Adesso il rischio ITALEXIT viene accantonato dal mercato

Scritto il alle 08:43 da Danilo DT

Il rischio Italia è correttamente prezzato dal mercato? CDS con e senza rischio uscita dall’Euro (Italexit) forse non ci dicono la verità. Ma il mercato è distratto da altri fattori. Lasciamolo tranquillo…

Ormai il coronavirus ha monopolizzato l’attenzione della platea degli investitori. Tutto il resto passa un po’ in sordina, indipendentemente dal fatto che sia un elemento positivo o negativo.
Il nostro Bel Paese continua con le sue tensioni politiche, ma siamo onesti. Ormai non fanno più notizia. I mercati sembrano quasi stanchi di questi tira e molla e non credono a particolari situazioni di pericolo.
Per carità il debito pubblico continua la sua folle corsa… Anzi no, pausa di riflessione ma non illudiamoci…

(…) Nel mese di ottobre 2019, il debito pubblico italiano ha toccato quota 2.4446,8 miliardi di euro. A novembre, invece, la misura è scesa su quota 2.444,6.
Sebbene ogni flessione del dato venga in genere festeggiata, la riduzione in questo caso è stata di circa 2,2 miliardi di euro. Nello stesso mese dell’anno precedente, il dato aveva lasciato osservare all’Italia intera un incremento di 35 miliardi. (…) [Source

Il debito privato, in realtà, non è mai stato vero oggetto di preoccupazione. L’Italia ha una forte problematica sul debito pubblico. Molti altri paesi invece hanno un grande disequilibrio a causa di un debito privato invasivo. Ecco perché, per ragionare EQUAMENTE bisognerebbe utilizzare il debito aggregato (vero UE?)

Roma, 6 feb. (askanews)  – Nonostante anni di crisi e debolezza economica in Italia il rapporto tra debito e reddito delle famiglie “è rimasto stabile su livelli moderati”. Lo rileva la banca centrale europea nel suo bollettino economico. L’istituzione parla di una “marcata eterogeneità tra paesi in termini di livelli e dinamiche”.
“L’indebitamento aggregato delle famiglie è sensibilmente cresciuto nell’area tra il 2002 e il 2010 a fronte dei boom del mercato immobiliare e del credito, con un incremento particolarmente marcato in Spagna. In seguito, il rapporto debito/reddito delle famiglie dell’area ha subito una graduale moderazione prima di stabilizzarsi – spiega la Bce – verso la metà del 2019, su livelli prossimi a quelli registrati alla fine del 2007”. (…)

Quindi un leggero miglioramento. La situazione tassi BCE aiuta non poco, ma dire che siamo “fuori pericolo” è fuorviante.
Ho provato a buttare un occhio a quegli indicatori che utilizzo per poter toccare con mano il reale livello di tensione sulla nostra sostenibilità e solidità finanziaria, guardando quindi come il mercato prezza il rischio default sull’Italia.
Ovviamente mi sto riferendo ai CDS (Credit Defautl Swap). Ma attenzione, in un quadro di mercato chiaramente RISK ON, non mi sono fermato alla singola valutazione del CDS Italia. Ho confrontato il CDS Italia che ingloba il rischio Italexit rispetto a quello “old style” che vedeva l’Unione Europea indissolubile. Il risultato torna ad essere interessante.

CDS Italia a confronto (rischio Italexit)

In questo quadro euforico, entrambi i CDS tornano ai livelli del 2018, e il differenziale tra i due CDS (che misura l’effettivo incremento del rischio Italexit) è tornato anche lui ai livelli del 2018 e soprattutto a quell’area 19 che rappresenta un po’ la “confort zone” per l’Italia. Quella che porta i risparmiatori a “non curarsi” di un eventuale “rischio Italia”. Oggi quindi il mondo della finanza NON ci vede come un rischio.
Dite che sia un giudizio meritato? Forse no, ma oggi ci sono tante altre cose che ci distraggono. Approfittiamo di questa quiete, anche perché la BCE non mollerà il tiro e, se non avremo strane sorprese, i nostri BTP potrebbero anche continuare a comportarsi bene. Camminando come sempre sull’orlo del burrone.

Ma attenzione. Occhio al post che seguirà…

STAY TUNED!

Danilo DT

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3 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 7 febbraio 2020 at 10:11

lo scenario è condizionato dal fatto che nessuno della cosi detta maggioranza di governo vuole perdere la cadrega e IV cerca di sfruttare la situazione…… anche Mattarella è intervenuto per invitare indirettamente MS5 a smettere di fare gli “incompetenti” (ma sarà dura).

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alplet
Scritto il 8 febbraio 2020 at 14:00

Con una crisi economica la tenuta politica tendenzialmente soffre di più.

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reragno
Scritto il 10 febbraio 2020 at 16:09

l’Europa si gioca le ultime opportunità di non implodere tutto sull’Italia. Un governo più appecoronato del governo Vichy della seconda guerra mondiale era quello che ci voleva. L’italia è stata venduta per un piatto di lenticchie, ma guai a coloro che hanno permesso questo scempio. La pagheranno cara.

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