SHUTDOWN: oltre lo scenario di default parziale degli USA, occorre guardare al tetto del debito

Scritto il alle 11:22 da Danilo DT

Parlare di default USA fa sempre venire la pelle d’oca. In questo caso si tratta di un default particolare in quanto “parziale” e legato al cosiddeto fenomeno dello “Shutdown”.
Molti di voi, vedendo le comunque moderate reazioni negative del mercato si sarà detto: “si tratta del’ennesima bufala costruita dai giornali per fare un po’ di soldi”. In realtà, la questione è più complessa di quanto sembri.

Intanto come ho già scritto, dati alla mano, ben 800.000 dipendenti pubblici si trovano improvvisametne senza un lavoro, uno stipendio, un impiego. Certo, confidiamo in una soluzione rapida del problema.
Ma se si tergiversa e non si trova una quadra a livello politico (sembra di essere in Italia, la questione è diventata squisitamente politica e NON economica) i danni per il PIL e per l’economia USA in genere potrebbero essere ingenti.

Shutdown ed il peso sul GDP

Sono stati fatti alcuni calcoli e a livello di costi sul PIL (GDP in inglese), ogni settimana di blocco costerà lo 0.2% di crescita economica. Non è poi così poco. Secondo altre stime, addirittura il costo potrebbe arrivare ad essere pari al 2% di PIL per il solo mese di ottobre. (Source BofA).

Ovviamente quello che più mi incuriosisce è vedere la reazione di OGGI ai dati sull’occupazione USA. Opps…gira voce che oggi non verranno comunicati… Come mai? Ovvio, qualche cosa che “sposta” ci sarebbe da dire, è chiaro. Ma attenzione. La situazione se ora è difficile potrebbe diventare VERAMENTE catastrofica.

17 ottobre: deadline del debito

Segnatevi questa data: 17 ottobre. In quella data, se non si troverà una soluzione al problema, non si parlerà solo di shutdown ma di DEFAULT USA. In tale data abbiamo la “deadline” sul debito USA:

Il segretario al tesoro Usa, Jacob Lew, ha scritto una lettera al Congresso per esortarlo ad alzare subito il tetto del debito perche’ -ha spiegato- dopo il 17 ottobre ‘resteranno in contanti 30 miliardi per gli impegni del nostro Paese’, un importo ben al di sotto di quello che a volte puo’ spendere il Tesoro in un solo giorno, cioe’ fino a 60 miliardi di dollari . (Source)

Possiamo imamginare che i politici USA siano talmente imbecilli a non trovare un’accordo prima di tale data? Coi tempi che corrono , non mi sorprendo più di nulla, soprattutto dopo aver visto l’esito politico della fiducia in Senato di ieri, in Italia..

STAY TUNED!

DT

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6 commenti Commenta
kry
Scritto il 3 ottobre 2013 at 11:45

Ma dai, tutto il mondo è paese. Poi l’italia in casi come questi è sempre stata maestra. A roma prima si litiga e poi a sera finisce a taralluci e vino. Al massimo finirà a coca-cola e hamburgher e poi via tutto come prima la giostra gira e altro giro altro regalo.

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john_ludd
Scritto il 3 ottobre 2013 at 12:25

Dunque:

Italia = melting pot di tribù politiche composte da imbecilli = ingovernabile
USA = guerra per bande, totale disconnessione dalla realtà = ingovernabile
UK = coalizione tra cani e gatti = ingovernabile
Germania = il donnone ha perso le elezioni dato che non ha una maggioranza = ingovernabile
Francia = chiunque governa peggiora le cose = ingovernabile

etc…

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kry
Scritto il 3 ottobre 2013 at 12:43

john_ludd@finanza,

Ops scusate. Tutto il mondo è ingovernabile ( non paese ). Grazie John d’avermi corretto, per mè è un onore essere un tuo allievo.

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ihavenodream
Scritto il 4 ottobre 2013 at 09:56

Si, in effetti è l’ennesima bufala dei giornali (e dei blog) per fare un po’ di sensazione in piu’…questo non è mica il primo shut down della storia e gli altri che ci sono stati non hanno avuto alcuna conseguenza rilevante…ovvio che oggi potrebbe essere diverso ma altrettanto ovvio che i mercati se ne freghino dello shut-down, per il momento…poi non confondiamo il sacro col profano per cortesia…qui è un teatrino di falchi, colombe, pitonesse, sinistrati, occupatori di tetti e di tette, che con la politica vera non ha niente a che fare…c’è un pluripregiudicato che vuole evitare la prigione semplice, cosa c’entra con la politica? In Usa la questione è tutta politica, politica vera, politica economica…c’è uno scontro tra 2 visioni economiche diametralmente opposte…in Usa è una importante questione di principio, da noi sarebbe un’inezia…il debt ceiling se ci fosse lo cancellerebbero in 20 secondi netti con una maggioranza bulgara e se ci sono problemi di bilancio basta alzare le tasse…ecco tutto a posto: così possono ritornare a parlare di cose serie, ad esempio: porcellum o matterellum, decadenza o retroattività, Ruby è o no la nipote di Mubarak, Renzi ci fa o ci è? Angelino si dimette o no? ecco tutta roba importante…

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anonimocds
Scritto il 5 ottobre 2013 at 11:28

Ciao DREAM!

Pimco stima l’impatto leggermente meno drammatico:
fra 0.1% (la medtá di ML) e 0.2% (stessa cifra di ML) per il trimestre per ogni settimana di blocco, con termine di paragone quello del 1996 che per 3 settimane di stop tolse circa 0.3% di crescita annualizzata a quel trimestre.

Da seguire ma – secondo me – non (ancora) drammatico.

Ho fiducia che dietro le schermaglie di natura politica le 2 parti si stiano parlando per trovare un accordo, magari accellerato nei tempi da un mercato che inizerá a farsi nervoso e a mandare qualche segnale di “fine ricreazione”.

How bad is a shutdown?

The government has shut down a total of 17 times before, with the longest shutdown occurring during the last episode in 1996, which lasted for 21 days. During that shutdown, GDP growth declined by 0.3% annualized in the quarter the shutdown occurred, but improved significantly the following quarter as furloughed employees received the back pay owed to them. We would not be surprised if growth feels a similar impact this time – approximately 0.1% to 0.2% of GDP (annualized) in the fourth quarter for every week of a shutdown; unlike 1996, however, it is not clear whether furloughed workers would be entitled to back pay.

While the growth impact – assuming a relatively short shutdown – is small in the grand scheme of things, the economy is also still grappling with approximately 1.7% of fiscal drag associated with the fiscal cliff and sequester, so a shutdown represents yet another self-inflicted wound to already modest growth.

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Scritto il 5 ottobre 2013 at 11:31

anonimocds,

ciao mitiko. bentornato! :D

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