Verso un nuovo Patto di Stabilità

Scritto il alle 16:54 da Danilo DT

Se il tasso inflazione poteva non sembrare un problema per l’Europa, i prezzi per l’energia hanno cambiato un po’ le carte in tavola.
Se guardiamo agli stoccaggi, in UE i depositi sono al 73% della loro capienza, il 16% in meno rispetto alla media degli ultimi cinque anni.
E malgrado le rassicurazioni di Putin, i prezzi delle commodity energetiche potrebbero salire ancora.

Conseguenza matematica: maggiore inflazione.
Andando a vedere l’indice di Citigroup sull’inflazione che misura quanto i dati stiano sorprendendo il mercato, notiamo che oggi è proprio l’Europa l’area più a rischio di brutte sorprese.

Citigroup Inflation Surprise Index

La cosa che comunque sorprende è vedere l’inflazione spot e quella prospettica. Il mercato non ci crede, quantomeno in un’inflazione strutturalmente maggiore.

In realtà secondo me le stesse banche centrali e governi sarebbero ben contenti di avere un’inflazione che si stabilizza su un 3-3,5% con tassi di interesse che restano molto bassi. Il risultato sarebbe vincente, perché:

1) Maggiore inflazione contribuisce ad abbattere il debito
2) Tassi di interesse bassi contribuirebbero a tassi reali stabilmente negativi
3) Lo scenario permetterebbe una migliore crescita economica che quindi va a colpire il rapporto Debito/PIL

Il mondo dei sogni insomma? Intanto è lì che si vuole puntare. Intanto però mi domando come non si possa cambiare in modo radicale il patto di stabilità. Probabilmente una volta finita l’emergenza sanitaria, si ragionerà su tante cose, molte delle quali non belle (fisco) e altre sicuramente più belle come la revisione del Patto di Stabilità che ci vedeva drammaticamente penalizzati.

E come sarà strutturato il nuovo Patto di Stabilità? Tornando magari a considerare i “Contractual Arrangements” già discussi nel 2013-2014 ma allora respinti dalla maggioranza degli Stati membri “più solidi” perché considerati troppo vantaggiosi per i paesi più deboli.
Cosa sono i “Contractual Arrangements”? Sarebbero degli accordi tra l’Ue e Stati in difficoltà per facilitare il loro riassetto strutturale, ovvero un serie di Pnrr sino a quando non si siano assestati conti pubblici ed economia reale.

Un modo quindi per riallineare le economie e poter magari completare il progetto di vera UE con unione fiscale, bancaria ecce cc.
Tranquilli, oggi il patto di Stabilità è saltato anche per i paesi più virtuosi. Quindi qualcosa dovrà accadere. Lo scopriremo solo vivendo

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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1 commento Commenta
aiccor
Scritto il 15 Ottobre 2021 at 19:46

si fa presto a dire inflazione…..l’aumento dei prezzi dovuto al ricaro di materie prime è un conto, il rincaro delle merce dovute alla domanda elevato (quindi aumenti salariali, e contesto di fervore economico) è altra cosa: quest’ultimo si combatte anche con l’aumento dei tassi ed è buono anche per erodere il debito, nel primo caso è spesso solo speculazione di quei sociopatici che ora cominciano a divertirsi con le materie prime mentre mollano le azioni al parco buoi. Questo essenzialmente a mio parere allontana il rischio di rialzo dei tassi, che sarebbe solo ulteriormente depressivo su di un’economia gia alla canna del gas

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