SPREAD, torna di moda. Ma può diventare un problema?

Scritto il alle 07:40 da Danilo DT

Dopo un periodo di tregua (non bellica purtroppo) si torna a parlare di Spread BTP Bund, ovvero di differenziale di rendimento tra titoli di stato Italiano e tedesco. E da alcune parti ho già letto di un’impennata dello spread e quindi di un aumento del rischio default per l’Italia.

Bene, signori, a scanso di equivoci quadrate questo grafico. Il solito confronto tra lo spread BTP Bund e il CDS Italia, ovvero il costo della polizza assicurativa per tutelarsi da un eventuale default del paese Italia. Cosa notate? Che il costo della polizza assicurativa è rimasto stabile, mentre è salito lo spread. Quindi è salito il rischio Italia?

Il grafico dice tutto. È cambiato il mercato, innanzitutto. Le curve si stanno evolvendo e l’inflazione costringe gli analisti a prevedere tassi più generosi in futuro e quindi, se salgono i rendimenti, il premio al rischio viene prezzato diversamente. Morale, (e il grafico lo dimostra) anche se il rischio default resta stabile, lo spread BTp Bund tende ad aumentare.

ITALIA vs GERMANIA: spread BTp Bund e CDS

E se guardate la curva dei tassi Italia e la sua evoluzione, è evidente un’impennata soprattutto nella parte breve-medio. Impennata che ha fatto decollare i rendimenti fino all’area 10yr (zona benchmark) per poi stabilizzarsi in modo più uniforme.

CURVA TASSI ITALIA: vari cluster temporali

Certo, una cosa però occorre dirla e non può essere trascurata. A prescindere dallo spread, è evidente che l’impennata della curva dei tassi porta a maggiori oneri per i governi che dovranno rifinanziarsi a tassi maggiori. Ma non solo.

Anche prima dell’invasione russa, l’aumento dell’inflazione che ha raggiunto il 5,9% a febbraio ha reso certa la presa di posizione della BCE nei confronti degli acquisti di obbligazioni e spingesse addirittura ad un rialzo dei tassi, secondo qualcuno già da quest’anno.

Per la Lagarde diventa complicato difendere i paesi più deboli. Anche perché in una situazione di indebolimento, resta complicato riuscire a restare sostenibili. Oggi i CDS non segnalano problemi, ma non dimentichiamo che l’economia italiana dovrebbe crescere solo dell’1,9% il prossimo anno, contro il 3,5% della Germania, secondo le previsioni di Citigroup. E il suo debito sarà ancora il 148% del PIL nel 2026, più del doppio del 58% della Germania.

Sono così lontani i tempi del “whatever it takes” di Draghi, e anche le condizioni del mercato sono cambiate considerevolmente. E la Lagarde, di certo, interverrà in modo “similare” sono se sarà strettamente necessario. Un esempio: spread che veramente decollano e CDS che iniziano a diventare problematici. Prima di allora occorre tenere duro e sperare che la situazione non degeneri prima del tempo, con costi superiori del previsto e anche un’efficacia che rischia poi di diventare relativa.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

Nessun commento Commenta

Sostieni IntermarketAndMore!

ATTENZIONE Sostieni la finanza indipendente di qualità con una donazione. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter continuare il progetto e ripagare le spese di gestione!

TRANSLATE THIS BLOG !

I sondaggi di I&M

Sondaggio #6-21: BITCOIN (BTC) a fine 2021 sarà... (base 30.000 $)

View Results

Loading ... Loading ...
View dei mercati

Google+