Super Yen: come mai questo rally?

Scritto il alle 12:49 da Danilo DT

Ne parlavamo proprio ieri sera in TRENDS su come il mercato sia diventato “relativo” ed ecco la prova di quanto tutto sia difficile da analizzare.
Guardate lo YEN e il suo cross contro Euro.
La valuta nipponica è stata protagonista di un rally spaventoso. Yen quindi fortissimo. Ma come è possibile? La BoJ sta inondando di yen il mercato, il Giappone subirà certamente una nuova recessione. Motivi più che validi per ritrovarsi con uno yen molto debole ed invece… traaacc.
Guardate il grafico.

Grafico Euro Yen

Un vero boom, ma come mai?
Come spiegato, non si esclude la possibilità del rientro di capitali in Giappone. Già ben sapete quanti T-bond possiede Tokyo. E già ben sapete quanto il Giappone ed i giapponesi hanno investito in giro per il mondo. E se ci fosse la volontà di far rientrare i capitali in patria per la ricostruzione? Occorre comprare yen. E le imprese di assicurazione? Sono quasi tutte non giapponesi… E quindi… nuovi yen che entrano in paese.

Inoltre non escluderei anche un’ipotesi interessante. Siamo sicuri che la BoJ abbia bisogno oggi di uno Yen debole? Pensiamoci un attimo. Proprio per la ricostruzione il Giappone dovrà importare molto… E per finire, la questione speculativa, che come sempre può condizionare in modo determinante.

STAY TUNED!

DT

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36 commenti Commenta
andrea.mensa
Scritto il 17 Marzo 2011 at 13:51

chido scusa per l’OT, ma questo può essere interessante…. l aversione originale di “inside job”

http://documentaryheaven.com/inside-job/

Lukas
Scritto il 17 Marzo 2011 at 14:46

Caro dream, il rapporto di cambio YEN/USD è stato, ormai un ventennio fa, l’argomento della mia tesi di laurea……..anche allora oggetto di polemiche e discussioni, soprattutto da parte degli Usa, che lo ritenevano estremamente sottovalutato, e strumento principe della spietata concorrenza del made in Japan. Sottovalutazione ascrivibile all’enorme differenziale tra i tassi Usa e quelli all’epoca correnti in Giappone. In pratica tutto l’avanzo commerciale giapponese veniva reinvestito in bond Usa dagli alti rendimenti, e ciò impediva la rivalutazione del cambio YEN/USD. Oggi con tassi Usa ai minini storici tale condizione non esiste piu’………e per il Giappone non è piu’ possibile impedire la rivalutazione dello Yen, con evidenti e negative ripercussioni sull’export……..e sulla Sua crescita economica da sempre fondata sulle esportazioni piuttosto che sui consumi interni. Spero che la catastrofe che li ha colpiti, li induca finalmente a riconsiderare il proprio modello di sviluppo sia economico che sociale, dato che sono ormai 20 anni che vivono una stagnazione apparentemente senza via d’uscita.

publays
Scritto il 17 Marzo 2011 at 17:17

Come ho già scritto sul forum, secondo me la spiegazione del superYen è molto piu’ semplice e speculativa di quanto si pensi. E’ inutile fare voli pindarici col cervello: uno Stato sovrano ANNIENTATO da un terremoto, che rischia il blackout totale, che rischia un super-fallout di ben 4 reattori nucleari incontrollati, al momento dovrebbe essere considerato dai mercati alla stregua di MARTE: un sasso inutile. Ditemi voi se conoscete QUALCUNO che al momento sta comprando Yen! Nessuno, tranne le BANCHE…Ho una manciata di amici che appena saputo della tragedia, hanno aperto in leva posizioni “sell” sullo yen, ovvero hanno “venduto yen” senza averne e, ovviamente, le banche li devono comprare sti yen, seppur in modo virtuale. Cosa ti fa l’amica BoJ? Te li stampa gli Yen! Così alla fine succede che noi compriamo Euro (il meno possibile dato l’aumentato costo), le nostre banche comprano carta, il giappone vende carta radioattiva alle nostre banche.
Ecco perchè lo yen si sta apprezzando: per proteggere le banche, in barba a qualsiasi legge di mercato. Le banche sono organizzate e si proteggono a livello planetario…

andrea.mensa
Scritto il 17 Marzo 2011 at 17:34

publays@finanzaonline,

io credo che il discorso sia moltopiù semplice… il Giappone aveva una riserva enorme di valuta dai dollari ( o tbond) a euro e gbp, ecc… tra il tracollo energetico, ed il timore di contaminazioni dovrà importare di tutto, e contemporaneamente all’interno, col debitogià al 200% non potrà mettersi a stampare altri Yen, per cui vende valuta estera contro yen. questo facilita anche l’acquisto di quel “TUTTO” di cui avrà bisogno nei prossimi mesi.
sicuramente si avvantaggerà chi potrà esportare in giappone.

andrea.mensa
Scritto il 17 Marzo 2011 at 17:38

Dream Theater,

se le assicurazioni Giapponesi dichiarano ciò, è probabile che LORO non debbano vendere dollari, cosa che invece farà la BoJ.
e non solo per onorare le assicurazioni, ma per importare tutto il necessario alla ricostruzione.

publays
Scritto il 17 Marzo 2011 at 17:42

andrea.mensa@finanza: publays@finanzaonline, io credo che il discorso sia moltopiù semplice… il Giappone aveva una riserva enorme di valuta dai dollari ( o tbond) a euro e gbp, ecc… tra il tracollo energetico, ed il timore di contaminazioni dovrà importare di tutto, e contemporaneamente all’interno, col debitogià al 200% non potrà mettersi a stampare altri Yen, per cui vende valuta estera contro yen. questo facilita anche l’acquisto di quel “TUTTO” di cui avrà bisogno nei prossimi mesi.sicuramente si avvantaggerà chi potrà esportare in giappone.  

veramente di Yen ne stanno stampando a iosa…Inoltre secondo il tuo ragionamento potrei capire una svalutazione di tutte le monete contemporaneamente (inflazione diffusa) ma giammai un apprezzamento dello Yen. E’ chiaro lampante che dietro c’è la manina di qualcuno… infatti ho appena letto su yahoo finanza che il forex si è “innervosito” dopo la notizia della BoJ di contrastare uno Yen forte, con conseguente riapprezzamento di dollaro ed Euro. Secondo me, ripeto, dietro il forex ci sono le banche e tutto questo giochetto è stato fatto per impedirne grosse perdite.

anonimocds
Scritto il 17 Marzo 2011 at 19:01

16 marzo 2011
C’è la forza per risollevare l’economia

di Martin Wolf

«Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere». Il filosofo Ludwig Wittgenstein poneva questi limiti alla nostra espressione. Sul dolore e l’angoscia degli esseri umani colpiti dalle forze della natura, non scriverò. Ma resta la necessità di valutare le conseguenze della catastrofe sul Giappone e il resto del mondo. Se esiste una civiltà assicurata contro simili tragedie è il Giappone. Il suo popolo riuscirà ad affrontarle. Una domanda più difficile è se dalla tragedia possa emergere qualcosa di più positivo. I litigiosi politici giapponesi sono messi a dura prova.
Riusciranno a rafforzare il sentimento di unità nazionale per far uscire il paese dalla depressione economica degli ultimi vent’anni?
Quali saranno le conseguenze economiche di una calamità di queste proporzioni? Quelle dirette sono la distruzione della ricchezza e il dissesto dell’economia. Di particolare rilevanza sarà l’effetto che avrà sull’atteggiamento verso l’industria nucleare globale e il suo futuro. Le perdite inoltre devono essere divise tra le persone direttamente colpite e gli assicuratori, privati e pubblici.
Poi vi sarà il “surge” della ricostruzione, che ridistribuirà la spesa e, in un periodo di ristagno economico, probabilmente contribuirà anche ad alzarla. L’impatto sulla spesa, a sua volta, influenzerà le posizioni politiche, monetarie e fiscali del paese e il suo bilancio estero.
Tutto questo è chiaro, qualitativamente. È molto più difficile fare previsioni quantitative ragionevoli, anche a causa della crisi nucleare in corso. Nel suo modo meticoloso, Goldman Sachs ha stimato il costo totale dei danni agli edifici, alle strutture produttive e simili in circa 16mila miliardi di yen (198 miliardi di dollari). Corrisponderebbe a circa 1,6 volte la distruzione causata nel 1995 dal terremoto di Hanshin, che devastò Kobe.
Dato che il terremoto attuale è stato più potente la cosa non sorprende. Se la stima fosse corretta, il costo equivarrebbe al 4% del Prodotto interno lordo e a meno dell’1% della ricchezza nazionale. Eppure il mercato azionario giapponese ha perso 610 miliardi di dollari da venerdì, il 12% del Pil – probabilmente una reazione eccessiva.
Il dissesto economico stavolta sarà più grave che nel 1995, anche a causa delle interruzioni nell’erogazione di energia elettrica. Molto dipende da quanto queste dureranno. Se continuassero fino alla fine di aprile, sostiene Goldman Sachs, a un declino del Pil reale nel secondo quadrimestre probabilmente seguirà una ripresa nel terzo quadrimestre. Se continuassero per tutto il 2011, è prevedibile una contrazione del Pil per tutto l’anno.
Nonostante ciò sembra estremamente improbabile che l’effetto sia dello stesso ordine di grandezza di quello della crisi economica mondiale. Questa ha fatto scendere il Pil del Giappone del 10% tra il primo quadrimestre del 2008 e il primo quadrimestre del 2009, il calo più forte tra i paesi del G7. L’effetto del nuovo trauma certamente sarà minore.

Il costo per le assicurazioni
Il colpo sugli assicuratori sarà forte. Le prime stime dei danni vanno da 10 miliardi di dollari a più di 60 miliardi. Sono stime in costante crescita dal momento del terremoto. Potremmo trovarci di fronte al più costoso disastro della storia. Che inoltre segue due grandi terremoti in Nuova Zelanda e le inondazioni in Australia. L’industria mondiale delle assicurazioni sarà messa a dura prova. Ma l’ultima risorsa delle compagnie di assicurazione sono i governi. Sarà così anche in Giappone. Anche l’industria bancaria subirà delle perdite. Ma dalle cifre disponibili non dovrebbero essere troppo dure da sopportare.
Le uscite fiscali collegate al terremoto di Hanshin sono state di 5.200 miliardi di yen (64 miliardi di dollari) in cinque anni. Se il costo pubblico dell’attuale terremoto fosse di 1,6 volte quello precedente, in totale arriverebbe a circa 100 miliardi di dollari, equivalenti al 2% del Pil annuale, con una media annuale dello 0,4% del Pil su un periodo, poniamo, di cinque anni. Ci sarebbe anche un impatto sugli introiti fiscali. È troppo presto per fare stime sicure su un periodo così lungo. In ogni caso si tratta di cifre troppo modeste per avere conseguenze significative sulla solvibilità fiscale.
L’Ocse prevede che le passività finanziarie pubbliche lorde giapponesi saranno pari al 204% del Pil alla fine del 2011, e le passività finanziarie nette pari al 120 per cento. Il deficit dei conti pubblici è stimato al 7,5% del Pil quest’anno. Contro questi grandi numeri, il costo prospettato per la ricostruzione dopo il terremoto sembra quasi una bagatella.
Inoltre l’impatto a breve termine di una qualsiasi sbalzo di spesa dovrebbe essere positivo. Nel primo quadrimestre dell’anno in corso, il Pil è stato inferiore del 4% rispetto a quello del primo quadrimestre del 2008. C’è ampio spazio per un aumento della domanda e un conseguente aumento della produzione.

Lo sforzo del governo
Alcuni si domandano se il governo giapponese può permettersi ulteriori spese. Si tranquillizzino: il Giappone può pagare e senza dubbio pagherà queste somme relativamente modeste. Il settore privato giapponese conosce un surplus economico abbastanza consistente da coprire il deficit pubblico ed esportare sostanziosi capitali all’estero. Nel complesso il Giappone è il maggiore creditore mondiale, con attivi netti sull’estero equivalenti al 60% del Pil. In sintesi, gli attivi del settore privato giapponese superano le passività del suo settore pubblico.
Attraverso il debito pubblico i giapponesi devono denaro a loro stessi. A un certo punto indubbiamente questo debito si trasformerà in tassazione, dichiarata o coperta (quest’ultima tramite l’inflazione e le riduzioni del valore del debito pubblico giapponese). Dato che le entrate pubbliche costituiscono ancora solo il 33% del Pil, alzare le tasse non dovrebbe essere tanto difficile. L’idea che il governo si trovi di fronte a un’imminente crisi economica mi sembra piuttosto bizzarra.

Il ruolo della Banca centrale
La Banca centrale ha un ruolo importante nel garantire liquidità, come ha fatto. Man mano che il capitale giapponese torna a casa, lo yen salirà. La risposta delle autorità dovrebbe essere quella di cercare di mantenerlo basso. Da tempo ritengo che non si sarebbe mai dovuto permettere allo yen di salire tanto. Seguendo questa strada con decisione, si sarebbe arrestata la deflazione.
Nel frattempo il governo ha l’opportunità di riunire il paese intorno a un programma di riforma e di riduzione delle spese. il fulcro di questo programma non dovrebbero essere tanto gli sforzi per aumentare la produttività. Dal 1990 la produzione giapponese si è alzata tanto quanto quella statunitense. Un problema più grande per il Giappone è l’eccesso dei risparmi aziendali. Una politica che incoraggiasse le imprese a distribuire molte più entrate agli azionisti sarebbe di aiuto. Se ciò si realizzasse, anche i piani di taglio del deficit di bilancio a lungo termine dovrebbero funzionare.
È nelle avversità che un paese mostra la sua tempra. I giapponesi senza dubbio lo faranno. Sta ai governanti mostrarsi all’altezza del loro popolo. Se riusciranno a farlo, alla catastrofe potrebbe seguire una rinascita.

(Traduzione di Elisa Comito)

16 marzo 2011

publays
Scritto il 17 Marzo 2011 at 20:40

cioè, sintetizzo l’articolo per i non udenti:

Lo Yen è salito perchè i Giapponesi sono GENTE SERIA.

In una economia ed in un sistema produttivo e politico che premiasse veramente la gente seria, ti avrei pure creduto.
Ma la politica, l’economia, il sistema produttivo hanno sempre dimostrato che la gente seria è sempre quella che se la prende in saccoccia.
Pertanto, per quanto possa essere commuovente e nobile questo articolo, lo ritengo solo tale: una pagina commuovente.
I mercati sono dominati da squali pronti a sfruttare qualsiasi scusa.
In questo caso evidentemente gli squali sono a loro volta preda di qualcosa piu’ grande di loro.

Scritto il 18 Marzo 2011 at 09:19

Ormai è deciso, i ministri del Finanze del G-7 hanno deciso di lanciare interventi coordinati sui mercati dei cambi (un’azione rara) per indebolire lo yen giapponese. Il dramma giapponese, che ha portato ad un rafforzamento della moneta giapponese, a causa coem detto sopra della previsione del rimpatrio massiccio di capitali nipponici (finora investiti all’estero) per finanziare la ricostruzione. Non dimentichiamo che il rientro dei capitali significa vendita delle altre valute e acquisto di yen ed ecco il perchè del rally di questi giorni. Si bloccheranno così le esportazioni, ma ormai come detto è una questione di priorità…

buona giornata a tutti!

DT

publays
Scritto il 18 Marzo 2011 at 09:46

Dream Theater: Ormai è deciso, i ministri del Finanze del G-7 hanno deciso di lanciare interventi coordinati sui mercati dei cambi (un’azione rara) per indebolire lo yen giapponese. Il dramma giapponese, che ha portato ad un rafforzamento della moneta giapponese, a causa coem detto sopra della previsione del rimpatrio massiccio di capitali nipponici (finora investiti all’estero) per finanziare la ricostruzione.Non dimentichiamo che il rientro dei capitali significa vendita delle altre valute e acquisto di yen ed ecco il perchè del rally di questi giorni. Si bloccheranno così le esportazioni, ma ormai come detto è una questione di priorità…buona giornata a tutti!DT  

beato chi ci crede…
Un sasso radioattivo decide di far rientrare i capitali e provoca svalutazione nel resto del mondo…
I capitali possono benissimo rientrare in euro e yen, come vuoi pagarla la ricostruzione? Facendo massicce importazioni… Quindi che senso ha fare doppio cambio?

Un Paese che ha bisogno di tutto, qual è quello stupido che gli rafforza il potere d’acquisto? Se il tuo datore di lavoro sa che sei con le pezze, secondo te ti aumenta lo stipendio o ti sfrutta?

Semplicemente le banche hanno fatto la porcata e adesso fanno finta di accordarsi per rientrare dalla porcata. Se la sono cantata e suonata da soli, da un lato la BOJ a stampare, dall’altro le nostre banche centrali a comprare. Ora rivenderanno il “superyen”, che in realtà vale meno di zero, con buona pace dei boccaloni.

publays
Scritto il 18 Marzo 2011 at 09:57

in altre parole: la ricostruzione l’ha già pagata il resto del mondo…soprattutto gli speculatori in leva.

Sono completamente a digiuno in materia di calcoli o altro, ma mi ci gioco quello che volete che questa oscillazione fuori logica di circa il 3% dello Yen rispetto alle valuta mondiale (eurodollaro), copra esattamente i danni dello tsunami. Lascio la calcolatrice a chi è piu’ bravo di me, per curiosità, provate a fare due calcoli sulla massa monetaria giapponese in compravendita.

mattacchiuz
Scritto il 18 Marzo 2011 at 10:53

publays@finanzaonline,

pure a me sta storia puzza e non poco…
tra l’altro mi fanno ridere tutte le analisi che stanno facendo, gli analisti, sul giappone. nessuno sa valutare ora quali saranno i danni, e se pure si considera che c’è un disastro nucleare in atto la cosa è ancor più incredibile. che tutti sti caxxo di esperti siano li a fare i conti senza l’oste… .
intanto in alcuni aeroporti dove atterrano aerei provenienti dal giappone riscontrano uomini e oggetti contaminati… ma il loro governo minimizza tutto. e cosa ancora più incredibile, l’accusa di mentire arriva proprio dagli stati uniti e dalla RUSSIA!!
vabbe, crediamoci, non possiamo fare altro…

gremlin
Scritto il 18 Marzo 2011 at 11:10

la centrale verrà sarcofagata come chernobyl

http://www.reuters.com/article/2011/03/18/us-japan-quake-idUSTRE72A0SS20110318?

peccato che non faccia la stessa fine anche tutta la politica corrotta giapponese che ha concesso il monopolio alla TEP proteggendone malagestione e business

mattacchiuz
Scritto il 18 Marzo 2011 at 12:35

BREAKING NEWS: Nuclear problems to be resolved soon: Kan (20:28)

per fortuna! Riattaccano la corrente al circuito di raffreddamento e tutto si sistema.

mattacchiuz
Scritto il 18 Marzo 2011 at 13:04

no no, ci ha ripensato

URGENT: Japan’s nuclear crisis still doesn’t allow for optimism: Kan

Scritto il 18 Marzo 2011 at 13:27

Tanto per essere un po’ trasparenti… 🙄

mattacchiuz
Scritto il 18 Marzo 2011 at 15:22

l’altro giorno sentivo l’intervista di credo quello che è il capo dell’agenzia atomica statunitense, o qualcosa di simile.
diceva è impossibile che le radiazioni giungano fino in america. ce lo dice la fisica!

oggi:
[Reuters] Very low radiation detected on US west coast-sources

andrea.mensa
Scritto il 18 Marzo 2011 at 15:37

ormai mi pare che la regola sia assodata…. quando governanti o esperti parlano, ascoltare cosa dicono e anteporre un “NON”….. e poi è tutto ok.

andrea.mensa
Scritto il 18 Marzo 2011 at 15:49

scusate, ma dov’è ch esbaglio ?
tenendo presente che il denaro che emette la BoJ mica lo regala ma lo da alle banche perchè possano moltiplicarlo e concedere prestiti.
e con tutta quella gente che ha perso tutto o quasi, con tutta quella gente a casa perchè le fabbrich enon hanno corrente, con le necessità ch eavrà il governo di emettere titoli per procurarsi il denaro a rimediare ai danni, il fatto ch ela BoJ inondi di liquidità (chi ? le banche ovviamente) mi pare più che logico. tanto il debito pubblico è una questione interna !
verso l’estero, fin’ora era accaduto che denaro , in yen, ottenuto a interessi bassi , fosse usato per acquistare titoli esteri ad alto rendimento, offrendo così all’estero degli yen per pagare le esportazioni dal giappone, porta ad avere istituzioni giapponesi piene di titoli esteri.
con essi parte una doppia azione, parte si vendono , il ricavato viene riconvertito , all’estero, in yen e yen rientrano per finanziare la ricostruzione. l’altra parte viene convertita in dollari o altre monete per agevolare le importazioni. yen alto, =+ beni a parità di costo.
dove sta secondo voi l’errore ?
a me pare così semplice, quasi banale, direi.

andrea.mensa
Scritto il 18 Marzo 2011 at 15:55

ps. teniamo presente che, per un certo tempo, tra il problema radioattività, e difficoltà di produzioni ( ricordiamoci ch esi trovano con un 25% di energia disponibile in meno e quella mica possono importarla via nave o via aerea, pertanto debbono come minimo costruire centrali di rigassificazione, che sono le più veloci da costruire e utilizzare) si troverà a veder crollare le esportazioni e salire a candela le importazioni.

mattacchiuz
Scritto il 18 Marzo 2011 at 16:11

in nulla, infatti il modo migliore per aiutare il paese con debito pubblico + grande del mondo, è fargli fare altro debito, tanto dei giapponesi, produzione industriale o meno, centrali nucleari o meno, c’è da fidarsi…

lampo
Scritto il 18 Marzo 2011 at 16:20

gremlin,

Purtroppo non servirà a molto in caso di fusione del nocciolo… visto che la centrale essendo di inizi anni 70 non possiede la vasca di contenimento del nocciolo fuso…
…quindi è solo un coprire tutto… in attesa degli eventi futuri: inquinamento radioattivo delle falde… sigh!

mattacchiuz
Scritto il 18 Marzo 2011 at 16:24

lampo,

no ma è una cosa positiva, è un’opportunità

lampo
Scritto il 18 Marzo 2011 at 16:41

mattacchiuz,

Secondo me no… non è un’opportunità.
Se pensi quanta liquidità hanno iniettato sul mercato in questi giorni… e agli effettivi riflessi sui mercati… sembra oramai evidente che le mosse governative varie (banche centrali) non riescono più a pilotare verso l’alto i mercati.
Quindi quando ciò nel giro di pochi giorni sarà evidente… ci sarà una presa di profitto da parte dei gestori o comunque un cambio di portafoglio che innescherà parecchie vendite…
Credo che il momento della correzione sia arrivato… purtroppo come dice Roubini non nel momento appropriato.

Scritto il 18 Marzo 2011 at 16:48

@ lampo:

esatto, è una centrale di prima generazione… Oggi quelle di terza generazione sono fatte in modo ben diverso…

Scritto il 18 Marzo 2011 at 16:52

@ lampo:

riprendo il tuo ultimo commento, in quanto rispecchia quanto ho detto in un post. Diciamo che il mercato era ormai un “giochino” che era guidato come un burattino e veniva fatto salire in modo artificioso. Quale era l’unic rischio? Era il fatto inatteso o non in programma che potesse sconvolgere questi delicati equilibri. Ora, visto il dramma gaipponese, tutti sono in soccorso e cercano di mettere quella “toppa” che possa nuovamente far funzionare il giochino, FED in testa. Ma ci riusciranno? Lo scopriremo presto… Il rimbalzo di oggi era ampiamente previsto, e come scritto il target resta sempre area 1300: e lì dal punto di vista tecnico ci giochiamo una grande partita. Poi ovviamente ci sono gli eventi che possono condizionare… Uno che non va sottovalutato è il Medio Oriente… Nessuno parla del Bahrein e si dà poco peso (globalmente) al fatto che in libia siamo alle soglie di un conflitto che potrebbe far nascere un nuovo Irak. con un problema enorme… La Libia è a due passi da noi… 🙁

lampo
Scritto il 18 Marzo 2011 at 17:02

Dream Theater,

Condivido pienamente… specie sull’incognita Libia e Bahrein. Soprattutto scopriremo presto … che oramai l’ONU ha perso il suo potere… e a quel punto emergerà, con le discussioni su chi dovrà iniziare l’attacco (!), quanto sia debole anche la NATO.
Poi …bisogna solo sperare… nel buon senso umano.

mattacchiuz
Scritto il 18 Marzo 2011 at 17:09

ma si ragazzi, sono solo tristemente ironico.
davvero pensate che io possa credibilmente ritenere questa un’opportunità? forse per un paio di settimane, o fra 10 anni… in mezzo nessuno sa cosa accadrà, tanto meno che ancora tutti da chiarire sono gli effetti del nucleare. senza contare il debito… ci sarà pure un punto di rottura peri giapponesi, ora che pure il debito americano non rende più nulla…
quando dico un’opportuità, ripeto solo le sentenza di alcuni analisti… ma pur se avessero ragione, proprio non riuscirei a crederci…

lampo
Scritto il 18 Marzo 2011 at 17:22

mattacchiuz,

Avevo inteso la tua ironia… infatti per questo ti ho risposto… nel senso che probabilmente stavolta non sarà ‘un’opportunità come dicono o diranno molti analisti.
Stavolta stiamo veramente arrivando ad una decisione importante…su quale classe economica e finanziaria comanderà il mondo nei prossimi decenni: vecchio occidente, paesi arabi o nuovo oriente (escluso il giappone oramai)?
E’ qui che si stanno giocando lo scontro… e le banche d’affari sono solo una parte…

publays
Scritto il 18 Marzo 2011 at 17:52

andrea.mensa@finanza: scusate, ma dov’è ch esbaglio ?
tenendo presente che il denaro che emette la BoJ mica lo regala ma lo da alle banche perchè possano moltiplicarlo e concedere prestiti.
e con tutta quella gente che ha perso tutto o quasi, con tutta quella gente a casa perchè le fabbrich enon hanno corrente, con le necessità ch eavrà il governo di emettere titoli per procurarsi il denaro a rimediare ai danni, il fatto ch ela BoJ inondi di liquidità (chi ? le banche ovviamente) mi pare più che logico. tanto il debito pubblico è una questione interna !
verso l’estero, fin’ora era accaduto che denaro , in yen, ottenuto a interessi bassi , fosse usato per acquistare titoli esteri ad alto rendimento, offrendo così all’estero degli yen per pagare le esportazioni dal giappone, porta ad avere istituzioni giapponesi piene di titoli esteri.
con essi parte una doppia azione, parte si vendono , il ricavato viene riconvertito , all’estero, in yen e yen rientrano per finanziare la ricostruzione. l’altra parte viene convertita in dollari o altre monete per agevolare le importazioni. yen alto, =+ beni a parità di costo.
dove sta secondo voi l’errore ?
a me pare così semplice, quasi banale, direi.  

puoi spiegarmi, da digiuno quale sono, alcune cose?

1) quando un trader apre una posizione “sell” sullo Yen, (ovvero vende yen senza possederli), la banca che gli permette tale operazione, a chi li vende? Se li compra lei? E’ obbligata?

2) conosci qualcuno nel campo dell’economia che subito dopo la crisi in giappone si sarebbe immaginato di comprare yen? A mio avviso è come conoscere un azionista che ha comprato le azioni parmalat subito dopo l’arresto di tanzi.

3) Se tu fossi un assicuratore che opera in Libia, se i tuoi assicurati si rivolgessero a te per i danni di guerra, ti affretteresti a comprare moneta libica per ripagarli? Addirittura prima ancora della stima dei danni? Oppure li compreresti alla fine, sicuro che la moneta di uno stato in guerra deve cedere? Oppure ti accorderesti per pagarli in dollari o euro?

Il tuo ragionamento è logico, ma non giustifica l’apprezzamento dello Yen: se io vendo i miei titoli esteri acquistati IN PASSATO, allora vendo dollari o euro per comprare Yen.

Conseguenza numero uno: dollaro ed euro si deprezzano MA SOLO SE vengono vendute quantità astronomiche di titoli… e secondo te il giappone possedeva l’ 8% delle economie planetarie? (tutte in dollari ed euro). Non si sono deprezzati a seguito dell’immissione massiccia di carta durante il salvataggio delle banche (crisi subprime) e secondo te euro e dollaro si deprezzano poichè il giappone si vende i titoli?? Ma dai!!

Conseguenza numero due: il mondo, dal momento che la BoJ sta stampando yen e dal momento che i Jappa sono gente seria, è pronto a vendergli ulteriori titoli. Ovvero il mondo compra gli Yen stampati dalla BoJ mentre J è devastato. Ecco che lo Yen si apprezza, poichè tutti lo vogliono, tutti vogliono vendere i loro titoli in euro e dollari. MA, che tu sappia, sti titoli sono stati effettivamente venduti? Che tu sappia, dov’è che sono andati a ruba sti Yen per giustificare un apprezzamento dell 8%? Io ho visto un crollo di tutti i mercati…
Inoltre, quale fesso giapponese compra titoli occidentali con una moneta così forte? Io mi sarei tenuta la mia moneta in forte rivalutazione… :mrgreen:

publays
Scritto il 18 Marzo 2011 at 18:02

è chiaro che dietro tutto questo c’è non un giochino, ma un GIOCONE diretto da chissà chi (io credo le banche) per evitare di affossare il Giappone. A naso mi sembra un gioco positivo, volto alle lunghe al bene comune.
Ma non venitemi a parlare di regole economiche o di leggi di mercato. Quelle non esistono piu’ da tempo e questa è una delle prove piu’ evidenti dell’ ultimo secolo.

andrea.mensa
Scritto il 18 Marzo 2011 at 21:25

publays@finanzaonline,

1) scusa ma con tale disastro perchè uno perchè dovrebbe vendere yen allo scoperto, quando sarà il giappone a vendere titoli in altre valute e vorrà convertirle in yen per riportarli in patria e quindi li rastrellerà sul mercato internazionale, facendone giustamente salire il valore ? ogni merce, anche il denaro, se scarso , non sale di prezzo ? io avrei comprato yen, non venduto, volendo speculare
2) paragone errato. il giappone, prima del terremoto, era pieno di entità (privati , traders, ecc…) che come potevano si indebitavano in yen, a tassi del 2-3% o anche meno e compravano titoli brasile, portogallo, i più audaci, irlanda. ma per comprare tali titoli dovevano convertire gli yen, vero ?questo fatto portava yen sul mercato internazionale permettendo così di esportare al giappone merci ch ecosì potevano essere pagate in yen. lo stesso meccanismo del piano Marshall ma fatto da privati e non da un governo.
questofatto ha permesso di continuare ad esportare al giappone, pur non rivalutando la propria moneta.
ora , coloro ch ehanno fatto tale manovra hanno bisogno di yen sul mercato interno, venndono titoli esteri e quindi rarefanno glui yen sul mercato internazionale, facendolo salire.
3) tutto il tuo ragionamento si basa sulla convinzione che”la moneta di uno stato in guerra debba cedere”. tale ragionamento sarebbe correttose quello stato vivesse esportando manufatti. la guerra distrugge le fabbriche, non esporti più!… ma se esporti petrolio e gas, e per il periodo di guerra, per non danneggiare gli impianti, blocchi le esportazioni, i prezzi salgono e allora quando le riapri la tua moneta varrà di più o di meno ?

no, non possedeva così tanti titoli, benchè noi conosciamo cosa possiede la BoJ ma non i privati, ma l’altro parametro è “quanti yen ci sono sul mercato internazionale”? se vendi estero, ma non trovi yen, cosa fa , secondo te lo yen ?

lascia perdere il debito giapponese…. esso è completamente anomalo, perchè è solo un problema interno. rating e cds hanno un senso quando ti rivolgi al mercato estero, ma se per nazionalismo, eeducazione, orgoglio nazionale, risparmio privato, è finanziato dall’interno, ma chi se ne frega dei rating e dei cds !!
il giappone è un mercato anomalo, perchè disposto solo a finanziare gli altri, per poter esportare, non a farsi finanziare. in questa situazione devi ragionare al contrario, l’unica cosa che conta, è la bilancia commerciale, che è in attivo. è il giappone che ha finanziato l’estero, usa in testa , non il contrario.

andrea.mensa
Scritto il 18 Marzo 2011 at 21:36

publays@finanzaonline,

tu non conosci la mentalità giapponese, e quindi ragioni come un occidentale.
visto ch eoil modello occidentale li aveva rovinati, con il crollo degli anni ’90, e visto il loro forte nazionalismo ( prova ad andare a vedere nei loro mercati…. e a parte alcuni generi della moda e poco altro, i prodotti occidentali, anche se costano meno, li lasciano sugli scaffali. non hanno bisogno di dazi per disincentivare le importazioni, loro..) hanno invece impostato il discorso dtipo piano Marshall per finanziare le PROPRIE esportazioni, e quindi per poterlo fare, tenere lo yen relativamente basso. il decennio perduto, e anch egli anni successivi, hanno creato solo enormi riserve di valuta al giappone, ma continuando ad esportare. è il loro modello economico, in cui preferiscono far lavorare giapponesi ( o altri ma sotto la guida e capitali giapponesi) piuttosto che stranieri, e questo è un concetto radicato in ogni giapponese.

andrea.mensa
Scritto il 18 Marzo 2011 at 21:41

il problema di banch ee banchieri, dopo questo disastro, è come sostituire, a livello planetario, un acquirente debito ( titoli) straniero, che improvvisamente non solo smette di comprare, e pienamente giustificato dalla situazione, ma si mette pure a rivendere cos’ ha .
il problema ce l’anno gli altri, quelli abituati a vedersi finanziati dal giappone, ch edevono trovare una soluzione.

andrea.mensa
Scritto il 18 Marzo 2011 at 21:42

o almeno, questo è come vedo io la situazione !!

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