The TRUMP project: recessione più tardi che si può, a qualsiasi costo

Scritto il alle 08:04 da Danilo DT

Ormai la grande sfida di tutti i preveggenti della finanza è sulla fatidica data. La data della futura recessione USA.
Nei passati post ho più volte parlato del nuovo ruolo delle banche centrali, ormai garanti della tenuta dei mercati e della crescita economica, a costo anche di una spudorata politica monetaria espansiva, che poi va a sostegno di un sistema estremamente indebitato.
Già, si sta alterando il ciclo naturale dell’economia, si spinge sull’acceleratore come se non ci fosse un domani. Ma un domani, cari amici, ci sarà. E non sappiamo come sarà questo domani.
Intanto però l’economia continua ad essere tonica e il rallentamento pare controllato. E il buon Trump ha un’obiettivo. Ricordate questo grafico?

L’obiettivo è arrivare alle elezioni NON in recessione, perché la recessione non porta bene alla campagna presidenziale. E allora eccovi il solito grafico che ormai avete visto in tutte le salse. E qui lo vedrete ancora con una veste differente. Parliamo di spread tra titoli governativi USA, ovvero:

10y-2y
10y-3m
30y-3m

Almeno così, a scanso di equivoci, li avete tutti. Cosa otteniamo da questo grafico, che volutamente non ho scarabocchiato? Che il perverso piano di Trump potrebbe essere realizzabile. Le dinamiche dell’andamento dei vari spread ci fanno vedere un rischio recessione che dovrebbe realizzarsi nel 2020. Magari addirittura 2021.

Mettiamo che i mercati scontano la recessione dai 3 ai 6 mesi prima. E quindi se tutto va come teoricamente è previsto, avremo ancora qualche periodo di positività.
Ma attenzione, quando il vaso sarà colmo, ipotizzare un nuovo 2008 potrebbe non essere così errato. Intanto questa crescita soddisfa tutti. Per ora.

Volete un’altra potenziale conferma? Eccovi serviti. Risultato finale: medesimo.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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1 commento Commenta
alplet
Scritto il 1 giugno 2019 at 11:30

Io non so, ma, per me, Trump ha capito che la recessione potrebbe arrivare mettendogli in difficoltà la rielezione. E allora tanto vale anticiparla: la guerra dei dazi ne è un acceleratore (oltre ad essere una cosa ritenuta necessaria dagli USA): non deve sorprendere la guerra in sè, ma la sua tempistica: perchè proprio ora? Il problema Cina per gli Usa sarà lungo un secolo, probabilmente. Quindi se la recessione arriva in fretta, prima si potrà cavalcare la rinascita.

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