ZEW: La Germania ringrazia i PIGS

Scritto il alle 13:27 da Danilo DT

Non sono impazzito. E’ la verità. Se non fosse stato per i PIGS, col piffero che lo ZEW tedesco stamattina si sarebbe ritrovato con un inatteso +1.8 contro un atteso -4. Situazione attuale: ZEW a 81.5.

La Germania locomotiva d’Europa, paese che corre in modo eccelso e che sfrutta la debolezza del resto d’Europa per continuare a correre. Unico paese dell’area core che tiene un ritmo di crescita virtuoso.
Ma come mai la Germania deve ringraziare i PIGS?
Pensateci un attimo. Se non ci fosse l’Euro e ci fosse invece il Marco tedesco, oggi il Marco sarebbe la super valuta rifugio, più dello Yen e più del franco Svizzero. La conseguenza sarebbe una rivalutazione catastrofica che andrebbe ad inchiodare le esportazioni. Ed invece, i PIGS tengono basso l’Euro e il morale sulla valuta unica. E la Germania gongola. Noi, un po’ di meno…

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31 commenti Commenta
caposci
Scritto il 16 novembre 2010 at 13:53

si ma per mela germania no potrà guadagnarci per sempre :-)

vedremo se avrò ragione, di sicuro perdere meno degli altri pigs perchè è messa meglio, ma ancora non è così forte

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paolo41
Scritto il 16 novembre 2010 at 14:22

Dream, sai come la penso…. prima che salta l’euro come elemento coagulante dell’EU meglio è…. non è necessario avere una comunità delle nazioni europee con il cappio dell’euro…. ad es. l’UK, che è messa proprio male, ha un rating più elevato perchè.. dispone della sua moneta e di una certa indipendenza!!!! Se i governanti dei paesi PIIGS non trovano il coraggio di “staccare la spina” dall’euro e di uscire dalle forche legislative della EU, saranno spremuti come un limone e le possibilità di una ripresa economica si riducono ogni giorno che passa….
Oggi sono particolarmente cattivo….!!!!! Non credo affatto che l’Italia sarà la prima a muoversi ma spero molto in Portogallo e Irlanda…..

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mattacchiuz
Scritto il 16 novembre 2010 at 14:34

hanno rialzato ancora i margini per l’argento.
chissà se mai li alzeranno per l’s&p….

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Lukas
Scritto il 16 novembre 2010 at 14:34

Paolo t’immagini….. o meglio…… speri in un’Italia fuori dall’euro……ma con la riedizione della vecchia ” Liretta”……..a quali tassi verrebbe finanziato l’immane debito pubblico italiano ?……la soluzione per me è esattamente l’opposta…….ossia e’ necessario che finalmente l’Europa…….teutonica……..intesa come serietà di comportamenti……….. entri in Italia…….a cominciare dalle valli del bergamasco !!!!

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Scritto il 16 novembre 2010 at 14:35

caposci@finanza: si ma per mela germania no potrà guadagnarci per sempre vedremo se avrò ragione, di sicuro perdere meno degli altri pigs perchè è messa meglio, ma ancora non è così forte  

Perdere meno degli altri PIGS? Perchè fa parte dei PIGS?

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mattacchiuz
Scritto il 16 novembre 2010 at 14:35

a… anche per l’oro, ma di poco…

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daino
Scritto il 16 novembre 2010 at 15:16

mattacchiuz,

mi sa che è solo l’inizio. Che vogliono tenere basso il prezzo dei preziosi si sa. Ora che hanno scoperto questo nuovo metodo lo useranno finchè possibile. Cmq non ti sbagliare, per gli investitori è meglio, si raggiungeranno picchi meno elevati ma più…(non mi viene l’aggettivo e mi sono stufato di pensarlo, tanto è chiaro)

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daino
Scritto il 16 novembre 2010 at 15:24

ho letto che l’austria non vuole pagare la sua trance di aiuti alla grecia perchè questa non ha raggiunto gli obbiettivi concordati…e si va bene di nulla…ma ve lo immaginate una riunione dell’euro zona in questi giorni…dev’essere un casino incredibile

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mezzy80
Scritto il 16 novembre 2010 at 15:25

Scusate l’intrusione…

Paolo41, se salta l’euro salta la comunità europea e con essa affondano 50 anni di sforzi per cercare di uscire dal recinto della “sovranità politico economica limitata post 2 guerra mondiale” .
Io, e sottolineo che siamo nel campo delle opinioni personali, preferisco resistere e sperare che la cara vecchia europa la smetta di seguire e provi a guidare.

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mattacchiuz
Scritto il 16 novembre 2010 at 15:47

daino,

tutto vero amico mio.!

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daino
Scritto il 16 novembre 2010 at 16:18

mattacchiuz,

perchè non si fa anche una lista con…che ne so, tipo “perchè ogni giorno leggo intermarket?”
Parto io:
1) perchè ci trovo informazioni di qualità
2) perchè è indipendente
3) perchè a volte non so che fare

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    Scritto il 16 novembre 2010 at 16:25

    Ehm… spero solo che la risposta giusta non sia la terza… altrimenti chiudo or ora baracca e burattini…

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hironibiki
Scritto il 16 novembre 2010 at 16:47

Io perchè leggo? Ecco i miei motivi:

1) Solo qui ho trovato persone competenti che offrono la possibilità di confrontarsi su ciò che succede nel mondo a livello economico
2) Hanno la passione per l’economia e non mi bollano come “catastrofista”
3) Ho l’opportunità di imparare molte cose anche se non diverrò mai un trader

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hironibiki
Scritto il 16 novembre 2010 at 16:53

Ora io una domanda per voi.. Ma quanti sono gli iscritti al forum? Io ne ho contati circa 10 forse 15, ma probabilmente sbaglio.. Speriamo di essere in tanti, più si è meglio è :mrgreen:

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Scritto il 16 novembre 2010 at 16:58

hironibiki@finanza,

:oops: :lol:
Sono circa 15 volte quello che hai detto. Il fatto che molti non commentano e leggono solo. Se poi contiamo i silenti, sono ben altri numeri… :wink:

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lampo
Scritto il 16 novembre 2010 at 17:04

Vedo anche alcuni lati positivi nel fatto che l’Italia faccia parte dei PIIGS e l’Europa stia attraversano una crisi:
– finalmente incominciano ad entrare imprese estere anche nella grande distribuzione che portano un pò di aria fresca a quella viziata e basata su “dazi di casta” (per non dire altro…) della nostra grande distribuzione (esempio: domenica ho ordinato un prodotto che cercavo da due anni vicino casa dal costo irrisorio di €25, ma lo trovavo solo su internet a cui per comprarlo dovevo aggiungere minimo 10€ di spese di spedizione. Bene oggi l’ho ricevuto con corriere senza alcuna spesa di spedizione al solo costo dell’oggetto!);
– concorrenza nel campo delle assicurazioni, in particolar modo RCA. In oramai decenni di rincari mi sono salvato (leggi pago circa quanto 10 anni fa) grazie al cambiamento di compagnia quasi ogni anno tra un ventaglio di praticamente solo compagnie straniere. Peccato che cambino compagnia solo il 10% di italiani… gli stessi italiani che tutti al 100% si lamentano dei rincari… e non fanno niente! (ricordiamoci che le compagnie commissionano statistiche sui nostri comportamenti nei consumi quasi sempre…e quindi nel campo RCA hanno capito che siamo dei cog..oni!),
– idem per il settore delle banche;
e potrei continuare a iosa.

Insomma, concludendo, se è necessaria la crisi e far parte dell’EU (e soprattutto dei PIIGS) per eliminare le posizioni dominanti, di casta e di potere in alcuni settori… (che alleggeriscono il ns. portafognio in modo sostanziale anche se magari di pochi euro al giorno… in modo che non ce ne accorgiamo) BEN VENGA LA CRISI! :mrgreen:
Insomma come sempre in questo paese siamo al paradosso!

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gaolin
Scritto il 16 novembre 2010 at 17:15

Qui bisognerebbe dedicare un POST per spiegare perchè la locomotiva tedesca va bene in questi tempi bui per molti altri in EU.
E’ vero che l’apparato produttivo tedesco nel suo complesso è decisamente di un livello superiore e quindi è competitivo ancora, pur con questo EUR forte.
Altrettanto vero è che i bravi tedeschi negli anni scorsi hanno dislocato in Cina gran parte delle produzioni di apparecchi di tutti i tipi che prima producevano in casa o in altri paesi europei. Oggi a costi cinesi importano dallaCina questi prodotti e poi li smistano, con enormi margini, nel resto del mondo, grazie alle loro reti commerciali diffuse dappertutto.
Sempre grazie ai produttori cinesi a basso costo, i bravi tedeschi si sono inseriti massicciamente anche nel settore della moda, degli articoli da design, ecc togliendo spazi a paesi come l’Italia.
La Germania al suo interno paga interessi bassissimi sui finanziamenti in EUR, beneficiando della sua solidità ma a scapito degli altri paesi che, chi più chi meno, corrispondono lauti interessi alle banche tedesche. E così via con altri esempi.
Insomma l’area EUR così come funziona va a meraviglia per la Germania, meno bene per alcuni paesi e male per altri. L’Italia fa parte di questi altri.
Di questi tempi ci stiamo accorgendo che l’appartenere all’area EUR non è poi quel gran affare che ci avevano fatto intravedere coloro, pochi però, che ne sarebbero poi stati beneficiati.
Chissà chi erano/sono quei pochi?
Come indovinello mi pare sia facile, facile, facilissimo.

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Scritto il 16 novembre 2010 at 18:17

gaolin@finanza,

La mia frase finale: “La conseguenza sarebbe una rivalutazione catastrofica che andrebbe ad inchiodare le esportazioni. Ed invece, i PIGS tengono basso l’Euro e il morale sulla valuta unica. E la Germania gongola. Noi, un po’ di meno… non è casuale…
Mi sembra quindi che siamo in linea ;-)

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gaolin
Scritto il 16 novembre 2010 at 18:55

Dream Theater,

Sai che ti dico DT?
Paolo 41 ha ragione.
Ci sono tanti aspetti negativi anche per l’Italia se salta l’EUR, specie per quelli che se ne sono avvantaggiati ma con L’EUR noi italiani camminiamo controvento forte e con un cappio al collo.
Ci vorrebbe una forte rivalutazione dello CNY, per riequilibrare un po’ le cose ma questo è un pio desiderio e nulla più, per il momento.

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Scritto il 16 novembre 2010 at 19:10

gaolin@finanza,

Ricordi cosa avevo scritto tempo fa? Forse la soluzione sarebbe non l’uscita dei PIGS dall’Euro ma della Germania dall’Euro.
Ma questa è fantafinanza…

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amensa
Scritto il 16 novembre 2010 at 19:13

paolo41,

io mi sono già espresso in merito, e penso che, se i governanti dei PIIGS avessero un po’ di pallesarebbe il momento buono per imporre uno scambio:
moneta unica per tutti, ma anche titoli emessi dalla BCE e girati ai vari tesori.
con la possibilità poi di imporre condizioni ai più scalcinati, in tempi e modi da non ucciderli, ma semplicemente fargli capire cos’è un bilancio in pareggio.
non titoli tedeschi al 2% e irlandesi all’8%. se si vuole titoli “europa” al 2,6 o 2,8% per tutti!
e non vengano a rompere i signori tedescjhi con la frergnaccia che non devono pagare i debiti dei piigs, visto ch ene utilizzano sia i mercati che proprio la debolezza per poter esportare meglio !!!

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ottofranz
Scritto il 16 novembre 2010 at 19:20

Rothbard :

«Benchè dimenticato dagli storici e dalla pubblica opinione, il ridupio del debito pubblico è una robusta parte della tradizione americana.
La prima ondata avvenne nel decennio 1840, dopo il panico del 1837 e del 1839: panico indotto dal boom inflazionistico creato dalla Second Bank of United States. Numerosi Stati, allora governati dai Whig (conservatori alla britannica), emisero un’enorme quantità di titoli di debito, che usarono per lo più in sprechi pubblici.
Il debito degli Stati salì dai 26 milioni di dollari a 170 milioni nel decennio 1830. I titoli di questi debiti furono comprati per lo più da investitori britannici e olandesi. Nel clima di deflazione del 1840, succeduto al panico, gli Stati si trovarono a pagare i debiti in dollari che, adesso, valevano più dei dollari che avevano preso a prestito.
Molti Stati, a questo punto governati da democratici, risolsero la questione ripudiando i debiti, sia totalmente sia in parte.
Dei diciotto Stati in debito (sui 28 che contavano gli USA nel 1840), nove continuarono a pagare gli interessi senza interruzione; ma altri nove (Maryland, Pennsylvania, Illinois, Indiana, Michigan, Arkansas, Louisiana, Mississippi e Florida) non pagarono.
Quattro di essi sospesero il pagamento degli interessi per diversi anni; gli altri cinque (Michigan, Mississippi, Arkansas, Louisiana e Florida) ripudiarono totalmente e in modo permanente il loro debito pubblico.

Come dopo ogni ripudio del debito, il risultato fu di sollevare il grave peso dalle schiene dei contribuenti»,

Mio Nonno , meno famoso di Rothbard,ma estremamente saggio, quando giovane virgulto pieno di debiti gli confessai di non dormire la notte, mi disse:- ” Tu non dormi? Lascia che siano quelli a cui devi dei soldi a non dormire !” La frase mi fece ridere e non la dimenticai più

«Sono i debitori ad avere collettivamente il controllo della situazione.

Dunque saranno i creditori, non i debitori, che dovranno fare le più dolorose concessioni negli anni a venire

I signori del mondo dipendono dalla buona volontà dei debitori in difficoltà economica crescente di continuare a pagare onestamente dei debiti che sono stati loro affibbiati in modo fraudolento.

E probabilmente prima o poi ci si renderà conto che il “to big to fail” è una frase coniata da qualcuno che se la stava facendo sotto

E i bluff si vanno a vedere !

Immaginiamoci un improvviso arrivo di iper-inflazione.

Un collasso in cui anche i banchieri saranno trascinati.
Perchè i banchieri di Wall Street, che si credono i signori del mondo, sono già oggi vulnerabili al massimo.

Dipendono dal fatto che lo Stato americano consente loro di applicare norme contabili truffaldine sui loro «attivi»: se dovessero valutare quegli «attivi» ai loro reali valori di mercato, risulterebbero anch’essi insolventi.

Il trucco regge solo finchè i debitori pagano almeno qualche interesse; solo così i banchieri possono iscrivere quei prestiti dubbi come «performing», ossia in qualche modo redditizi.

Ma immaginate se dovessero fare bancarotta non la Grecia che tutto sommato conta poco in termini di PIL globale,come probabilmente anche l’Irlanda. Ma Portogallo, Spagna ,Italia ?

Immaginiamo che i debitori tutti insieme facciano default: di colpo, gli «attivi» che le banche dichiarano «ancora paganti» o funzionanti, quindi attivi, (performing) andrebbero scritti nella colonna contabile delle perdite secche.

Allora il mondo d’oggi, dove comandano i creditori, si tramuterebbe di colpo in un mondo dove a guidare il gioco sono i debitori.

Ci sarà da ridere ! Pensate che non lo sappiano?

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Lukas
Scritto il 16 novembre 2010 at 19:39

L’Euro era un ottimo strumento per mettere finalmente ordine nei paesi dai facili costumi……..ma questi non nè hanno voluto sapere di……….cambiare…….ed oggi pure se li salvano……… poi riprendono con la solita solfa…………questi popoli sanno vivere solo cosi’………ma dopo un eventuale default……..sarà dura trovare altri allocchi sottoscrittori dei loro titoli spazzatura……e forse solo allora si decideranno a cambiare !!!!

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gaolin
Scritto il 16 novembre 2010 at 19:51

Visto che il dibattito va avanti, in modo molto interessante direi, aggiungo ancora qualche considerazione personale.
L’uscita dall’EUR dell’Italia viene vista come fumo negli occhi dalle oligarchie economico/finanziarie, da chi con la finanza ci campa più o meno bene e dalla politica sperperatrice, che dall’appartenere all’area EUR hanno tratto vantaggi cospiqui. (Soluzione indovinello)
Per chi non sa o non si ricorda, l’Italia visse per lungo tempo con tassi alti ma l’economia reale non collassò, anzi. Il Brasile oggi e ancora di più tempo fa vive e ha vissuto con questo problema. Certo le 2 situazioni sono profondamente diverse ma è solo per dire che in un’economia reale che tira qualche % in più sui tassi si sopporta senza problemi mentre anche il Tasso zero non serve se non c’è il lavoro.
Certo che se il nonno di Ottofranz cominciasse a far proseliti, anche se a posteriori, vorrei proprio vedere come cambierebbe la faccia un po’ arrogante dei “fuori dai PIIGS”.
A occhio e croce dovrebbe diventare come quella di Hu Jintao e Wen Jabao quando Obama, o chi per lui, dirà loro che i bond USA sono carta straccia, ufficialmente.
Mi pare di essere andato giù duro ma ogni tanto ci vuole.

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paolo41
Scritto il 16 novembre 2010 at 19:58

amensa@finanza,

credo che sia l’unica soluzione se l’euro “deve” rimanere: euro bond con tassi uniformi e contenuti e con copertura di almeno un 50% dei debiti sovrani, poi azioni controllate per il recupero dell’avanzo primario.
D’altra parte non si può andare avanti a far girare miliardi di euro di finanziamenti come fossero noccioline e scaricare poi i debiti sui contribuenti.
Per l’Irlanda si parla di 100 MLD( di cui 50 alle banche) sovvenzionati al 50% dal FMI e 50% da Germania e UK. Non ho notizie ancora a quale tasso saranno prestati.

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Scritto il 16 novembre 2010 at 20:46

Wow… citato direttamente da un sito USA…

http://www.creditwritedowns.com/2010/11/huge-ireland-linkfest-and-other-news-links.html

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lampo
Scritto il 16 novembre 2010 at 20:58

Complimenti… vuol dire che finalmente l’informazione “democratica” inizia ad essere considerata importante.

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paolo41
Scritto il 16 novembre 2010 at 21:01

Dream Theater,

….scherzuma nen……

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Scritto il 16 novembre 2010 at 21:04

Hehehe… ma c’è il trucco. Edward e’ un mio vecchio amico…. :wink:

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ottofranz
Scritto il 17 novembre 2010 at 13:42

Edward ?

Io sapevo che fosse Marshall Auerback ad aver aperto un sito che si chiama «Credit Writedown»:

La sua teoria verte sul fatto che sia necessario che le banche svalutino (writedown) nei loro libri contabili i loro crediti o attivi, che hanno iscritto a valori irrealistici, riconoscendone realisticamente il diminuito valore.

E’ l’altra faccia del ripudio del debito, l’arma assoluta sempre in mano ai Paesi sovrani

Auerbach porta l’esempio dell’Argentina, che nel 2001– come sanno migliaia di risparmiatori italiani – ripudiò il suo debito estero di 100 miliardi di dollari.
Seguirono tre anni terribili; gli economisti ortodossi spiegarono che l’Argentina si sarebbe avvitata in un collasso senza fine, perchè privata del credito estero.

Ma dal 2004, l’economia argentina ha cominciato a crescere al ritmo del’8% annuo, le esportazioni sono aumentate, l’occupazione è ripresa, la valuta nazionale è stata stabilizzata.

E tutto senza la partecipazione di quei capitali esteri ritenuti necessari, solo grazie al fatto che la popolazione era stata sollevata dal macigno del «servizio» del debito.

I capitali esteri sono tornati, dimenticando la loro minacciosa promessa di lasciare a secco il Paese, per il semplice fatto che la finanza non può non investire in un’economia che cresce dell’8% all’anno

Diafolo dun Dream !!! Sei riuscito anche ad andare a pescare Credit Writedown. Sei peggio di Matta, non ti si può stupire con niente !:D

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