BITCOIN e correlazione con la crescita del Bilancio FED

Scritto il alle 12:12 da Marco Dal Prà

Mentre in Germania il parlamento dà il via libera alle banche di vendere e custodire criptovalute e la notizia in Europa resta in secondo piano, negli Stati Uniti tiene banco la polemica di investitori ed esperti della finanza contro la Federal Reserve, rea di stampare una quantità eccessiva, per usare un eufemismo, di dollari. Vi ripropongo quindi un articolo tratto dal portale Coindesk che riassume gli ultimi mesi di questa vicenda.


 

What the Fed Reserve’s Balance Sheet Expansion Means for Bitcoin

Da Coindesk 

Omkar Godbole, 28 Novembre 2019

La Federal Reserve americana sta di nuovo espandendo il proprio bilancio e importanti esperti ritengono che a lungo termine potrebbero favorire bitcoin.

Il bilancio della banca centrale americana comprende un gran numero di attività e passività distinte. Quando i tassi di interesse iniziano a salire, la Fed pompa più denaro nel sistema acquistando titoli del tesoro. Le banche, quindi, hanno più denaro disponibile per il prestito e abbassano i tassi di interesse.

Ad ottobre, le attività della Fed sono cresciute di oltre $ 162 miliardi registrando il più grande aumento mensile dal 2008.

Il famoso analista @Rhythmtrader in un tweet del 7 novembre lasciato intendere che questo è un segno imminente di agitazione, al cui confronto si suppone che bitcoin sia un paradiso.

Inoltre, dall’11 settembre sono stati aggiunti $ 270 miliardi al bilancio, il che significa un tasso di crescita medio di $ 5,8 miliardi al giorno. Al 15 novembre,  secondo la Federal Reserve Bank di St. Louis, le attività totali della Fed erano di 4040 Miliardi di dollari.

La Fed interviene nei mercati monetari

La banca centrale ha nuovamente iniziato ad acquistare titoli del tesoro dopo che i mercati monetari erano andati in tilt a settembre, spingendo i tassi a breve fino al 10%, minacciando di interrompere il sistema di prestiti complessivo.

Vale la pena notare che la Fed non ha l’autorità per imporre un determinato tasso nei fondi federali e influenza invece l’offerta di moneta per mantenere i tassi nell’intervallo obiettivo, attualmente dall’1,5 all’1,75 per cento.

Quando i tassi di interesse iniziano a salire, la FED pompa più soldi nell’economia. Le banche, quindi, hanno più denaro disponibile per il prestito e abbassano i tassi di interesse.

A settembre, l’intervallo target era compreso tra 1,75 e 2 percento. Quindi, con tassi che sono arrivati al 10%, la Fed è stata costretta a entrare in azione.

I mercati non credono alla Fed

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha ripetutamente affermato che gli acquisti di US Treasury  non sono un Quantitative Easing (QE), in base al quale la banca centrale acquista i titoli di stato per aumentare l’offerta di moneta e sostenere la crescita economica.

Tuttavia, gli esperti ritengono che la banca centrale stia effettivamente attuando il quarto round del programma QE, dopo tre round tra il 2009 e il 2015.

“Lo scoppio nel mercato dei pronti contro termine ci sta dicendo che l’accumulo di rischio e debito è molto più alto del previsto e si è intrapreso un programma di QE mascherato per contenerlo leggermente”, ha scritto Daniel Lacalle, autore del libro “Escape from the Central Bank Trap” in un articolo per mises.org .

Nel frattempo, Peter Boockvar, Chief Investment Officer di Bleakley Advisory Group, editore di The Boock Report e collaboratore della CNBC, è del parere che i mercati vedano qualsiasi aumento delle dimensioni del bilancio della Fed come QE.

Il recente rally nel mercato azionario statunitense indica anche che gli investitori non stanno abboccando alla retorica della Fed e stanno osservando l’espansione del bilancio in corso come QE, come sottolineato da Sven Henrich, popolarmente noto come NorthmanTrader.

Sven Henrich – @NorthmanTrader

L’S & P 500 si è rianimato per sei settimane consecutive, a partire dalla seconda settimana di ottobre e fino alla seconda settimana di novembre. L’indice è sceso dello 0,33 per cento la scorsa settimana solo per segnare un nuovo record di 3.154 mercoledì.

 

BTC un’assicurazione contro l’indisciplina monetaria ?

La narrativa popolare nei mercati delle criptovalute dice che bitcoin è oro digitale e costituisce una copertura contro l’indisciplina monetaria e fiscale.

Anthony Pompliano, fondatore e partner di Morgan Creek Digital Assets [famoso anche per essere un sostenitore del mondo crypto tramite il suo podcast “Off the Chain”, ndt] ha dichiarato a CoinDesk :

“Bitcoin è diretto verso una situazione unica: tassi di interesse più bassi, più QE e nel 2020 il dimezzamento della ricompensa ai minatori. Questi tre eventi che si verificano quasi nello stesso momento dovrebbero servire come un carburante per missili a Bitcoin nei prossimi 2-3 anni. ”

In effetti, la politica monetaria della principale criptovaluta è fissa: i premi ai minatori vengono ridotti del 50% ogni quattro anni. In sostanza, il ritmo di espansione dell’offerta si riduce della metà ogni quattro anni rispetto alle principali banche centrali, che hanno ampliato l’offerta di moneta dal 2009.

Guardando al futuro, è probabile che la Fed continuerà ad espandere il proprio bilancio, poiché è improbabile che il mercato monetario torni presto alla normalità, come dichiarato da JPMorgan Chase. Con bitcoin destinato a tagliare i premi dei minatori il prossimo maggio, la divergenza della politica monetaria tra la Fed e Bitcoin è destinata ad aumentare ulteriormente.

Non sorprendono quindi i “Likes” di Cameron Winklevoss, fondatore di Winklevoss Capital Management, estremamente fiducioso su BTC (come risulta da un suo tweet):

 

Bitcoin può trarre vantaggio dall’effetto Cantillon del QE

L’effetto Cantillon si riferisce alla variazione dei prezzi relativi, risultante da uno spostamento dell’offerta di moneta. Questo effetto sostiene che l’iniezione di denaro (QE ed altre politiche di aumento dell’inflazione monetaria) potrebbe non modificare la produttività di un’economia a lungo termine. Tuttavia, poiché il denaro appena creato viaggia attraverso l’economia, influisce in modo diverso su diversi settori dell’economia.

Ad esempio, l’atteso aumento dell’offerta di moneta dovuto al QE o al taglio dei tassi, è valutato prima di tutto dai mercati finanziari. In parole povere, le persone che sono maggiormente investite nel mercato azionario o immobiliare sono i primi a beneficiare delle politiche inflazionistiche. Quando nuovi investitori entrano nel mercato, invece, le attività sono già troppo care.

Inoltre il risparmio diventa difficile con tassi di interesse bassi ed un calo del potere d’acquisto di una valuta.

Un periodo prolungato di QE, quindi, potrebbe costringere gli investitori a diversificare i loro investimenti in bitcoin, che è di natura deflazionistica, come osservato dall’analista Pierre Rochard ad agosto.

A sostenere l’opinione di Rochard è Gabor Gurbacs , stratega / direttore degli asset digitali di VanEck / MVIS, che ha dichiarato a CoinDesk che sia Bitcoin che l’oro potrebbero beneficiare della svalutazione del dollaro causata dal QE e dell’inflazione degli asset:

“Le banche centrali stanno espandendo i bilanci con allentamento quantitativo sotto mentite spoglie. In effetti, le banche centrali acquistano titoli di stato ed espandono il programma del mercato dei pronti contro termine con l’intento di tenere sotto controllo i mercati monetari. Bitcoin e oro possono fornire un’alternativa e potenzialmente una copertura contro catastrofici fallimenti in sistemi bancari centrali così fortemente controllati”.

Alcuni potrebbero obbietare che BTC non è un bene rifugio e tende a seguire più da vicino il mercato azionario.

Ad esempio, secondo gli analisti presso Delphi Digital  (che pubblicano mensilmente numerosi report su Bitcoin e altre criptovalute, ntd):

“I precedenti mercati toro di bitcoin sono stati caratterizzati da un graduale declino della volatilità del mercato azionario. Ad esempio, abbiamo notato la sua relazione inversa, sebbene imperfetta, con l’indice VIX su orizzonti temporali più lunghi (ad esempio, il run-up del 2017)”.

Anche se consideriamo BTC un asset rischioso, il QE della Fed appare ancora uno modo per rialzare il prezzo.

La banca centrale ha condotto tre round di QE tra il 2009 e il 2015, durante i quali l’S & P 500, un punto di riferimento per le attività di rischio in tutto il mondo, è aumentato di oltre il 200 percento. L’oro, un classico bene rifugio, è salito da $ 800 a $ 1,921 nei tre anni fino al 2011, per poi tornare a $ 1,050 entro dicembre 2015.

 

Link Utili

L’articolo originale nel portale Newyorkese Coindesk.

Traduzione (SE&O) a cura di Marco Dal Prà

Il profilo dell’autore dell’articolo su Twitter.

Foto di copertina : Wikipedia – Dipartimento USA del Tesoro

Le banche tedesche potranno vendere Bitcoin: articolo sul Cryptonomist.

Le banche centrali dovranno essere più competitive con le Crypto: dice membro CFTC.

 

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