Stress Test: MPS non passa l’esame

Scritto il alle 09:35 da Danilo DT

MPS rimandata: nel sistema bancario la liquidità non manca, ma non viene investita nell’economia a favore delle imprese

La nostrana Monte dei Paschi di Siena bocciata. Invece esami superati per Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare e Ubi Banca. Certo, gli stress test dell’EBA, l’Autorità Bancaria Europea, lasciano sempre il tempo che trovano, ma sono sempre un buon metro di valutazione e di paragone. Delle banche citate solo MPS non raggiunge il core tier 1 al 9%, sfiorando il risultato all’8.85% (includendo i Tremonti Bonds però si va al 10.8%).
Il deficit patrimoniale di Siena al 30 giugno è pari a 1,72 miliardi di euro e con la cessione di BiverBanca e l’operazione di riacquisto di titoli subordinati, il dato verrebbe rivisto a 1,44 miliardi.

A far compagnia a MPS, tra le bocciate in Europa, troviamo le cipriote Cyprus Popular e Bank of Cyprus, e la slovena Nova Kreditna Banka Maribor. Beh, non certo banche di primissimo ordine… E le banche spagnole e greche? Ecco il commento di Enria…

“Nel loro caso”, spiega l’Autorità, “sono in atto misure di contenimento con il sostegno esplicito dei rispettivi governi”. Diverso il caso di sei istituti greci e uno spagnolo (Bankia). “Le mancanze iniziali delle banche greche, pari a 30 miliardi di euro, sono ora affrontate nel programma di sostegno greco. Quindi non sono stati richiesti piani separati. Bankia, che inizialmente aveva sottoposto un piano, è entrata in una fase di ristrutturazione avanzata a maggio 2012 ed è monitorata separatamente della autorità rilevanti”. (Source)

Come sempre potremo discutere per ore sull’affidabilità di tali dati. Ma di certo confermano che MPS rappresenta ancora oggi (come da sempre sostenuto) un problema da risolvere nel panorama bancario italiano.

Come è un tema da discutere e da risolvere la poca disponibilità a concedere prestiti.

…dunque tutto bene, se non fosse che il credito a imprese e famiglie non fa che diminuire. Ieri anche Mario Monti ha richiamato il problema nel suo messaggio all’Abi, l’Associazione bancaria italiana. «L’accesso al credito è cruciale per la ripresa”, ha dichiarato il premier. Ma poiché per ora la recessione contìnua, non sorprende se il termometro dei prestiti segna sempre grande freddo. La caduta dei prestiti all’economia nella prima metà di quest’anno è, secondo la banca Morgan Stanley, «la peggiore negli ultimi trent’anni». L’ultimo Bollettino statistico della Banca d’Italia indica che il volume del credito sta diminuendo di trimestre in trimestre (32 miliardi in meno fra ottobre 2011 e marzo 2012).  (Source:Federico Fubini)

Come non dare ragione a Fubini? Il core tier 1 è a livelli accettabili nel sistema bancario italiano, ma le banche non ocnedono prestiti. Come si può alimentare in questo modo il motore dell’economia?

I RISULTATI DEGLI STRESS TEST DELL’EBA

STAY TUNED!

DT

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5 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 4 ottobre 2012 at 10:45

Ma scusate, cos’è un giochino?
Questi “stress test” a che servono?
E’ la quarta o quinta volta che fanno gli stress test…ad esempio UNICREDIT li ha SEMPRE passati TUTTI sin dal 2009…eppure, considerando il reverse split 1×10 operato nel 2011, quota UN DECIMO (-90%) rispetto al 2007.
E allora? 8)

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Scritto il 4 ottobre 2012 at 12:02

Infatti non si può certo negare che sono analisi molto politicizzate e reletive, ma rappresentano sempre un metro di confronto.
Se poi parliamo di Core Tier 1 ricordate com era messa Lehman al momento del fallimento?
Quindi tutto detto.
In realtà volevo focalizzare l’attenzione anche suun altro fattore: ok, core tier 1 sono a posto. Ma allora se avete tanta liquidità, care banche, dovete anche investirla e prestarla, sennò NON SI RIPARTE!!! E possibilmente a condizioni NON da usurai!!!!

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watyr
Scritto il 4 ottobre 2012 at 13:00

Caro Dream hai scritto: “Ma allora se avete tanta liquidità, care banche, dovete anche investirla e prestarla, sennò NON SI RIPARTE!!! E possibilmente a condizioni NON da usurai!!!!”

Temo che le speranze saranno ampiamente vanificate:

(“La legge pone un tetto massimo al tasso d’interesse che può essere richiesto per qualsiasi forma di finanziamento (mutui, prestiti ma anche conti bancari), oltre il quale l’interesse viene appunto considerato usuraio (e l’usura è un reato). Il tetto è stato elevato dal decreto sviluppo approvato l’anno scorso dal precedente governo, che ha reso più “tollerante” il calcolo dell’usura facendo un regalo alle banche e alle società finanziarie:

• prima il tasso era considerato usurario se superava di oltre il 50% il Tegm rilevato trimestralmente da Bankitalia sulla base, oltre che del tasso di interesse nominale, anche di tutti gli altri costi che incidono sull’operazione (spese di finanziamento, polizze assicurative, compensi di mediazione ecc.);

• ora il tasso-soglia viene calcolato aumentando del 25% il Tegm a cui si aggiunge un margine fisso di 4 punti percentuali (ma con una differenza massima di 8 punti tra tasso medio e massimo).

Esempio:
• tasso medio per un mutuo a tasso fisso: 6%

• tasso d’usura col vecchio metodo: 6% + (50% di 6 =) 3% = 9%

• tasso d’usura col nuovo metodo: 6% + (25% di 5 =) 1,5% + 4% = 11,5%

fonte: http://economia.virgilio.it/soldi/pubblicati-nuovi-tassi-di-interesse-medi-tetto-usura-si-abbassa-di-poco.html )

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ddb
Scritto il 4 ottobre 2012 at 20:48

Io ribalto il problema.
La mia azienda, ad esempio, potrebbe finanziari a tassi estremamente bassi.
Ma per investire in che cosa?

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Scritto il 5 ottobre 2012 at 00:46

ddb@finanza,

Quanto tu dici è l’altro tipo di ragionamento. Infatti mai come oggi, ci sono al mondo aziende con valanghe di liquidità in cash che non viene utilizzata perchè…le aziende stesse non credono nella ripresa.
Ovviamente il sostegno serve per quelle imprese che necessitano del denaro per poter andare avanti, difendere la loro posizione di mercato e cercare di crescere in modo da evitare che la concorrenza arrivi e sbaragli tutto… Purtroppo non tutti sono fortunati come te (e quindi, complimenti!)

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