THE QUARTERLY AFTER: la resurrezione dal mondo dell’IPER recessione

Scritto il alle 11:10 da Danilo DT

Economia USA: previsioni sull’andamento del prossimo trimestre ed ipotetici recuperi dopo la recessione economica che ormai è certa.

Il grafico in apertura oggi è secondo me l’unica cosa che conta. Un’Italia che progressivamente sta “tentando” un appiattimento della curva (tranquilli, sarà ancora lunga) e un paese che ha preso sotto gamba il problema e che oggi si trova catapultato nell’incubo del contagio, ovvero gli USA con un tasso di crescita che rasenta l’incontrollabilità.
Magari il grande sogno americano sarà più forte degli incubi che potrebbero arrivare, magari tutto andrà meglio di quanto si possa pensare. Intanto però questi sono i dati e già oggi i numeri di contagi sono da top performer. Anche se dal punto di vista statistico gli USA sono in ritardo rispetto al nostro ciclo di BEN 17 giorni. Signori, 17! Con questo tasso di crescita dove andremo a finire?

 

Questi numeri effettivamente fanno paura ma non alle borse che sono in una fase che definisco “di ricoperture” e provano la ripartenza. Ma gli economisti, che proprio stolti non lo sono, iniziano a fare due conti e in questi giorni è la sagra di chi la spara più grossa. Si, perché è matematicamente impossibile fare una previsione sull’impatto del Covid-19 alias Coronavirus sull’economia USA. E questa tabella lo testimonia.

Passiamo ad una previsione, per il secondo trimestre 2020, di un -9% (che definirei eufemisticamente SUPER ottimistico) ad un drammatico -40% di Capital Economics. Cioè circa un dimezzamento del PIL per un trimestre.
Ora io vorrei farvi una domanda, che vuole essere una provocazione.
Sarà pur vero che il governo USA e la FED hanno messo sul piatto una cifra inimmaginabile per sostenere l’economia, e che sicuramente tornerà molto utile quando il motore partirà. Ma oggi siamo certi che il mercato sconti questi scenari iper recessivi?

E vai con l’Alfabeto

Ah già, oltre a sparare dati sull’ipotetico crollo del PIL oggi tutti si dilettano anche a prevedere il tipo di ripresa che ci aspetterà.
C’è chi parla della V (tanto si perde e tanto si recupera, un quadro quantomeno eccellente a livello prospettico quanto di difficile attuazione visto che la ripartenza dovrà per forza essere “soft), oppure c’è chi azzarda la Y (viaggio diretto all’inferno e poi subito direzione paradiso), fino ad arrivare alla W che ve la lascio immaginare (dance dance dance), fino alla più complicata e forse più realistica U (molto allungata secondo me) e per chiudere, tralasciando alcune versioni pittoresche alla drammatica L.
A questo punto la domanda giunge spontanea.
Se tutti sparano sul potenziale drawdown del PIL nel secondo trimestre, cosa possiamo aspettarci per il terzo trimestre? E per il quarto?
Si, perché la resurrezione dai morti deve avvenire assolutamente nel terzo trimestre e completarsi nel quarto altrimenti il tessuto economico si logora in modo definitivo e anche il super sostegno del sistema va a farsi benedire.
Visto che, ribadisco, nessuno può fare previsioni, allora proviamo anche noi a giocare e quindi vi riporto una slide che riprende “The quaterly after”, ovvero il trimestre successivo alla debacle, quello che dovrebbe testimoniare la ripartenza.

ATTENZIONE: qui si prendono in considerazione i trimestri con un crollo della borsa USA oltre il 15% dal dopo guerra ad oggi. I numeri parlano chiaro. C’è però un problema. Possiamo dirlo? Lo so che è un luogo comune ma ci sta. Ebbene si, possiamo affermare che THIS TIME IS DIFFERENT perché una crisi con queste caratteristiche non si è mai vista nella storia.

Perché non parliamo di un post guerra mondiale, dove c’è una ricostruzione.
Perché non c’è il rischio di una guerra atomica USA-Cuba (e ovviamente il mercato pio ha premiato visto il nulla di fatto).
Perché NON c’è solo la crisi energetica (già, perché come nel 1970 abbiamo anche un crollo del petrolio e una guerra dell’oro nero in corso, non dimentichiamolo). Crisi che poi ha avuto un’onda lunga con Nixon nel 1974 (ma guardate anche le crescite dei periodi antecedenti).
Perché non è come il lunedi nero del 1987 che rischiò una grande depressione scongiurata da una repentina ripresa dei corsi.
Perché non c’è una recessione come nel 2001.
Perché non c’è una crisi subprime dove l’intervento delle banche centrali e dei governi ha salvato il sistema.

Per i più curiosi, qui sopra il grafico di BeSpoke “all times”.

Sia BEN chiaro. Non sto dicendo che questa volta sarà peggio o sarà meglio. Dico che sarà DIVERSO perchè una situazione come quella che stiamo vivendo oggi, non è statisticamente confrontabile dal punto di vista storico. Qui abbiamo un nemico invisibile, perfido, e non facilmente annientabile. I suoi effetti sulla società (NON solo economia signori) potrebbero essere dirompenti. Quanto dirompenti lo scopriremo solo col tempo. Ma di certo più si allungano i tempi di una “normalizzazione” più il sistema di logora.
Dite che il Covid-19 è il “giustiziere della bolla da asset”? Il regolatore dei conti dell’economia di carta? Forse si, il signor cigno grigio, come l’ho chiamato io, diventerà sempre più nero. Intanto però non sottovalutiamo cosa sta accadendo. Né sui mercati, né attorno a noi.

Perchè proprio sui mercati ci terrei a dire una cosa, che non vuole essere terrorismo mediatico ma solo una presa di coscienza. Ridendo e scherzando, questo è il quadro di mercato attuale.

E scusate se è poco.

UPDATE

Dopo qualche tentennamento, la Casa Bianca la tocca piano…

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STAY TUNED!

Danilo DT

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10 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 1 aprile 2020 at 13:35

Nouriel Roubini ipotizza una “ripresa” a I

Sui mercati finanziari, mi sa che cocciuti prima e ancora più cocciuti ora. Se la valorizzazione degli asset finanziari è cresciuta a un ritmo 3 volte l’economia reale per 20-30 anni se uno pensa possa essere convertito in beni realmente acquistabili mostra un persistente segno di lontananza dal mondo fisico reale. Si adagi dunque nella sua immaginazione, fiorisca la sua fantasia di banche centrali che mantengono un numero su un computer a un valore arbitrario nel contesto di un’economia che smette di produrre. Ho un miliardo, diamine quanto sono ricco, però c’è sempre meno da comprare.

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john_ludd
Scritto il 1 aprile 2020 at 14:28

In ogni caso i dati economici non hanno più alcun valore. Ad esempio come calcoli l’inflazione se ora il tal settore che pesava il 9% vale ora zero ?

Porrei poi molta attenzione alla bomba che può deflagrare da qui a qualche mese. Tra i settori colpiti c’è anche la produzione agricola. Chi raccoglie ? Non ci sono braccianti. Se ci saranno meno ortaggi e meno frutta, quella che resta costerà meno o di più ? Certo rimane sempre la soluzione Soylent Green.

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Scritto il 1 aprile 2020 at 15:12

Vero john, non sottovalutiamo mai gli effetti indiretti e el conseguenze di quanto sta accadendo.
Intanto notate l’ultima slide che ho inserito ora come update…

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kry
Scritto il 1 aprile 2020 at 15:35

240.000 il massimo della forchetta è un dato ottimistico , a meno che non facciano i conti come li sta facendo la germania. 190.000 contagiati , 4000 morti di cui 1100 solo nella città di NY.
Francia e Regno Unito sono tra il 6,5 e 7% morti sui contagi , in Italia 11% con solo una provincia quella di Cremona che ha appena superato 1% della popolazione contagiata , Bergamo e Brescia tra 0,65 e 0,8 mentre Milano è ancora sotto lo 0,3%.
Si non ci sono conteggiati gli asintomatici ma nessuno sa ancora quanti potrebbero essere , io non penso che possano essere più del triplo di quelli trovati positivi.

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john_ludd
Scritto il 1 aprile 2020 at 16:14

kry@finanza,

oggi il 100% del traffico internet è diviso in due parti: corona virus e porno. La seconda parte è più verosimile nel senso che è più probabile che nella vita normale Luigi Rossi vada al super market, veda una bella cassiera e la ingroppi sul posto mentre attorno si scatena un’orgia, che il 99% dei giornali e dei siti internet riportino notizie sensate sui numeri del corona virus. Todo est ad cazzum.

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Scritto il 1 aprile 2020 at 17:34

io cmq stasera non riesco più a guardare negli occhi la cassiera del supermercato … :-P

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kry
Scritto il 1 aprile 2020 at 17:43

john_ludd@finanza:
kry@finanza,

oggi il 100% del traffico internet è diviso in due parti: corona virus e porno. La seconda parte è più verosimile nel senso che è più probabile che nella vita normale Luigi Rossi vada al super market, veda una bella cassiera e la ingroppi sul posto mentre attorno si scatena un’orgia, che il 99% dei giornali e dei siti internet riportino notizie sensate sui numeri del corona virus. Todo est ad cazzum.

Pensavo che la Johns Hopkins Center fosse meglio di Jessa Rhodes

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pistarr
Scritto il 1 aprile 2020 at 19:29

Hey John, come mi vuoi bene…. Luigi Rossi sono io (vedere su FB)….evviva
la tua battuta, che mi riguarda, è quasi assimilabile a quella che diceva: moglie e marito sono in giardino, lui le dice qualcosa all’orecchio e lei indignata/schifata replica ” che cooosa vuoi sesso orale???? avrai sesso orale quando il figlio del vicino andrà sulla luna….. il figlio del vicino era Neil Armstrong , che la leggenda vuole, dopo la storica battuta: piccolo per passo x un uomo ma enorme passo per l’umanità… dica anche, e questo è anche per te John (il vicino in giardino)
john_ludd@finanza,

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pdf79
Scritto il 1 aprile 2020 at 20:51

john_ludd@finanza,
Grazie non sapevo neanche dell’esistenza del film Soylent Green, fatto bene ma forse per me oggi è un pò troppo angosciante.
Oggi durante la mia passaggiata dal mio eremo (strada privata) ho incontrato il mio vicino che ha un allevamento di mucche da latte, mi ha detto che oggi c’è già un problema di ritiro del latte fresco, i nostri governanti dovrebbero occuparsene, così come della forza lavoro in agricoltura che dovra per forza essere italiana stavolta se no ricominciamo tutto da capo se anche fermiamo il contagio.
Non sottovaluterei nemmeno il problema della gente che non ha risorse, se inizia ad agitarsi l’appiattimento della curva va a farsi benedire.
Io comunque sono tornato a casa con 6 litri di latte crudo in omaggio, adesso sto giocando a estrarre la panna dal latte per renderlo più digeribile.
Saluti a tutti

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john_ludd
Scritto il 1 aprile 2020 at 22:21

pdf79@finanza,

fortunello mi fai salivare ! mi vengono in mente i ricordi migliori. Quando ero piccolo andavo in vacanza in un paesino dell’appennino dove costava pochissimo affittare una vecchia casa dove rimanevo due mesi con i miei nonni mentre i miei lavoravano in città. Ogni due giorni mio nonno andava dal contadino con un bottiglione di vetro e comprava due litri di latte appena munti, era talmente grasso che il cucchiaino immersa restava diritto. Sopra uno strato di panna densa come il catrame. Mia nonna scremava il latte e metteva un pò di panna su un piattino con mezzo cucchiaio di zucchero. Non ricordo di avere mai più mangiato qualcosa di più buono !

nei decenni seguenti quelle montagne si sono svuotate, la gente è andata per lo più in città o a lavorare in improbabili fabbriche costruite a fondo perduto con i soldi dello stato per incentivare l’economia di montagna. Una delle tante idee della minchia diffuse anche molto molto prima dell’euro. Oggi chi vuole lavorare in campagna ? Un italiano ? Manco morto, non solo per la paga da fame, ma perché è un lavoro duro, si suda, si fatica, ci si sporca di merda e di terra. Ora supponiamo che arrivi il brillante di turno e decida che d’ora in poi si mangia solo italiano, prodotto da lavoratori italiani con stipendi da cittadino e non da rumeno in nero. Ottima idea, poi però i latte costa 5 euro il litro, il pane triplica, i pomodori vanno nella ionosfera, una ciliegia come un brillante e il brillante di turno capitola ancora prima di iniziare. Tuonerà “la terra la lavorano i negri, però la proprietà sarà italiana, perbacco.” Applausi dal popolino felice.

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