ALERT World War III: lo scacchiere è pronto

Scritto il alle 11:45 da Danilo DT

Da una parte il mondo occidentale guidato da USA ed Israele. Dall’altra Iran, Siria con l’appoggio di Russia e Cina. E quindi non è solo un esercizio bellico. Ci sono interessi economici spaventosi.

Ieri sera abbiamo provato a mettere nero su bianco alcuni dati per meglio capire la situazione geopolitica globale, ipotizzando il rischio della terza guerra mondiale. Il post è stato sicuramente molto letto e molto discusso. Abbiamo cercato di dire le cose con obbiettività, basandoci su news prese dalla rete (ed inventandoci il meno possibile) cercando di fare una cronistoria credibile e realistica, senza portare a conclusioni, anche perchè risulta impossibile oggi dire come, dove, quando e se ci sarà mai un conflitto bellico tra Iran e USA.

Anzi, per certi versi, le cose sembrano addirittura cambiare un pochino. Innanzitutto sembra le cose ed i movimenti si siano addirittura intensificati. Segno che qualcosa potrebbe succedere. Ma attenzione, sempre guidato dal Lampo del web, siamo venuti a scoprire che l’obiettivo potrebbe non essere l’Iran (subito) ma la Siria.


L’attacco all’Iran potrebbe (ovvio, viaggiamo per condizionali, come potremo fare diversamente) arrivare comunque prima della ripartenza verso casa delle truppe oggi in Irak. Immaginate il costo spropositato nello spostamento delle truppe prima verso gli USA e poi, nuovamente, verso l’Iran. Impensabile. La scadenza è dicembre, fine dicembre. Quindi nemmeno troppo in là… Però magari non subito. Anche perché come detto, il massimo della pressione diplomatica oggi si troverebbe in Siria.

Israele recentemente ha ammesso la volontà di far saltare la Siria. E molto probabilmente lo farà con gli amici USA. Sempre e comunque nel nome della libertà, del futuro sereno, del benessere globale. E per quale motivo sennò? Ma leggetevi voi stessi tante belle news calde calde dal Medio Oriente, cliccando QUI.

Quindi primo obiettivo potrebbe essere la Siria ma, come detto, alla fine si mira all’Iran. Obama rivuole il suo drone, l’Iran non credo che glielo rimandi al mittente con il fiocco rosso natalizio. Quel mezzo aereo, catturato molto probabilmente a seguito di un malfunzionalmento (credo che alla Lockheed Martin  un po’ di mal di pancia ce l’avranno) rappresenta il meglio della tecnologia USA. Se l’Iran se lo spacchetta, lo ispeziona, lo studia e lo copia, guadagnerebbe molto probabilmente molto nel gap tecnologico che divide lo stato arabo dagli USA. E gli USA permetteranno tutto questo? Oppure alla fine, cercheranno di distruggerlo in qualche modo? Ai posteri l’ardua sentenza.

E la Siria? Ovviamente sarebbe in appoggio all’Iran, e come ben sappiamo, l’Iran ha l’appoggio diplomatico di Cina e Russia,senza poi dimenticare che la Siria, che notate bene NON è la Libia, è armata fino ai denti, (guardate qui)  grazie all’aiuto di Nord Corea e…proprio loro: Cina e Russia. La cosa che preoccupa è che l’arsenale potrebbe essere stato migliorato, incrementato e potenziato proprio ultimamente. E a quel punto, la gittata delle armi siriane potrebbe essere MOLTO differente.

Eccovi qui un’altra conferma che è proprio Israele a spingere sull’accelleratore per il conflitto siriano.

(Reuters)  – Iran’s ruling clerics could use nuclear weapons to strengthen their grip on power and the world must urgently impose crippling sanctions to prevent them from building such arms, Israel’s defense minister said on Sunday.
Ehud Barak also predicted that Syria’s ruling Assad family could fall within weeks and that this would be a “blessing” for the Middle East.

Il nuovo scacchiere geopolitico è pronto?

Fate due conti e lo scacchiere sarà presentato: due nuovi blocchi. Da una parte quello asiatico, che rappresenta anche il futuro dell’economia mondiale a livello di teste (demografia) e di potenzialità di crescita economica e di consumi.
Dall’altra invece troviamo la Vecchia Economia (più ovviamente Israele) in blocco: stanca, consumata dal debito e dalla crisi, con voglia di riaffermarsi e di riscattarsi. Quadro affascinante ma certamente bellicamente pericoloso. (ndr: sono mie elucubrazioni mentali che vorrei condividere con voi). E, guarda caso, in passato le economie occidentali hanno sempre utilizzato quest’arma di politica economica NON convenzionale (la GUERRA) per creare quelle basi da cui ripartire. Ma nel 2012, non possiamo certo dire che sarebbe lo stesso tipo di guerra. Senza poi dimenticare che una guerra già la stiamo vivendo in diretta. E sarà una guerra lunga e tortuosa: è la GUERRA FINANZIARIA.

STOP: mi fermo qui. Anche perché sto danzando in un terreno minato e molto delicato, dove le ipotesi sono tante e le certezze poche. Un ultimo appunto. Notate sui giornali, in rete, sui media. Nessuno ne parla.. il che fa paura sia al sottoscritto e anche al compare Lampo, che ringrazio nuovamente per la collaborazione.

E questo silenzio (imposto?) o non promette nulla di buono, oppure significa che ci siamo presi un abbaglio clamoroso. Però le news ricavate dalla rete e anche quanto scritto nei precedenti post WORLD WAR III è roba documentata.
Ai posteri l’ardua sentenza. Tanto non occorrerà (probabilmente ) aspettare molto per avere delle risposte.

E se riesco, domani, fornirò un’altra puntata. Molto molto interessante. Ma visto l’argomento delicato, preferisco prima confrontarmi con chi di dovere e verificare le fonti.

Precedenti post DA LEGGERE:
WORLD WAR III: questione di ore?
WORLD WAR: risiko in movimento 
 
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DT

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25 commenti Commenta
leone51
Scritto il 14 dicembre 2011 at 12:41

dt in questa situazone dove consiglieresti di investire ??? su quali asset class??
Sarebbe meglio oro giallo o roro nero ??? e perchè scende così l’oro???

Riesci a schiarirmi un pò di ideee???

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leone51
Scritto il 14 dicembre 2011 at 12:48

un’ultima domanda in caso dicano che c’è il rischio di una guerra cosa fanno le Borse crollano perchè si crea instabilità???
Scusate per le domande.

buona giornta a stasera quando leggerò i vostri commenti

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alfio200
Scritto il 14 dicembre 2011 at 12:52

leone51@finanza,

L’oro scende perchè sale il dollaro, ovvero il dollaro prende consistenza come valuta rifugio (in realtà illusoria). Comunque, le perdite per chi ha oro sono limitate. Essendo la quotazione dell’oro in dollari, se sale il dollaro, aumenta il valore in euro dell’oro.

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idleproc
Scritto il 14 dicembre 2011 at 13:04

Beh. Sulla Siria, come con la Libia etc. è già da un pezzo che ci “lavorano”.
Concordo sui blocchi potenziali. Guerra finanziaria, destabilizzazioni e guerra sul terreno sono integrate.
Non dimentichiamo che a partire dalle liti di condominio il terreno su cui si sviluppano è quello economico ed è anche quello, in epoca moderna, su cui si vincono o si perdono. Pirla a parte.
Pensare che potevamo starcene fuori… anche gli Israeliani.
Sarà interessante osservare e analizzare l’andazzo finanziario… a futura memoria.
Buttiamola sull’ottimista partenopeo: S.Gennà mettici una mano.

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Scritto il 14 dicembre 2011 at 13:12

idleproc@finanza,

MA aspetta…che il prossimo pezzo sarà una vera chicca…Devo solo capire come impostarlo in quanto il discorso si fa MOLTO MOLTO MOLTO delicato. Sempre TUTTO documentato con link e documenti allegati. Nulla verrà lasciato al caso. Qui non si scherza.

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Scritto il 14 dicembre 2011 at 13:13

leone51@finanza,

In molti me lo state chiedendo. Non è certo etico, però nella speranza che sia una guerra rapida (sempre se ci sarà ben inteso) a pelle ti direi USD e oro nero.

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atoomm
Scritto il 14 dicembre 2011 at 13:15

Ciao a tutti. A proprosito di geopolitica e di Cina, vorrei proporre una lettura complessiva dell’attuale scenario economico.

Premettendo che, secondo me, il c.d. “attacco all’euro” non è altro che il tentativo di fare “ingoiare” ai tedeschi la trasformazione della BCE in prestatore di ultima istanza.
A me pare probabile che, creando le condizioni per la speculazione al ribasso sui debiti sovrani UE, la finanza aglosassone stia puntando a questo (si pensi all’ultimo episodio eclatante: allusione di S&P a possibili problemi di liquidità di una banca tedesca).
La monetizzazione del debito europeo svaluterebbe notevolmente la moneta unica (cosa che a noi, e agli altri PIIGS, tutto sommato non dispiacerebbe) ma scaricherebbe i costi su tutti i membri, indiscriminatamente. Anche sulla virtuosa Germania, concretizzando il peggiore dei loro incubi: l’inflazione.

Mi rendo conto che fin qui il ragionamento sembrerebbe giungere a conclusioni controintuitive, se non criptiche: che interesse avrebbe, ad esempio, l’economia americana alla svalutazione dell’euro? Quindi si impone una precisazione.
Allarghiamo il campo e VENIAMO AL PUNTO: E’ possibile che l’indebolimento dell’euro sia una mossa prodromica all’inzio di una imponente rappresaglia valutaria ai danni della Cina?

Come è noto, la Cina non vuole saperne di lasciare fluttuare la propria valuta ai tassi di mercato. Perchè (anche) grazie ad una certa forma di “dumping valutario” realizza costantemente un surplus di bilancia commerciale che vale (da decenni) una crescita economia spettacolare. In un contesto globale complessivo di stagnazione, la Cina sta in pratica “succhiando” ricchezza dal resto del mondo.
A detta di molti, questo squilibrio è tra le concause reali della crisi e il suo superamento sarebbe decisivo per uscirne. Certo è che ormai pare sempre meno sostenibile. Ma la Cina, naturalmente, non ne vuole sapere di ridurre le esportazione nette. Quindi si impone la necessità di una azione di forza da parte della Fed, quantomeno per sterilizzare gli interventi della banca centrale cinese sul mercato dei cambi. Questa ipotesi è gia stata paventata in passato.

Domanda: perchè gli USA avrebbero bisogno di un euro debole, prima di cominciare questa azione?
Anzitutto perchè ogni tentativo di apprezzamento coattivo dello yuan contro dollaro, se non fosse coordinato con un contestuale deprezzamento dell’euro, rischierebbe di essere inefficace.

In secondo luogo, un deprezzamento relativo del dollaro nei confronti dell’euro non avrebbe effetti positivi sull’economia americana. In questo momento l’area euro (salvo, forse, la Germania), anche volendo, non potrebbe certo intraprendere politiche fiscali espansive – tutt’altro – percui le esternalità positive sarebbero irrisorie.
Oltretutto, non credo che gli americani si possano permettere l’aumento, nel medio termine, di petrolio e commodities, che azzererebbe ogni beneficio residuo.

Perciò si profila la necessità un movimento valutario per far apprezzare lo yuan, ma coordinato tra dollaro ed euro. Altrimenti risulterebbe sterile, rischiando soltanto un indebolimento relativo tra i due partner occidentali.

In sistesi, è un classico problema di economia internazionale: chi paga per innescare la ripresa mondiale? (a vantaggio di tutti gli altri). Mi pare ragionevole che gli Usa vogliano farlo fare alla Cina (e alla Germania, al livello locale europeo), che negli ultimi decenni si è ingrassata molto ed è l’unica che ha risorse per farlo. Ma per metterla all’angolo hanno bisogno di un euro debole. E forse la stessa Cina se ne rende conto. Ecco perchè ha interesse a “disturbare” il manovratore supportando e proteggendo Siria e Iran.

Questa è la mia visione. Scusate se mi sono dilungato troppo.

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idleproc
Scritto il 14 dicembre 2011 at 13:39

atoomm@finanza,

Grazie del “dilungamento” è una delle ipotesi che condivido, aggiungerei solo che con l’iperinflazione in un sistema economico in “contrazione”, per usare un’eufemismo, aumenterebbe l’instabilità sociale portando rapidamente quella specie di associazione che si chiama europa a disintegrarsi in aree di influenza. Fine della potenzialità politico-economica-strategica dell’europa e del suo possibile allargarsi a Est con l’integrazione dell’ex-URSS e della prospettiva di accordi con la Cina. Il mondo cambierebbe molto.
Quindi inizio successivo dello scarico globale dei buchi finanziari a mezzo $ (già successo). E’ per questa ragione che definisco i “blocchi” solo come potenziali.

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andrea.mensa
Scritto il 14 dicembre 2011 at 13:43

una conferma a quanto sostieni, DT, dovrebbe venire proprio da quanto accaduto finora sui mercati finanziari.
tutti erano d’accordo sul fatto che le misure intraprese parevano avere una sola ragion d’essere, visto che non tendono a risolvere le cause della crisi, ovvero ACQUISTARE TEMPO.
ma la domanda seguente è sempre stata :”IN VISTA DI COSA ?”
ed ecco scodellata la risposta !!

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erasmus2012
Scritto il 14 dicembre 2011 at 13:46

Caro dream, la tua metafora calza a pennello, si sta giocando una partita a scacchi sullo scacchiere Int.le, dove una moltitudine di interessi si mescolano con valori e ideali……
Mi viene in mente un metafora di B.Yeltsin “”Negli scacchi ognuno può trovare tutto ciò che è inerente la vita politica: difesa inventiva, ingegnose combinazioni, emozioni, calcoli misurati, diplomazia e tattica. Ogni partita è letteralmente un microcosmo della vita umana.” Personalmente, penso che la Siria non è come la Libia, e un cliente da prendere con le molle ….. penso che la tensione rimarrà per tutto il 2012…… Mi auguro che non si arrivi all’ennesimo conflitto, le guerre sai possono fare solo a tavolino, magari giocando a scacchi, io essendo un’Istruttore Federale lo so per esperienza personale…. concludo con un’altra bella metafora…..Nelle parole di Thomas H. Huxley ( 1825-1895), il grande scienziato e naturalista, rinveniamo una suggestiva visione degli scacchi.

“La scacchiera è il Mondo. I pezzi sono i fenomeni dell’Universo. Le regole del gioco sono ciò che chiamiamo ‘le leggi della Natura’. Non sappiamo chi è seduto di fronte a noi. Sappiamo che egli gioca in modo equo, giusto e paziente. Ma sappiamo anche, sulla nostra pelle, che non ci perdona mai un errore. Inoltre non commette mai la più piccola distrazione…..” .

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atoomm
Scritto il 14 dicembre 2011 at 14:02

idleproc@finanza:
atoomm@finanza,

aggiungerei solo che con l’iperinflazione in un sistema economico in “contrazione”, per usare un’eufemismo, aumenterebbe l’instabilità sociale portando rapidamente quella specie di associazione che si chiama europa a disintegrarsi in aree di influenza. Fine della potenzialità politico-economica-strategica dell’europa e del suo possibile allargarsi a Est con l’integrazione dell’ex-URSS e della prospettiva di accordi con la Cina.Il mondo cambierebbe molto.

Anche questo, infatti, mi pare coerente con gli interessi strategici americani.

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leone51
Scritto il 14 dicembre 2011 at 14:20

Dream Theater,

Grazie quindi USD su, significa borse che salgono ???

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idleproc
Scritto il 14 dicembre 2011 at 14:43

erasmus2012@finanza,

Fin da ragazzino ho un amico che è poi diventato maestro di scacchi. L’unica differenza che rilevo nel mondo reale è che in questo puoi rompere le regole, stravolgere la scacchiera e qualche volta, grazie a questo, vincere.

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gonzalo
Scritto il 14 dicembre 2011 at 15:10

Ma come si fa a parlare di investimenti speculando sul rischio della 3° guerra mondiale, mah..

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john_ludd
Scritto il 14 dicembre 2011 at 15:36

L’Iran non è attaccabile. Bombardamenti ai siti nucleari potrebbero al massimo ritardare di due o tre anni l’acquisizione completa della tecnologia x la bomba nucleare oppure accelerarla se tale tecnologia a quel punto verrebbe dall’estero. Queste sono fonti israeliane e non la mia visione che non potrebbe esistere dato che non sono un esperto del settore. per giunta un’invasione da terra richiederebbe forze almeno 3 volte quelle impiegate in Iraq senza poi neppure essere riusciti a vincere quella guerra. Inoltre l’Iraq è al 70% sciita quindi gli americani si troverebbero tra due fuochi. La possibilità è zero. La spallata finale alla Siria è invece plausibile e avrebbe un effetto molto forte sul regime iraniano che verrebbe a perdere il collegamento con il libano dove gli Hezbollah sono loro alleati. Vorrei comunque far notare il ruolo estremamente intelligente che sta svolgendo la Turchia che da questa crisi sta emergendo come potenza regionale autonoma. Il crollo del regime siriano la renderebbe ancora più forte e nella realtà sarebbe un ennesimo smacco per l’occidente che si troverebbe con una nuova potenza regionale, moderna, industrialmente in forte sviluppo con 100 milioni di persone ed esattamente nel crocevia di tutto. Clap clap clap ai maghi che hanno gestito la politica estera in occidente negli ultimi 30 anni. E’ una battaglia di retrovia, l’occidente ha già perso.

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idleproc
Scritto il 14 dicembre 2011 at 16:42

john_ludd@finanza,

Concordo anche sulla Turchia, oltre che con l’applauso, da amici che ho da quelle parti, l’ultima cosa che il popolo desidera è di entrare in europa.

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john_ludd
Scritto il 14 dicembre 2011 at 16:57

idleproc@finanza,

Non li abbiamo voluti quando loro volevano. Hanno avuto fortuna in questo. Per il resto hanno tanto da fare ma ne hanno le possibilità nonchè uno tra i sistemi bancari più solidi, fortemente regolati come anche in Brasile. Chissà perchè non ci sono crisi finanziarie da quelle parti.

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lampo
Scritto il 14 dicembre 2011 at 17:22

john_ludd@finanza,

Dipende per cosa intendi “attaccabile”. Se consideriamo una similitudine con la Libia sono d’accordo, ma se intendiamo un annientamento delle installazioni militari e tecnologiche di supporto all’attività balistica nucleare… è fattibilissimo (con tutte le conseguenze potenziali) ed è già stato analizzato din diversi studi ad hoc del Pentagono, degli israeliani e via dicendo.

Non per niente un attacco del genere Israele vorrebbe portarlo a termine mediante droni e sabotaggi. Di quest’ultimi abbiamo già visto la realizzazione nell’ultimo anno, a partire dal virus diffuso tramite “chiavetta” infettata dai tecnici dell’impianto di Busher (mi pare si scriva così… vado a memoria), all’esplosione recente di una installazione di una decina di giorni fa, senza contare tutto quello che la stampa non ci ha comunicato, anche se pubblicato in certe gazzette ufficiali di dominio pubblico… ma non voglio anticipare niente del futuro articolo di DT, di cui abbiamo discusso in parte ieri sera. :wink:

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john_ludd
Scritto il 14 dicembre 2011 at 17:41

lampo,

E’ quello che ho scritto. Nelle prime 3 righe c’è tutto. Ripeto, io non ho elementi x avere una opinione mia al 100% e sto a quello che leggo. Sono fonti israeliane, concordi nell’affermare che è possibile eliminare alcune basi e ritardare il programma di alcuni anni e questo solo se dall’estero la tecnologia nucleare non arriva poi già pronta. E il regime si ricompatterebbe come il cemento anzi si rafforzerebbe l’ala militare e di cambio se ne riparlerebbe tra una generazione. Si guadagnerebbe quindi al massimo 2 o 3 anni precipitando l’intera area in una polveriera con il rischio di perdere un domani il controllo del Qatar a maggioranza sciita e sino anche alla Arabia Saudita. La sicurezza di Israele diminuirebbe e non il contrario. Questo pare che il Mossad ne sia consapevole assai.

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lampo
Scritto il 14 dicembre 2011 at 17:54

john_ludd@finanza,

Tieni conto però delle elezioni iraniane prossime… e del fatto che il regime Siriano si può sempre cambiare (e pare che su questo fronte gli eterni alleati NATO stiano lavorando egregiamente addestrando i rivoltosi… un po’ come già successo in Libia).
Secondo me gli israeliani non aspetteranno tanto anche perché entro tre mesi l’Iran dovrebbe inviare in orbita tre nuovi satelliti ad uso civile… di cui però nessuno garantisce che vengano utilizzati anche a scopo militare per vigilare su chi vigila sul proprio territorio.
A quel punto Israele e USA non avrebbero più lo spazio di osservazione attuale… con tutte le implicazioni del caso.
Secondo me siamo solo in attesa dell’incidente diplomatico: che l’Iran abbocchi facendo la prima mossa, che giustifichi un intervento a difesa del territorio israeliano e che inneschi la paura dell’Arabia Saudita. Primo tentativo, a mio giudizio, il ritrovamento del noto velivolo intatto…

Per quanto riguarda la Siria… non vedo il problema. Le cose stanno talmente degenerando che fra poco l’intervento NATO, simile a quello in Libia, sarà già di per se giustificato dall’opinione pubblica.

Rimane il Pakistan e la Corea del Nord: chi difenderanno?

Come vedete la partita a scacchi è molto complessa: non ci sono solo due giocatori.
E francamente sulle armi intelligenti e precise… nutro molti dubbi, visto che sono comandate e fabbricate dagli uomini, che commettono molti errori.

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giandino
Scritto il 14 dicembre 2011 at 22:27

http://intermarketandmore.finanza.com/se-la-storia-si-ripete-nasdaq-dow-jones-1420.html

Dream, potresti aggiornare il grafico?

Nel riferimento storico troviamo la primavera del 1942 … è l’inizio della battaglia di Stalingrado: le forze dell’asse si scontrano in una lotta mortale con l’armata rossa del generale Zukov proveniente dall’Asia.
Non solo: nel giugno del 1942, americani e giapponesi danno vita alla più grande battaglia aeronavale di tutti i tempi: Midway.
E poi a ad ottobre, italiani e tedeschi si scontrano nella battaglia decisiva con gli alleati: El Alamein.
Sono le tre più grandi battaglie dell’intera storia dell’umanità e sanciscono la fine della seconda guerra mondiale con la sconfitta dell’Asse (anche se la resa formale si avrà solo nel 1945).
Seguendo quel riferimento storico, dunque, il 2012 dovrebbe essere anno di grandi turbolenze… scontri… lacrime, sudore e sangue…

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schwefelwolf
Scritto il 15 dicembre 2011 at 10:57

Condivido le osservazioni di John_Ludd. L’Iran non è attaccabile, almeno nel senso classico (bellico) del termine. E penso che nessuno, a cominciare dagli americani, abbia intenzione di rischiare una III Guerra mondiale per l’Iran (o per Israele). Trovo peraltro molto interessanti le considerazioni di Atoom sui retroscena dell'”attacco all’Euro” e della situazione geopolitica. Sarà anche “dietrologia”, ma non manca di una sua logica “scacchistica”.

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kurskit@yahoo.it
Scritto il 18 dicembre 2011 at 08:46

Non capisco come quasi tutti la vediate come un problema locale. é chiaro che il punto è il petrolio e le materie prime, e lo scontro è tra economie emergenti e economie mature, (molto mature, quasi marce). In concreto, perchè tutti ce l’hanno con l’Iran? Che cosa ci ha fatto? Perchè vuole l’atomica? Beh, dal loro punto di vista, hanno le loro ragioni. Li intorno ce l’hanno tutti, Israele, Cina, India, Pakistan, Russia… Capirete che si sentono demodè. Che poi, perchè dovrebbero essere cosi pericolosi? Anche se dovessero riuscire a crearne un paio, credete che potrebbero usarle? Scomparirebbero dalla terra in meno di 5 ore.
No, io credo che se fossero in un’altra area, senza petrolio, non se li filerebbe nessuno.
In conclusione, a mio parere, l’Iran è solo un pretesto, il guaio è sempre una cosa nera , oleosa e puzzolente.

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