprime a preoccupare… In Europa, la BCE e la Banca d’Inghilterra sono rimaste entrambe a guardare questa settimana. Le loro future manovre dipenderanno dai dati economici e, dato che abbiamo effettivamente assistito ad un rallentamento della crescita europea, ci sono buone probabilità che le due banche manterranno i tassi invariati nel prossimo futuro. Tutto dipenderà dai dati in uscita e dagli eventi, che continuano ad uscire come funghi. Quindi, operare oggi lo ritengo abbastanza inopportuno. Meglio aspettare domani, giunti a questo punto…

 

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