WALL STREET: prepotente ritorno dei Commercial Traders

Scritto il alle 15:34 da Lukas

Anche se in perenne ritardo a causa dello shutdown, il COT Report conferma (purtroppo in ritardo) quanto abbiamo avuto modo di vedere in queste settimane. un sontuoso movimento a V di Wall Street. cerchiamo quindi di interpretare l’analisi del CFTC.(Guest Post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno proseguito la loro fase di recupero. Recupero pilotato dalle MANI FORTI, come dimostrano gli ultimi dati del Cot Report pubblicato venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission). Dati che, sebbene ancora in ritardo ( si riferiscono infatti alla situazione del 05/02/2019 ) sono comunque molto importanti e significativi.

Testimoniano, infatti, di un intervento in acquisto massiccio da parte dei Commercial Traders, che ha determinato una spettacolare e sorprendente inversione a V dei mercati azionari Usa e mondiali. Basti pensare che il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, negli ultimi due mesi è rimbalzato di ben il 18,78 %. Intervento, quello delle “ Mani Forti “ davvero eccezionale, che ha il suo antecedente più prossimo nel corso della crisi del 2015-2016. Anche quest’ultimo evento dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che seguire le loro mosse è un fattore decisivo per ogni investitore che si rispetti.

Purtroppo questa volta, causa shutdown Usa, non abbiamo potuto seguire per tempo l’evolvere della situazione sul mercato dei derivati azionari americani. E ne abbiamo pagato inevitabilmente le conseguenze. Il mio portafoglio infatti presenta oggi una perdita del 4,65 % a fronte di un Ftse All Share in guadagno di ben il 10,57 %. Un prezzo davvero salato, pagato per il buio informativo delle scorse settimane. D’altro canto però, proprio questo spiacevole incidente, ci conferma che il nostro approccio operativo è ben fondato e giusto. Non è un caso, infatti, che negli ultimi 6 anni il mio trading system vanti una sovra-performance media annua, rispetto al benchmark di riferimento, pari al 16,2 %. Ed è proprio sulla base di tale pregressa esperienza, che contiamo nei prossimi mesi di poter recuperare la dolorosa defaillance di quest’inizio d’anno.

Ciò detto, andiamo ad esaminare l’attuale scenario intermarket. A differenza del passato, quest’ultimo si presenta oggi molto più complesso ed erratico. Ha assunto, infatti, un andamento non più lineare, bensì sinusoidale. Ciò ci lascia presagire un futuro dei mercati molto più incerto e volatile di quello che abbiamo registrato nel recente passato. In particolare, il dollar index che sembrava abbastanza tonico, nell’ultima settimana ha mostrato qualche debolezza, ha stornato infatti dello 0,4 %, ed è retrocesso a quota 96,51. Le quotazioni delle commodities, invece, dopo un prolungato periodo di debolezza, sembrano riprender vigore. In quest’ultima ottava lievitano infatti dell’1 %, in termini reali. Nelle ultime 8 settimane il rimbalzo invece è ben maggiore, pari a circa il 6 %. Ciò ci fa pensare che il temuto rallentamento dell’economia mondiale possa essere meno marcato di quanto sinora prospettato. Molto più incerti e cauti appaiono, invece, i mercati obbligazionari. I rendimenti dei bond decennali americani infatti arretrano di un altro bps, e retrocedono a quota 2,65 %. Arretrano però di 2 bps anche i rendimenti dei bond a 2 anni, oggi a quota 2,50 %.

L’inclinazione della yield curve Usa resta quindi ancora positiva, il differenziale ( 10 – 2 ) è ancora pari a 15 bps. Una curva, in realtà, da mesi ormai, quasi piatta, che però non inverte, non possiamo quindi ancora prefigurare l’arrivo di una recessione dell’economia Usa. E ciò è un buon viatico per il corso futuro dei mercati azionari che hanno ormai recuperato la gran parte delle perdite subite negli ultimi mesi del 2018. In particolare il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, quota oggi 2.792,67 punti, ossia l’11,4 % in più di quanto quotava a fine 2018.

Ciò premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale ( datati 05/02/2019 ), pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 27.053
Large Traders : – 20.240
Small Traders : – 6.813

Come già accennato in premessa, e come avevamo già ben capito dal precedente Report, la situazione sul mercato dei derivati azionari è radicalmente mutata rispetto ai dati di fine 2018. Il vecchio assetto, molto volatile ed incerto, è stato letteralmente sbaragliato in quest’inizio d’anno. In sole 7 settimane, dal 18/12/2018 al 05/02/2019, le variazioni nelle posizioni dei diversi operatori sono state pari a ben 110.046 contratti. In particolare, i Commercial Traders, le “ Mani Forti” di questo mercato, sono intervenuti pesantemente, acquistando l’intero lotto dei 110.046 contratti long. La loro posizione è quindi passata da una marcata posizione Net short ( – 82.993 contratti ) ad una posizione Net Long pari agli attuali 27.053 contratti. Al contrario, i Large Traders, hanno ceduto, nel frattempo, ben 75.992 contratti long, ed invertito la loro posizione da Net Long a Net Short. Gli Small Traders, infine, hanno anch’essi ceduto 34.054 contratti long, e si ritrovano oggi in un’insolita posizione Net Short.

Non credo ci sia bisogno di particolari commenti, il mercato dei derivati azionari Usa è oggi sotto il solido controllo delle MANI FORTI, e gli effetti si vedono, anzi purtroppo per me, si sono già visti, da inizio d’anno, anche sui mercati primari. L’ultimo report pubblicato è quello del 05/02/2019, la prossima settimana commenteremo quello del 19/02/2019 e vedremo come si sarà nel frattempo evoluta la situazione. Vedremo cioè se i Commercial Traders, dopo aver rimesso in piedi i mercati, ricominciano a tornare nella loro abituale posizione di copertura Net Short. Visto l’andamento dei mercati azionari in questo mese di febbraio, ancora rialzisti, ne dubito. Manteniamo pertanto, in coerenza una posizione ancora rialzista.
Posizione rialzista che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo studio del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Rispetto alla scorsa settimana, modifico solo leggermente l’assetto del mio portafoglio, riduco cioè dal 72,5 al 70 % le mie posizioni long, ed innalzo, nel contempo, dal 27,5 al 30 % le mie posizioni short, ossia assumo una posizione rialzista, pari al 40 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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