RISPARMI: la paura, la svalutazione e il saldo di conto corrente

Scritto il alle 11:04 da Danilo DT

Indice della paura significa VIX. Ormai è risaputo che la volatilità significa incertezza, incertezza significa paura e quotazioni che rischiano di collassare. Ma se dal punto di vista di Wall Street tutto questo ha un senso, come possiamo misurare la paura di Main Street, ovvero non dal punto di vista della finanza ma dell’economia reale?
In passato vi ho già pubblicato il divergente andamento di consumi e risparmi. In altri termini, la crisi Covid-19 ha fatto lievitare in ogni dove il tasso di risparmio con conseguente frenata dei consumi.

Possiamo quindi ragionare proprio con un VIX diverso, alternativo che diventa sicuramente più realistico di un VIX ormai guidato artificiosamente dal sistema (qualcuno può dire il contrario?)
E la cosa sorprendente è vedere che non solo in Italia abbiamo registrato un’impennata dei risparmi: anche in altri paesi la situazione è la medesima.
Buttate un occhio sul grafico in apertura. In ogni dove il tasso di risparmio è più che raddoppiato (almeno). La gente ha paura del futuro (paura reale) e quindi preferisce mettere i soldi da parte. E consumerà poi più avanti, quando la situazione migliora. Ma il contesto attuale NON migliora, quantomeno per ora. E l’arrivo del lockdown di certo non aiuta.

(…) I dati presentati ieri nel bollettino mensile dell’Abi segnano un incremento della liquidità sui depositi anno su anno dell’8 per cento, a quota 1.682 miliardi, in aumento di 125 miliardi. A fine agosto la liquidità era già su quei livelli, a 1.671 miliardi. (…) Il trend fa più impressione se si tiene conto dell’andamento del reddito del Paese, il Prodotto interno lordo che a fine 2019 era a quota 1.787 miliardi. (…) [Source

La cifra è clamorosa. Sui c/c c’è praticamente un importo pari al PIL del Bel Paese. Infruttiferi, ma almeno disponibili. Investirli dove? No, troppo rischio, meglio averli sul c/c. Questo è il pensiero dell’italiano medio.
Non è mio obiettivo in questo post ragionare su cosa comporti finanziariamente il lasciare i soldi sul c/c. Qui volevo parlarvi dell’indice della paura reale. Per il resto, vi riporto questa slide.
Coefficienti ISTAT di svalutazione del denaro


Rapido commento: 100 € lasciati sul c/c nel 2005, oggi varrebbero i 20% in meno. Se la cosa fosse stata fatta nel 2001 la svalutazione sarebbe stata del 30% e del 50% se lasciati sul c/c nel 1989.
Però almeno non li avreste persi…vero? Col senno di poi ci sarebbe da dire molto sull’argomento. Non è mia intenzione in questa sede “invitare” ad investire a prescindere, sopratutto in questo contesto storico. Facciamo solo una considerazione statistica, ricordando però che azzeccare il “timing” non è mai così semplice.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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