TOP PERFORMER 2021: chi vince è la fotografia dell’assurdo

Scritto il alle 07:49 da Danilo DT

Sappiamo tutti benissimo che il sistema sta facendo carte false per far proseguire il suo progetto iper espansivo, e di certo non voglio dilungarmi oltre su questo argomento che è costantemente al centro dei nostri discorsi.
L’eccesso di “confidenza” sui mercati ha per forza portato a dei problemi che, ovviamente, in questa fase “risk on” non vengono considerati, soprattutto se questi stessi problemi sono ancora in una fase di assopimento o di apparente tranquillità. Parlo apparente perché qualche frutto degli eccessi inizia a farsi notare. Per esempio, chi ha seguito la questione Huarong?

(…) C’è un grande buco nero nelle finanze cinesi, che potrebbe risucchiare un pezzo dell’economia del Dragone. Il debito rischia di andare fuori controllo ribaltando le prospettive per una crescita post-pandemica reattiva e veloce. (…)

Già debito corporate che come abbiamo illustrato in passato, potrebbe diventare un pericolo per il colosso cinese, anche se, come è noto, lo stato Cina ha le spalle molto larghe. Però…

(…) Poi ci sono i governi locali, soprattutto quelli del Settentrione, a un passo dall’insolvenza e per questo impossibilitati a rimborsare quei prestiti contratti per finanziare le grandi opere, Alta Velocità su tutti. Un colpo basso per un Paese che ha imperniato la propria ripresa proprio sullo sviluppo delle infrastrutture. C’è però un dato, di queste ore, che forse più di tutti dà la cifra della grande crisi del debito cinese, di cui finora forse non tutti si sono accorti. E cioè che da qui a fine 2021 le società cinesi dovranno rimborsare 1.300 miliardi di dollari sotto forma di obbligazioni emesse per raccogliere la liquidità necessaria alla crisi. Il dato messo così può dire poco, ma se raffrontato con altri mercati, allora la musica cambia. (…)

Quindi signori, un monte debiti che è un mix di pubblico e privato, mica bruscolini.

(…) Ecco che il monte-debito delle imprese cinesi è superiore del 30% dell’intero indebitamento verso il mercato delle aziende della prima economia mondiale, gli Stati Uniti. Di più. Se comparato al mercato europeo, lo stock cinese risulta superiore del 63%. Tra le altre cose dunque, a monte della straordinaria accelerazione della crescita della Cina (+18,3%) nel primo trimestre, c’è senza dubbio un’abbuffata di liquidità raccolta dal mercato ma che ora presenta il conto: un debito societario mostruoso. (…)

Ecco appunto. Ma in tutto questo cosa c’entra questa Huarong?

(…) Emblema di questa crisi è Huarong, il colosso di Stato che gestisce il debito pubblico e privato e che a fine marzo ha clamorosamente mancato l’appuntamento con la diffusione del bilancio, scatenando un’ondata di panico sui listini e una fuga precipitosa tra gli investitori, avviando un progressivo dissanguamento dell’azienda. Ora, secondo il quotidiano economico cinese Caixin, Pechino ha deciso di prendere in mano la situazione, cercando di allontanare lo spettro dell’insolvenza, nominando al vertice di Huarong l’ex capo del partito e direttore esecutivo di China Great Wall Asset Management, Liang Qiang. (…) [Source]

Ora, questo crollo del colosso coi piedi di argilla ha avuto qualche effetto domino sui mercati? Ma nemmeno per sogno. E sembra quasi che nessuno si preoccupi del problema del debito, sia quello pubblico ma ancor di più quello privato e tutto ciò che può comportare un inasprimento degli spread. Con il rischio che poi saltino fuori delle nuove colossali “fallen angels” con tutte le conseguenze che ne derivano. Ma di tutto questo, oggi, non se ne parla perché, siamo onesti, va tutto ok!
Facciamo un altro confronto. Lo so che si tratta di “mondi differenti” ma restano analisi interessanti. Prendiamo ad esempio il rapporto tra i debiti corporate ed il PIL, riferito al mercato USA.

Siamo a livelli superiori a quelli visti con la bolla di Lehman Bros. Tutto bene? Beh, al momento direi di si anche perché, malgrado questo evidente eccesso, che è stato ben accompagnato dalla politica monetaria e fiscale, sia ben chiaro, non sta assolutamente lanciano nessun allarme. Anzi…

Malgrado uno scenario inflattivo per molti preoccupante, malgrado un quadro dei tassi potenzialmente in rialzo anche se non nel breve termine, malgrado un degrado teorico della qualità del mondo corporate (la storia sopra descritta ne è un esempio) qual è l’asset class che ha meglio performato in questo 2021?

 

Io mi fermo qui, ognuno faccia le sue valutazioni. Anzi no, aggiungo ancora una cosa, molto vicina a noi. ovvero il recente commento della BCE.

(…)  “C’è, tuttavia, un aspetto da considerare: la pandemia lascerà in dote un’eredità fatta di debiti più alti e bilanci più deboli, che potrebbero provocare forti oscillazioni di mercato e stress finanziario o portare un periodo prolungato di debole ripresa economica”.

 Il debito aggregato dei governi della zona euro è passato dall’86% del PIL del 2019 al 100% dello scorso anno, ha affermato la BCE, sebbene abbia notato che ciò è stato mitigato dagli attuali bassi tassi di interesse, che hanno ridotto il costo del finanziamento del debito. I livelli del debito sovrano rimarranno elevati il ​​prossimo anno, quando più della metà dei 19 paesi della zona euro avrà ancora deficit di bilancio superiori al 3% del PIL, secondo le previsioni della BCE. (…) [Source

Le grandi istituzioni mettono le mani avanti, il mercato, drogato da condizioni estremamente espansive, fa orecchie da mercante. Vedremo se questo ottimismo sarà giustificato oppure no. Intanto però non ci si ferma e il piede è sempre bello carico sull’acceleratore.

Il presidente Joe Biden dovrebbe proporre oggi una manovra economica da 6.000 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2022, secondo il New York Times, dopo il massiccio stimolo fiscale già introdotto e mentre si cerca un accordo politico su un importante programma di infrastrutture. Si tratterebbe del più corposo pacchetto di spesa dalla Prima Guerra Mondiale, in base al quale il deficit degli Stati Uniti per il prossimo decennio ammonterebbe a oltre 1.300 miliardi di dollari, con il Tesoro costretto ad inondare il mercato con maggiore debito per finanziare il bilancio (RTRS)

That’s all, folks…

STAY TUNED!

Danilo DT

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