ALERT ITALIA: la fiducia di consumatori ed imprese è in continua discesa

Scritto il alle 09:01 da Danilo DT

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La fiducia è un elemento fondamentale per un sistema economico, perché è l’elemento primario che va a smuovere i consumi e va quindi a scatenare una serie di effetti che vanno poi a condizionare il ciclo economico. Pensateci un attimo. Come dice la SEC,  la fiducia è implicata in ogni relazione sociale e quindi anche economica. E’ un po’ come l’aria che respiriamo, trasparente, nel senso che non ci accorgiamo della sua presenza e della sua importanza, pervasiva, ma anche delicata, fragile, la si può inquinare. Anzi, direi proprio che iniziamo ad accorgerci della sua importanza, così come per l’aria, proprio quando scarseggia o è inquinata. E oggi forse la centralità che il tema della fiducia ha acquistato nel dibattito pubblico deriva proprio dal fatto che inizia a scarseggiare, l’abbiamo sfruttata, tradita e inquinata troppo.

Diceva il premio Nobel per l’economia Kenneth Arrow, che la fiducia è il lubrificante del sistema sociale, e quindi anche delle organizzazioni tra cui le imprese. Quindi quando la fiducia viene meno, capita in un’impresa, quello che succede ad un motore senza olio, per un po’ continua a funzionare, poi si surriscalda ed infine fonde e si blocca. Proviamo a pensare come sarebbe la vita in generale, senza fiducia: non potremmo neanche alzarci dal letto la mattina, saremmo terrorizzati e paralizzati.

Capite benissimo quindi perché i dati usciti ieri sulla fiducia delle imprese e dei consumatori in Italia deve essere visti con preoccupazione.

Peggiore del previsto il dato di agosto sulla fiducia delle imprese manifatturiere. L’indice sulla fiducia elaborato dall’Istat evidenzia un calo a 101,1 punti dai 102,9 precedenti (il consensus era 102,5). In calo anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, sceso ad agosto a 99,4 punti dai 103 precedenti. (Finanza) 

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In Italia l’Istat ha reso noto che ad agosto 2016 sono in calo sia l’indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa a 109,2 punti da 111,2 di luglio sia l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, che diminuisce a 101,1 da 102,9. (TOL

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Beh, è vero, la fiducia è quasi eterea, non si può palpare con le mani, ma si sente nell’aria, si percepisce e condiziona il comportamento della gente. Le tendenze, in particolar modo quella dei consumatori, sono indiscutibili. Occorre fare qualcosa per cambiare o quantomeno migliorare la situazione. Ed ovviamente chi deve fare qualcosa è il Governo e non certo la BCE. Cose dette e ridette. Ma c’è un’alternativa ponderata, realistica e valida?

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Danilo DT

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5 commenti Commenta
Scritto il 30 agosto 2016 at 16:52

D’accordo, comunque la fiducia dei consumatori è influenzata da molti fattori: compreso il fattore di essere passato da disoccupato ad avere un reddito, a una serie di prospettive di vita che si rivelano più rosee. La fiducia dei consumatori è essenziale, tuttavia riguarda soprattutto la domanda interna; quello che mi preme soprattutto è la fiducia delle imprese: ciò che fa decidere gli investimenti, che sono un volano straordinario per l’economia. Ricordiamo che dal picco del 2007 gli investimenti sono calati del 30% in Italia.

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paolo41
Scritto il 30 agosto 2016 at 20:17

<a href="mailto:albertopletti@gmail.com">albertopletti@gmail.com</a>@finanza,

d’accordissimo che il sistema industriale è il punto cruciale della fiducia, penso comunque che in questo momento un pesante contributo al calo della stessa sia dipeso dalle vicissitudini del sistema bancario in tutte le sue accezioni. Quando leggi quello che ha scritto Danilo in un post successivo su MPS, veramente ti cascano le braccia !!!!!

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paolo41
Scritto il 31 agosto 2016 at 14:27

se la situazione di MPS fa cadere le braccia non è che Unicredit stia risolvendo i suoi problemi. La potenziale vendita della banca polacca e della Sim

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paolo41
Scritto il 31 agosto 2016 at 14:37

e della SIM FINECO non apportano sensili variazioni agli indici patrimoniali perché sono due settori con sensibili utili, mentre non tralasciamo il fatto che Unicredit parla di una cessione di 20 MLD di euro “lorde” per cui se tutto va bene saranno 3/4 MLD netti, sperando che la differenza sia già passata a conto economico nei precedenti bilanci. Ciò premesso si parla di un aumento di capitale fra i 6 e i 7 MLD. Noccioline !!!!!!

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paolo41
Scritto il 31 agosto 2016 at 17:23

correggo:…se tutto va bene saranno 6/7 MLD netti….

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