Strategie: OBBLIGAZIONI

Scritto il alle 15:20 da Danilo DT

Salve gentili lettori! A seguito di diverse richieste, finalmente mi sono deciso a scrivere 2 righe sul mercato in assoluto più importante per i risparmiatori, ovvero quello del debito (i bonds!). Molto spesso ci perdiamo in quintali di parole e tralasciamo dai nostri discorsi le obbligazioni. Cercherò in questa sede di fare un po’ di luce sullo stato delle cose.

Rapido flash macroeconomico

Tutti abbiamo avuto modo di vedere in queste ultime settimane, cosa ha fatto la FED: una strategia di allentamento monetario molto aggressiva (-175pb a gennaio) che, insieme al pacchetto di stimolo fiscale, dovrebbe garantire una riaccelerazione della crescita a fine 2008. La debolezza del mercato del lavoro, segnalata da un tasso di disoccupazione al 5% a dicembre, e il calo dell’ISM a 47,7 hanno inevitabilmente portato la Fed ad attuare interventi aggressivi di stimolo all’economia sulla base di mutate stime al ribasso sullo scenario economico, che sono sfociate in un taglio dei tassi di 75 punti base (0,75%) prima della riunione del 30 gennaio e di altri 50 punti base nella riunione stessa. L’entità della crisi borsistica ha poi azzerato i conflitti politici fra Amministrazione Bush e Congresso portando al varo di un pacchetto di stimolo fiscale (USD 150Mld circa) che entrerà in vigore nel giro di qualche mese.

Anche l’Europa è in rallentamento, ma per il momento le indagini di fiducia e gli indici di attività PMI sembrano indicare una crescita appena al di sotto del potenziale nella prima metà dell’anno. Le stime sull’area sono perciò solo leggermente riviste al ribasso (1,8% da un precedente 2%). Le tensioni sui sub-prime e il relativo interventismo della Fed portano i mercati a scontare, sia pur non interamente, un taglio da parte della BCE già a marzo, nonostante la costanza della retorica di Francoforte e l’ennesimo richiamo alla stabilità dei prezzi piuttosto che ai rischi sulla crescita. Anche se non escludo tassi stabili al 4% per tutto il 2008, potrebbe succedere ,che nei prossimi mesi, Trichet riduca l’enfasi sull’inflazione preparando così una revisione della stima sulla crescita 2008. L’ipotesi di taglio tassi si concretizzerà solo ed esclusivamente se si avranno evidenze di recessione (importatadagli USA) nelle stime di crescita europee del 2° semestre 2008.

Scenari per i bonds

A seguito dell’aggravarsi della crisi e dei conseguenti tagli dei tassi USA, possiamo notare che nelle ultime settimane c’è stato un chiaro irripidimento della curva, con un calo dei tassi a breve (grazie anche alla tornata normalità sull’interbancario). Il movimento rialzista che interessa il mercato obbligazionario governativo ormai da ben sei mesi ha conosciuto un’accelerazione nel corso della seconda metà di gennaio, sulla scia della caduta degli indici azionari (il famoso fly-to-quality). In tale occasione la curva europea ha seguito quella americana segnando il ritorno alla piena correlazione tra i movimenti dei tassi in euro e in dollari. Il mercato, dunque, tende a scontare, per i prossimi mesi, una paritetica politica monetaria sia negli USA che in Europa, con futuri tagli anche da parte della BCE: a questo punto si aprono due scenari:

1- se effettivamente avremo sui mercati Euro dei tagli di tassi (non solo uno -0.25%) , allora possiamo considerare i governativi Euro a lunga scadenza ancora interessanti.
2 – se così -non fosse possiamo affermare che, attualmente, i bonds Euro si trovano in una fase di “Bolla speculativa”.

Inflazione? Il solito problema

Come sempre, il mio timore è legato all’inflazione. Difatti, se continuerà a rimanere così forte, difficilmente possiamo aspettarci grosse manovre da parte della BCE, se non ,magari, un taglio “psicologico” per cercare di alimentare un po’ di fiducia, pari a 25 bp già fin dal prossimo meeting di marzo. Quindi, secondo me, al momento permane il rischio che lo “scenario nr.2 “ si verifichi. Quindi, preferisco privilegiare,in questa fase di mercato, le obbligazioni a tasso variabile, e se proprio avete la necessità del tasso fisso, io propenderei per titoli con duration non superiore ai 2.5 anni.

Obbligazioni corporate

La nuove percezione di rischio finanziario ha fatto in modo che si concretizzasse un nuovo allargamento degli spreads di prezzo, legati al premio al rischio. Secondo me, a causa della profonda incertezza che permane sui mercati finanziari, sconsiglio di operare massicciamente su questa classe di titoli obbligazionari. L’allargamento degli spreads ha interessato sia i bonds tradizionali che il cosiddetto “costo per la protezione dal default” , alias i CDS. L’Itraxx è a livelli siderali. Una serie di brutti segni che inducono alla massima prudenza in questo settore. Nel caso in cui voleste proprio fare acquisti, scegliete le emissioni più liquide e sicure, con una particolare attenzione a ponderare attentamente i “convenienti” titoli bancari legati al ciclone subprime. Ci sono sicuramente delle eccellenti buy opportunities, però il rischio di trovarsi poi con carta straccia, è quanto meno possibile. Poi siamo d’accordo, una GS o una BofA probabilmente sono più solide dello Stato italiano…

Bene, ho fatto una rapida carrellata, nella speranza di aver dato in modo semplice e trasparente, alcuni punti su cui meditare. Come sempre, questi sono pareri personali e non vanno presi come oro colato.


A presto!
DT

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