WALL STREET: tornano protagoniste le mani forti

Scritto il alle 16:46 da Lukas


C’è poco da fare, al politica monetaria espansiva cambia nuovamente le carte in tavola e quindi torna la fiducia delle mani forti che sono nuovamente operative. A questo punto il target rialzista per lo Spoore diventa 3250.  (Guest Post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, nei mercati finanziari internazionali è proseguito il RISK – ON delle precedenti ottave, ed il nostro benchmark azionario, l’S&P 500, ha superato con decisione la fatidica soglia dei 3.000 punti. Ad aggiungere nuovo propellente sono state le dichiarazioni rilasciate dal presidente della FED durante un’audizione al congresso Usa. Powell ha infatti dichiarato che : “ dalla Brexit e dalla guerra dei dazi arrivano sull’economia americana correnti contrarie e la FED né terrà conto agendo in maniera appropriata “. Alias è imminente un ribasso dei tassi Usa. Le motivazioni addotte appaiono alquanto improbabili, in realtà Powell deve correggere l’evidente errore compiuto lo scorso anno, quando rialzò per ben 4 volte i tassi, immaginando un’economia Usa in piena salute e con rischi di surriscaldamento inflattivo.

Un’analisi del tutto infondata che a distanza di soli 6 mesi lo costringe a tornare sui propri passi, con conseguente perdita di credibilità. Assisteremo pertanto a breve ad un evento piuttosto anomalo, ossia un ribasso dei tassi in un’economia, quella Usa, in piena occupazione e con le sue borse ai massimi storici. Ai tempi dei nostri studi di economia avevamo, invece, appreso che il taglio del costo del denaro era un intervento da attuare quando l’economia stagna e il tasso di disoccupazione tende a crescere. Evidenti anomalie del nostro tempo. Un tempo comunque non normale, da oltre 10 anni infatti si ha a che fare con una deflazione radicata e persistente, un fenomeno economico nuovo, pressochè sconosciuto alla nostra generazione. Si deve pertanto essere clementi e tollerare gli errori degli uomini che hanno la responsabilità di agire in un contesto difficile e molto complicato da interpretare.

Ciò detto, andiamo ad esaminare in quale contesto intermarket avverrà il ribasso dei tassi Usa. Sul piano valutario, l’annuncio di Powell ha naturalmente indebolito ( -0,5 % ) il dollar index, retrocesso a quota 96,81. Sul mercato delle commodities, invece, l’ipotesi di un ribasso dei tassi negli Usa, è stata accolta con molto favore, + 1,9 % in termini reali, con il crude oil stabilmente sono quota 60 $ al barile, e con il gold sopra quota 1400 $ l’oncia. Anche il mercato obbligazionario ha reagito con favore. I rendimenti dei bond decennali americani lievitano di 8 bps e risalgono a quota 2,12 %. I rendimenti dei bond a 2 anni, invece, si contraggono di 3 bps e retrocedono a quota 1,84 %. L’inclinazione della yield curve Usa si amplia quindi nuovamente, ed oggi è pari a 28 bps. Ciò allontana i pericoli di una recessione per l’economia Usa. I mercati azionari, come già accennato, ne sono certamente contenti, lo dimostra e lo testimonia il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, che stabilisce i suoi nuovi record storici a quota 3.013,77 punti.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 24.378
Large Traders : + 23.990
Small Traders : + 388

Regge pertanto la nuova configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni nelle posizioni dei diversi operatori sono pari ad 11.180 contratti. In particolare, i Large Traders, forse paghi dei recenti rialzi, continuano a prender profitto, cedono infatti l’intero lotto degli 11.180 contratti long, e riducono ancora la consistenza della loro posizione, tuttora Net Long. I Commercial Traders, come sempre ben informati, mostrano invece grande fiducia, acquistano infatti quasi tutti ( 11.177 ) i contratti long ceduti dai Large, e riducono ulteriormente, ben al di sotto della media storica, la loro abituale posizione di copertura Net Short. Gli Small Traders, infine, dopo esser tornati, la scorsa settimana, Net long, non si lasciano trascinare dall’euforia, acquistano infatti solo 3 contratti long, e consolidano appena la loro nuova posizione Net Long.

Le movimentazioni di quest’ultima ottava sono alquanto significative. Ci dicono infatti chela fase di rialzo in corso è trainata dalle Mani Forti. Ad acquistare sono infatti i soli Commercial Traders che hanno assunto una posizione di copertura davvero esigua, ben al di sotto della loro media storica. E’ evidente che essi non intravvedono, in questo momento, particolari rischi sul mercato. Gli Small Traders, inoltre, seppur passati, dalla scorsa ottava, in posizione Net Long, non mostrano alcuna euforia, anzi tutt’altro. Rimangono in un’esigua posizione long, e potrebbero nuovamente invertire la loro posizione. Insomma un’estate che si prospetta ancora positiva per il mercato azionario, con buona pace dei sempre più sconcertati ribassisti. Un rialzo che potrebbe rivelarsi più lento nel ritmo ma, nel contempo, più costante lineare e senza particolari strappi. Oggi, a differenza degli anni passati, la politica monetaria accomodante è infatti accompagnata da una politica fiscale certamente meno rigorosa e più espansiva. Ciò potrebbe favorire una fuoriuscita definitiva da una fase economica deflattiva che dura ormai da tanti, troppi anni. A mio avviso se ne intravvedono già i primi segnali. Il processo sarà comunque molto difficile e sicuramente lento, e troverà, credo, ancora positivi riscontri nelle quotazioni dei mercati azionari.

Confermo pertanto la mia view moderatamente rialzista, anzi oggi la muto leggermente in meglio, mi attendo cioè nei prossimi 12 mesi un ulteriore rialzo dell’8-9 % delle quotazioni azionarie, ed un S&P 500 intorno a quota 3.250 punti.
View moderatamente rialzista, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo studio del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. In questi prima parte del 2019, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra una perdita del 2,72 %, causata dalla nostra errata posizione short d’inizio d’anno, assunta peraltro in assenza di informazioni da parte della CFTC, a causa dello shutdown Usa. Nello stesso periodo il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha conseguito un guadagno del 19,88 %.
Conseguita pertanto una sotto-performance del 22,6 %. Un palese incidente di percorso, per un portafoglio che negli ultimi 6 anni ha conseguito una sovra-performance media annua del 16,2 %. Incidente che non fa, comunque, venir meno la fiducia nel mio trading system. Anzi, proprio sulla base della pregressa esperienza storica, confido, nei prossimi mesi, di poter progressivamente recuperare l’attuale sotto-performance. A tal fine, in coerenza con quanto sopra espresso, questa settimana modifico leggermente l’assetto del mio portafoglio, innalzo cioè dal 77,5 all’82,5 % le mie posizioni long, e riduco, nel contempo, dal 22,5 al 17,5 % le mie posizioni short, assumo cioè una posizione Net Long pari al 65 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “, può, se vuole consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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