Debito pubblico ITALIA: è record. Ringraziamo sentitamente chi ne è stato responsabile.

Scritto il alle 09:45 da Danilo DT

E alla fine ce l’abbiamo fatta. Era ampiamente previsto e ad ottobre il target dei 2.000 miliardi è stato bucato al rialzo.
2.014 miliardi per l’esattezza, un livello mai toccato dal punto di vista volumetrico dal debito italiano. Un livello che deve certo preoccupare però, permettetemi, ci tengo a sottolineare una cosa importantissima.
Ho letto da diverse parti blogger e giornalisti recitare il “de profundis” per la Repubblica Italiana affogata nel suo debito. Ma è realmente così?.


Innanzitutto non facciamo l’errore di fare delle valutazioni tenendo in considerazione solo la mole del debito. Certo, 2.000 miliardi non sono bruscolini. Ma allora…il Giappone che ha un debito di oltre 11.000 miliardi? Oppure il super indebitato paese americano, gli USA, che hanno un qualcosa come 12.500 miliardi di euro?
Il debito è gestibile. E ci sono dei parametri fondamentali da considerare. Il PIL resta una chiave importante. E questo per noi è un problema, il nostro PIL non cresce. E allora?
E allora ecco il perché della priorità numero uno. La crescita economica. Prima di tutto e tutti. Con la crescita si finanzia la tenuta del debito pubblico (sostenibilità). L’Italia è un grande paese. Ma è stato mal amministrato per anni ed anni. E’ giunta l’ora di cambiare regime. Sempre se siamo ancora in tempo….

Thanks to Linkiesta

Certo, se poi ci guardiamo indietro, viene la pelle d’oca. Parlando proprio di debito/PIL, negli anni ’70 era pari al 40%. Oggi il ratio è più che triplicato: 126.4%. esecondo i calcoli del Codacons, ogni famiglia ha sul groppone una porzione di debito pari a 82.192 Euro. (Source)  Non credete sia stato possibile? Semplice. L’impresa Italia è stata mal gestita e mal amministrata. Qualcuno può dire diversamente? Un plauso in particolare a chi ci ha amministrato negli anni ’80 e che è ha portato il rapporto debito PIL , in pochi anni, dal 58% al 100%. Per poi toccare il 121.5% negli anni ’90.
Bravi! Complimenti!
Ma…soprattutto complimenti alle regole che la stessa casta politica si è messa, visto che buona parte di quei favolosi burocrati parassiti…sono sempre lì, al loro posto. Sissignore, in Parlamento, oggi come allora.

Questo, signori, si chiama realismo. Ora vorrei vedere chiunque a gestire una situazione come quella attuale. La coperta non è corta. E’ cortissima.

STAY TUNED!

DT

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9 commenti Commenta
7voice
Scritto il 15 dicembre 2012 at 10:20

domandatevi cosa ha fatto questo governo becero x contenere il debito ? un kazz ve lo dico io ! questa accozzaglia di monnezza deve sparire dalle palle ! questi meritano solo revolverate , punto .

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Scritto il 15 dicembre 2012 at 10:35

Beh…a dire il vero non saprei chi salvare!
Sistemate le immagini. Cliccandoci sopra le potete espandere…
Condividete i post e sostenete I&M!

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paolo41
Scritto il 15 dicembre 2012 at 12:06

Non mi limiterei ad addossare il misfatto ai vari governi; a mio avviso, una grossa responsabilità è da addossare alle regioni e alla loro crescente autonomia di gestione che si è verificata nell’ultimo decennio.
A parte gli innumerevoli episodi di corruzione e concussione che sono ormai all’ordine del giorno, le gestioni regionali, ormai senza alcun controllo e farcite di politici che hanno mostrato di agire solo per gli interessi propri e, in secondo luogo, per quelli del partito di appartenenza,
hanno gonfiato enormemente i budget regionali senza, peraltro, migliorare la qualità dei servizi.
I cosidetti “governatori” regionali, oggi, si sentono dei padrieterni, come se fossero degli intoccabili a cui è vietato fare critiche e osservazioni.
TRE sono le cose da fare:
1. tagliare e, al limite, togliere le sovvenzioni ai partiti, fonti di sprechi incredibili che abbiamo visto finiscono solo per arricchire partiti e, in cascata, i rappresentanti regionali.
2. riportare il controllo delle regioni sotto la Corte dei conti, con procedure che prevedano l’approvazione di piani triennali e di budget annuali e verifiche trimestrali/semestrali sull’andamento della gestione.
3. commissionare le regioni che non rientrano nei parametri stabiliti nei piani e nei budget

Infine c’è da domandarsi se abbia ancora senso tenere regioni a statuto speciale.

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Gigi
Scritto il 15 dicembre 2012 at 12:16

paolo41,

Si, può essere.
Però se ci guardiamo attorno, tutti i Paesi sono organizzati in maniera da decentrare il controllo statale verso organismi locali: cantoni, contee, lander, circoscrizioni ecc.
Evidentemente la gestione locale é ritenuta universalmente più efficiente di quella centrale, che é inevitabilmente più distante.
Allora si potrebbe dire che questo sistema non funziona solo da noi.
Ma se andiamo a vedere bene, ci sono Regioni che spendono un mare di soldi senza dare servizi ai cittadini, ed altre che spendono molto meno con servizi efficienti.
Ci sono pure Regioni con tasse più alte e bilanci in dissesto e Regioni con i conti a posto pur con tasse minori.
Allora si può dire che le Regioni possono funzionare bene, basta saperle amministrare.
Il problema é che oggi si prova a distruggere anche le Regioni con i conti in ordine e servizi (sanitari) efficienti: basti leggere il Corriere della Sera di oggi.

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_andy_
Scritto il 15 dicembre 2012 at 13:15

Ciao DT, penso che varrebbe la pena analizzare e approfondire le affermazioni di Antonino Galloni, direttore generale del Ministero del Lavoro e economista relativamente agli ultimi trent’anni di storia d’Italia, Mani Pulite compresa, e valutare le sue proposte per uscire dalla crisi. Ti allego qualche video, vale la pena vederlo!

http://www.youtube.com/watch?v=FGZZ4s2udSM&playnext=1&list=PL9976346F8A1305F2

http://www.youtube.com/watch?v=W3EAkRmOdys

http://www.youtube.com/watch?v=t_ssGy0LXo0

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Scritto il 15 dicembre 2012 at 13:43

Governo, regione, province… sempre di politici si tratta…

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paolo41
Scritto il 15 dicembre 2012 at 19:29

Gigi,

se mi parli di gestione, sono d’accordo; io mi riferisco al fatto che prima della gestione vengono i piani e l’approvazione dei piani, solo successivamente vengono i controlli.
Ma non ci può essere in un’azienda che funziona un ente che pianifica senza avere un’amministrazione che controlla.
Gestire significa, nel mio vocabolario, rispettare lo sviluppo delle azioni concordate preventivamente con l’ente centrale.

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ottofranz
Scritto il 16 dicembre 2012 at 07:56

paolo41,

Infatti.

Il problema è che le soluzioni ci sono, ma non si vogliono applicare proprio perchè la congrega ormai ha fatto cartello.

Alle tue sempre argute affermazioni aggiungerei un semplice punto 4

PAGARE I DANNI e come nel medioevo se non si riesce a fare fronte si finisce ai ceppi. Ma ceppi veri intendo

Vuoi fare il Presidente ? Ok hai vantaggi e responsabilità. Qualcuno sbaglia ? Tu paghi! Come fa qualsiasi imprenditore quando a sbagliare è qualcuno dei suoi dipendenti.

Buon Natale a tutti !

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paolo41
Scritto il 17 dicembre 2012 at 12:45

Pensierino di Natale per Mario Monti
…ma, benedetto Monti, abbiamo una bilancia commerciale positiva nei primi dieci mesi (naturalmente ben lungi da quella tedesca), un avanzo primario positivo, saranno piccole cose ma sono segnali positivi, che sia ben chiaro non vanno a tuo merito!!!! è possibile che tu sia in grado di pensare solo alle tasse????? ci sono delle spese da tagliare, ma ci vogliono i marroni, in Italia si fa poco con l’aplomb inglese, occorre ridurre lo scudo fiscale e favorire maggiori consumi alla classe lavoratrice, occorre favorire gli investimenti dell’industria, detassandoli, occorre tagliare i costi della politica… la gente è stanca e incazzata!!!!
E’ possibile che un emerito professore non capisca che non lo sto chiedendo io, ma la stragrande maggioranza dei cittadini!!!
E’ inutile che tu ti presenti come candidato alle prossime elezioni, se non correggi l’attuale strategia (sempre che ce ne sia una, perchè non l’abbiamo finora capita); rischieresti di fare un buco nell’acqua con la conseguenza di dare un colpo definitivo all’instabilità attuale del paese.
Ora hai una pausa per pensarci…..Buon Natale.

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