PIL: nel mondo REALE, ITALIA peggio anche della Grecia

Scritto il alle 09:34 da Danilo DT

Il momento particolarmente felice dell’economia italiana viene ovviamente usato anche dalla politica in questi giorni di pre-campagna elettorale. I dati macroeconomici nazionali lasciano trasparire un velato ottimismo che spesso e volentieri sfocia in manifestazioni di semi euforia anche se, a dire il vero, di euforico c’è ben poco.
Un po’ in tutta Europa, che segue al traino il treno USA, ci sono segnali positivi. Benissimo il Portogallo, bene anche la Francia e discreta l’Italia.

(…) Più in generale, ha puntualizzato S&P, la congiuntura di Eurolandia è la «migliore» dal 2009, oggi – ha avvertito – «il vero rischio è esogeno» e si «concentra sulla congiuntura americana». Six ha evocato, tra l’altro, l’ipotesi
di un forte rialzo dei tassi negli Stati Uniti e un possibile «shock obbligazionario». (…) [Source] 

Poi però anche chi la pensa in modo diverso. E sono sempre loro, qui menagrami della CGIA di Mestre che come sempre vedono il bicchiere “mezzo vuoto” e ci raccontano il solito quadro preoccupante.

(…) Gli ultimi dati di previsione elaborati dalla Commissione europea per il 2018 sono molto indicativi: il nostro Pil reale è destinato ad aumentare dell’1,3 per cento. Tra tutti i 27 paesi Ue monitorati, nessuno conseguirà una crescita più contenuta della nostra. La Grecia, ad esempio, che solitamente è il fanalino di coda europeo, quest’anno aumenterà la propria ricchezza del 2,5 per cento, mentre la Francia segnerà il +1,7 per cento, la Germania il +2,1 per cento e la Spagna il +2,5 per cento. E anche i consumi delle nostre famiglie (+1,1 per cento) e quelli della Pubblica amministrazione (+ 0,3 per cento) registreranno le variazioni di aumento tra le più striminzite in tutta l’Ue. Inutile girarci intorno. È un risultato molto preoccupante, visto che la somma dei valori economici di queste due componenti costituisce l’80 per cento circa del nostro reddito nazionale totale.“ (…) [Source] 

In realtà, per essere onesti, dobbiamo ammettere di godere della “luce riflessa” generata dal sistema perché fosse solo per noi ci sarebbe ben poco da ridere. Strutturalmente non vedo al momento particolari segnali di ripresa e anche i dati sul lavoro, pubblicati qualche giorno fa e dal sottoscritto ripresi in questo post, non ce la raccontano proprio giusta.
Forse il grafico che più rappresenta questo momento di particolare ripresa fittizia è questo.
Parliamo di PIL reale, ovvero di quanto nell’effettivo è cresciuto il prodotto interno lordo. E vi farà sicuramente piacere (eufemismo) sapere che ad oggi siamo addirittura peggio messi della Grecia, che prima avrà sicuramente avuto una “bolla” che poi si è ridimensionata ma a conti fatti…sta sopra di noi. Ancora.

Grafico PIL reale (1995-2017)

STAY TUNED!

Danilo DT

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7 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 18 gennaio 2018 at 12:51

personalmente quando il Pil gira fra 1e 1,5% virgola centesimi, non lo prendo nemmeno in considerazione. Se non supera decisamente il 2% è come pestare l’acqua nel mortaio!!!!!
se poi consideriamo il Pil non dichiarato ( pensiamo solo che l’evasione fiscale supera i 270 miliardi) ci ritroviamo a discutere di qualcosa che non ha nessun senso.
Se le cose andassero bene avremmo un’inflazione più sostanziosa e una vivace richiesta di lavoro con un aumento delle retribuzioni.
Tutto questo non avviene per i noti motivi che abbiamo commentato mille volte…… ma ora andiamo alle elezioni…… e risolveremo tutti i problemi … anche per l’elevata professionalità che esprimono le alternative all’attuale governo !!!!!!!
…. non so se ridere o piangere……

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Scritto il 18 gennaio 2018 at 16:41

Sono d’accordo con Paolo41 a parte il giudizio finale … l’Italia non ha bisogno di competenze come quelle che abbiamo avuto negli ultimi 40 anni ma solo di gente che non ruba !!
Per il resto con il 12% del Pil calcolato sul malaffare ( quindi senza validità scientifica ) che stiamo a far calcoli a fare ?

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paolo41
Scritto il 18 gennaio 2018 at 21:34

satriani@finanza,

Quando uno come Grasso si mette a creare un partito, aggiungendo casino a quello già esistente, e non sapendo cosa promettere alla stregua delle promesse degli altri partiti, si butta sull’abolizione delle tasse universitarie, si rimane basiti …. E’ una proposta di matrice marxista, si sente profumo del ’68; penso proprio che sia stata buttata lì perché è il momento che va di moda cavalcare le iniziative populiste; è una dichiarazione di “paura”, buttata lì come tentativo di imitazione nei confronti dei populisti ad oltranza come MS5, Salvini e il redivivo Berlusca, gente abituata ad appropriarsi delle proteste, giuste o ingiuste che siano. Non gli è passato neppure per la testa che è una proposta che favorisce solo quelli che già oggi hanno la possibilità reddituale per pagare le tasse universitarie e annulla invece la meritocrazia, favorendo l’aumento di brindelloni che si trascinano da un anno accademico all’altro senza dare esami sulle spalle di una struttura statale di elevata professionalità che lo Stato sostiene per fornire una necessaria cultura ai giovani di domani e che paghiamo noi con le nostre tasse. Chi ha voglia di affermarsi , indipendentemente dal reddito, fa sacrifici ed ha la possibilità di usufruire di borse di studio che, eventualmente, vanno aumentate in quantità e in valore. E’ un sistema funzionante in tutti i paesi moderni e avanzati culturalmente !!!!! Ma Grasso è ”speciale” : lui non paga il debito che ha nei confronti del partito, lui non accetta di contenere il suo stipendio al tetto fissato per i dipendenti statali, lui è indipendente, lui è Grasso, presidente del Senato (suona un po’ come quelli che dicono : io sono io …).
Mi sono dilungato su Grasso che forse non meritava un così lungo commento, perché fa parte, anche se piccola comparsa, del teatrino che stanno mettendo in piedi i vari partiti per accaparrarsi la guida del governo. Sono d’accordo con Satriani: poca professionalità dei nostri governanti in un paese che è sempre stato diviso fra Nord e Sud, fra chi ha possibilità di trovare lavoro e chi stenta a portare il pane a casa, un paese dove i poteri forti e la finanza abusano e violentano le classi meno abbienti, dove il buonismo cattolico contribuisce ad alimentare tale disparità. Aggiungasi che le organizzazioni malavitose si sono sostituite allo Stato in varie parti del paese. Spesso mi chiedo che forza ed esperienza possa avere un partito populista come il MS5 per ribaltare una situazione che definire tragica è per lo meno pleonastico. Esempio pratico la Raggi a Roma !!!! Il buon Di Maio, spiritello malato di “congiuntivite”, brindellone universitario senza esperienze di lavoro, ma furbo, molto pronto a cambiare parere e a fare sue proposte altrui a secondo di come tira il vento, ho l’impressione che sia l’agnello sacrificale che il “movimento” mette sull’altare delle prossime elezioni ….. con la speranza di non vincerle …. per lasciare che si brucino le mani altre coalizioni ed avere così più forza …. alle elezioni successive (con Di Battista già pronto in panchina). Salvini vuol giocare da protagonista e si appoggia …. all’ottantenne Berlusca, che per contro ha già dato …. mentre continua a dare, ovviamente, qualche segno di incipiente senilità. Comunque è un dejà vu !!!! Renzino era partito bene ma si è perso per strada, non accorgendosi che il suo protagonismo lo ha portato in collisione con i poteri forti che hanno mille modi e mezzi per controllare la politica. Se, come sembra, non vincerà nessuno, rimane il tranquillo e sagace Gentiloni che con Padoan e Calenda, etc hanno espresso finora una soddisfacente gestione. Soluzione che piace molto anche a Mattarella.
Il teatrino italiano si inserisce nel palcoscenico europeo già in subbuglio per la Brexit e per le spinte euroscettiche che si stanno consolidando in vari paesi dell’unione. L’uscita dell’ UK (anche se non ancora materialmente realizzata) ha significato perdere la prima potenza militare e nucleare europea inclusa la presenza nella Nato , la seconda economia europea, ma ancora più importante la risposta al pangermanesimo che attanaglia l’Europa. Juncker, quando è sobrio, ha capito perfettamente che le elezioni italiane possono costituire un pericolo per l’unione: una eccessiva deriva a destra della coalizione centro-destra non è gradita così come non piace un populismo spinto del MS5 che stravolga le regole di Maastricht. E’ però altrettanto convinto che i teutonici stanno abusando della loro posizione a tutto svantaggio dell’unione ….. ma se ne frega ….. fra poco va in pensione e …… può godersi in santa pace il suo whisky ….!!!!!!
o

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kociss01
Scritto il 20 gennaio 2018 at 11:43

impressionante vedere sul grafico l’andamento del PIL italico dal 2088 in avanti…sono gli anni della recessione mondiale ,ma anche del berlusconismo isterico che suscitava risatine di sarcasmo Merkel-sarkozy e che oggi dopo essersi dato una ripulita /e una plasticata nuova) ritenta l’assalto alla diligenza, sfruttando l’ignoranza e l’ignavia del popolo bue italico….alla larga questa e’ la colta buona che facciamo il botto……(altro che capodanno o carnevale)

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kociss01
Scritto il 20 gennaio 2018 at 11:48

come suol dirsi e’ tutto GRASSO CHE COLA vedrete come cola dopo il 4 marzo…
pao­lo41,

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kociss01
Scritto il 20 gennaio 2018 at 11:53

l’Italia non ha bisogno di competenze come quelle che abbiamo avuto negli ultimi 40 anni ma solo di gente che non ruba !!
sa­tria­ni@fi­nan­za,

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kociss01
Scritto il 20 gennaio 2018 at 11:54

non e’ apparso il mio commento…..ah ah ah speriamo allora in una invasione aliena da marte prima delle elezioni….
ko­cis­s01@fi­nan­za,

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