VIX: continua la discesa!

Scritto il alle 14:12 da Danilo DT

L’indice VIX è conosciuto come l’indice della paura, visto che va a misurare la volatilità dei derivati sullo SP500. Lo abbiamo visto nei giorni caldi della Crisi del Coronavirus sfiorare addirittura quota 90.
Livelli mai visti, anche ai tempi di Lehman Brothers.

La cosa che mi è stata segnalata è una pseudo divergenza. Infatti se lo SP500 fatica a trovare una sua dimensione, è abbastanza chiaro che il VIX continua con la sua discesa.
Questo è quindi un segnale potenzialmente bullish? Ma neanche per sogno. Infatti la discesa della volatilità è normale con una ripresa del mercato, ma attenzione, siamo pur sempre oltre quota 50. Siate onesti, quando avete visto il VIX sopra area 50? Non di sicuro negli scorsi mesi. Quindi fintanto che il VIX non torna quantomeno in area 25, diventa difficile poter affermare che la volatilità sia realmente impostata positivamente e proattivamente per sottointendere una ripartenza dei mercati.

CHART VIX by TradingView

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 4 aprile 2020 at 15:04

se guardiamo ai grafici daily dello S&P, del Dax e anche del povero Mib accompagnato da alcuni parametri (ad es. io ho inserito Bollinger bands, EMA, SAR e RSI) c’è una fortissima similitudine dove le quotazioni hanno assunto quasi una posizione lineare ( ovviamente con oscillazioni più marcate rispetto a quelle che si avevano due/tre mesi fa) e in un certo senso stabili (si fa per dire!!!)
https://www.investing.com/indices/it-mib-40-chart
https://www.investing.com/indices/us-spx-500-chart
https://www.investing.com/indices/germany-30-chart
si potrebbe quasi supporre che siamo in una fase di attesa…… dell’evoluzione degli eventi con il coronavirus come fattore predominante.

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john_ludd
Scritto il 4 aprile 2020 at 18:35

paolo41,

non esiste neppure la più vaga buona notizia sul fronte corona virus:

1) il tasso netto di riproduzione in ambiente non controllato è stato rivisto da 2,5 a una forchetta tra 4,4 e 6,2, un numero mostruoso che lo pone nella ristretta élite dei virus più contagiosi.
2) la trasmissione del virus non avviene solo attraverso droplets ma micro-droplets cioè aerosol e perdura negli ambienti chiusi molto più a lungo di quanto inizialmente si credeva. E’ confermato che sopravvive sulle superfici a lungo a seconda del materiale e condizioni di umidità, dunque tutti gli ambienti molto frequentati vanno considerati come pericolosi.
3) un recente studio mostra che il numero dei portatori asintomatici si colloca tra il 18% e il 31% sul totale dei casi, un numero enorme che rende di fatto impossibile ridurre a zero la possibilità di nuovi focolai, dunque impedendo il ritorno al mondo di prima. Questo implica che i controlli agli aeroporti, stazioni etc… con thermo scanner è inefficace.
4) il numero dei falsi negativi/positivi nei test è ancora troppo alto, dunque a oggi l’idea che un test risultato negativo possa fornire una sorta di garantito patentino è errata e potenzialmente molto pericolosa.
5) non esiste alcuna informazione sulla durata dell’eventuale acquisita immunità in seguito a esposizione al virus con guarigione. I corona virus sono alquanto comuni, responsabili di una parte delle patologie note come raffreddore (causate anche da altri virus chiamati rhino virus). L’immunità per queste patologie dura pochi mesi.
6) non sono mai stati sviluppati vaccini efficaci su corona virus. Il parente più stretto è il virus dell’influenza (famiglia dei Orthomyxoviridae virus) in quanto anch’esso a singolo filamento di RNA. L’efficacia dei vaccini influenzali è modesta, tra il 30% e il 65% e lo è ancora meno sulla tipologia A che diede origine alla spagnola. Il problema dei virus a RNA è la loro instabilità, danno origine a molte mutazioni. Covid-19 mostra moltissime variazioni, per ora apparentemente non rilevanti, ma più passa il tempo, più si diffonde, maggior la probabilità che si sviluppino nuovi ceppi, auspicabilmente meno pericolosi. In ogni caso il vaccino è 18-24 lontano per una distribuzione di massa, dunque arriverà tardi.
7) il tasso di mortalità dipende da quanto rapidamente il malato può venire curato. Un ritardo di un giorno o due è sufficiente per il passaggio a un quadro clinico complesso. Questo pretenderà il mantenimento di ampie capacità di riserva nel sistema sanitario. Mentre la mancanza di materiale sanitario verrà colmata, non può esserlo l’insufficienza del personale. Oggi osserviamo che relativamente al numero dei casi sintomatici riportati tutti i paesi che non hanno fermato per tempo la diffusione mostrano mortalità ben oltre il 5%, dal 13% dell’Italia al 10% in Spagna e UK. Questo dato non migliorerà per l’ondata in corso e possiamo solo immaginare cosa potrà avvenire in paesi come l’India.
8) E’ ormai ampiamente assodato che il virus non si ferma a causa del caldo. Dunque la prossima estate non sarà possibile nulla di più che una semi normalità con misure di distanziamento sempre attive. Per il settore turistico, ristorazione, discoteche, pub, parchi gioco, è una campana a morto.

Dunque per i prossimi mesi l’unica cosa che conta è riportare la catastrofica emergenza sanitaria in corso a una situazione gestibile, una in cui è di nuovo possibile andare dal dentista, fare un esame delle urine, seguire al meglio le patologie croniche. In seguito si potrà tentare una nuova semi normalità, con un eccezionale controllo sugli ingressi nel paese, auto quarantena di 2 settimane almeno sino a che un vaccino non sarà disponibile. Imperativo lo sviluppo di tecnologie come quella utilizzata in Corea, altrimenti si deve continuare a ricorrere a continue chiusure totali con l’ovvia conseguenza di polverizzare ciò che resta dell’economia.

Se poi alla gente queste non le si vuole raccontare, se si preferiscono mezze verità, l’unico effetto è l’aumento della possibilità di nuove ondate e la perdita definitiva della fiducia e il collasso civile.

Come i mercati siano preparati a tutto questo lo vedo ogni giorno. A oggi è in corso un bail out da 1,5 trilioni di una parte del debito privato inesigibile, mentre a main street è arrivato solo il 25% del totale. Ma 1,5 trilioni sono pochi, ne serviranno molte volte tanto più linee di swap infinite con tutti i paesi indebitati in dollari il che espone la FED a perdite indefinite. Ma chi si scava la fossa poi deve uscirne da solo.

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