Il MIRACOLO economico finanziario sta per finire?

Scritto il alle 15:17 da Danilo DT

miracolo-economico

Purtroppo ieri siamo stati tutti testimoni dell’ennesimo atto criminale da parte di quei deliquienti dell’ISIS che ormai stanno riuscendo nel loro intento: far sentire sempre meno sicuro il mondo in cui viviamo.
E via twitter mi sono lasciato andare in una dichiarazione che forse ha fatto storcere il naso a qualcuno: anche se non lo ammetteranno mai, il rischio di trovarci nel bel mezzo della Terza Guerra Mondiale è concreto. Una Guerra che ha ovviamente una fisionomia molto diversa rispetto alle precedenti due edizioni, ma non per questo rischia di essere meno “invasiva”. Il clima di terrore può tranquillamente influenzare le nostre vite, le nostre abitudini, la nostra serenità.

Ma non mi sono fermato qui. Ho anche detto che, secondo me, il secondo elemento facente parte della Terza Guerra Mondiale era proprio il mondo della finanza. Potrei dilungarmi per ore su questa affermazioni. Ma provo a sintetizzare il tutto dicendo che, dopo tanti anni di politica monetaria espansiva, si sono raggiunti dei “punti di non ritorno” da cui sarà molto difficile poter rientrare. Un esempio su tutti è questo.

Debito, leva finanziaria e tassi di interesse a ZERO

Due dati banali quanto noti, che però, incrociati, creano un mix esplosivo di rara violenza.

Grafico 1 – Rendimenti sotto zero

rendimenti-negativi-mercati-obbligazionari

Guardate questo grafico, ci parla dei bond governativi. Ben 7 trillioni di USD sono a rendimento negativo. Quindi, per assurdo, sono tutti bond dove io PAGO per poter investire. Questo è il “new normal”? Di normale c’è ben poco, soprattutto se poi vediamo la seconda parte di questa banale analisi.

Grafico 2 – Debiti sempre più alti

crescita-debito-aggregato-globale

Se i rendimenti sono a zero o sottozero, i debiti invece stanno facendo un perdorso diametralmente inverso.
Un’analisi di McKinsley  ci dice che il debito globale dal 2007 è cresciuto di $ 57.000.000.000.000 (57.000 miliardi di USD) e in nessuna grande economia è diminuito il rapporto debito-PIL. Il debito pubblico nelle economie avanzate, l’indebitamento delle famiglie, e il rapido aumento del debito della Cina sono fonti di potenziale preoccupazione. Si, proprio la Cina, quel famoso terreno in cui sta riaffiorando la bolla immobiliare.

Ma non andiamo fuori tema e torniamo a parlare di debito. Eccovi un altro grafici che vi spiegherà tutto. Il primo sopra riportato, illustra la crescita del debito di cui parlavo prima.
Quest altro invece esamina l’evoluzione del debito attraverso 47 paesi, dei quali 22 sviluppati e 25 emergenti e valuta le implicazioni di una maggiore leva finanziaria. Qui parliamo di debito globale: governativo, non finanziario, privato.
Il mix di debito e leva finanziaria è esplosivo, il grafico parla da sé.

Grafico 3 – Rapporto Debito/PIL e leva finanziaria

debito-pil-leva-finanziaria
Ora provate a fare un semplice ragionamento: ci troviamo con tassi a ZERO o anche sotto lo zero, ma con un debito che è lievitato a dismisura. Diventa difficile dire quale dei due fenomeni sia la causa dell’altro (il debito aumenta perché i tassi sono molto bassi e si approfitta della situazione, oppure i tassi sono artificiosamente tenuti bassi a causa di un debito che ha raggiunto livelli indifendibili?).
Il problema però è un altro. Questo quadro è tecnicamente NON sostenibile nel lungo periodo e prima o poi il pericoloso equilibrio tra debiti e tassi si romperà. Quali saranno le conseguenze?

Immaginate lo scenario con tassi in aumento: i debiti diventeranno in parte inesigibili, o poco convenienti se le posizioni debitorie sono state aperte solo per fini speculativi (margin debt). Arriverà quindi il deleveraging che andrà a colpire innanzitutto i mercati finanziari, gonfiati indirettamente nel corso degli anni da una politica monetaria ultraespansiva che ha reso fertile il terreno per la speculazione.

Quando questo avverrà? Dare delle date è impossibile, anche perché il processo espansivo del credito non si è ancora fermato. E’ proprio Draghi che, in compagnia della BOJ di Kuroda, continua ad essere benzina per la prosecuzione del dolce sogno. Ma già qualcosa sta cambiando. La FED progressivamente aumenterà i tassi, e la stessa BCE ha ammesso che i tassi non possono scendere all’infinito (ammissione che mette uno stop ad ulteriori ribassi).
I margini aziendali sono ai massimi, il rischio di un rallentamento economico globale sono concreti (guardatevi le ultime revisioni al ribasso delle principali agenzie internazionali), il tutto in un contesto di massima incertezza.

CERTO, anzi, statene CERTI. Il sistema economico continuerà a fare il possibile e anche l’impossibile per far reggere la baracca. E’ negli interessi di tutti. Ma il miracolo non può durare all’infinito. Ma ripeto, questo non è che il mio parere che conta come il due di picche. Intanto però, forse, le mie logiche meritano un po’ d considerazione. Forse.

Riproduzione riservata

STAY TUNED!

Danilo DT

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14 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 23 marzo 2016 at 12:26

bah ! in caso di deflazione al 5% avere indietro 98 tra 1 anno avrebbe un rendimento reale del 3%; un privato con 20.000 euro in banca li può ritirare e realizzare un rotondo 5% ma un fondo pensione con 100 miliardi no, per lui il 3% sarebbe un ottimo affare !

è solo per dire che in una certa situazione un rendimento nominale negativo avrebbe senso eccome !

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Scritto il 23 marzo 2016 at 13:00

Ma un quadro deflattivo non è quello a cui andiamo incontro.
Almeno per il momento.

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john_ludd
Scritto il 23 marzo 2016 at 14:17

Da­ni­lo DT,

mica ho scritto a quale quadretto andiamo incontro, ho scritto solo che in caso di quel quadretto …

per come si sta evolvendo la storia, a quale fosco futuro credo stiamo andando incontro, l’ho scritto più volte e qui lo ripeto: crisi energetica, idrica, agricola >> pesante e persistente stagflazione >> collasso del sistema finanziario >> collasso e dissoluzione di decine degli stati più deboli >> ritorno del fascismo hard al posto del fascismo finanziario soft nella maggior parte degli stati che sopravvivono, fine delle libertà personali, vagoni piombati e campi di concentramento laddove esiste una storica predisposizione a questo tipo di soluzioni >> calo della popolazione da 8 miliardi a 2 in due generazioni in assenza di conflitti, altrimenti il tutto avverrà in due mesi

… nel breve e relativamente all’oggetto del post di oggi, c’è chi lo scrive meglio di me e lo copio e incollo a uso di chi mastica un pò di inglese:

The problem with punishing saving in order to encourage more consumption is that it’s ineffective, and also leaves the economy with nothing to show for it. The wealth of a nation consists of its stock of real private investment (e.g. housing, capital goods, factories), real public investment (e.g. infrastructure), intangible intellectual capital (e.g. education, inventions, organizational knowledge and systems), and its endowment of basic resources such as land, energy, water, and the environment. In an open economy, one would include the net claims on foreigners. Everything else cancels out, because every security is an asset of the holder, but a liability of the issuer. If we want greater prosperity, it will come from expanding our productive capacity and defending our natural resources.

Monetary authorities have now become little more than lab rats on a frantic extinction burst. If there are no adults in the room among our policy-makers who are willing to pursue the appropriate substitute behavior – expanding productive investment through fiscal means – we’re going to have a deeper and more concerted global economic downturn than is already likely. I remain convinced that monetary authorities have already ensured a financial collapse in the coming years that is baked-in-the-cake as a result of obscene valuations. That outcome will unfold nearly regardless of economic prospects.

By encouraging acute financial distortions, enabling massive issuance of speculative-grade securities and stock buybacks at near-record valuations, and repeatedly diverting national savings toward speculative malinvestment, the concerted behavior of central banks is increasingly pushing the global economy toward financial crisis and depressed long-term growth. There is no hope for long-term economic prosperity if we place our faith in the monetary policies of deranged bankers and ivory tower college professors. All they can do is to buy interest-earning bonds and replace them with zero-interest paper. How ignorant must we be to believe that financial bubbles will carry us to prosperity without consequences, and how many collapses must we endure before we focus on strengthening our own legs?

The irony of economics is that when we pursue policies that encourage speculative malinvestment and make productive investment scarce, the pie gets smaller but a larger share of it goes to the owners of existing capital. The “rents” are always highest for those resources that are most scarce. If we really want more jobs, higher labor productivity, stronger growth, better real wages, a balanced income distribution, and a return to long-term economic prosperity, only an expansion of real productive investment – at every level of the economy – will do the job. Ever more deranged monetary policy will not.

March 21, 2016
Extinction Burst
John P. Hussman, Ph.D

http://www.hussmanfunds.com/wmc/wmc160321.htm

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Scritto il 23 marzo 2016 at 14:46

john_ludd@finanza,

Beh John, quanto tu affermi come tua previsione (che già avevi espresso) non esclude assolutametne la mia ipotesi che, se ci pensi bene, è figlia di un sistema che tende a collassare. Quando parlo di sistema,intendo dire una reatà socio-economico-politica correlata che per anni è stata tenuta in piedi in modo artificioso (con lo sputo?) e che ad un certo punto, come un castello di carta, perde i pezzi e come in un domino, vedi i tasselli crolalre uno dietro l’altro.
Ma questo è l’imponderabile e l’imprevedibile. Ed è proprio quello che i “potenti” della terra vogliono evitare. Meglio un lungo periodo di stagnazione, ma posibilmente con un “tozzo di pane per tutti” che un severo crollo con successiva ripartenza.
Però volere, non sempre è potere…. IMHO

ll tuo omonimo John (Hussman) non è certo il re dei bullish ma le sue analisi le apprezzo perchè dietro ad un apparente catastrofismo, c’è del realismo. Il che è cosa non da poco

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john_ludd
Scritto il 23 marzo 2016 at 14:59

Da­ni­lo DT,

i potenti dei quali parli sono interessati solo ed esclusivamente a preservare i propri privilegi a qualunque costo. Nulla è più scontato e predicibile del comportamento delle classi dominanti, sin dall’avvento delle prime società complesse, basterebbe leggersi qualche testo storico/antropologico introduttivo come l’eccellente (e breve) “A short history of progress” di Ronald Wright oppure stamparsi queste citazioni di gente molto brillante capaci di catturare la realtà delle cose in poche sante parole:

“Men, it has been well said, think in herds; it will be seen that they go mad in herds, while they only recover their senses slowly, one by one.”
Charles Mackay, Extraordinary Popular Delusions and the Madness of Crowds

“Get your facts first, and then distort them as much as you please.”
Mark Twain

“As in all periods of speculation, men sought not to be persuaded by the reality of things but to find excuses for escaping into the new world of fantasy.”
John Kenneth Galbraith

“I prefer the company of peasants because they have not been educated sufficiently to reason incorrectly.”
Michel de Montaigne

“To learn who rules over you, simply find out who you are not allowed to criticize“
Voltaire

“Laws, like the spider’s web, catch the fly and let the hawk go free.”
Spanish Proverb

“If they can get you to ask the wrong questions then the answers don’t matter.”
Thomas Pynchon

“It is difficult to get a man to understand something when his salary depends on his not understanding it.”
Upton Sinclair

“The inability to predict outliers implies the inability to predict the course of history”
Nassim Nicholas Taleb

“The majority is never right. Never, I tell you! That’s one of these lies in society that no free and intelligent man can ever help rebelling against. Who are the people that make up the biggest proportion of the population — the intelligent ones or the fools? I think we can agree it’s the fools, no matter where you go in this world, it’s the fools that form the overwhelming majority.”
Henrik Ibsen

AND THE BEST OF ALL …

“Why of course the people don’t want war. Why should some poor slob on a farm want to risk his life in a war when the best he can get out of it is to come back to his farm in one piece? Naturally, the common people don’t want war; neither in Russia, nor in England, nor for that matter in Germany. That is understood. But, after all, it is the leaders of the country who determine the policy and it is always a simple matter to drag the people along, whether it is a democracy, or a fascist dictatorship, or a parliament, or a communist dictatorship. Voice or no voice, the people can always be brought to the bidding of the leaders. All you have to do is tell them they are being attacked, and denounce the peacemakers for lack of patriotism and exposing the country to danger. It works the same in any country.”
Hermann Goering at the Nuremberg trials after World War II

… FOR TODAY IS ENOUGH !

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john_ludd
Scritto il 23 marzo 2016 at 15:10

e per farmi perdonare da chi non legge l’inglese … è già TUTTO stato scritto bisognerebbe solo imparare … magari in un’altra epoca, un’altra specie, chissà forse i delfini …

Non c’è nulla di più terrificante che l’ignoranza in azione
Goethe

Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga.
Joseph Goebbels

Il futuro è morto, e noi siamo sonnambuli in un incubo… Vedo periferie che si diffondono per il pianeta, la sub urbanizzazione dell’anima, vite senza senso, noia assoluta. Una specie di mondo della tv pomeridiana, quando sei mezzo addormentato. E poi, di tanto in tanto, bum! Un evento di una violenza assoluta, del tutto imprevedibile: qualcosa come un pazzo che spara in un supermercato, una bomba che esplode. E’ pericoloso.
James Graham Ballard

Una società gerarchica è possibile solo sulla base di povertà e ignoranza.
George Orwell

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Scritto il 23 marzo 2016 at 15:15

ALLEGRIA!!!!
Cmq grazie del compendio, grande John!

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Scritto il 23 marzo 2016 at 15:19

john_ludd@finanza,

E cmq i potenti di cui parlo, per mantenere i loro privilegi, cosa possono fare? Mica cambiare lo status quo? Meglio una situazione che sia controllabile e quindi potenzialmente monitorata, che non un qualcosa che sia poi rivoluzionario e quindi col rischio di non riuscire a gestirla. Ecco perchè, secondo me, la volontà di “appiattire” il sistema sia la soluzioni migliore, PER LORO. Debt deflation? Si, può essere, chissà. Intanto però con questo scenario,si allargano le sperequazioni sociali. Il contestato Piketty qualcosa ha scritto in merito, se non sbaglio, giusto qualche paginetta.

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john_ludd
Scritto il 23 marzo 2016 at 15:57

Da­ni­lo DT,

Piketty è essenzialmente un utile idiota che propone soluzioni inattuabili per lo più e attuabili in parte ma quelle in parte vanno a colpire la classe media produttiva lasciando intoccato lo strato più alto, lontano e apolide che controlla la grande massa del capitale. E’ un tipico socialista perbenista che senza saperlo lavora per preservare ancora un pò l’attuale status quo.

Relativamente allo status quo, non c’è alcuna intenzione di modificare nulla di sostanziale se questo va a toccare i privilegi di chi dovrebbe modificare l’attuale precario equilibrio. Piuttosto si rischia il totale annichilimento più avanti sperando al più, di non essere più lì quando questo avverrà. Come esempio attuale, il pensiero viene alla follia dell’attuale Europa (quindi non solo euro) che rifiuta di modificare lo schema storico di alleanze (che porta denaro = privilegi) con gli stati che alimentano il terrorismo fino ad arrivare a pagare miliardi al peggiore di questi che li dirotterà in parte verso chi metterà le prossime bombe su qualche treno. Al contempo si persiste in una politica anti russa, l’unico paese che ha effettivamente realizzato una politica contro il terrorismo islamico e che al contempo possiede o controlla indirettamente il 30% di tutte le risorse energetiche residue delle quali pare non ci interessi granché, noi europei che importiamo il 99% delle risorse fossili le quali costituiscono l’80% delle attuali e future complessive. Solo una dei tanti esempi che si potrebbero fare. Finché è così la diagnosi è quella scritta in precedenza.

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unocometanti
Scritto il 23 marzo 2016 at 19:46

Leggo la dichiarazione di Hermann Goering ( grazie John ludd) è risulta così chiaro la strategia dello shock seguita dalle lobby dominanti per continuare a guidare le masse, così come è chiaro quindi chi sono i veri mandanti degli attacchi in Belgio, e tanti altri ne seguiranno…

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john_ludd
Scritto il 23 marzo 2016 at 20:46

uno­co­me­tan­ti,

Le attuali classi dominanti sono finanziarie e hanno applicato dosi massicce di shock therapy secondo i dettami di Milton Friedman e ben raccontate come un avvincente romanzo veritè da John Perkins (Confessioni di un sicario dell’economia). Non credo proprio mettano bombe, quel che accade è l’effetto di azioni errate compiute nel corso di decenni e che hanno destabilizzato buona parte del pianeta. Ora sono a fine corsa e verranno sostituite da nuove classi dominanti che invece utilizzeranno le bombe per percorrere la strada illustrata da Goering.

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Scritto il 23 marzo 2016 at 22:04

http://www.snopes.com/quotes/goering.asp
Qui un bell’articolo su Hermann Goering, che non conoscevo. Thx to John!

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perplessa
Scritto il 24 marzo 2016 at 06:26

non mi pare sia cosi scontato, visto che sono millenni che esistono classi dominanti, e classi dominate. oppure esiste una sindrome del sottoposto che affetta ampi strati della popolazione dalla nascita dell’umanità

john_­ludd@fi­nan­za: . Nulla è più scon­ta­to e pre­di­ci­bi­le del com­por­ta­men­to delle clas­si do­mi­nan­ti,

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aorlansky60
Scritto il 24 marzo 2016 at 11:38

@ DT

E’ proprio Draghi che, in compagnia della BOJ di Kuroda, continua ad essere benzina per la prosecuzione del dolce sogno.
Ma già qualcosa sta cambiando. La FED progressivamente aumenterà i tassi…

… sarebbe proprio interessante scoprire cosa porterebbe questa strategia divergente tra le due banche centrali delle due più forti economie del mondo (riunendo gli stati UE, altrimenti distanziati dalla China se presi singolarmente), se non che -secondo me- non sarà poi così scontato assistere quest’anno ad un programma di rialzo tassi come quello che la Fed ha annunciato in DIC2015 :

se messa in atto, con la tempistica annunciata (un rialzo ogni trim 2016) questa strategia potrebbe provocare ben PEGGIO di un TERREMOTO nel fragilissimo mondo dei “bonds conditi a leva”(dai volumi giganteschi), e qui sapete tutti il perchè senza bisogno di dovere approfondire.

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