Euforia sui bond periferici. Ma sarà vera gloria?

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

E’ corretto vedere questa fase RISK ON come leading indicator della ripresa economica?

Per certi versi è sorprendente vedere mercati così forti con una tale debolezza strutturale. Certo, parliamo spesso della bolla della liquidità, ma non è mai facile stabilire la linea di confine tra una corretta valutazione (legata a fondamentali e prospettive) e speculazione.
Ci sono però situazioni dove diventa veramente difficile trovare delle giustificazioni.
Prendete ad esempio questa slide che mette a confronto i vari rendimenti in Eurozona. Germania giustamente al top ed ovvio risk free dell’area. Seguono però paesi come l’Olanda che sta vivendo un periodo di evidente peggioramento. Ma non solo.

Titoli 10yr Eurozona a confronto

Guardate la Francia. 65bp lo spread vs Berlino. Direi pochino con i problemi dello stato francese. Ma il bello viene dopo.

Irlanda: decennale al 3.5% e spread sul Bund pari a 162bp! Sono numeri che la stessa Irlanda, come ci ricorda Morya Longo de IlSole24Ore, aveva nel 2006 quando il paese correva come Pil, il mercato era estremamente positivo sul paese, non c’era percezione di rischio o bolla sulle banche e la disoccupazione era al 4.5%. Oggi non è affatto così. E soprattutto il rendimento di Dublino è paritetico a quello di stati ben più solidi.

Andiamo avanti e troviamo la Spagna. 3.8% il decennale e spread a190bp,meglio dell’Italia. Wow… Ma siamo certi che questo “sorpasso” sia giustificabile?

Rendimento Bonos 10yr vs Bund 10yr

Prendete alcuni dati come deficit e disoccupazione. Numeri che dovrebbero far fuggire gli investitori. Ed invece eccoli li, tutti a fare la coda a comprare a piene mani i Bonos come se fossero grandi occasioni di acquisto.
Tanto per intenderci, questi rendimenti i Bonos li vedevano nel lontano 2006, quando era veramente tutto MOLTO diverso. La disoccupazione era al 8.5%, i paese cresceva bene e ancora non c’era quel degrado economico-sociale che oggi caratterizza Madrid. Oggi invece la disoccupazione è pari al 26.7%. Già solo questo dato dovrebbe dire tutto.

Yields on Ireland’s benchmark 10-year bonds fell as low as 3.25 percent on Jan. 7, the least since January 2006. The extra yield investors receive for holding the securities instead of benchmark German bunds narrowed to 1.35 percentage points from a high of more than 11.5 percentage points on July 2011.
Portugal is now trying to regain full access to debt markets, with the end of its own 78 billion-euro rescue program from the European Union and International Monetary Fund approaching in June. The nation will sell additional 4.75 percent securities maturing in June 2019 priced to yield 330 basis points more than the mid-swap rate, said a person familiar with the arrangement, who asked not to be identified because they’re not authorized to speak about it. That’s down from initial price talk of about 340 basis points.
The rate on 4.45 percent Portuguese securities due in June 2018 was at 3.99 percent at 12:49 p.m. London time today, after dropping to 3.91 percent yesterday, the lowest for a benchmark five-year note since 2010. (Bloomberg)

Potremo continuare con Portogallo per poi infierire sulla Grecia, di cui ho parlato in questo post, ma direi che il concetto è chiarissimo.
Ci sono due fattori che guidano il mercato obbligazionario.

a) Percezione del rischio
b) Valanga di liquidità

“In the last 24 months there has been a progressive reduction in the perception of risk among investors and we are gradually moving from fear to greed” (JCI Capital)

Molti parlano di miglioramento strutturale dei paesi più deboli. In realtà non è affatto così. I mercati stanno vivendo una fase euforica. E questo avviene grazie anche al sostegno del garante BCE, che contribuisce ad una percezione del rischio finanziario che oggi praticamente inesistente (RISK ON), senza poi dimenticare la massa di liquidità che è presente sul mercato.
Ma sarà vera gloria?

Meglio svegliarci dal sogno e tornare coi piedi per terra.

Flussi finanziari e momentum

Molti di voi avranno avuto modo di “subire” il tracollo dei bond in valuta emergente. Cosa è successo? I flussi finanziari, che per mesi avevano alimentato il mercato obbligazionario dei paesi emergenti e delle loro valute, hanno fatto un improvviso “dietrofront” generando un fuggi fuggi generale ed un crollo delle quotazioni.
Come definireste voi paesi come Grecia e Portogallo? Sono paesi meglio messi di Brasile, Messico, Russia, Turchia?
Ne dubito fortemente.
Per farla breve, i mercati dei capitali hanno sempre due facce e vedere in questo movimento euforico le basi di un movimento “bullish” che continuerà a lungo è secondo me profondamente sbagliato. Come è sbagliato considerare questa fase RISK ON come “leading indicator” che illustra una futura ripresa economica.
Il tempo come sempre “aggiusterà” le cose. Intanto però, è meglio essere consapevoli di come stanno realmente le cose e prepararsi a repentini cambiamenti di sentiment che non sono giustificati dai fondamentali.
Come dicono i vecchi saggi, dalle mie parti: “dopo un tempo, ne viene sempre un altro”.

STAY TUNED!

Danilo DT

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20 commenti Commenta
draziz
Scritto il 10 gennaio 2014 at 11:32

Grazie DT, sempre interessante sentire suonare la sveglia un po’ prima del tempo.
Anche quando si dormono sonni tranquilli un po’ di senso critico può fare comodo…
Dal sito del bravo Zerohedge:

http://www.zerohedge.com/news/2014-01-09/if-youre-waiting-economic-collapse-just-look-what-happening-europe

Una ventata di… ottimismo (fatta apposta per i nostri Ministri e combriccola…) :mrgreen:

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john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 12:15

è davvero come dici ?

Quanto segue è un campione della variazione dei cambi nel corso del 2013, dollaro escluso:

Thai baht/euro -10,57%
Brasil real/euro -17,00%
Russian rublo/euro -11,24%
Nowegian nok/euro -12,09%
Canadian cad/euro -10,44%
Korean won/euro -2,82%
Chinese yuan/euro -1,08%

secondo il tuo ragionamento Canada e Norvegia sono più terzo mondo della Thailandia; se non lo sono perchè allora il won si è svalutato meno?

le valute sono assai più oneste delle azioni; si muovono secondo parametri ben misurabili in primis LA VARIAZIONE DEL AVANZO/DEFICIT SULL’ESTERO. Tutti i paesi dell’Europa sono ora dei creditori netti e complessivamente l’Europa presenta la preponderante componente di avanzo globale, quindo dato che la somma è zero gli altri sono peggiorati. Dato che anche gli USA sono migliorati (sempre in deficit ma meno) allora gli altri sono DI MOLTO peggiorati. La forza dell’euro è STRUTTURALE, si rafforzerà assai più probabilmente che no, almeno nel brevissimo. Ed è strutturale perché il vero obiettivo delle politiche di austerity non era quello di abbattere il debito pubblico ma il deficit con l’estero. Sia chi scrive il blog che chi lo legge pensa ancora che a Berlino e Bruxelles siano dei babbei. Davvero? Non è che i babbei siete voi invece? L’obiettivo era impedire la dissoluzione dell’euro per via finanziaria, CENTRATO, un successo clamoroso e per me inaspettato. CHAPEAU ! Provate ad attaccare un paese con un avanzo sull’estero. Non ci riesce nessuno, è impossibile, altro che le parole magiche di Draghi, bisogna comprare euro per commerciare con l’Europa, 200 miliardi l’anno. Neanche su Marte gli speculatori hanno tutto questo denaro. E infatti cari miei che cosa fanno, seguono i flussi come SEMPRE fanno e COMPRANO euro collaborando a rafforzare un trend naturalmente in atto perchè programmato e voluto a qualunque costo. Quale costo? Che la dissoluzione dell’euro è per ora impossibile per mano dei mercati finanziari ma è diventata possibile per via politica/sociale. Prima era il contrario. Ma sia chiaro che non si possono centrare tutti e due gli obiettivi: se vuoi ridurre la sottoccupazione devi spendere in deficit e aumentare il potere di acquisto, ma così con il cambio fisso i paesi del sud europa tornano in deficit perchè la merce prodotta all’estero costa (molto) meno e l’euro torna a essere attaccabile per via finanziaria. Non se ne esce perchè non si può. Zero in economia a questo e a quasi tutti gli altri blog.

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paolo41
Scritto il 10 gennaio 2014 at 14:09

john_ludd@finanza,

….zero… in lettura….. a chi… arriva tardi e non legge i commenti di quelli che in questo blog hanno ripetutamente esternato le tue ultime considerazioni…

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john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 14:42

paolo41,

Orpo mica sono un guru, sono un saccente di terzo livello (cioè uno che riassume quello scritto da quelli bravini di secondo livello i quali hanno attinto ai rari maestri di primo livello). Per il resto sono poco in Italia; sono tra quelli cui l’euro forte presenta gli enormi vantaggi che ha se lo puoi spendere fuori dall’Europa dove la modesta inflazione non compensa certo la grande svalutazione cambiaria a ennesima dimostrazione che chi afferma che fuori dall’euro saremmo travolti da iper inflazione è un imbecille. Non c’è niente da fare, l’Italia vuole fallire e ci riuscirà nel modo peggiore.

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overshooting
Scritto il 10 gennaio 2014 at 14:58

bel commento, concordo quasi su tutto…credo nel momento in cui iniziera’ un tapering piu’ serio in Usa e in Europa la Bce utilizzera’ alcuni strumenti di politica economica espansivi l’eur si deprezzera’ nei confronti del Dollaro…certo per quanto riguarda le altre valute il discorso e’ piu’ complesso…

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Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:01

john_ludd@finanza,

Aspetta John, io non consideravo gli effetti valutari e cosa è successo nella realtà.
Io parlavo solo di flussi finanziari in movimento VERSO i paesi emergenti. La Norvegia in questo caso non c’entra nulla.
Le tue considerazioni sono corrette ma non era mia intenzione addentrarmi in tali tecnicismi.

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Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:02

john_ludd@finanza,

E cmq grazie per lo zero

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john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:11

Danilo DT,

mica ti ho detto in quale scala. Zero su dieci è scarsino, magari zero su tre è meglio. Il mio voto quest’anno è stato negativo, non avevo previsto la bravura dei killers a Francoforte e Berlino (anche un killer può essere bravo nella sua scala dei valori). Non è certo un caso che sinora hanno vinto il 100% delle battaglie. Certo non sottovaluto la forza del denaro caldo che si riversa sui mercati europei ma si muovono su un trend che già esiste; la speculazione non ama perdere quattrini e almeno nel breve ci riesce. Poi all’improvviso BUM ! perde in un mese quanto guadagnato in 5 anni ma nel frattempo i gestori si sono riempiti le tasche di commissioni e il popolo dei cojones sono… appunto cojones. Non te la prendere, chi più chi meno nella cacca è e nella cacca resterà.

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Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:38

john_ludd@finanza,

ok ok… no me la prendo… :mrgreen:
Passa più spesso a trovarci, le tue critiche ed i tuoi commenti sono sempre ben accetti, visto che sono sempre costruttivi e critici. Quello che ci vuole per dei confronti che portino a migliorarci tutti insieme. :wink:

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ob1KnoB
Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:46

john_ludd@finanza,

:D:Dl’esperienza tibetana…..lascia il segno. Resto estasiato ed infastidito (per invidia) dalla capacità di sintesi. Purtroppo per la comunicazione efficace occorre valutare il piano di confronto. Se penso che il mio cellulare di oggi è piu’ efficace del computer di soli 10 anni fà e proietto questa cosa nella finanza mi rendo conto della mia pochezza della possibilità di prevedere cosa accadrà non tra dieci anni ma solo tra pochi mesi (e qui giustifico lo sforzo di DT con il risk on od il risk off) ma capisco in profondità il panta rei…….
Il vero problema è l’overcapacity che è tale da 10 anni ed è (minimamente affrontata) il cancro stesso di un modello capitalistico enfatizzato nella sua malattia alla fine verticistica se non assolutistica o dittatoriale. L’uguaglianza, la libertà, la fraternità si sono trasferiti dal ‘700 direttamente in un altro pianeta.

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john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:57

Danilo DT,

se ci si limita alla sfera economica non riesco a trovare nulla di piacevole da raccontare, quindi è meglio che mi presenti di rado. La depressione in quest’ambito è già anche troppo pronunciata, non serve uno che ti redige l’elenco delle sfighe. Potrei anche scrivere di possibili soluzioni ma sarebbe anche peggio. Uno scrive di soluzioni se poi per primo si impegna a tentare di metterle in pratica, altrimenti è l’ennesimo stronzo incoerente che ha non ha niente di meglio da fare che fare il santone con gli altri; è l’attività preferita di un sacco di inutili italiani che pascolano tra istituzioni, giornali, radio etc… non mi iscrivo a quel partito. Avrei invece un sacco di cose più piacevoli da raccontare ma non riguardano l’economia e questa è poi la ragione per cui ho deciso di occuparmene meno e di spendere il mio tempo facendo altro, almeno finché mi sarà possibile e si sa, tutto è transitorio. Ciao.

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john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 16:26

ob1KnoB@finanzaonline,

sai quando arrivo in Europa dall’Asia e leggo che c’è gente che vuole rilanciare la produttività… ma questa gente è mai stata in Asia, li ha mai visti i centri industriali in Cina, in Corea, i 500 km di capannoni tra Tokyo e Osaka, i fantastilioni di fabbrichette e officine dei terzisti tailandesi, vietnamiti… ha mai visitato le campagne della Cambogia, della Birmania, dell’India, ha notato quanta mano d’opera a costo zero c’è ancora ? Ma di che parlano… vuoi essere competitivo sui salari con un cinese, un vietnamita… paesi che sono abituati da millenni a trattare come sudditi i propri abitanti e non come cittadini e che d’altra parte ben difficilmente potrebbero mai adottare un modello sviluppo virtuoso ? Una volta che l’occidente ha rinunciato all’unica cosa in più che aveva rispetto quei paesi, il risultato era già scritto. Si tratta solo di contabilizzarlo. Noi abbiamo perso e nessuno ha vinto.

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gainhunter
Scritto il 10 gennaio 2014 at 20:35

john_ludd@finanza,

Bentornato.

“il vero obiettivo delle politiche di austerity non era quello di abbattere il debito pubblico ma il deficit con l’estero”

Questo ormai penso che l’abbiano capito in molti. La famosa frase “abbiamo distrutto la domanda interna tramite il consolidamento fiscale”, secondo l’establishment eurista è un vanto che certifica la “missione compiuta” (verificabile proprio dal miglioramento del saldo delle partite correnti, poco importa se a questo corrisponde un peggioramento dei totali di import e export), invece il popolo, che guarda al portafoglio, al lavoro, all’economia reale, la interpreta come una ammissione di colpa. Era volontario, non era incompetenza. Secondo loro è un successo, non un fallimento. Obiettivi diversi, punti di vista diversi, ovvio.

Sulla forza dell’euro: http://snbchf.com/global-macro/eurusd-1-50/

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john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 21:10

gainhunter,

conosco bene George Dorgan ma attenzione devi leggerli tutti i post di Dorgan che è uno di quelli di fascia alta ma molto alta a livello di competenza. Innanzitutto è svizzero un paese che sarà senza alcun dubbio uno tra gli ultimi a cadere, dato che è il centro mondiale del Kapitale con la K (pare che Mammona sia cittadino svizzero e ami il formaggio e il Toblerone), secondo in passato quando i fatti puntavano in diversa direzione ha scritto post dal tono diverso e sempre molto convincenti. E’ un pragmatico osservatore della realtà e adatta le sue previsioni in funzione dei fatti che osserva: ora è del tutto evidente che i tedeschi hanno vinto (per ora) e quindi SE i paesi del sud europa saranno in grado di continuare a digerire la medicina (i metodi sono stati ampiamente collaudati in Grecia, Irlanda, Cipro, Italia, sanno quello che fanno) allora tra qualche anno l’Italia sarà una piccola Germania. Ne sono convinto anche io MA è un bel SE, non tanto per la medicina che gli italiani continueranno a bere a dosi massicce lamentandosi sui blog (hanno preso il posto dei bar dove ora vanno solo gli extra comunitari a giocare) ma perchè l’Europa non è il centro del mondo e i tedeschi hanno puntato tutto come in passato sulla crescita degli altri. Comodo caro il mio Franz, mica è certo che la fuori ci siano torme di clienti per il made in Germany (o il made in Europe che fa lo stesso). Siamo sicuri che è così ? E il buffo è che i pro euristi sfegatati continuano a sparare cagate sul default prossimo venturo del loro miglior cliente. Allora Franz deciditi, il tuo miglior cliente lo vuoi morto o vivo ? Se lo vuoi vivo ti pagherà in dollari svalutati e sarai punto e daccapo ma non potrai fare come con la Grecia. E invece più a est proprio non ti vogliono. La Germania è in avanzo con tutti tranne cinesi e coreani e mentre i coreani sono troppo piccoli, poco per volta i cinesi ti mangeranno vivo caro Franz perchè sanno fare i treni e navi e satelliti, stanno progettando aerei e centrali atomiche, sono già molto meglio in tutto ciò che è elettronica e TLC, sfornano 10 volte più ingegneri e presto sapranno fare tante belle copie delle tue BMW, hanno 2 tra i primi 4 centri finanziari del pianeta e quindi alla fine caro Franz tu sei morto e i tuoi stupidi servi insieme a te. Alla fine Davide perde sempre con Golia.

ok è un pò colorito e pure non del tutto verosimile ma stiamo giocando vero ?

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gainhunter
Scritto il 10 gennaio 2014 at 21:34

john_ludd@finanza,

Visto che siamo al bar, e al bar si beve e si gioca, sì, stiamo giocando :)
E magari loro senza saperlo stanno giocando alla versione moderna e apparentemente pacifica della “guerra termonucleare globale”, dove non vince né David né Joshua :)

Danke John

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faustino
Scritto il 10 gennaio 2014 at 23:43

john_ludd@finanza,

Pubblicato sul mio diario.

Sperò vivamente che ti venga voglia di lasciar traccia delle tue sensazioni John_ludd.

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kry
Scritto il 11 gennaio 2014 at 23:49

gainhunter,

Già peccato che chi sta in cima alla piramide finanziaria non giochi …… a tris. A proposito di film mi sembra più adatto quello ( penso faccia parte della serie di batman ) in cui partecipava Arnold Schwarzenegger e dove il nemico interpretato da un’attrice madre natura diceva che il mondo è bello se fosse tutto suo e abitato da nessuno.

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gainhunter
Scritto il 12 gennaio 2014 at 11:35

kry@finanza,

:-)

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kry
Scritto il 12 gennaio 2014 at 13:11

john_ludd@finanza,

Ciao john_ludd forse non lo leggerai ma ci provo lo stesso. Alla tua domanda ( non ho capito se provocatoria ) “Allora Franz deciditi, il tuo miglior cliente lo vuoi morto o vivo ? ” penso che si possa fare ritorno all’ ideologia nazista del ” il fine giustifica i mezzi”. Anche se tale frase è del nostro Macchiavelli ( tanto amato da Andrea) penso che sia ancora attuale visto che i tedeschi avendo ancor paura dell’inflazione ricordano tranquillamente la repubblica di Weimer e le sue conseguenze non ricordando le cause che le ritroviamo all’inizio del film il gladiatore ” un popolo dovrebbe capire quando è la sua fine”. Ora come ci hai spiegato da icebergfinanza gli usa hanno capito quello che ci hai spiegato al commento delle 12,15″…pensa ancora che a Berlino e Bruxelles siano dei babbei. Davvero? Non è che i babbei siete voi invece? L’obiettivo era impedire la dissoluzione dell’euro per via finanziaria, CENTRATO, un successo clamoroso e per me inaspettato.” e stanno attuando la stessa tecnica con l’estrazione del petrolio. E come dici hai ragione per l’ennesima volta probabilmente diventeremo una piccola germania “Noi abbiamo perso e nessuno ha vinto.” e tra i due litiganti il terzo gode ….. ahhhh come gode la cina ( forse ). Comunque se in tutti i bar si fossero fatti questi commenti qualcosa di buono nei fatti sarebbe successo, inoltre ti vedo bene a fare il barista del ” CLUB FINANZA ” fammi sapere così mi vengo a consumare la pallina di gelato al pistacchio che avevi messo in paio tempo fà. Ciao.

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lukeof
Scritto il 13 gennaio 2014 at 17:02

Oddio, che la Germania abbia reso “impossibile” la dissoluzione dell’Euro per via finanziaria, mi pare un po’ forte.
Due scadenze:
Dicembre 2014- Febbraio 2015
Ovvero le scadenze di restituzione dell’LTRO di Draghi. Che cosa diavolo credete che succederà quando le banche Europee beneficiarie di 1000 miliardi di Euro dovranno ritornarli indietro?
Io ho la vaga impressione che già da 6 mesi prima cominceremo a vedere una valanga di debito europeo e PIIGS venduto per avere il capitale da restituire alla BCE.
Quindi lo spread a 450 se non di piu’.
Poi magari mi sbaglio, ma tant’è.

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