ALERT World War III: colpo di scena diplomatico

Scritto il alle 11:29 da Danilo DT

Avrete sicuramente avuto modo di imbattervi in questi giorni nella saga World War che il blog di I&M ha pubblicato per meglio descrivere quanto stava accadendo a livello geopolitico mondiale con un crescente rischio della tanto temuta Terza Guerra Mondiale.
Gli articoli della saga sono tutti visibili cliccando su WORLD WAR III .

Questo post invece vuole solo darvi un rapido ma importantissimo aggiornamento. Per fortuna è successo un fatto diplomatico inatteso (tanto che qualcuno si è persino arrabbiato).

I fatti in breve: con una mossa sorprendente la Russia, tradizionale alleato di Damasco, ha elaborato una risoluzione sulla crisi siriana da presentare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo hanno riferito fonti diplomatiche, definendo la risoluzione non accettabile ma negoziabile.

Il testo di Mosca condanna con forza le violenze di “tutte le parti” in causa, compreso lo sproporzionato uso della forza da parte delle autorita’ siriane”. La risoluzione inoltre esprime preoccupazione per “la fornitura illegale di armi ai gruppi armati”. “Al momento, dal nostro punto divista”, il testo “e’ sbilanciato”, in quanto “non ci sono prove di alcun traffico d’armi”, ha commentato un diplomatico occidentale. “Ci opporremo a chiunque metta sullo stesso piano le violenze dell’opposizione e quelle del governo”, haprecisato un’altra fonte diplomatica. Non ci sono per ora commenti da parte russa, ma la Francia ha gia’ elogiato l’iniziativa, e ha parlato di “evento straordinario”. Secondo il rappresentante di Parigi all’Onu la Russia ha preso questa decisione perche’ “ha avvertito la pressione della comunita’ internazionale”. (Source)  

E’ un colpo di scena inatteso che cambia molto le carte in tavola, chiaramente in chiave positiva, si allontata un eventuale conflitto bellico, che era diventato addirittura probabile in questo week end, e il clima di tensione si rasserena anche se per un tempo non illimitato. Gli americani si dicono pronti a lavorare su queste nuove coordinate diplomatiche…

Gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con la Russia sul suo progetto di risoluzione presentato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che condanna le violenze in Siria. Lo ha detto oggi il segretario di Stato Usa Hillary Clinton. Il testo contiente “degli elementi che non possiamo sostenere”, ha precisato Clinton, menzionando “l’apparente parità” tra le forze dell’ordine siriane e l’opposizione del testo sottomesso dalla Russia. (fonte Afp

…ma come temevamo (e come detto prima), questa mediazione non fa paicere a tutti. Infatti su Al Jazeera viene documentato il forte clima di spaccatura che questa risoluzione ha generato. Tanto che in molti temono che questa risoluzione avrà vita breve.

La bozza di Mosca chiede che “tutte le parti fermino immediatamente ogni violenza, indipendentemente da dove le violenze provengano”, ma, allo stesso tempo, non accenna a nuove sanzioni contro il regime di Bashar al Assad. Ma la Francia ha risposto alla mediazione russa con estrema durezza. Leggete qui e capirete.

Tutto il mondo a questo punto aspetta di vedere che cosa farà Damasco. La Lega Araba dice che si prospetta una via d’uscita per la crisi, ma è necessaria la volontà di Damasco ad accordare una missione di osservatori ONU. Quindi, il rischio è che tutto sia solo rimandato a data da destinarsi. Anche qui (come in economia) si compra tempo. Ma non sempre comprare tempo aggiusta le cose. Occorrono fatti. Occorre la buona volontà siriana nel voler cambiare le cose. E questo fatto mi lascia molto perplesso.

Dramma unanitario

Intanto a Damasco la situazione è sempre più drammatica. Ormai il conto delle vittime è di 5000 unità ma mi pare che i media non diano grosso spazio a questa notizia.

Si sta aprendo una nuova drammatica umanitaria, dopo quelle già viste nel nord Africa. E la mia paura è che si apra un nuovo capitolo che ricorda molto la Libia.
PS: in questo post ho solo parlato della Siria. Ho tralasciato volutamente l’Iran, argomento trattato negli altri post, perché quella è un’altra storia anche se per certi versi ci sono forti punti in comune con la vicenda siriana, soprattutto per quanto riguarda gli intrecci diplomatici. Ma non è assolutamente da trascurare. Speriamo che anche lì, tutto si risolva per il meglio.

PS: oggi è un anniversario importante: il 17 dicembre 2010 iniziava la cosiddetta primavera araba.  Un anno fa Mohamed Bouazizi aveva un soprannome dolce, Basboosa, e un banchetto abusivo di frutta nella città di Sidi Bouzid, Tunisia. Quando la polizia glielo sequestrò, andò a comprare una tanica di benzina e si dette fuoco di fronte al palazzo del governatore. Fu l’inizio della primavera araba. (Source) Purtroppo però la situazione nel Nord Africa non si è ancora normalizzata. Vedasi ad esempio la situazione in Egitto .

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DT

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26 commenti Commenta
andmoney
Scritto il 17 dicembre 2011 at 11:42

Più che un intervento di diplomazia lo chiamerei un intervento di mercanzia…
La Russia è appena entrata nel WTO.

Poi, per una visione alternativa di quello che sta succedendo in tutte le rivolte… che collegamento c’è con Otpor e Canvas?

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Scritto il 17 dicembre 2011 at 11:52

andmoney@finanzaonline,

quoto, se i russi si mettono in mezzo così ci sarà un perchè…

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idleproc
Scritto il 17 dicembre 2011 at 13:45

…noi… non abbiamo il problema su cosa fare… decide la Clinton. Con stò “governo” nemmeno ce lo diranno.

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idleproc
Scritto il 17 dicembre 2011 at 14:14

Per chi critica i nostri tentativi di capirci qualcosa da punti di vista diversi:

http://www.youtube.com/watch?v=hEoq0xb6l6Q

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lampo
Scritto il 17 dicembre 2011 at 16:02

idleproc@finanza,

Magnifico :mrgreen:

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leone51
Scritto il 17 dicembre 2011 at 16:51

Ciao a tutti lettori oggi mentre monitoravo dei grafici , ho notato delle incongruenze soprattutto in meritoad un ETf che mi avevano assicurato che non risentiva del rollover.
Ce ne ho una poarte in portafoglio.

Vorrei chiedere a chi mi sa delucidare, perchè, pur avendo in due date simile lo stesso valore dell’FTSE mib, ETF ha un diversità di 5 € ?? é quasi il 10 %

in data 16-12-2011 (ha chiuso 14550) lETF ha chiuso 50 , mentre il 03-10-11 (ha chiuso a 14630).ETF ha chiuso 45.

PERCHè QUESTA DIFFERENZA?

Dt sapresti delucidarmi ?

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leone51
Scritto il 17 dicembre 2011 at 16:57

Non riesco a caricare il grafico però è quell’ ETF che ha come ISIN FR0010446666

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leone51
Scritto il 17 dicembre 2011 at 16:58

DT spero vivamente in una tua delucidazione

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leone51
Scritto il 17 dicembre 2011 at 17:01

Mi ero informato e mi avevano assicurato che non perdevano il suo valore in realtà non è stato così

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fabio ragno
Scritto il 17 dicembre 2011 at 17:04

Ottima notizia ma solo per il commento finale (“prendere tempo”). La Siria è stata destabilizzata con scopi precisi, e non può ora finire tutto a tarallucci e vino solo per un passo diplomatico della Russia. Gli interventi diplomatici servono ma quando provengono dalle parti in causa, cioé da chi sta attivamente operando la destabilizzazione. Invece, da questa parte, sembra non ci siano novità, anzi, quelle che ci sono, sono preoccupanti (Turchia). Mi concedo una piccola critica al sempre ottimo Dream T.: non stiamo a prendere per oro colato i presunti 5000 morti a Damasco, ricorda un po’ i 10000 di Tripoli e disinformazione varia ed eventuale.

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andmoney
Scritto il 17 dicembre 2011 at 18:18

Mah per me è segno che Putin ha mollato la Siria per il WTO e per la rielezione.
Ora resta la Cina a sostegno dell’Iran, ma forse all’ultimo si tirerà fuori anche lei.
Così noi ci tranquillizzeremo che non sarà più mondiale la guerra, ma sarà “solo” contro l’Iran.

Qui qualcosa di diverso, con anche un pò di fuffa(ad ognuno il compito di filtrare):
http://www.doncurzionitoglia.com/UsaIraqIran&GuerraNucleare.htm
http://www.doncurzionitoglia.com/da_siria_a_iran.htm

P.s.
Il sol fatto che ci possano essere assurdità, non vuol dire che tutto sia sbagliato ;)

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kurskit@yahoo.it
Scritto il 18 dicembre 2011 at 09:11

Non capisco come quasi tutti la vediate come un problema locale. é chiaro che il punto è il petrolio e le materie prime, e lo scontro è tra economie emergenti e economie mature, (molto mature, quasi marce). In concreto, perchè tutti ce l’hanno con l’Iran? Che cosa ci ha fatto? Perchè vuole l’atomica? Beh, dal loro punto di vista, hanno le loro ragioni. Li intorno ce l’hanno tutti, Israele, Cina, India, Pakistan, Russia… Capirete che si sentono demodè. Che poi, perchè dovrebbero essere cosi pericolosi? Anche se dovessero riuscire a crearne un paio, credete che potrebbero usarle? Scomparirebbero dalla terra in meno di 5 ore. E la Siria? Non è certo peggio del 90% dei paesi del terzo mondo, sia in termini economici che in termini politici.
5000 presunti morti? Ma sono LA o A causa della ribellione? E i ribelli sono davvero la maggioranza della popolazione? Perchè se non lo sono, allora occhio alla Lega Lombarda.
Se poi devo considerare i morti come motivo d’intervento, a quando l’invasione del Messico?
La guerra della Droga è costata già più di 35000 vittime. E la Costa d’Avorio? E il Congo? E chissà quanti di cui non sappiamo nulla.
No, io credo che se i paesi Arabi fossero in un’altra area, senza petrolio, non se li filerebbe nessuno.
In conclusione, la battaglia per il controllo delle materie prime si fa sempre più violenta, sia in funzione di rifornimento sia come arma di controllo e ricatto ed é un gioco molto rischioso.
Sono curioso di vedere come andrà a finire.

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Scritto il 18 dicembre 2011 at 10:52

Certo. Il petrolio è elemento determinante. Ed è la causa di tutto il resto (atomica, scontri, tensioni sociali ed internazionali…)

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idleproc
Scritto il 18 dicembre 2011 at 12:08

Dream Theater,

Concordo. Non è un problema locale, è una strategia globale. Si è attivato il postbruciatre ed il booster al neo-colonialismo che non era morto, è diventato “democratico” e sta diventando iper-colonialismo.
L’innesco delle rivolte è esterno ma su problemi socio-economici interni con l’obbiettivo di piazzare governi eterodiretti. Solo che non sta funzionando. Bombe ed espropri da trasferimento di reddito e capitali by multinazionali invece di sviluppo. Solo stati che hanno ancora una forte matrice nazionale (Cina e Russia etc…) hanno resistito…

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andmoney
Scritto il 18 dicembre 2011 at 12:44

idleproc@finanza,

A me continua a risuonare in mente la possibilità che ci sia un legame con il sistema di sviluppo economico, ma già ne so poco del nostro quindi faccio fatica a capire il loro.
E’ possibile avere un sistema in cui non è permessa la leva finanziaria, il carry trade, e l’interesse è ricevuto solo in particolari casi?
Comporta questo una minor finanziarizzazione dell’economia e una più lenta crescita?
Voi che siete più ferrati, potete delucidarmi?
Perchè appena si affronta questo argomento si crea una barriera mentale religiosa, mentre io cerco spiegazioni esclusivamente economiche.
…e dubito che se scrivessi al sole24ore avrei una risposta.
Grazie.

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idleproc
Scritto il 18 dicembre 2011 at 13:21

Altri ti potranno rispondere con maggiore competenza della mia.
Molti hanno sottolineato la necessità di regole, il problema è che le regole le dovrebbe mettere la politica che attualmente è succube del potere finanziario nei paesi occidentali che contano e non sa esprimere una strategia economico-politica per affrontare il problema.

Il mio punto di vista è questo ed è strutturale: dagli anni ’70 con l’adozione delle monete fiat e con la conseguente eliminazione della “parità” aurea, i vari governi a livello globale hanno cercato di utilizzare lo strumento debito pubblico come misura anticiclica per mascherare le crisi di sovrapproduzione e la caduta del saggio di profitto per unità di capitale investito dovuto all’incremento storico-tecnologico della produttività del lavoro.
L’unico luogo dove si producono valori reali è per l’appunto l’economia reale, non la finanza. I capitali sono passati nella finanza senza ridiscendere nell’economia reale e valorizzarsi nella produzione in quanto in crisi globale di sovrapproduzione. Sono state inventate tecniche nuove per produrre credito e profitti (fasulli). La bolla che è stata costruita è in fase di scarico sociale tramite gli Stati Nazionali usati come esattori. Non è “colpa” specifica di qualcuno o della “speculazione”. E’ una fase di sviluppo storico del sistema capitalistico. Piaccia o non piaccia ma mascherata dalla propaganda per lo scarico sociale.

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idleproc
Scritto il 18 dicembre 2011 at 13:56

andmoney@finanzaonline,

PS. Sulle “teorie” economiche. Nelle prima fase erano tutti pseudo-keynesiani, poi si sono incartati in una stagflazione e si sono riscoperti neo-neo-liberisti sperando di allargare la base produttiva globale per cercare uscirne. Il “destino” di Russia, Cina, India, bric vari era prevedibilmente quello di neo-colonie per investimenti e trasferimenti delle multinazionali. Solo che si sono risvegliate le autodifese nazionaliste e le multinazionali non generano sviluppo, trasferiscono redditi e valore con l’incremento a seguire della carta accumulata nella finanza.
Sono stato approssimativo, scusa ma sto pranzando.

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andmoney
Scritto il 18 dicembre 2011 at 18:18

idleproc@finanza,

Ti ringrazio molto perchè hai concretizzato in poche righe tante idee che mi ballonzolano nella testa.
Partivo proprio dalla fine del dollaro-oro che (per quello che ho capito io) limitava la crescita ma tutelava il risparmio e quindi i piccoli lavoratori/risparmiatori/imprenditori. Finito quello, è stato tutto un moltiplicarsi di inflazione-finanza-profitti incamerati solo dalle sempre più grosse corporazioni.
Proprio dal ’70 credo ci sia stato un susseguirsi di cicli sempre più lunghi alimentati dalla finanza slegata dall’economia reale che gonfiava di volta in volta varie bolle (ecco per esempio la nascita dei cicli immobiliari).
Ecco perchè, in questo periodo di risveglio del mediooriente, sono arrivato al possibile collegamento tra sistema economico e guerre; perchè in quei paesi leggo che viene usata la finanza islamica(per favore lasciate perdere l’aspetto religioso) distinzione che io fino a poco tempo fa neanche immaginavo esistesse, e il possibile collegamento con il sistema aureo del dinaro (non son riuscito a trovare conferme se è attualmente usato) e l’impossibilità di questo sistema di tentare di alimentare la crescita con la finanza.
Il dubbio è quindi se oltre all’interesse energetico, non possa esistere la volontà di eliminare una possibile alternativa di sviluppo, crescita lenta ma legata a beni reali e quindi forse meglio distribuita.
Un altro tassello è stato per me il fatto che i ribelli libici, solo una settimana dopo lo scopppio della guerra, abbiano fondato una nuova banca centrale e che ora dipendano da londra per la creazione di moneta.

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idleproc
Scritto il 18 dicembre 2011 at 20:00

andmoney@finanzaonline,

Concordo con te anche sulla “finanza islamica”. Di fatto siamo di fronte ad un processo che azzera le economie “arretrate” con la penetrazione di prezzi stabiliti a livello globale. Questo innesca reazioni sociali di sopravvivenza economica individuale che si ideologizzano con forti spinte nazionaliste. La conseguenza sono le guerre di liberazione “democratica” per la necessità delle multinazionali che controllano in condizioni di oligopolio il mercato di produzione compreso quello del lavoro e quelli di vendita giocando inoltre sullo scambio ineguale.
Il problema di fondo, a mio giudizio, è che nell’attuale crisi strutturale è stata prodotta a livello finanziario una tale quantità di capitale fasullo che non basterà la riduzione di tutto il globo, occidente compreso, al servaggio della gleba per dargli un valore reale.
Il tentativo di scarico sociale che stanno facendo e che riguarda tutti, dal piccolo e medio imprenditore, passando per il piccolo e medio l’investitore nella finanza e finendo al precario, al disoccupato e a chi non quadra pranzo e cena, innescherà processi un pò preblematici da gestire. E’ un blocco sociale enorme, sarà difficile tenerlo diviso anche con la propaganda. Onestamente non li vedo molto bene.

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idleproc
Scritto il 18 dicembre 2011 at 22:35

Sulla cosiddetta fine della guerra in Iraq e sul nuovo modo di gestire intelligence e forze sul campo: privatizzazione di una delle componenti fondamentali dello Stato a garanzia del Cittadino. E’ un aspetto fondamentale che delinea una tendenza antidemocratica allarmante. Li vorreste i Carainieri o i “servizi” privatizzati?
http://www.salon.com/2011/12/17/no_the_u_s_is_not_leaving_iraq/singleton/

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andmoney
Scritto il 19 dicembre 2011 at 23:27

Il dubbio è che abbiano fatto già qualcosa di simile l’anno scorso con l’istituzione di: “Difesa S.P.A.”

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elmariachi
Scritto il 21 dicembre 2011 at 10:12

Secondo me quello che è importante è che domani arriveranno a Damasco gli osservatori della lega araba:

http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=548155

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Scritto il 21 dicembre 2011 at 10:18

in effetti domani si apre una puntata importante. La mediazione russa ha posticipato (per fortuna) il problema. E ora si capirà dal comportamento nei confronti degli osservatori quali sono le prospettive.

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Scritto il 24 dicembre 2011 at 11:49

http://www.reuters.com/article/2011/12/24/us-syria-attacks-idUSTRE7BM0DP20111224

(Reuters) – World powers argued about the details of a U.N. resolution on Syria, after suicide car bombers lent a grim new face to its conflict by killing 44 in Damascus.

:(

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Scritto il 24 dicembre 2011 at 11:56

ci sarebbero nuovamente tante cose da scrivere, ma è natale e non voglio farmi il sangue cattivo…

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lampo
Scritto il 24 dicembre 2011 at 13:15

Aggiungo solamente che mentre stavo visionando la conversione in legge dell’ultima manovra sul sito del Parlamento mi sono imbattuto in questa pagina:

http://www.camera.it/465?area=2&tema=94&Medio+Oriente

in cui risulta evidente che la situazione che abbiamo descritto, sia già nota e argomento di normale discussione parlamentare…

Dream Theater,

Condivido… continuiamo a parlare di economia e finanza, salvo situazioni di emergenza. Ormai i lettori ritengo che abbiamo compreso quale sia la situazione e come mantenersi aggiornati.

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