BCE pronta ad intervenire. Ma a che pro?

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

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Come avrete letto in questo post,  il tasso inflazione dell’Eurozona torna tecnicamente all’interno dell’area della cosiddetta deflazione. Un quadro di mercato che potrebbe anche essere positivo per i nostri consumi ma che per la BCE, vigilante sull’inflazione “all items” quindi comprensiva anche dell’energia, rappresenta invece una sconfitta sul suo (teoricamente) principale campo di battaglia, così come recita lo statuto, appunto il tasso inflazione.

E difatti ecco che tutti corrono ai ripari quantomeno a parole. Pronti all’intervento se è necessario, frase detta in un momento dove la Germania si trova in difficoltà ad imporsi dopo la nota vicenda “Dieselgate”.

Anche il capoeconomista della Bce, il belga Peter Praet, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano svizzero Neue Zurcher Zeitung, ribadisce la prontezza ad agire. Il presidente Draghi, ha affermato Praet “sta ripetendo ciò che abbiamo detto sin dall’inizio e cioè che il programma è flessibile e che può essere adattato se necessario”. Si va verso un’espansione del QE? “L’unica cosa importante da rimarcare – risponde il capoeconomista – è la nostra prontezza e decisione ad agire se necessario. Al momento sarebbe prematuro, ma i rischi nell’economia mondiale sono cresciuti in modo significativo. Abbiamo dovuto abbassare le nostre previsioni economiche e vogliamo semplicemente essere pronti ad agire se le circostanze lo richiederanno”. (Source)

Per una serie di motivazioni, quindi, gli analisti sono convinti che la BCE interverrà presto. In quale direzione? Tutti concordi sulle ipotesi che io, QUI , ho descritto come possibili. Quale sia quella che verrà prescelta non è certo facile. L’impatto maggiore potrebbe avercela un immediato aumento del QE Europeo oppure l’incremento del tipo di assets soggetti al QE. Ma è anche vero che IL GIAPPONE INSEGNA e alla lunga il QE non dà gli effetti sperati.
Intanto però il quadro del mercato è molto chiaro.
Ponete la vostra attenzione questo grafico. Qui troverete

a) Tasso Eonia
b) Tasso Euribor 3 mesi
c) Tasso inflazione All Items Eurozona
d) Liquidità in eccesso BCE

analisi-liquidit-eurozona-bce

Lo scenario dei tassi è preoccupante. Quelli a breve sono negativi. Questo accade sia per l’Eonia che per l’Euribor a 3 mesi. E allo stesso tempo, come detto, il tasso inflazione è pure negativo. Fornire liquidità al mercato potrebbe servire a cambiare le cose? Psicologicamente può aiutare, soprattutto i mercati. Poi però, nella realtà, la trovate nel grafico. Guardate la linea verde. Non mi sembra di vedere una reale carenza di liquidità sul mercato. Quindi, la BCE può fare di tutto e di più ma se poi non si riesce a “trasferire” questi denari all’economia reale, lasciandoli alla finanza, otterremo perfettamente il quadro che ho previsto QUI . Giapponesizzazione.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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10 commenti Commenta
jesselivermore
Scritto il 2 ottobre 2015 at 15:13

L’unica cosa chiara ormai è che dopo 80 anni, i mercati finanziari e quindi l’economia sta per assistere ad una depressione deflazionistica , probabilmente peggiore di quella degli anni 30′ a causa del maggior debito e leverage creati negli ultimi 50 anni.
I TASSI A ZERO quasi tutte le scadenze e la velocità di circolazione della moneta più BASSA di quella vista negli anni 30′ ne sono un PALESE presagio e indizio….
il grafico sotto vale più di mille parole..
https://research.stlouisfed.org/fred2/graph/?g=9wK

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2015 at 15:28

jes­se­li­ver­mo­re@fi­nan­za,

la situazione è molto peggiore di quella degli anni 30. Allora eravano 3 miliardi, ora siamo 8. Allora, deflazione a parte, le risorse naturali erano abbondanti ed economiche (bastavano un pò di cannoni per sparare ai negri e ai beduini). Oggi, l’eccesso di investimento reso possibile dai tassi a zero ha portato sul mercato risorse naturali, specie energetiche, che vengono vendute a un prezzo del 50% inferiore al break even. Quando questi investimenti falliti saranno azzerati non avremo neppure le risorse per ripartire se non da consumi energetici pro/capite molto inferiori a quello attuale e quindi PIL pro/capite molto inferiori a quello attuale. Era su Bllomberg, sulla Reuters, sul Washington Post: la Shell abbandona le ricerche nell’artico, mette a perdita 7 miliardi e rende palese quanto gli specialisti scrivono da anni: stiano tranqulli gli ambientalisti, o non c’è petrolio nell’artico o se c’è costa troppo. 3 paesi OPEC sono sull’orlo del fallimento, la Petrobras rischia di portarsi dietro il Brasile che la garantisce implicitamente, tutte le società energetiche sono in perdita, i bilanci della stessa ENI sono un pianto, altro che mega giacimento al largo dell’Egitto, ennesimo annuncio per sostenere le quotazioni. Il ministro dell’energia iraniano afferma che il paese porterà un milione di nuova produzione… entro il 2018, non serve neppure a coprire 1/2 del declino complessivo dei campi tradizionali. Il buco nero deflazionista porterà a fallimenti societari impensabili, a una pletora di stati falliti e a un fiume di immigrati per fame. Le borse presto o tardi si adatteranno, nessuna CB interverrà a salvarle perchè non può, se ci sarà un tentativo sarà a un livello molto più basso di quanto gli operatori sperano. Fare previsioni è da folli, un giorno magari decideranno di comprare tutto con riserve, ma almeno sugli indici europei dove con ci sarà nessun intervento diretto a sostegno delle borse (il QE è un bluff cui i mercati vogliono credere), immaginare una discesa al di sotto dei minimi del 2009 non è ardito.

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pasolo
Scritto il 2 ottobre 2015 at 15:31

john_ludd@finanza,

quoto in pieno, siamo peggio degli anni ’30 e spero che tutto questo non ci porti al 1939-45…

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ob1KnoB
Scritto il 2 ottobre 2015 at 15:36

Causa effetto o il contrario.
Basta far scorrere le news….per pagine e pagine.
http://www.tradingeconomics.com/stream
Ma quale potenza mediatica, quale droga rincoglionente, quale ricatto psicologico impedisce di rendersi conto dove ci siamo cacciati? Io ammetto di essere esausto.

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jesselivermore
Scritto il 2 ottobre 2015 at 16:12

jesselivermore@finanza,

Il grafico logicamente indica PIL / BASE MONETARIA = Velocità DI CIRCOLAZIONE

si nota come la velocità di circolazione della moneta di questi anni sia intorno a 4 ( nei momenti più cupi della depressione degli anni 30′ era 8 !!)
I miliardi di trilioni iniettati nel sistema semplicemente non circolano, sono finiti nelle borse ( i “potent directors”, hanno provato a creare un effetto ricchezza che dai mercati si sarebbe dovuto trasmettere all’economia con più consumi ,ma non ha funzionato..) ed è per questo che l’inflazione non si vede.
Risultato… crescita economica anemica… ma multipli di borsa alle stelle…
Quindi o schizza verso l’alto la crescita economica e va a raggiungere i multipli di borsa, o le borse crollano per raggiungere loro i fondamentali dell’economia anemici…
TARGET:

DOW JONES 4000
S&P 500 500
MIB 40 5000

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draziz
Scritto il 2 ottobre 2015 at 16:25

E’ un effetto determinato principalmente da una cultura spropositata dell’ego, del singolo, quale quella che da anni imperversa a tutti i livelli, unitamente ad un perpetuo rinnegamento di responsabilità personali e soprattutto di castigo/sanzione effettiva per chi occupa i gradini più alti nella scala sociale e nell’organigramma direttivo (con la politica in testa, a far la parte del leone).
Sei nato ricco? Lo vuole Dio, puoi andare dove vuoi e fare ciò che vuoi.
Sei nato povero? Lo vuole Dio, faresti meglio a morire ed anche alla svelta.
Campi di soprusi e sopraffazioni nei confronti degli altri?
Allora sei scaltro, adempi a quello che è scritto nel codice genetico del più forte, tutto ti è dovuto e puoi pure sparare in faccia a chi ti si oppone (…e che magari ha pure ragione).
Nelle cronache di questo Paese, come di quelli che si vantano come tra i più civili ed avanzati, abbondano gli arresti per malversazione di funzionari pubblici, le tangenti sono uno sport tuttora molto praticato, le auto di grossa cilindrata e gli yacht da milioni di Euro un mercato in continua crescita…
Perchè non devi partecipare anche tu allo “sforzo collettivo”? Perchè non sei OTTIMISTA sul nostro radioso futuro ? (qual era la pantomima che usciva dagli schermi del “Grande Fratello” di Orwell?

Sai una cosa? Forse siamo già in 2 ad aver sbagliato pianeta su cui abitare…
ob1­K­noB@fi­nan­zaon­li­ne,

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draziz
Scritto il 2 ottobre 2015 at 16:28

Sono già short su S&P500 e FTSEMIB da tempo…
Ma spererei di sbagliarmi…se le cose vanno come dici tu, sono capaci di dichiarare impagabili alcuni titoli, ETF e quant’altro e bloccare i corsi di Borsa per un po’…
Una volta che si beccano i nostri soldi…hai mai visto che riconoscono qualcosa al suo vero valore, soprattutto se da ribasso?
jes­se­li­ver­mo­re@fi­nan­za,

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2015 at 19:59

jes­se­li­ver­mo­re@fi­nan­za,

Sfatiamo questo assurdo mito ! I soldi del QE sono RISERVE, RISERVE, RISERVE !!! è denaro che può stare solo ed esclusivamente nell’interbancario ma non circola neppure lì dato che non ci sono problemi apparenti di liquidità (solvibilità invece sì !). Le borse sono salite per queste ragioni:
1) gli utili sono saliti a manetta tra il 2009 e il 2011 grazie al deficit spending del governo USA
2) è in corso il più massivo buyback della storia che diminuendo il numero delle azioni ne fa salire il valore
3) il più massivo ricorso all’indebitamento (per comprare azioni e piazzare bond per finanziare investimenti senza domani) in valore assoluto di ogni epoca
Nessun dollaro del QE è entrato in borsa. L’azione combinata di QE e ZIRP è stata segnalare ai mercati che il denaro sarebbe stato a zero per sempre e quindi l’indebitamento era a rischio zero.

Terminato il QE è finito uno degli effetti psicologici, i buyback non possono andare avanti all’infinito, il crollo delle commodities ha terminato almeno per ora il petrodollaro, nessun estero compra treasuries perchè essendo in deficit NON può farlo, anzi è venditore netto. Quindi il governo per finanziare un piano di rilancio in deficit dovrebbe piazzare i titoli agli istituzionali. Ma i tassi sono a zero e perchè mai dovrebbero riempirsi i portafogli di titoli a zero ? Un pò sì, quelli che vengono emessi ora + quelli che vendono venduti dagli esteri, dubito possano assorbire 1 trilione/anno a tassi zero. Se invece i tassi salissero, tutto andrebbe in banana. Francamente non vedo come possano uscirne, ci provo, ma non ci riesco. Possono solo continuare come ora, minacciare un rialzo dei tassi senza farlo mai, disinflazione, petrolio basso per mantenere uno straccio di consumi, QE for ever e poi quando succederà ciprizzazione globale: “ciao cari è stato bello, vi abbiamo fatto giocare per un pò, ora basta”.

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2015 at 20:04

dra­ziz@fi­nan­za,

perchè invece che metterti short e tentare di guadagnare nun punteggio su un computer dal quale non potrai uscire, non spendi quei soldi che evidentemente possiedi per divertirti come il capo branco dei gorilla di montagna del ruanda ? la vita se hai ancora dei quattrini come sembra non è ancora una merda, a dato che credi (siamo in tanti) che lo diventerà allora sii coerente. Non c’è nulla di peggio per una apocalittico che avere ragione senza essersi prima divertito all’impossibile.

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pdf79
Scritto il 2 ottobre 2015 at 20:32

Ben tornato john, spero che ti sei divertito e visto bei posti, sempre più ottimista, i tuoi ragionamenti non fanno una grinza detto questo nessuno sa se andremo avanti qualche mese o anno, penso che sia questo che freni la maggior parte dal darsi alla pazza gioia, personalmente io cerco di lavorare quasi sempre perché è l’unico modo che ho trovato per evitare di pensare ai miei problemi ci ho provato ad andare in giro a divertirmi ma mi deprimevo, beato te.P.S. Pero se hai una data “certa” faccio di nuovo un tentativo.

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