TASSO INFLAZIONE al ribasso, le banche centrali sono servite a poco.

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

inflazione-fed-fomc-tassoInflation Swap Foward 5y5y a confronto in un quadro macroeconomico che mira nuovamente alla deflazione.

NON sottovalutate questo grafico, in quanto è la fotografia di un quadro macroeconomico che sta tenendo banco in questi mesi e che condiziona tutto il mercato.
Questo grafico è l’ormai celebre ( per il lettori di I&M) Inflation Swap Forward 5y5y. E’ praticamente il tasso inflazione previsto tra 5 anni per i 5 anni successivi. Un grafico che è molto utile per capire le previsioni in ottica di lungo termine proprio sul tasso inflazione.
Quello che ne deriva è quindi non di poco conto: dinamiche delle banche centrali, cross valutari, crescita economica e chi più ne ha, più ne metta.
Il grafico Inflation Swap Forward 5y5y qui proposto fotografa 3 realtà:

a) Eurozona
b) USA
c) Gran Bretagna

THE CHART: Inflation Swap Forward 5y5y

inflation-swap-forward-5y5y-usd-eur-gbpCome potete notare anche in ottica di lungo period, il tasso Inflation Swap Forward 5y5y in Eurozona continua ad essere fortemente SOTTO la soglia del 2%, target tasso inflazione per la BCE. Ma cosa ancor più grave è la tendenza del grafico. Malgrado le mosse di Draghi, il trend è fortemente al ribasso. Questo sta a significare e CERTIFICARE una cosa: la politica monetaria della BCE è poca cosa per poter “governare” l’inflazione. A comandare oggi è solo un elemento: il petrolio e le materie prime, come vuole l’analisi intermarket più tradizionale.
Gli Usa sono messi meglio dell’Eurozona ma anche in tendenza negativa. Quindi anche per loro stesso discorso. Invece guardate la Gran Bretagna.
La tendenza è quasi laterale: segno che forse quest’ultima economia ha una marcia in più.

Il fatto che le tendenze siano così deboli devono far pensare i più ottimisti. Non è certo un buon segno sia per l’economia in generale (rischio deflazione che non deve essere sottovalutato) oltre che inefficacia delle banche centrali le quali sono solo buone per “gonfiare” i prezzi degli asset di mercato.
Ma come dice un mio collega, mangiamo serenamente il panettone e poi si vedrà l’anno prossimo. Io intanto però inizio a non dare troppe cose per scontate, come l’uscita dalla crisi ed un quadro macroeconomico sereno.
Sarà secondo me un anno molto complicato.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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2 commenti Commenta
Lukas
Scritto il 23 dicembre 2015 at 12:23

DT concordo……dell’annunciata ripresa per ora se ne vede ben poca……..molte invece le chiacchiere ed i proclami sulla stessa !!!!

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zanella51
Scritto il 23 dicembre 2015 at 22:15

A comandare oggi è solo un elemento: il petrolio e le materie prime, come vuole l’analisi intermarket più tradizionale.
io sono convinto invece che sia la deflazione salariale in atto a determinare il trend inflazionistico. aumentate i salari e vedrete come ripartirà l’inflazione.
si diceva che il basso prezzo del petrolio avrebbe rimesso in moto l’economia, ma si è visto che il basso prezzo ha inciso sul pil mondiale appena dello 0,1%.
quindi bassa inflazione per lungo tempo indipendentemente dal prezzo delle materie prime che comunque non aumenteranno se non aumenteranno i consumi

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