Il mondo trabocca di debito: pubblico, immobiliare e shadow banking protagonisti

Scritto il alle 11:05 da Danilo DT

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Trovare una soluzione per la Grecia è importante sia politicamente che economicamente. Ma questo non è che il primo possibile precedente. Il futuro ci riserva tante altre “Grecia” da gestire. E non sarà facile, in un mondo che è cresciuto grazie alla leva del debito.

Tanti anni fa un saggio personaggio disse: ” Perchè guardi la pagliuzza che è dell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”

L’inizio bibilico di questo post ha solo un motivo: ricordare a tutti che la Grecia non è che la punta di un iceberg. Attenzione, l’iceberg è molto molto più grande di quanto si possa immaginare.

Un recente articolo di Simon Kennedy su Bloomberg  ci ricorda appunto che l’affare Grecia non è che uno dei problemi. Sicuramente importante come precedente dal punto di vista politico ed economico. Il fatto però è che quante altre “Grecia” avremo in futuro? Sicuramente molte. Il motivo è molto semplice: stiamo vivendo in un’economia con una crescita basata su una cosa: il DEBITO.

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A scanso di equivoci guardatevi questo grafico. Lo so che martello spesso su questo argomento ma temo che la consapevolezza della gente non sia ancora arrivata a dei livelli soddisfacenti. I lettori non si rendono conto che questo sistema non può durare all’infinito.

La parabola ascendente del debito pubblico globale

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Dal 2007 il debito pubblico dei vari paesi a livello globale è cresciuto di 57.000 miliardi dollari arrivando a 199.000 miliardi dollari, con un PIL che invece è aumentato di 17 punti percentuali. Ma attenzione: nulla fa pensare che questa tendenza possa invertire facilmente a breve. In questa situazione, l’austerity serve a nulla, e in Grecia ne abbiamo avuto le prove. Non restano che le misure più drastice: vendite di asset, aumenti fiscali oppure la mannaia della ristrutturazione del debito (Haircut).

Come scritto in QUESTO POST, il deleveraging del settore privato è stato semplicemente compensato da un aumento del debito pubblico. Questo vale per gli USA ma per altri mercati non è stato così. Infatti il debito privato resta sempre molto alto. L’80% delle famiglie ha oggi un debito maggiore di quanto aveva nel 2007, quindi prima della grande crisi.

Debito Privato: la bolla continua

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Ma quello che deve anche far paura è la crescita esponenziale del debito in certe aree di cui si sa poco. Parlo della Cina, dove il credito bancario “ombra” (Shadow Banking) ha portato il debito privato a quadruplicarsi. Nel 2007 era pari a 7.000 miliardi, ogi è pari a 28.000 miliardi di USD. Parliamo di una cifra di debiti pari al 282% del PIL cinese, buona parte dei quali legati al settore immobiliare che si sta indebolendo.

Debito Cina: shadow banking e bolla immobiliare

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Se potete pensare che questo quadro “idilliaco” possa continuare all’infinito, allora vi lascio vivere il vostro sogno, fino al giorno vi dovrete risvegliare magari in modo molto violento. Ma non ora. La festa, come detto sabato, continua. E tra un po’ entra in campo il protagonista assoluto del 2015, ovvero Draghi col suo QE. Mica possiamo rovinargli (e rovinarci) la festa, no?

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STAY TUNED!

Danilo DT

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5 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2015 at 12:35

il debito non è una quantità che puoi giudicare come se esistesse in un limbo, è il passivo di uno stato patrimoniale. Quindi in realtà uno dovrebbe chiedersi “cosa ci sta all’attivo ? … mi copre il passivo o sono nei guai ?” E allora ecco che magari si trova qualche risposta sul perchè esista questa ossessione nel privatizzare asset pubblici a prezzi di accatto: non è ossessione è un furto. Se trasferisci l’attivo che vale del bilancio pubblico in mani private ecco che poi lo stato patrimoniale pubblico non sta in piedi mentre quello dei privati che si accaparrano gli attivi di qualità diventano più solidi. Per questo il debito cinese non è preoccupante come quello occidentale in quanto gli asset che contano sono e restano all’attivo del bilancio dello stato, dai terreni, alle miniere alle compagnie petrolifere e alle grandi banche.

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ob1KnoB
Scritto il 23 febbraio 2015 at 14:23

Ovvero nella piccola azienda chiamata mondo il titolare ha scelto di aumentare i propri debiti per 57.000 trilioni per aumentare il fatturato nello stesso periodo di 21000 trilioni (gdp da 57000 a 78000 trillion). Diciamo che è in atto una profonda ristrutturazione del business aziendale…e che probabilmente ci vorrebbe un nuovo CEO ed un valido CFO con una chiara visione. L’unico vantaggio è che questa piccola azienda non ha concorrenti e un patrimonio gigantesco (non suo per la verità ma questo è un altro problema). Diversamente non so’ quante banche l’avrebbero finanziata….

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ob1KnoB
Scritto il 23 febbraio 2015 at 14:38

Ps visto che parliamo di grandi numeri.
Segnalo solo che ogni santo anno arrivano in azienda ( mercato del lavoro) ca 80/90 milioni di volenterosi lavoratori di cui 15/20 laureati con masters proprio quando la ristrutturazione prevedeva di risparmiare qualcosa sulla forza lavoro (sai quelle cose tipo automazioni, internet of things e amenità varie). Cominceremo con la contrattazione aziendale, magari qualche patto di solidarietà, lavorare meno lavorare tutti…, elasticità, produttività e poi vedremo…

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stanziale
Scritto il 23 febbraio 2015 at 19:37

….e L’olanda? altro che grecia, il suo sistema bancario ombra quota 8 volte il pil http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCYQFjAA&url=http%3A%2F%2Fthewalkingdebt.org%2F2014%2F11%2F13%2Fil-ritorno-dei-mutui-subprime-in-olanda%2F&ei=QnLrVJO1M9Xias6YgOgP&usg=AFQjCNFmlkIFSWFI4FJUO8nS9iSo6ZPR6w&sig2=eurW_3Zm09JofcM6TslBpg
In carico al risparmio italiano, quando scoppiera’ la bolla. Yuppiieeee…

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idleproc
Scritto il 25 febbraio 2015 at 13:34

stanziale@finanza,

La situazione è fluida.
No dura, no dura miga.

L’alternativa è isolare il tutto dall’economia reale e trasformarlo in un gioco di società per chi ci vuol giocare (chiedendoglielo).
L’operazione è facile, tecnicamente è già tutto virtuale.
Sono pazzi.

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