Italia: nuovo record del Debito pubblico. E il nostro tesoretto (risparmi) ce lo stiamo mangiando.

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Quasi non fa più notizia l’ennesimo il nuovo ma poco invidiabile record di debito pubblico, che ormai ci contraddistingue in Eurozona e nel mondo (secondi al Giappone).
Ebbene si… Bankitalia ci comunica che, a ottobre scorso, il nostro debito pubblico ha raggiunto 2.085 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2.068 miliardi di settembre. Alla faccia della politica di austerity e di tutti i sacrifici fatti! Qui occorre ben altro per invertire la tendenza!

“Calo dei tributi” tuonano i responsabili delle statistiche. E ci credo bene, se c’è recessione, c’è meno commercio, meno spese e meno tasse incassate. Matematico, no? Però non è solo una questione di tributi, ma di spese.

Intanto però occorre ammettere una cosa: ci tocca ringraziare l’Unione Europea, per una volta. Si, perché il debito è aumentato ma le cose potevano andare decisamente molto peggio. Infatti, il calo dei rendimenti dei titoli sovrani italiani , indotta dalla Banca centrale europea , ha contribuito tantissimo alla sua sostenibilità : non avete mai pensato come saremmo messi se oggi i tassi di interesse sul BTP a 10 anni fossero tornati all’8% come lo sono stati per un periodo nel 2011? Oggi i rendimenti sono ben altri, il decennale circa pari al 4%.

E di certo è nelle intenzioni di Draghi continuare a fare “tutto il necessario” per poter mantenere i tassi a questi livelli, altrimenti l’Europa del Sud finirebbe sul lastrico.

Guardate questo interessante grafico. Troverete le proiezioni del FMI e le ipotesi di rapporto debito PIL Italia. Secondo questi calcoli, se il costo medio del debito pubblico nel periodo 2014-2018 sarà pari al 2.84%, il rapporto debito PIL dovrebbe scendere a 111.3%. Ma è palese che ad influenzare enormemente il rapporto è il denominatore, ovvero la crescita del PIL. E con i tempi che corrono, è sicuramente una variabile fondamentale, da monitorare con attenzione.

Restano alcune certezze. La prima è che la chiave di tutto reste sempre e comunque la crescita. La seconda, che la BCE deve fare di più. E come? Tassi sui depositi negativi, LTRO magari indirizzati alle imprese (ricordate gli FLS?), un quantitative easing “controllato”, interventi sul mercato valutario e comunque cambiando i suoi obiettivi. Non solo più monitoraggio dell’inflazione ma anche crescita economica.
Infine il costo del debito. Dobbiamo sperare che i tassi restino ancora bassi a lungo. Altrimenti rimarremo soffocati. E se poi ci fosse anche un po’ di inflazione…

Fonte: Bankitalia

Nel frattempo però un report di Bankitalia porta ai nostri occhi un’Italia che si è decisamente impoverita negli ultimi anni.

Fonte: Bankitalia

La ricchezza delle famiglie italiane è crollata del 9% dal 2007, l’erosione è iniziata prima del crac di Lehman Brothers (2008) e dell’avvio della grande crisi finanziaria. Solo tra il 2011 e il 2012, scrive la Banca d’Italia nel suo bollettino statistico, il calo è stato del 2,9%. La causa della frenata dell’ultimo anno è da cercare nel calo del valore delle abitazioni, il primo dato negativo di rilievo dal 1995. [...] Alla fine del 2012 il valore delle case degli italiani era calato a 4.832 miliardi di euro [...] Nonostante il calo degli ultimi anni, le famiglie italiane mostrano (in media) nel confronto internazionale un’elevata ricchezza netta, pari nel 2011 a 7,9 volte il reddito lordo disponibile. Tale rapporto e’ comparabile con quelli di Francia, Regno Unito e Giappone e superiore a quelli di Stati Uniti, Germania e Canada. Il rapporto fra attività reali e il reddito disponibile lordo, pari a 5,5, e’ inferiore soltanto a quello delle famiglie francesi; relativamente basso risulta il livello di indebitamento (82% del reddito disponibile), nonostante i significativi incrementi degli ultimi anni [...]

Fino a quando questo nostro “tesoretto” ci permetterà di restare in piedi?

Fonte: Bankitalia

 «Nel 2012 il risparmio è sceso per il settimo anno consecutivo in termini nominali, risultando pari a 36 miliardi di euro», afferma Bankitalia che ricorda come alla fine degli anni novanta lo stesso risparmio si attestava intorno ai 100 miliardi di euro, sempre a prezzi correnti. Nel 2012 i «capital gains » (variazioni dei prezzi delle attività reali e di quelle finanziarie, al netto della variazione del deflattore dei consumi) sono stati negativi per 287 miliardi di euro, per effetto del calo dei prezzi delle abitazioni non completamente compensati dai guadagni finanziari. (Source)

Ah ecco, appunto…ce lo stiamo progressivamente mangiando. E chi non ha risparmi…

(Per visualizzare il Report Bankitalia, cliccate QUI)

STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 3)Commenta

  1. Ecco perchè non può che finire male…
    C’è ancora chi si ostina ad applaudire l’attuale Governo e pure a trovare del buono in quello che hanno attuato, di fatto senza l’approvazione democratica del popolo italiano, senza i voti delle elezioni, ma con l’inciucio e la sbandierata “assunzione di responsabilità” da parte di un gruppo di senescenti “professionisti” del sistema politico italiano… sai che garanzia…
    Un tale, certo Henry Ford, asseriva (e metteva in pratica) che dei buoni livelli di stipendio garantiti ai dipendenti della sua fabbrica avrebbero sicuramente prodotto un ritorno economico: in primis l’acquisto delle sue automobili.
    In questa patria di artisti, scienziati, pensatori qualcuno si ostina a pensare che andando avanti con il vecchio sistema prima o poi si risalirà la china, così, per magia, un giorno tutto passerà…
    Sì, certo, ma prima si saranno consumati una bella fetta di quei 8.000 miliardi di ricchezza delle famiglie e loro lo sanno, lo sanno e hanno già ipotizzato di prenderne una bella fetta di quella ricchezza e già stanno applicando il programma.
    Votate, votate, votate (quando ve lo lasciano fare) e soprattutto pagate, pagate, pagate…
    e anche qui ci sarebbe da dire sul ridicolo ed ingiusto sistema di calcoli per acconti, saldi, riprese ed aliquote di questo casino che definiscono nazione civile!

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  2. Che il debito aumenti è ovvio visto che comunque abbiamo un deficit di bilancio.

    Che comunque aumenti rispetto al PIL è ancora ovvio perchè la variazione del PIL è ancora negativa e l’inflazione è inferiore al deficit.

    Con un tasso del decennale intorno al 4% ed una buona curva dei tassi avere un tasso medio sotto il 3% è realistico magari sacrificando un poco la durata media del debito visto che sulle scadenze brevi fino a 3 anni la copertura BCE è particolarmente efficace nel tenere il tasso basso.

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  3. perplessa scrive:

    non solo meno commercio, per il calo dei tributi: il blocco del turn over nella P.A, comporta che i dipendenti che vanno in pensione, incassano meno di quello che guadagnavano lavorando, e non ci sono nuovi assunti a incassare nuovi stipendi, pagando le conseguenti imposte. Il blocco dei contratti nell P.A. apparentemente non diminuisce gli introiti, ma non è così, perché in realtà gli stipendi diminuiscono perchè il govergno sega la variabile mobile dello stipendio (premi di produzione, etc). Poi ci mettiamo ulteriori dipendenti privati che perdono il posto e vanno in cassa integrazione, aumento del sommerso.

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